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Tutti gli articoli con tag grooveshark

Grooveshark cita in giudizio Digital Music News: vuole il nome di un commentatore anonimo

pubblicato da Daniele P.

il logo di groovesharkContinua la battaglia legale tra Grooveshark, il servizio di streaming musicale gratuito, e le quattro più grandi case discografiche del mondo - Universal Music Group, Sony Music Entertainment, EMI Music e Warner Music Group - unite contro l’upload illegale di musica da parte di alcuni vertici di Escape Media Group Inc., il gruppo proprietario di Grooveshark. L’ultima mossa dell’azienda, però, sta facendo parecchio discutere: ha citato in giudizio Paul Resnikoff, proprietario e autore principale del sito di informazione musicale Digital Music News. Il motivo? Grooveshark vuole i dati di un commentatore anonimo.

Ma facciamo un passo indietro. Nella documentazione fornita dalla Universal per la causa contro Grooveshark c’è anche un articolo pubblicato il 13 ottobre 2011 da Resnikoff su Digital Music News in cui vengono proposti ai lettori alcuni stralci di un botta e risposta avvenuto via mail tra il Senior Vice President di Grooveshark, Paul Geller, e il team del chitarrista e compositore Robert Fripp in cui si legge che l’azienda ha ignorato le ripetute richieste di rimozione del materiale di Fripp da Grooveshark.

L’articolo ha ricevuto una serie di commenti e tra questi c’è stato quello di un utente anonimo che si è presentato come un ex dipendente di Grooveshark ed ha spiegato dettagliatamente come dai piani alti i dipendenti ricevessero l’ordine di caricare brani pur non avendone i diritti. Non solo: “sono stato lì un po’ e non mi piaceva l’atteggiamento dell’amministrazione nei confronti degli artisti. Loro erano il nemico, la minaccia. Le cose che venivano dette erano terribili […] al punto che non potrei immaginare cosa succederebbe se qualche hacker rendesse pubbliche quelle conversazioni avvenute via mail. […] Non c’è modo di togliere i brani da Grooveshark, l’amministrazione sa che molti artisti non possono permettersi di intentare una causa“.

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La EMI porta Grooveshark in tribunale per violazione del contratto

pubblicato da Daniele P.

GroovesharkAncora guai per Grooveshark, il servizio di streaming musicale gratuito già oggetto di una causa intentata da tre delle quattro più grandi case discografiche, Universal Music Group, Sony Music Entertainment e Warner Music Group. Stavolta a schierarsi contro Grooveshark è la EMI Music, l’unica tra le major con cui Escape Media Group, il gruppo proprietario del popolare servizio, era riuscita a stringere un accordo.

Nel 2009, a seguito di una causa intentata dall’etichetta discografica, Escape Media Group aveva accettato di pagare i diritti d’autore per i brani caricati su Grooveshark e messi gratuitamente a disposizione degli utenti. Quell’accordo, però, non è stato rispettato ed ora la EMI Music, che non ha mai visto un soldo contrariamente a quanto pattuito, ha intentato una causa contro l’azienda per violazione del contratto ed ha chiesto, stando a quanto rivela il New York Times, almeno 150 mila dollari.

La risposta di Grooveshark non si è fatta attendere, più concisa che mai: “Questa è una disputa contrattuale che risolveremo quanto prima“. Se questa causa, come lasciano intendere queste poche parole, non sembra preoccupare l’azienda, restano da attendere gli sviluppi di quella intentata dalle tre major. Ad oggi non si hanno notizie ufficiali, quindi si può intuire che non è stato raggiunto alcun accordo e il caso non è stato ancora chiuso.

Via | New York Times

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Warner e Sony Music insieme alla Universal contro Grooveshark

pubblicato da Daniele P.

il logo di groovesharkNuovi guai in vista per Grooveshark, il servizio di streaming musicale gratuito che permette agli utenti di effettuare l’upload di brani che vengono poi eseguiti in streaming sui dispositivi di chi li ascolta. Sony Music Entertainment e Warner Music Group hanno deciso di unirsi a Universal Music Group nella causa intentata nel novembre scorso contro il gruppo proprietario di Grooveshark, Escape Media Group Inc.

