
Continuiamo la nostra rassegna di usi più o meno creativi di Google Wave con qualcosa di meno serio del customer care ma, presumibilmente, efficace lo stesso.
Il metodo seguente, con tutta probabilità, sarà valido solo nella fase Preview di Wave. O, almeno, fino a che un sistema di maggiore integrazione con Gmail non renderà notificabili le modifiche alla conversazioni su Wave. Il punto è che, senza notifiche, per seguire una Wave è necessario aprire Wave e, credetemi, dopo un po’ di giorni di testing non l’aprirete tanto spesso.
Se state organizzando un evento dal quale - per i motivi più vari - volete escludere una persona in particolare, seguite queste semplici istruzioni. E’ necessario che solo la persona destinata a ricevere il bidone sia iscritta a Google Wave. Qualora non lo fosse, potete procedere tranquillamente ad invitarcela, simulando di farle favore personale, e rendendovi così ancora più insospettabili.
Basterà fare vagamente riferimento all’evento con una vera mail, inviata a tutti i pontenziali partecipanti, incluso il bidonando. Rimanderete i dettagli su orario e luogo di incontro a una seconda mail, che invierete però a tutti i contatti tranne che a lui. Gli stessi dettagli saranno inviati separatamente via Wave a quest’ultimo, che scoprirà solo dopo alcuni giorni di essersi perso una grande occasione, magari anche attraverso una foto o due che allegherete nella Wave. Il tutto funzionerà in maniera quasi completamente indolore sia per voi che per la vittima. Chissà che qualcuno non sia in grado di scrivere un’estensione Wave che automatizzi il processo.
Come abbiamo visto nel grafico Google Wave del post di oggi pomeriggio, ci sono due categorie di utenti di Google Wave: quelli che non hanno ancora un invito e quelli che ne hanno uno e non sanno come usarlo.
Uno degli usi “originali” di Wave (non credo che, per ora, ce ne siano però di altri tipi) di cui abbiamo già parlato insieme è quello di piattaforma per giochi di ruolo online. Questo video ce ne propone un altro: Google Wave come strumento per il customer service: l’assistenza alla clientela.
Salesforce, azienda che gestisce il customer service per conto terzi, ha addirittura scritto un’estensione per Wave in grado di automatizzare e migliorare alcuni servizi. Se solo qualche loro cliente avesse davvero Wave. Ma è solo l’inizio.
Rubiamo per un momento il campo ai nostri amici di Happyblog, perchè questo grafico ci dona una delle classiche “risate a denti stretti”. Ovvero come dovrebbe essere in teoria Google Wave, e invece com’è nella realtà.
C’è qualcuno che si riconosce in uno degli omini stilizzati? Io sono passato dal gruppo in basso a destra, quello in crisi di astinenza da inviti Google Wave, a quello che urla sulla striscia rossa…
Via | Frkncngz.com

Comincia ad arrivare una nuova ondata di caratteristiche e funzioni, atta a dare nuova linfa vitale alla Preview di Google Wave. Che, a dire il vero, sembra ancora molto lontana dalla Beta.
Questa volta si tratta della possibilità di “seguire” o “non seguire” una Wave. Una volta che si era inseriti in una discussione, in fatti, prima di oggi non era possibile non ritrovarsele puntualmente segnalata nell’inbox ogni volta che veniva aggiornata. Con conversazioni ancora molto sperimentali e dilettantesche, con decine di participanti, l’esperienza poteva essere delle più frustranti.
L’unico modo di sbarazzarsi della Wave in questione era trascinarla nel cestino. Il che non solo non era una bella cosa, ma era davvero una soluzione troppo drastica. Con un bell’unfollow da oggi si può congelare - magari temporaneamente - la Wave molesta o poco interessante, fino a che qualcosa o qualcuno non ci dirà che è il caso di riesumarla.
In questi giorni Google sta distribuendo – attraverso i canali più disparati – numerosi inviti per Google Wave, che però è ancora in fase di preview: parallelamente, individui e imprese sono attive nello sviluppo di soluzioni che vi si possano interfacciare.
Sembra che Novell sia in “pole position” per quanto riguarda la comunicazione aziendale: a metà del prossimo anno (è probabile che ciò avvenga nel corso del Novell BrainShare di marzo) sarà presentato Novell Pulse — un framework che interagisce con le API di Google Wave.
A giudicare dalla demo si tratterà di una soluzione – inizialmente disponibile soltanto sui server di Novell, poi installabile direttamente nei data center delle imprese – che integrerà alle funzioni standard di Google Wave i servizi già erogati da Novell.
Via | Mashable
Se siete tra i fortunati eletti ad aver avuto accesso a Google Wave o se solo curiosi prima di mettere le mani sul nuovo prodotto della grande G allora potrebbe interessarvi The Complete Guide to Google Wave.
Si tratta di un manuale online in inglese scritto da Gina Trapani, fondatrice di Lifehacker, e Adam Pash diviso in 8 capitoli (più 2 appendici).
A gennaio in vendita la versione e-book.
Via | Mashable.com

