Dopo essere stato universalmente riconosciuto come uno dei tanti tentativi social di Google falliti, nonché ricoperto di polemiche da parte di organi istituzionali e semplici utenti, Google Buzz verrà ufficialmente chiuso dall’azienda americana, che lo ha annunciato attraverso il proprio blog.
A distanza di poche settimane da ora, Buzz diventerà quindi solo un ricordo, lasciando quindi tutte le attività di social networking a Google+, come del resto era lecito aspettarsi. Anche le API di Buzz verranno smantellate da Google, mentre i contenuti postati attraverso Buzz potranno essere visualizzati sullo stesso Google+ e scaricati tramite Google Takeout. Insieme a Buzz, come precedentemente annunciato anche Labs (lo spazio dove Google finora testava le nuove funzionalità dei suoi prodotti) cesserà di esistere.
Tra i due, probabilmente sentiremo la mancanza proprio di Labs, visto e considerato che Buzz non è mai riuscito a entrare nei nostri cuori. Ma nel caso di Labs comunque non c’è da preoccuparsi, visto che come anticipato qualche tempo fa da Google (nel post sopra linkato) si tratterà più di un decentramento, piuttosto che di una chiusura vera e propria.
Via | Thenextweb.com

Scribe è un progetto, promosso da Google Labs, che consiste in un editor di testi capace di “suggerire” il completamento delle parole digitate. Paragonabile alla funzione di completamento automatico presente su Microsoft Word, Scribe è approdato a Blogger in Draft: l’interfaccia sperimentale della piattaforma di blogging con Google.
La nuova funzione sperimentale è disponibile per tutti gli utenti di Blogger e supporta dodici lingue, inclusa quella italiana. L’opzione si attiva cliccando sull’icona con una matita blu sulla destra della barra degli strumenti di Blogger: prevede due modalità non configurabili, una per i singoli termini e una per le proposizioni.
Scegliendo di «mostrare più suggerimenti», Scribe elenca i sinonimi più appropriati per terminare una frase (anziché una singola parola). La funzione supporta le scorciatoie da tastiera e può essere disabilitata in qualsiasi momento. Scribe per Blogger in Draft è tra quei progetti “reduci” dell’abbandono di Labs da parte di Google.
Via | Google
Con una decisione che possiamo sicuramente definire storica, Google ha annunciato di voler chiudere Google Labs, la piattaforma con la quale fino a ora era possibile dare un’occhiata a tutte le idee più o meno valide in corso di sviluppo dalle menti di Mountain View.
Dopo essere stato per anni un punto di riferimento, nonché secondo Google stessa un “playground” dove giocare con vari prototipi, Google Labs verrà chiuso per concentrarsi in maniera completa sui prodotti già esistenti, concentrando gli sforzi sullo sviluppo dei propri prodotti principali: come effetto della decisione, alcuni progetti sperimentali verranno immediatamente chiusi, mentre altri tipi di prodotti presenti su Labs verranno spostati verso altre aree delle varie applicazioni Google. A conti fatti quindi si tratterebbe più di un decentramento del concetto di Labs, piuttosto che di una chiusura vera e propria.
La decisione di chiudere Google Labs arriva direttamente dalla vetta della società: è stato infatti Larry Page a voler prendere questa rotta, indirizzata verso una maggior attenzione verso le core application dell’azienda americana. Un nuovo corso che ha portato di recente anche alla chiusura di Google Health e Google PowerMeter.
Via | Cnet.com

