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Tutti gli articoli con tag groupon

La rivincita di Groupon

pubblicato da Rosario

La rivincita di GrouponNegli ultimi mesi, Groupon e il suo staff non se la sono passata tanto bene: dall’errore nei conti relativi all’ultimo quarto del 2011, alla presa in giro sulla nascita della Terra, l’azienda ha attraversato notevoli imbarazzi, al punto da spingere il CEO Andrew Mason a dire basta ai rischi stupidi.

La rivincita di Groupon sembra però partire da ora, con l’annuncio dei dati finanziari relativi al primo quarto del 2012, durante il quale la società ha registrato una perdita di 11,7 milioni di dollari, ben inferiore ai 146,5 milioni rilevati nello stesso periodo nel 2011, quando ancora non era stata quotata in borsa. Poche perdite ma anche tanti guadagni, addirittura quasi raddoppiati: dai 295,5 milioni del 2011 ai 559,3 milioni di quest’anno, superiori anche alle attese degli analisti fissate a 530,5 milioni.

L’annuncio dei dati finanziari ha anche causato una risalita del valore delle azioni di Groupon, in precedenza precipitate sotto i 10$: secondo il CEO Andrew Mason, i risultati dimostrerebbero i “nostri progressi nel fornire opportunità a commercianti e clienti in tutto il mondo”, rinnovando la fiducia a nuovi progetti come gli SmartDeal. Errori nei conti a parte, che si spera stavolta non siano avvenuti, potrebbe dunque essere questo l’inizio della risalita per Groupon dopo gli scivoloni nei mesi passati: cosa ne pensate?

Via | Nytimes.com

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Groupon deve evitare "stupidi rischi": parola del CEO Andrew Mason

pubblicato da Rosario

Groupon deve evitare "stupidi rischi": parola del CEO Andrew MasonDa quel 4 novembre 2011 in cui Groupon si quotava in borsa sulle ali dell’entusiasmo sono passati solo pochi mesi, eppure per l’azienda guidata da Andrew Mason gli ultimi tempi sono stati piuttosto burrascosi. In picchiata nella stessa borsa, dove il titolo sta riuscendo a riprendersi in questi ultimi giorni pur conservando una svalutazione del 50% rispetto al principio, la reputazione online non è decisamente ai livelli di qualche anno fa.

Ben conscio dell’attuale situazione, il CEO di Groupon ha riunito i propri impiegati, tenendo un discorso lungo circa un ora e rimarcando come l’azienda con base principale a Chicago non abbia più margine per errori: chiaro riferimento al fattaccio relativo alla revisione dei conti avvenuta qualche settimana fa, con conseguente imbarazzo nei confronti degli investitori. Come farà Groupon a risolvere il problema, garantendo che i conti tornino in futuro? Assumendo più personale all’interno del reparto finanziario.

Ecco il commento di Mason su quanto avvenuto:

“È stata l’ultima di una serie di esempi su quanto stiamo sbagliando come società pubblica. Dobbiamo migliorare in questo.”

Secondo il trentunenne CEO, Groupon dovrà quindi darsi da fare rallentando un attimo le proprie operazioni per concentrarsi su quelle più importanti, tra le quali “qualità e controllo” per “non prendere rischi stupidi”.

Piccola nota di colore: durante la stessa riunione Mason ha a un certo punto chiesto scusa per aver bevuto troppa birra. A quanto pare infatti, nella serie di appuntamenti settimanali che si tengono in quel di Groupon, agli impiegati è permesso di avere accesso anche a questo tipo di bevanda. Che qualcuno nel reparto finanziario ne abbia fatto ampio uso anche qualche tempo fa?