Tante proposte e idee vengono da ogni parte del mondo, su come sfruttare il grandissimo potenziale di Google Wave (su FriendFeed, Twitter e, soprattutto, Google Wave stesso).
Oltre ai tanti tentativi di aprire discussioni che riguardino il lavoro, una delle ipotesi più suggestive riguarda quella di usare Wave come una piattaforma per gioco di ruolo online.
Sempre più wave vengono aperte ogni giorno a questo scopo, e ormai sono ben più numerose quelle in cui si gioca davvero, rispetto a quelle in cui si teorizza ancora la faccenda. Anche se bisogna ammettere che anche la parte teorica è stata ben strutturata, in certi casi. In genere, ogni partita già iniziata prevede 3 wave (le unità di “conversazione” sulla nuova piattaforma Google): una per raccogliere i giocatori necessari all’avventura e assegnare i ruoli, un’altra per la discussione non partinente all’avventura in corso, sia riguardo regole che materiale off topic, e un’ultima strettamente tecnica sul gioco in corso.
Che dite, qualche fortunato possessore italiano di un account Wave è abbastanza appassionato di giochi di ruolo per dare inizio a una prima partita italiana?

Per rendervi conto di che livello abbia raggiunto la febbre da invito a Google Wave nel mondo, provate a dare un’occhiata a questa discussione sull’apposito help forum. Davvero, l’atmosfera che vi si respira è più da lancio di prodotto Apple che di servizio, tutto sommato, molto più dedicato ai geek informatici che a dei ragazzini in odore di file all’Apple Store di turno.
Un utente chiamatosi Avoxtar scrive:
“Ho quasi avuto un attacco di cuore quando questa mattina ho controllato la mia Gmail e ci ho trovato un invito a Google Wave. Sono così scioccato che mi chiedo se la mail sia vera. Qualcuno che lavora a Google può dirmi se è vera o no?”
Continua a leggere: Posta un invito a Google Wave chiedendo se sia vero e gli viene rubato
Come promesso più di due mesi fa in queste ore stanno partendo 100.000 inviti per provare in anticipo su tutti gli altri Google Wave, a beneficio dei fortunati selezionati tra gli iscritti a questo indirizzo, comunque ancora attivo per cui chi non l’avesse ancora fatto si registri: magari è ancora in tempo.
Ricordiamo che l’applicazione offrirà la possibilità di creare un proprio flusso informativo al quale legare i nostri contatti, a loro volta in grado di arricchirne i contenuti con testi particolari, video, immagini e altro materiale multimediale, potendo tornare anche indietro nel tempo per vedere com’è evoluta l’onda.
Google Wave è un po’ più vicino, o almeno lo sarà di sicuro il prossimo 30 settembre quando Google farà partire la bellezza di 100.000 inviti per il suo tool di comunicazione e collaborazione sul web, scegliendo tra coloro che si sono iscritti a questo indirizzo.
Non ci resta dunque che attendere, guardando nel frattempo dopo il break alcuni video della piattaforma rilasciati qualche mesetto fa dagli sviluppatori per rinfrescarci la memoria.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Google Wave: 100.000 inviti il 30 settembre

Durante il Google I/O fu annunciato Google Wave, “nuovo tool di comunicazione e collaborazione sul web”.
Dopo il salto un video in 3 parti durante l’utilizzo di una versione (per sviluppatori) molto “acerba” del tool.

Cominciano a fioccare le critiche rivolte alla novità di Google, presentata proprio in questi giorni in anteprima al Google I/O: Wave.
Per critiche non intendo solo giustificabilissimi dubbi sull’opportunità della piccola ombra del logo Wave sulla T-shirt dei due sviluppatori che hanno tenuto la presentazione. Sebbene questa somigliasse davvero troppo a una macchia di sudore.
Il punto contro Wave è che in realtà, almeno allo stato attuale delle cose, si tratta di un’applicazione web dalle grandi potenzialità, ma che invece di prevenire e risolvere il problema del troppo “rumore” del nostro flusso di informazioni, ne favorisce la creazione e il mantenimento. E’ già fastidioso loggarsi su Gtalk e su Gmail (per non parlare di Facebook), facendo una cosa alla volta, con tutte le richieste, i messaggi, lo spam di varia natura che ci avvolge non appena ci affacciamo alla parte sociale del nostro web.
E’ quello che pensa anche Mark Milian del blog tecnologico del Los Angeles Times, e non si può che essere d’accordo con lui. A meno che Google non riesca a inventare dei filtri per questo “rumore” superiori anche a quelli approntati da FriendFeed.