Quest’oggi mi sono trovata a sistemare il Google Calendar che utilizzo in condivisione con alcuni amici e colleghi per la gestione di appuntamenti ed impegni, sfruttandone la ben nota praticità. Mi chiedevo se fosse possibile anche allegare documenti e immagini agli eventi, sempre in condivisione con gli altri, per facilitare lo scambio di informazioni lavorative, e mi sono ricordata di uno strumento disponibile in Labs.
Cliccando sull’icona a forma di provetta da laboratorio è possibile accedere a Google Labs e testare alcune funzionalità sperimentali (ancora non pronte per il debutto) proposte da Google. Tra queste ho trovato “Allegati Evento”, che permette di allegare un documento, una presentazione, un foglio di lavoro o un file direttamente dal computer. La funzionalità passa attraverso Google Docs, nel quale vengono poi caricati gli allegati di nostro interesse.
Di primo acchito può sembrare molto comodo, ma in realtà agli invitati non è concessa automaticamente l’autorizzazione a visualizzare gli allegati di Google Documenti. È infatti necessario condividere tutti i documenti, rendendo macchinoso il processo soprattutto nel caso in cui il calendario sia in condivisione tra più di due persone (nel mio caso, siamo in sei). Nel caso di un’immagine, l’anteprima dell’allegato non viene mostrata nella finestra dell’evento, ma si ottiene solo modificandolo e cliccando sul file stesso, che comunque si aprirà di dimensioni minuscole rispetto all’originale.
Mi rivolgo a voi per chiedervi consigli: esiste uno strumento che mi permetta di condividere gli allegati su Google Calendar in modo più pratico? Soluzioni fai-da-te alternative e più efficaci?
Può darsi che molti conoscano già il gadget di iBuno per Facebook: è un widget per iGoogle – l’homepage personalizzata di Google – che importa gli aggiornamenti di Facebook, come si trattasse di un dispositivo mobile. L’interfaccia del gadget (realizzato da Nicola Ferioli) è molto simile alle applicazioni per Android e iOS. L’estensione non è nuova, però può essere utilizzata in modi diversi da quello previsto.
Attivando le funzioni sperimentali di Google Labs su GMail, infatti, il gadget porta le funzioni basilari di Facebook sull’e-mail. Non si deve confondere con le notifiche di Facebook o, col progetto Titan — di là da venire per molti utenti italiani. L’integrazione porta le stesse feature previste per i dispositivi mobili su GMail. Se l’operazione abbia senso potete stabilirlo con una prova, che richiede pochi minuti.
Anziché utilizzare il metodo convenzionale per aggiungere il gadget su iGoogle, dovete abilitare l’estensione sperimentale chiamata Add any gadget by URL dalle impostazioni di GMail. Fatto ciò, comparirà una nuova scheda Gadgets sull’interfaccia. Nel modulo Add URL inserite l’indirizzo: http://hosting.gmodules.com/ig/gadgets/file/104971404861070329537/facebook.xml, ed è fatta.
Via | Instant Fundas

Google, per moltissimi, è soprattutto motore di ricerca e Gmail, la webmail potente e - quasi sempre - affidabile. Aggiungiamo Google Maps, e anche un bisogno ormai primario, come quello della cartografia online, soddisfatto (sempre meglio).
Non tutti sanno però che Google, fra esperimenti e nicchie varie, offre una miriade di servizi secondari, atti a soddisfare anche le esigenze meno immediate. Alcuni sono servizi originalmente inventati da Google, altri sono frutto di qualcuna delle tante acquisizioni che Mountain View fa di tanto in tanto, come noialtri facciamo shopping. La lista ce l’ha segnalata Lost in Technology.
1. Aardvark, che è una versione moderna e impronunciabile di Yahoo! Answers. Provate per credere, risponderanno ad ogni vostra domanda, ma solo in inglese. Il suo compito è quello di effettuare una social search. Si propone, in pratica, di trovare persone, e non siti o soluzioni. Molto interessante.
2. Google Sets vi lascia dei campi vuoti a disposizione, in cui voi inserirete degli elementi. Magari dei film che hanno qualcosa in comunque, oltre al fatto di piacervi molto. Sets si occuperà di completare la lista con altri elementi attinenti. Un po’ magico, ma funziona.
3. Audio Indexing tiene conto di quante volte un certo argomento è trattato
nell’audio dei video di YouTube. Per ora funziona solo con la politica americana, ma le potenzialità sono enormi.
Continua a leggere: 10 servizi molto utili di Google che forse non conoscevate
Una delle funzioni più innovative dell’interfaccia web di GMail è la possibilità di ottenere una sorta di thread delle discussioni dai messaggi che contengono più di una risposta: si tratta di una feature che ha “ridisegnato” il concetto di newsgroup ed è anche alla base del servizio di Google Gruppi. Essa risulta particolarmente utile per gli usi più professionali, ma si adatta pure a quelli meno formali.
Una novità da Google Labs consente di migliorare ulteriormente l’approccio a quelle che Google definisce come “conversazioni” grazie all’opportunità di marcare selettivamente come da leggere una parte delle reply: può capitare infatti che una discussione coinvolga più di due soggetti e che si perdano alcune risposte leggendo l’ultima disponibile. Ora non più.
Questa funzione sperimentale – che in italiano ha la lunghissima definizione di Contrassegna come Da leggere da qui – è attivabile su richiesta dalle impostazioni di Google Labs per GMail ed è già disponibile anche per chi utilizzasse Google Apps: il team di sviluppatori l’ha accolta come un altro miglioramento alla funzione predefinita e chissà che non venga “promossa” come è già successo con l’e-mail offline.
Una tra le funzioni di GMail più sfruttate, tra quelle presenti in Google Labs, è stata “promossa” dagli sviluppatori: la possibilità di gestire il proprio account di posta in modalità offline è stata rimossa dalle feature sperimentali per approdare alle impostazioni generali — e ha quindi raggiunto tutti gli utenti dell’e-mail di Google.
Una mossa in contraddizione coi rumor presentati su Ossblog.it riguardo l’eventualità che Google Gears – necessario per utilizzare la funzione di GMail direttamente dal desktop – sia sospeso con l’avvento di HTML5 (nello stesso articolo si cita la parziale smentita dell’azienda in merito).
A prescindere dalle strategie future di Google, l’uso offline di GMail è abilitato anche su Google Apps – il servizio professionale per l’uso di alcune applicazioni dell’impresa di Mountain View dal proprio dominio aziendale, nelle modalità standard e a pagamento – e perciò risulta davvero duttile per le esigenze dei clienti: i developer promettono ulteriori miglioramenti al servizio nel corso del 2010.