Via | Wsj.com
Foto | Wikipedia

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Groupon e la Terra nata 400 anni fa

pubblicato da Rosario

Groupon e la Terra nata 400 anni fa

Non è un buon momento per Groupon: dopo aver scatenato numerose polemiche provenienti da clienti e investitori, l’azienda americana ha visto precipitare il valore delle proprie azioni dai circa 26$ del 4 novembre ai circa 12$ di ieri, 18 aprile. Ma gli errori sui conti relativi ai profitti non sono gli unici, visto che qualcuno deve aver probabilmente sbagliato anche quelli relativi alla pur nobile iniziativa legata all’Earth Day 2012 in programma per il prossimo 22 aprile. Iniziativa per la quale è stato chiamato in causa anche l’attore Edward Norton, che forse ora starà ridendo un po’ meno degli altri.

Inviando un messaggio email ai propri clienti negli Stati Uniti, Groupon ha infatti riportato la scritta che vedete qui sopra, annunciando la celebrazione del compleanno numero 400 per la Terra: uno svarione abbastanza clamoroso, che ha lasciato pensare a un possibile errore volontario per generare buzz in un modo o nell’altro. Fatto sta che su Twitter si è immediatamente scatenata la serie di prese in giro all’account di Groupon, che con le sue risposte ha scoperto ulteriormente il proprio fianco agli ironici cinguettatori.

Anche la pagina Wikipedia del 1612 in inglese è stata modificata per l’occasione, con l’indicazione “18 aprile – Nascita della Terra, secondo Groupon”. E noi che pensavamo che la Terra fosse nata, anno più, anno meno, 4,65 miliardi di anni fa!

Via | Thenextweb.com

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Il clamoroso fiasco di Groupon

pubblicato da Rosario

Il clamoroso fiasco di GrouponIn giro, ormai da diversi giorni, qualcuno starà pronunciando il classico l’avevo detto. Ha infatti tenuto banco la settimana scorsa la clamorosa marcia indietro di Groupon, che in soldoni ha dovuto fronteggiare una causa legale con la quale investitori accusano la società nativa di Chicago di aver gonfiato i propri ricavi, fornendo di conseguenza risultati finanziari falsi e dimostrando che alla fine della fiera il modello di business dei coupon non è poi la gallina d’oro che si potesse pensare finora.

La revisione dei conti ha portato all’annuncio di una perdita di circa 65 milioni di dollari negli ultimi quattro mesi del 2011, ma quel che è peggio è l’andamento in borsa della società, passata in pochi mesi (da novembre) dal 20$ per azione di partenza a un picco di 31$, precipitando in questi giorni a 15,28$. Ne sa qualcosa l’investitore Fan Zhang, che avrebbe pagato 61.800$ per comprare a Febbraio 3.000 azioni Groupon, rivendute a marzo ottenendo una perdita di circa 9.000$. Del resto, a leggere la storia di Eric Lefkofsky, co-fondatore di Groupon, qualche dubbio sorge spontaneo, così come già a metà 2011 c’era chi parlava di “disastro economico-ferroviario” annunciato in attesa di accadere.

Ma sono state proprio le ultime settimane a scatenare la bufera: sulla rete sono proliferate critiche sul sistema di deal messo in piedi da Groupon, portando anche in Italia alla nascita di blog e gruppi Facebook destinati a raccogliere i malumori sia dei clienti che degli esercenti affidatisi al servizio. Un servizio che inizialmente avrebbe anche consentito a chi faceva parte “del giro” di ottenere benefici più o meno apparenti, scoprendo man mano però il fianco alle critiche sui suoi punti deboli, portando all’interessamento sulla questione da parte di Striscia la Notizia, che ha riproposto nelle ultime settimane il problema in scala amplificata.

Continua a leggere: Il clamoroso fiasco di Groupon

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Facebook chiude Deals e Places: un sollievo per Groupon e Foursquare

pubblicato da Federico Moretti

GrouponNiente da fare per Facebook Deals: la piattaforma per gli sconti sugli acquisti ha chiuso i battenti a quattro mesi dal lancio. Le offerte erano disponibili soltanto in alcune città degli Stati Uniti e il servizio non arriverà mai in Europa. Groupon può tirare un sospiro di sollievo, venendo a mancare uno dei rivali più promettenti.

