Ieri abbiamo segnalato due problemi di una certa entità su GMail: il primo, più serio, riguardava la sparizione dei messaggi (a volte dell’intero account) mentre il secondo era il blocco del server IMAP in accesso dai Mac. Google, come previsto, ha pubblicato una risposta ufficiale per limitare i danni e rassicurare i propri utenti.
Riguardo alla sparizione dei messaggi, si è scatenata una vera e propria guerra di cifre: gli utenti intervenuti nel forum di supporto hanno parlato di 500.000 account coinvolti, altre fonti si dividono tra 150.000 e 100.000. Google sostenne si trattasse dello 0,29% degli utenti: ora è scesa allo 0,02%. I messaggi non sono perduti.
Già, perché Google organizza i data center in diverse parti del mondo e mantiene più copie delle stesse informazioni per prevenire casi simili. Perciò quando un mirror dovesse avere dei problemi, resterebbe almeno un’altra copia dei dati da ripristinare. In queste ore tali copie sono appunto in fase di ripristino: problema risolto.
Via | Google

Nella notte, diversi utenti hanno lamentato la sparizione di alcuni (o, di tutti) i propri messaggi da GMail. Un incubo per molti. La notizia è rimbalzata da Twitter alle principali testate statunitensi, finché Google non si è occupata del problema. Forse sarebbe potuto essere un pessimo lunedì mattina anche per gli utenti italiani.
Fortunatamente, almeno stando all’Apps Status Dashboard di Google, il problema è stato prontamente risolto e tutti i messaggi rimossi sono stati recuperati. La sparizione ha coinvolto meno dello 0,29% degli utenti di GMail: non sono ancora emersi ulteriori dettagli su cosa possa avere provocato la cancellazione coatta delle e-mail.
Per dovere di cronaca lo 0,29% degli utenti di GMail equivarrebbe a circa 500.000 individui: non è proprio una percentuale iniqua. È presumibile un aggiornamento dettagliato da parte di Google nelle prossime ore. Complice il fuso orario dell’Oceano Pacifico, qualcuno potrebbe esserne stato affetto (e non essersene neppure accorto).
Via | The Huffington Post

Google aveva GMail e GTalk, Microsoft aveva Hotmail e Messenger. Fino a ieri, perché Windows Live ha rafforzato la propria partnership col più popolare dei social network, integrando la chat di Facebook nel proprio servizio e-mail. Collegando l’account di Windows Live a Facebook Connect, si potrà “chattare” coi contatti di Facebook.
All’inizio del mese Microsoft ha annunciato la disponibilità della chat di Facebook su tutti i client di Windows Live Messenger. Il passo successivo è arrivato qualche ora fa con l’aggiunta di un widget per Hotmail. La chat di Facebook è disponibile anche selezionando la connessione protetta via SSL e il servizio in tutto il mondo.
Perché la chat di Facebook funzioni su Hotmail è necessario attivare la condivisione dei contatti nelle preferenze della connessione tra Windows Live e il social network. Dopodiché basterà cliccare sull’icona del contatto perché una finestra di chat appaia sia su Hotmail sia su Facebook. La chat non è migliore, rispetto al passato.
Via | Inside Windows Live
Boomerang è un plugin per Outlook che consente di programmare messaggi ed eventi. Gli sviluppatori hanno pensato che l’esperienza maturata col client di posta elettronica per Windows potesse essere utile anche in altri contesti e così è stato concepito Boomerang for GMail.
Quella di Google è indubbiamente una delle webmail più riuscite. Alcune funzioni di cui era carente sono state già promosse dall’elenco delle estensioni sperimentali dei Labs. Boomerang for GMail è un plugin per il browser, disponibile su OS X e Windows per Firefox e Chrom*.
La particolarità di Boomerang consiste nella possibilità di programmare l’invio e la ricezione della posta elettronica in giorni e orari precisi. Una sorta di modalità avanzata delle repliche automatiche quando si è in ferie e, soprattutto, un modo per dilazionare nel tempo l’invio di e-mail per lavoro. È accessibile su invito.