I motivi, lo ricorderete, sono legati al comportamento illegale di alcuni alti vertici dell’azienda, tra i quali anche lo stesso CEO Sam Tarantino, che, secondo quanto già affermato da Universal Music, avrebbero effettuato l’upload di 113.000 brani senza averne i diritti, quindi illegalmente. L’azienda si è già preoccupata di rispondere con un comunicato:

Siamo intenzionati a difenderci aggressivamente in tribunale. Grooveshark è un’azienda fondata sul nostro amore per la musica e sulla nostra passione che è quella di dare ai musicisti una piattaforma attraverso la quale raggiungere un pubblico mondiale. Rispettiamo la proprietà intellettuale degli artisti e le nostre politiche sono modellate per assicurare che vengano caricati solo contenuti autorizzati.

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Grooveshark risponde a Universal

pubblicato da Rosario

Grooveshark risponde a Universal

È un documento di 45 pagine a contenere le motivazioni della causa aperta da Universal Music Group a Grooveshark, all’interno del quale lo “YouTube musicale” viene senza mezzi termini definito come sito pirata. All’interno del documento, anche i dettagli sulle operazioni di upload che secondo Universal sarebbero state condotte dagli stessi vertici di Grooveshark (a partire dal CEO), per un totale di ben 113.700 canzoni includendo brani di Bob Marley, Eminem, Guns N’ Roses, Jay-Z e Black Eyed Peas. È ovvio quindi come tutto questo potrebbe far cadere in brevissimo tempo la classica difesa dei servizi come Grooveshark: quello di essere dei semplici mezzi, all’interno del quale sono gli stessi iscritti a commettere l’illecito. Ma se dovesse essere accertato il coinvolgimento delle alte sfere?

Comunque sia, nel riportarvi la notizia del procedimento legale che potrebbe addirittura portare alla chiusura di Grooveshark, ci domandavamo quando la risposta ufficiale sarebbe arrivata da parte dei vertici della piattaforma, risposta arrivata proprio nella tarda giornata di ieri. Grooveshark criticata pesantemente la mossa della major di informare la stampa della causa legale, ancor prima di mettere lo stesso staff della piattaforma web a conoscenza, definendo le accuse di Universal come “spudoratamente false” e basate su un semplice commento a un post apparso su un blog.

Secondo TorrentFreak il fatto sarebbe riferito a Digital Music News. dove un commentatore anonimo aveva sostenuto di essere a conoscenza del fatto che agli stessi impiegati di Grooveshark venissero offerti bonus dalla società per l’upload di materiale protetto da copyright, in un sistema tanto efficiente da far sì che addirittura Grooveshark potesse andare avanti senza avere troppo bisogno che gli utenti stessi della piattaforma effettuassero gli upload. Una linea comportamentale che Universal sembrerebbe credere in pieno, al punto da inserirla all’interno del suddetto documento.

Come al solito, siamo all’interno di un batti e ribatti dall’esito incerto, ma che come dicevamo vista la presenza di una major importante come Universal potrebbe alla fine arrivare a decretare la chiusura di Grooveshark. Non ci resta che restare in attesa di vedere come si evolverà la faccenda.

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Universal Music Group fa causa a Grooveshark

pubblicato da Rosario

Grooveshark si difende: "quello che facciamo è legale"Con buone probabilità conoscerete già Grooveshark, definito qualche tempo fa su queste stesse pagine una sorta di “YouTube musicale”, all’interno del quale gli utenti possono effettuare l’upload di brani che vengono poi eseguiti in streaming sui dispositivi di chi li ascolta. Già al tempo del post appena linkato pubblicammo una lettera aperta difensiva per il servizio firmata da Paul Geller, Executive Vice-President of Strategic Development di Grooveshark, interrogandoci sul futuro di questo servizio sopratutto vista la tendenza delle major discografiche a portare in tribunale servizi del genere.

A quanto pare, proprio in questi giorni Universal Music Group ha fatto causa a Grooveshark, basando il proprio attacco sugli upload effettuati illegalmente sulla piattaforma, quantificati in 100.000 file. All’interno della richiesta di Universal, anche un risarcimento danni pari a 150.000$ per ogni canzone inserita su Grooveshark senza permesso, per una cifra totale che non stiamo a scrivere ma che suona decisamente astronomica. Al di là dell’aspetto legale, Universal ha inoltre indicato il CEO stesso di Grooveshark Sam Tarantino come uno degli “uploaders” illegali, che avrebbe inserito sul servizio un totale di almeno 1.791 canzoni di proprietà di Universal.

Tenendo presenti casi analoghi appartenenti al passato, appare evidente come l’intento di Universal possa essere non tanto quello di ottenere il megapagamento da parte di Grooveshark, quanto quello di vedere il servizio chiuso attraverso un’ingiunzione del tribunale: il potere economico e politico di Universal del resto è tale da fare sicuramente paura anche a uno squalo. Nel frattempo comunque lo staff di Grooveshark si è chiuso dietro un “no comment”, in attesa di ricevere una copia della documentazione prodotta dalla major.