Deals non è l’unica funzione sospesa da Facebook: Places, nonostante la discreta diffusione, farà la stessa fine. E in questo caso è Foursquare a sorridere. La localizzazione geografica però non sarà rimossa del tutto, perché dai dispositivi mobili si potrà ancora impostare la posizione come negli aggiornamenti di stato su Twitter.

A prescindere dall’apprezzamento riservato ai due prodotti, la scelta di Facebook dimostra che sul web c’è tuttora spazio per altre piattaforme. Il social network di Mark Zuckerberg, al pari di Google, ha i propri limiti e il fallimento di Deals e Places avvantaggia i portali più specializzati. È una vittoria contro il “monopolio”.

Via | The Next Web

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Le banche venderanno informazioni sui nostri acquisti con carta di credito?

pubblicato da Peppe Croce

Cosa compriamo e quanto spendiamo, al momento, non viene divulgato o "venduto" al di fuori delle mura degli istituti bancari. Che hanno due opzioni: monetizzare queste informazioni o cambiare politica sulla privacyDomanda non da poco: nell’era della pubblicità targetizzata, che uso fanno le banche delle informazioni derivanti dagli acquisti fatti dai propri clienti tramite carta di credito? Questi dati restano tra le mura dell’istituto, o vengono ceduti a società esterne?

Se lo è chiesto Forbes che, sul blog di Kashmir Hill, fa il punto della situazione e, almeno in parte, rassicura gli amanti dello shopping elettronico. Al momento, secondo quanto risulta alla Hill, le banche non vendono queste informazioni. Ma non è detto che non le usino. Al contrario: cosa acquistiamo, quanto spendiamo e con che frequenza sono informazioni molto utili per le banche che, però, continuano a farne un uso “in-network”, senza cioè venderle.

Secondo Madeline Aufseeser, senior analyst di Aite Group, queste informazioni potrebbero essere presto utilizzate dalle banche per far concorrenza ad alcuni servizi come Groupon o LivigSocial, che al momento spopolano nel settore dello shopping sociale. L’affare varrebbe la bellezza di un miliardo di dollari l’anno e non sarebbe molto difficile da mettere in piedi.

Le banche, d’altronde, hanno uno storico di informazioni che qualunque servizio online attuale si sogna. Aggiungo: le banche hanno anche conoscenza di quando hai i soldi sul conto e quando sei a secco. Immaginate di aver appena ricevuto lo stipendio dopo qualche settimana di ristrettezze o di aver incassato un pagamento consistente in un periodo di magra. In quel momento iniziano ad arrivare le offerte di marketing, anche interessanti (anzi peggio ancora se interessanti). Come reagireste?

Via | Forbes
Foto | Flickr

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Sosasta.com: il database utenti del Groupon indiano finisce su Google

pubblicato da Rosario

Sosasta.com: il database utenti finisce su Google

Incredibile ma vero: è sicuramente questa la reazione che si ha nel leggere il riassunto di quanto successo a Sosasta.com, sito indiano di proprietà di Groupon. L’intero database degli utenti di Sosasta è infatti finito per essere indicizzato da Google, e quindi praticamente pubblicato sul web da degli amministratori che definire un po’ troppo superficiali è sicuramente poco.

Il numero di account coinvolto sarebbe pari a 300.000: nel database naturalmente username, password (in chiaro!) e indirizzi email di tutte le persone iscritte al “Groupon indiano”. A scoprire il fattaccio, l’esperto in sicurezza australiano Daniel Grzelak, che si è trovato davanti alla cruda realtà mentre era invece impegnato a occuparsi non di Sosasta nello specifico, ma a cercare database pubblicamente accessibili che potessero per l’appunto contenere accoppiate di indirizzi email e password: per farlo un metodo molto semplice, quello di cercare su Google file di tipo SQL associati nella stringa di ricerca a parole come “password”, “gmail” e “hotmail”.