Via | MakeUseOf
È evidente che la recente diatriba che ha coinvolto Google nei confronti della Repubblica Popolare Cinese stia interessando un po’ tutto il mondo del web: Backupify – che continua a regalare account premium illimitati fino al 31 gennaio – non poteva certo essere da meno, soprattutto perché si occupa prevalentemente di conservare dati sensibili.
E così Backupify ha deciso di pubblicare un intervento circostanziato per spiegare ai propri utenti cosa potrebbe derivare dalla querelle in merito ai propri backup sulla piattaforma: in particolar modo gli sviluppatori si riferiscono a GMail, che è sotto attacco da parte di “hacker” governativi cinesi. Backupify ricorda, sulla falsariga di quanto avvenne con l’Iran, che in ogni caso gli account colpiti sono selezionati tra i presunti dissidenti e perciò non coinvolgono il grande pubblico.
L’ipotesi che Google scelga di lasciare definitivamente il mercato cinese non è così remota, il ché significherebbe la perdita istantanea di qualunque contenuto che sia stato affidato ai server di Mountain View — incluse le e-mail e gli indirizzi dei contatti di lavoro, ecc.; la digressione di Backupify – che ovviamente consiglia di fare dei backup al più presto, anche per chi abbia interessi lavorativi verso la Cina pur risiedendo all’estero – copre soprattutto l’aspetto legale della circostanza.
Uno dei problemi più comuni che riguardano la rubrica di GMail – insieme all’aggiunta automatica, che personalmente trovo molto fastidiosa – è che spesso rintracciando i contatti dai social network cui si è iscritti si rischia di trovarsi con diversi duplicati: a porsi il problema di correggere questo aspetto è stata la stessa Google.
Dalla scorsa settimana è stato infatti abilitato un pulsante nel centro di controllo per Google Contacts che consente di unificare i duplicati con un singolo clic del mouse: la funzione risulta particolarmente utile per chi disponesse di rubriche molto vaste e rintraccia anche i contatti di Google Apps.
Una volta avviata la feature propone una lista di suggerimenti – nel caso uno stesso indirizzo fosse in uso da più individui, come avviene ad esempio per i customer care – sui contatti da sovrapporre e consente di selezionare/deselezionare quelli su cui s’intende effettivamente agire: uno strumento semplice ed efficace per “tagliare” drasticamente i duplicati da GMail.
Ben 34.000 dipendenti dell’amministrazione della città di Los Angeles saranno dotati di Google Apps per i loro terminali informatici.
I servizi di Google vengono a sostituire quelli forniti fino ad ora da Novell GroupWise e questa scelta è stata molto ben ponderata dagli amministratori: 12 concorrenti, oltre a Google e Novell, avevano espresso il loro interesse a fornire il loro supporto tecnico agli uffici pubblici della città.
Los Angeles è la seconda città più grande degli USA e questa scelta sarà certamente determinante per molte altre amministrazioni americane. Prima di L.A., già Washington D.C. e Orlando avevano optato per Google Apps per la loro mail, i loro calendari e i loro documenti editati online.
Una tra le funzioni di GMail più sfruttate, tra quelle presenti in Google Labs, è stata “promossa” dagli sviluppatori: la possibilità di gestire il proprio account di posta in modalità offline è stata rimossa dalle feature sperimentali per approdare alle impostazioni generali — e ha quindi raggiunto tutti gli utenti dell’e-mail di Google.
Una mossa in contraddizione coi rumor presentati su Ossblog.it riguardo l’eventualità che Google Gears – necessario per utilizzare la funzione di GMail direttamente dal desktop – sia sospeso con l’avvento di HTML5 (nello stesso articolo si cita la parziale smentita dell’azienda in merito).