Via | Thenextweb.com

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Grooveshredder: un'estensione Firefox per salvare canzoni in mp3 da Grooveshark

pubblicato da Rosario

Grooveshredder: un'estensione Firefox per salvare canzoni in mp3 da Grooveshark

Molti di voi conosceranno probabilmente Grooveshark, come dicevamo qualche tempo fa una sorta di “YouTube musicale” all’interno del quale gli utenti possono effettuare l’upload di brani che vengono poi eseguiti in streaming sui dispositivi di chi li ascolta.

Proprio come esistono per YouTube svariati modi per scaricare video e audio nei vari formati disponibili, anche Grooveshark ha il suo downloader, in questo caso un’estensione Firefox: si tratta infatti di Grooveshredder, il quale uso è quindi subordinato all’installazione del browser Mozilla sul vostro PC.

Il funzionamento è molto semplice: nel momento in cui fate doppio clic su una delle canzoni che volete riprodurre su Grooveshark, Grooveshredder aprirà automaticamente una finestra di dialogo, chiedendovi se volete salvare il brano o no in formato mp3: in pieno stile download-manager, l’estensione permette di cambiare nome al file ed eventualmente di specificare un path specifico dove salvarlo. L’unica controindicazione è costituita dal fatto che la canzone non parte se il file non viene scaricato completamente, o annullato il download.

Via | Addictivetips.com

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Grooveshark si difende: "quello che facciamo è legale"

pubblicato da Rosario

Grooveshark si difende: "quello che facciamo è legale"Sarà capitato sicuramente a diverse persone di incappare almeno una volta in Grooveshark, una sorta di “YouTube musicale” all’interno del quale gli utenti possono effettuare l’upload di brani che vengono poi eseguiti in streaming sui dispositivi di chi li ascolta. Proprio come nel caso di YouTube, sulla piattaforma finisce un po’ di tutto, ed è per questo che la società con base in Florida ha deciso di pubblicare una lettera aperta firmata da Paul Geller, sul sito identificato come Executive Vice-President of Strategic Development. All’interno del testo, TechDirt ci aiuta ad evidenziare i seguenti passi:

“C’è prima di tutto una differenza tra legale e sotto licenza. Le leggi vengono dal Congresso. Le licenze dalle aziende. Grooveshark è completamente legale perché rispettiamo le leggi stabilite dal Congresso, ma non abbiamo le licenze di tutte le case discografiche (non ancora). Siamo un’azienda tecnologica, che opera nei confini del Digital Millennium Copyright Act del 1998 (DMCA). Alcuni potrebbero farvi pensare che chi di noi usa il DMCA per innovare sta automaticamente violando le leggi e affidarsi al Porto Sicuro del DMCA equivale ad ammettere la propria colpa. Non è così.

Il Porto Sicuro del DMCA incoraggia le aziende tecnologiche a innovare, nella speranza che possano eventualmente risolvere alcuni dei problemi che affligge al giorno d’oggi chi crea contenuti. Il Porto Sicuro suona come se fosse scritto specificamente per YouTube e Grooveshark, e la sua necessità continua a farsi sentire ogni giorno. Se non ci fosse questo concetto, molti dei prodotti e dei servizi che stanno facendo diminuire la pirateria non sarebbero mai nati.”

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Con TinySong condividere una canzone diventa immediato

pubblicato da D@di

TinySong

Desiderato mai condividere una canzone con un/una vostro/a amico/a, per fargliela ascoltare o magari per mostrargli/le il vostro stato d’animo? Adesso moltissime canzoni sono presenti con i loro video su YouTube e quindi la condivisione è diventata semplice rispetto a qualche anno fa.

Esiste, però, un servizio ancora più immediato che si comporta un po’ come TinyUrl. Si chiama TinySong ed è di proprietà della GrooveShark (enorme archivio musicale sul Web), e permette di cercare un brano tra i milioni presenti nel database, appunto, di GrooveShark e di condividerlo, attraverso una brevissima Url, su un blog, una chat istantanea o un social network.

Utilizzare TinySong è semplicissimo: basta inserire il titolo del brano o dell’autore nel campo di ricerca, e una volta selezionato quello che c’interessa, il sistema ci fornirà gratuitamente un’Url per condividerlo. Questa url “http://tinysong.com/4vt“, ad esempio, riporta alla bella “Bohemian Rhapsody” dei Queen.

Via | Downloadsquad.com

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