Il motivo di tutto ciò è presto detto: tra le varie attività svolte nella sua vita, Grzelak si occupa anche del sito web shouldichangemypassword.com, creato per raccogliere informazioni su account compromessi in giro per Internet, in modo da far sì che i possessori di tali credenziali d’accesso possano rendersi conto della loro violazione e prendere provvedimenti. Fatta la scoperta, il buon Daniel ha contattato anche il CEO di Groupon, Andrew Mason, il quale ha provveduto a richiamarlo nel giro di 24 ore, provvedendo nel frattempo a rimuovere il database e dare il via a un’indagine interna.

Il comunicato diffuso poi da Groupon rimarcava l’azione intrapresa, facendo allo stesso tempo sapere che la piattaforma di Sosasta è basata comunque (e fortunatamente) su dei server separati dal resto dei siti Groupon delle altre nazioni. Un piccolo sospiro di sollievo, almeno per chi non si trova in India.

Via | Risky.biz

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Facebook s'accoda a Google sulle offerte alla Groupon: si risparmia?

pubblicato da Federico Moretti

Facebook ha cominciato a portare le offerte sulla piattaforma per il desktop: i Deals, introdotti in novembre, erano finora previsti soltanto in associazione a Places e accessibili dall’interfaccia mobile o touch. Google ha aperto Offers da qualche settimana, sugli acquisti via Checkout. Groupon resta però la piattaforma più estesa.

Non tutte queste soluzioni sono accessibili dall’Italia: a partire dal 31 gennaio di quest’anno, Facebook ha portato le sue offerte nella Penisola per le sole applicazioni mobili. Google non ha ancora esportato il servizio in Europa, quello di Foursquare comincia a espandersi nel nostro Paese. Presto arriverà Local Offers di Yahoo.

Groupon, avendo acquistato CityDeals, è riuscita a imporsi presto in Europa: motivo per cui Google era interessata a rilevare la società. È facile intuire come i social network possano segnalarci delle offerte in base ai nostri interessi. È difficile capire se e quanto si risparmi davvero: il caso di Amazon sul Kindle è un esempio.

Via | Facebook

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Google Offers diventa realtà

pubblicato da Rosario

Il video che vedete qui sopra risponde alla domanda “Cosa offrirà Google?” e sancisce di fatto il lancio ufficiale di Google Offers, il concorrente di Groupon progettato in quel di Mountain View. Frenate però i vostri entusiasmi, visto che il programma è per ora disponibili nelle sole aree metropolitane di New York, Portland, San Francisco e Oakland.

Ricorderete sicuramente di aver già sentito parlare su questi stessi lidi di Google Offers, sul quale adesso sappiamo finalmente qualcosa (ma non troppo) in più. E quello che ci viene detto non si distanzia poi molto dal funzionamento di Groupon, visto che Google promette il “50% o più di sconto nei tuoi luoghi preferiti”: tutto quello che c’è al momento è la pagina linkata più sopra, dalla quale è possibile accedere a un form di iscrizione per i residenti nelle aree sopra indicate.

Il “mistero” su Google Offers viene quindi svelato solo in parte da Google: non ci resta che aspettare per sapere cosa hanno studiato Larry Page e i suoi.

Via | Mashable.com

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Facebook vuole espandere Deals per avvicinarsi a Groupon?

pubblicato da Rosario

Facebook vuole espandere Deals per avvicinarsi a Groupon?

Ricorderete quando qualche tempo fa abbiamo parlato di Groupon e dei suoi concorrenti possibili o reali, tra i quali evidenziavamo un Facebook Deals allora dotato di sensibili differenze nei confronti di Groupon, ma comunque intenzionato a diventare per il social network di Mark Zuckerberg la via principale d’accesso ai deal ottenibili con l’uso combinato di Facebook Places.