Può darsi che qualcuno di voi conosca già questa funzione, benché si tratti di una feature sperimentale di Google Labs: mi riferisco alla possibilità di configurare un sottodominio per creare un servizio di URL shortening sul proprio server. Esistono svariate possibilità per farlo, ma quella di Google Apps potrebbe rivelarsi particolarmente utile.
È infatti disponibile un’estensione – installabile gratuitamente da Google Solution Marketplace, anche su domini standard – che permette di configurare via DNS un sottodominio dedicato agli short URL del proprio sito: il limite di questa funzione è proprio nel fatto di non poter usufruire direttamente del dominio base registrato per Google Apps.
In ogni caso è allettante l’idea che sia proprio Google a farsi carico di accorciare gli indirizzi del nostro sito (per i quali è anche prevista l’opzione del redirect permanente di tipo 301): è sufficiente disporre di un dominio che consenta la configurazione manuale dei DNS per avvalersene e l’opzione è ideale per la condivisione sui principali social network.
Via | WebUpd8

Tra le varie applicazioni Google disponibili, che siano quelle sperimentali di Labs o quelle rilasciate definitivamente, c’è spesso da perdersi. Proprio alle prime appartiene Google City Tours, evoluzione di Google Maps destinata ai turisti che vogliono preparare un itinerario della città che stanno per visitare.
Indicando giorni e luogo dove si vuole andare, l’applicazione di occupa anche di suggerire eventuali feste e/o ricorrenze locali, creando un piano di visita buono per essere usato anche in più giorni di permanenza nella città. Dato che siamo ormai decisamente in periodo di partenze, potrebbe valere la pena dare un’occhiata prima di mettersi in viaggio per avere le idee chiare.
Via | Ghacks.net
Google continua ad espandere le funzioni della sua già ricca casella di posta elettronica, Gmail. Dopo l’introduzione alla visualizzazione dei file PDF, TIFF e alle presentazioni, Google ha deciso di rendere disponibile in Gmail una casella di ricerca sul web.
Può capitare, infatti, che mentre si scrive un’email si debba compiere una ricerca su Internet, e quindi abbandonare tutto per aprire una nuova scheda. Abilitando la casella di ricerca di Google (tra le impostazioni di Gmail Labs), comparirà una casella di ricerca all’interno di Gmail che apre una finestra popup senza dover aprire nuove schede.
Sul blog ufficiale sono comparsi alcuni suggerimenti sull’uso di questa nuova funzione: per esempio, se si dispone dei tasti di scelta rapida è possibile digitare g + / per accedere alla casella di ricerca.
Via | Mashable.com

Google ha lanciato Mail Goggles, nuovo servizio nei famosi Labs di Gmail che se attivato permette di evitare l’invio di messaggi sconsiderati ai propri contatti.
Cosa si intende per sconsiderati? Quelli inviati magari tornando un po’ brilli nel weekend, infatti il servizio va in funzione di default dalle 22:00 alle 4:00 di venerdì e sabato. Per verificare lo stato d’ubriachezza dell’utente niente meglio di una serie di operazioni matematiche da svolgere in un determinato tempo, passate le quali è possibile inviare il messaggio.
Via | Webware.com