Su queste pagine ho parlato spesso di HootSuite, il client da interfaccia web per Twitter (e non solo, perché ormai integra pressoché tutti i principali social network e le piattaforme di microblogging) che si contende con CoTweet il primato nel settore professionale per la gestione degli aggiornamenti di stato — ma pure di link tracking ecc., grazie ai servizi a esso correlati.
Recentemente il team degli sviluppatori di HootSuite ha annunciato la release di Barn Owl: si tratta di un insieme di caratteristiche aggiuntive, alcune delle quali già esplorate anche qui. Anzitutto la barra sociale di Ow.ly – raggiungibile e sfruttabile anche in modo indipendente come Post.ly per Posterous , ma specie le statistiche avanzate di Klout e un sistema d’apprezzamento simile ai like di Facebook, FriendFeed e ora Google Buzz fanno di HootSuite un servizio completo.
Cosicché è lecito domandarsi se HootSuite sia diventato la killer-application per il microblogging: per quanto mi riguarda la risposta è scontata, poiché già lo utilizzo da tempo come piattaforma principale per Twitter e Facebook. Oggettivamente è difficile ritrovare altrove la medesima completezza: soltanto CoTweet ha il valore aggiunto delle ^CoTags (un sistema per “firmare” gli aggiornamenti da utenze diverse per uno stesso profilo multi-utente), ma i prossimi aggiornamenti di Twitter dovrebbero renderle inutili perché la medesima feature sarà presto integrata nel core del servizio.
Mi è capitato spesso di parlare degli aggiornamenti di HootSuite – un client professionale per la gestione degli aggiornamenti di stato sulle piattaforme di microblogging e social networking tra quelli che ritengo più interessanti – e questa volta si tratta di URL shortening: la prima novità non è propriamente tale per chi già sfruttasse una delle sue estensioni per il browser.
Sto parlando dell’integrazione di Ow.ly come URL shortener: la social bar di Ow.ly appare da tempo nei link di chi aggiorna il proprio stato attraverso il bookmarklet installabile su Firefox e Chrome (che accorcia automaticamente l’indirizzo della pagina su cui ci si trova). Ciò che prima non c’era è il tracking dei link come statistica globale – con la redazione di una classifica generale – e per utente.
HootSuite, che ormai va ben oltre Twitter, aveva ricevuto un finanziamento di $1,9 milioni in venture capitalism che gli ha permesso di presentare un nuovo responsabile per la community e soprattutto d’investire in innovazione: è pur vero che il tracking testé introdotto non è poi così “rivoluzionario”, ma in poco tempo non si poteva chiedere di più. Vedremo cosa s’inventeranno in seguito.
Ormai HootSuite non ha più granché a che vedere con la sua funzione originaria — dal momento che dovrebbe essere un “semplice” client professionale per Twitter. Ovviamente non sto parlando di un difetto, ma della naturale evoluzione del servizio: dopo essersi messo in pari con le nuove feature del popolare servizio di microblogging e aver integrato le pagine di Facebook, HootSuite sta studiando l’integrazione con WordPress.com.
Quest’ultima può già essere abilitata dalle preferenze della dashboard di HootSuite in fase beta: occorre disporre di un blog su WordPress.com – perché la funzionalità non è ancora disponibile come plugin per il CMS – e aver abilitato le API di Twitter nel profilo. È così possibile pianificare i post e pubblicarli su più account contemporaneamente, esattamente come già avveniva per i tweet e gli aggiornamenti di stato per Facebook e LinkedIn.
Nel contempo sono state attivate altre funzioni accessorie come i tooltip per i trending topics di Twitter e le anteprime di URL e immagini: non è certo stato un Natale di riposo per gli sviluppatori di HootSuite. Non è tutto: con la funzione real time di Twitter è stata aggiunta la possibilità di visualizzare un maggior numero di tweet per ogni scheda ed è stato aperto una sorta di app store che raccoglie tutte le estensioni e le applicazioni ufficiali di HootSuite.