A quanto pare, le differenze potrebbero a breve assottigliarsi visto che Facebook starebbe per avviare una fase di testing di nuove funzionalità, con le quali il proprio servizio si avvicinerebbe molto a quello di Groupon: lo ha riportato nei giorni scorsi Bloomberg News, secondo cui il test partirà nelle città di Atlanta, Austin, Dallas, San Diego e San Francisco. Ma la notizia più importante l’ha fornita un portavoce dello stesso Facebook, secondo il quale il test riguarderà la possibilità per gli iscritti di acquistare i Deal attraverso il social network con la possibilità di condividerli anche con i propri amici. Le attività commerciali potranno dal canto loro collegarsi a Facebook e inserire i propri Deal. Se tutto ciò vi suona familiare, probabilmente è proprio perché a grandi linee è quello che si fa su Groupon.

Da parte di Facebook ci sarebbe dunque l’intenzione di ingrandire il proprio servizio Deals, attualmente legato come dicevamo ai dispositivi mobili e alla geolocalizzazione di Facebook Places: una scelta che metterebbe la piattaforma in diretta concorrenza non solo con Groupon, ma anche con tutti i simil-Groupon che nel corso degli ultimi tempi sono venuti fuori e continueranno a spuntare, tra i quali risulta degna di considerazione l’azione di Amazon, che ha deciso di buttarsi nel giro già da tempo con LivingSocial.

Considerando questi nuovi elementi, la nostra teoria di qualche tempo fa a questo punto crollerebbe inesorabilmente, ma del resto poteva essere prevedibile che prima o poi anche Facebook volesse strizzare l’occhio al modello vincente (per ora) di Groupon per espandere il proprio mercato. Difficile per ora prevedere chi potrà spuntarla tra i vari contendenti, anche se le centinaia di milioni di iscritti per Facebook potrebbero essere un’ottima fonte di vantaggio per Zuck e i suoi “cannibali di Internet”.

Via | Allfacebook.com

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Google Offers, Ebay Kuponan e Facebook Deals: gli anti Groupon?

pubblicato da Rosario

Google Offers, Ebay Kuponan e Facebook Deals

Che Groupon stia mietendo successi, almeno tra i finanziatori, è un dato di fatto. Lo scorso Dicembre la società che ha base a Chicago ha ottenuto finanziamenti per ben 950 milioni di dollari. Cifra esorbitante se si considera la situazione finanziaria odierna.

Come funziona Groupon? Il meccanismo è semplice: si tratta di promozioni che negozi, ristoranti, centri benessere o comunque esercizi commerciali offrono ai propri clienti. Solitamente si tratta di “coupon” che permettono di ottenere un forte sconto su un determinato servizio o prodotto. Il coupon si ottiene semplicemente abbonandosi ad una newsletter gratuita, sulla quale vengono inviate le offerte della propria città. Il venditore fa quindi pubblicità mirata localmente, gli acquirenti sono contenti di usufruire di sconti. Dove sta allora il guadagno di Groupon? Da quanto abbiamo capito, Groupon prende una percentuale sul valore dei coupon venduti.

Sembra proprio essere la facilità d’uso il successo di Groupon, che come il celebre settimanale “vanta molti tentativi di imitazione”. Un modello che sembra funzionare quindi a dovere, con alcuni colossi come Ebay, Google e Facebook entrati più o meno prontamente anche loro in azione dopo aver fiutato l’affare. Il primo, Ebay, sta conducendo in sordina una sorta di sperimentazione in India e nelle Filippine. Il progetto indiano si chiama KouponanIndia, e per ora riguarda le sole Mumbai e Delhi. Da notare che invece per quanto riguarda il KuponanFilippine non c’è una localizzazione per città: l’offerta presente è relativa a un determinato servizio, acquistabile in maniera molto simile a quella vista su Groupon. Il meccanismo scelto da Ebay prevede che il venditore scelga lo sconto, ma anche un numero minimo di buoni offerti. I coupon diventano “validi” nel momento in cui le richieste superino questo numero.

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