La corsa ai supercomputer non si ferma, e così l’IBM ha dichiarato di essere al lavoro per la costruzione del più potente supercompter al mondo. Il supercomputer sarà disponibile per gli Stati Uniti e avrà una prestazione di 20 petaflop.
Sequoia (questo il nome del supercomputer) avrà 1.6 milioni di processori e 1.6 terabytes di memoria, utilizzati per tenere traccia di tutti gli armamenti nucleari e simularne l’invecchiamento e la sicurezza.
Sequoia dovrebbe essere attivo a partire dal 2012, ma nel frattempo l’IBM sta già lavorando ad un nuovo supercomputer della potenza di 500 teraflop che lavorerà come assistente di Sequoia. Sequoia, quindi, si appresta a superare le prestazioni di RoadRunner, attualmente il supercomputer più potente al mondo, con “solo” 1 petaflop di potenza.
Via | Theinquirer.net
Foto | Flickr
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Nel settore dei supercomputer presto verrà abbattuta la barriera del petaflop di velocità, raggiungendo potenze di calcolo impensabili fino a poco tempo fa. Secondo la lista dei più veloci supercomputer al mondo, pubblicata dal sito Top 500, al vertice della classifica ci sono Roadrunner, della IBM e Jaguar, della Cray.
Ma questi computer, oltre ad aver superato il limite del petaflop, fanno tante altre cose: grazie alla potenza di calcolo gli scienziati possono ora simulare fenomeni come i cambiamenti climatici con maggiore risoluzione e precisione, e studiare i comportamenti dei materiali nel settore energetico.
L’industria dei supercomputer è cresciuta enormemente negli ultimi dieci anni, e oggi viaggia parallelamente con la scienza che se ne serve. Infatti, superare la barriera del petaflop significa per gli scienziati di approfondire campi di studio nuovi, come la simulazione.
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Le realtà virtuali come Second Life e affini permettono, oggi, di creare delle copie digitali di grandi ambienti reali, potendo visitarli comodamente seduti dal proprio PC. Viaggiare ha sicuramente un indubbio vantaggio, rispetto all’esplorazione virtuale, ma come si fa se il mondo che vogliamo visitare non esiste più?
IBM ha realizzato una versione virtuale della Città Proibita, ovvero il palazzo imperiale delle dinastie cinesi Ming e Qing di Pechino. Dopo un lavoro durato tre anni, è possibile scaricare il client (275 MB) gratuito per accedere all’ambiente che replica esattamente la Città Proibita del passato.
In perfetto stile Second Life, è possibile crearsi un avatar con i vestiti dell’epoca Qing e esplorare gli edifici che compongono il mondo. E’ possibile interagire con gli oggetti e conoscere qualcosa di più su un’epoca passata e poco studiata sui nostri libri di scuola. Il client è disponibile per XP/Vista, Mac Os X e Linux.
Via | Techcrunch.com
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Ibm ha rilasciato la versione definitiva, la 1.0, di Lotus Symphony, un competitor gratuito di Microsoft Office basato su OpenOffice.org (ne avevamo parlato nel settembre scorso, quando era stata lanciata la beta pubblica).
A diffrenza di OpenOffice.org, però, Lotus Symphony non è un software open-source, anche se comunque la Ibm ha deciso di distribuirlo gratuitamente. L’applicazione da ufficio è basata sulla versione 1.1.4 del popolare OpenOffce, e spera di attrarre soprattutto il segmento delle piccole e medie imprese, anche se sappiamo che almeno per il momento in questo settore Microsoft Office continua ad essere imbattibile (pur essendo a pagamento).
Lotus Symphony è una suite composta da tre software: Documents (per scrivere), Presentations (per progettare presentazioni) e Spreadsheets (per creare fogli di calcolo). Tra le migliorie e le potenzialità che gli sviluppatori segnalano, una maggiore performance nel creare documenti, controllo ortografico anche su fogli di calcolo e presentazioni, possibilità di salvare presentazioni in formato Ppt e, in generale, interoperabilità migliorata con i documenti creati da Microsoft Office, OpenOffice.com e SmartSuite. Tra le 28 localizzazioni, è presente anche la lingua italiana.

Non è neanche passata una giornata dal buzz di Lotus Symphony che già è stato reso disponibile per il download da un’apposita sezione del sito dedicato a Lotus.
Lotus Symphony che è basato su OpenOffice 2.3 nasce dall’ingresso di IBM nel team di sviluppo della famosa suite opensource, ingresso voluto per garantire ai propri clienti Lotus la possibilità di lavorare indipendentemente da costose suite spesso sovradimensionate alle reali esigenze di molti piccoli uffici.
La suite è ovviamenteo compatibile con tutti i formati già gestiti da OpenOffice, tra cui ODF che sta cercando di imporsi come standard aperto, e disponibile per Windows e Linux.
A seguire una piccola carrellata di screenshot.
Una delle notizie del giorno è certamente il lancio, da parte di Google, del software per creare presentazioni inserito all’interno di Google Docs. È indubbio, l’abbiamo detto più volte, che i numerosi software gratuiti (sia tradizionali che web-based) per l’automazione d’ufficio sono attualmente uno dei punti deboli di Microsoft, che da leader del settore (Microsoft Office) si potrebbe ritrovare, a breve tempo, nel gruppo degli inseguitori.
Sarà perché tanti altri concorrenti si stanno muovendo nella stessa direzione che anche Ibm ha deciso di lanciare una suite di software gratuiti per l’ufficio. Si chiamerà Lotus Symphony e avrà al suo interno un word-processor e altri strumenti (come fogli di lavoro e software per creare presentazioni).
Forse davvero il futuro dell’automazione d’ufficio passa per il software gratuito?
Via | Reuters
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