A prescindere dalle strategie future di Google, l’uso offline di GMail è abilitato anche su Google Apps – il servizio professionale per l’uso di alcune applicazioni dell’impresa di Mountain View dal proprio dominio aziendale, nelle modalità standard e a pagamento – e perciò risulta davvero duttile per le esigenze dei clienti: i developer promettono ulteriori miglioramenti al servizio nel corso del 2010.
Se avete la necessità d’inviare una o, più cartoline d’auguri negli Stati Uniti quella di GMail è un’opzione che potreste prendere in considerazione: purtroppo l’invio – come già avviene per i consigli sugli acquisti per i regali da Google Checkout – è limitato agli USA, non soltanto per il fatto che là si trova la sede principale dell’azienda (presumibilmente è un problema di costi, oltre che di legislazione nazionale).
A differenza dell’ubicazione dei negozi rintracciabili da Google, quand’anche voleste compilare il form dall’Italia l’unico limite sarebbe quello dell’indirizzo fisico del destinatario: sebbene non l’abbia specificato in apertura si tratta di cartoline cartacee, non di e-mail — e il numero totale di quelle effettivamente recapitabili è limitato.
Per usufruirne è stata predisposta una pagina che supporta la crittografia SSL — il ché (anche se non è specificato) mi lascia pensare che occorra essere già loggati su Google Accounts: è possibile scegliere tra 6 temi natalizi e inserire un messaggio personalizzato per il destinatario. Ad ogni invio del modulo corrisponderà una sola cartolina. L’intento più che condivisibile di Google è quello, in occasione del Natale, di “connettere” parenti e amici con un metodo meno distaccato e impersonale dell’e-mail.
Nelle ultime ore Ouriel Ohayon (contributore di TechCrunch) ha segnalato via Twitter un bug che affligge GMail: sembra che l’errore riscontrato riguardi soltanto il protocollo IMAP.
Il servizio – già disponibile da tempo e sfruttato anche dall’applicazione per iPhone (su cui pure è stato confermato il bug) – ha subito recentemente delle modifiche, che non sono ancora state ufficializzate da Google.
In sostanza, può accadere che alcune e-mail ricevute oggi attraverso l’IMAP risultino già lette anche se non sono mai state aperte: per correggere il problema è possibile sfruttare un workaround — impostando la modalità PEEK su TRUE.
Foto | Technoblog

Il team di sviluppo dietro Gmail continua a sfornare nuove feature sperimentali attivabili grazie a Labs.
Questa volta è il turno di Suggest more recipients, molto utile per chi spesso manda mail a più destinatari e magari si accorge dopo di aver dimenticato qualcuno.
Attivando infatti questa opzione, dopo aver inserito due nomi, Gmail suggerirà eventuali probabili destinatari basandosi ovviamente sulle mail precedenti. Quindi, se per esempio mando una mail agli amici del calcetto per la partita settimanale, dopo averne selezionati un paio mi verranno proposti gli altri.
Via | Gmailblog.blogspot.com
Gmail sta continuando a migliorare di giorno in giorno, sopratutto attraverso le funzioni opzionali inserite nella categorie Labs, fornite inizialmente in versione sperimentale. Poco fa è stato annunciato attraverso il blog ufficiale che una nuova possibilità attivabile a piacere permette l’auto-completamento degli indirizzi di e-mail all’interno della barra di ricerca nella finestra principale.
L’auto-completamento era già presente nella finestra di composizione di una nuova mail, ma con questa modifica sarà più semplice compiere ricerche in base al mittente o al destinatario, che è una delle funzioni più gradite dagli utenti. Un’altra funzione fornita dall’auto-completamento è quella di suggerire delle abbreviazioni per i più comuni operatori di ricerca avanzati.
Volendo cercare mail con allegati di foto non saremo più costretti a digitare “filename:(jpg OR png)”, ma iniziando a scrivere pho l’auto-completamento suggerirà “has photos”, così come scrivendo att i suggerimenti proporranno varie tipologie di allegato.
Via | Gmailblog.com