Grazie alla politica di inserimento automatico di Internet Explorer nei sistemi operativi Windows, Microsoft ha negli anni conquistato una fetta enorme del mercato dei browser. Ma nei mesi scorsi l’Unione Europea ha di fatto costretto Microsoft a cambiare strategia e a permettere maggiore libertà agli utenti nella scelta del browser di riferimento.
Tuttavia il vice presidente di Mozilla, Harvey Anderson, ha espresso dei dubbi sulla possibilità che ciò avvenga davvero. La sua principale preoccupazione è che Windows contenga dei meccanismi nascosti che potrebbero incoraggiare gli utenti a scegliere comunque Internet Explorer come browser di default.
Spesso Microsoft è stata interrogata su questi quesiti, ma le risposte sono state vaghe e aperte a diverse interpretazioni.
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Ieri vi abbiamo riportato la notizia secondo cui Internet Explorer ha perso quasi 11 punti percentuali nei confronti degli altri browser. Sul blog di Zoho è apparsa una interessante analisi di cosa stia succedendo al browser di casa Microsoft.
Bisogna innanzi tutto tenere conto della particolare situazione di Internet Explorer, che nel corso degli anni ha creato non pochi grattacapi giudiziari a Redmind, soprattutto in Europa. Microsoft è stata costretta a pagare milioni in multe, fino alla recente decisione di rilasciare una versione di Windows 7 senza il popolare browser.
In sintesi: i sistemi operativi hanno uno sviluppo necessariamente lento, mentre i browser si evolvono molto velocemente, proprio perchè le tecnologie e gli standard (HTML, CSS, Javascript ecc…) sono in rapida evoluzione.
Fino a quanto Internet Explorer era quasi l’unico browser esistente al mondo, non c’era bisogno di uno sviluppo veloce, ma contemporaneamente questa situazione ha paralizzato la capacità di IE di evolversi rapidamente. Il motivo? Microsoft ha spesso sostenuto che un browser è una componente fondamentale di un sistema operativo.
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La guerra dei browser non è mai stata così calda come in questo periodo. Per più di dieci anni Microsoft ha tenuto il primato del settore, dopo aver praticamente ucciso Netscape con il suo Internet Explorer. Ma ora deve guardarsi le spalle dai nuovi agguerriti concorrenti.
Il primo avversario è ovviamente Firefox 3.5, che in pochi giorni è stato scaricato quasi 14 milioni di volte. Seguono Safari 4 e Google Chrome. Alcuni dati mostrano come le abitudini delle persone stiano rapidamente cambiando. Il grafico di Statcounter, che potete vedere a questo link, mostra come, da marzo, Internet Explorer ha perso ben 11.4 punti percentuali rispetto agli altri browser. Questo valore comprende tutte le versioni di IE, dalla 6 alla 8.
Il browser che ha perso più punti è proprio Internet Explorer 7, quasi sorpassato da Firefox 3.0 e in calo anche rispetto a Internet Explorer 8, che a giugno ha superato IE 6. Ma, tutte insieme, le versioni di Internet Explorer detengono ormai solo il 54.4% delle quote di mercato, rispetto al 65.8% relativo a marzo 2009.
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Abbiamo più volte parlato della “guerra dei browser”, ma il seguente dato potrebbe stupire molti lettori: infatti il 60% delle aziende e delle imprese continua ad utilizzare Internet Explorer 6. Lo confermano i dati elaborati da Forrester Research.
E così, mentre l’evoluzione dei software va avanti, così come quella del Web, le aziende continuano ad usare un browser vecchio, considerando il recente rilascio di Internet Explorer 8. Un dato preoccupante: secondo gli analisti di Forrester, le aziende, oggi, hanno bisogno di una strategia di adozione dei browser.
In generale, Internet Explorer copre il 78% del totale, con IE 7 al 39%, mentre Firefox raggiunge il 18.2% del mercato delle imprese, Chrome al 2% e Safari fermo all’1.4%.
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