La popolare toolbar di Google è approdata su Internet Explorer 9, portando con sé l’auto-completamento per la ricerca di Instant. L’aggiornamento di Google Toolbar 7 è arrivato a qualche mese di distanza dalla versione per Firefox e funziona sulle precedenti release di IE. Non c’è modo di sostituire il modulo di ricerca del browser.
È un problema che non riguarda IE9, poiché il modulo di ricerca di Internet Explorer 7 e 8 è stato integrato nella barra degli indirizzi. Perciò quello di Google Toolbar è l’unico modulo espressamente deputato alla ricerca. Oltre a Instant si possono attivare altre funzionalità come Latitude via WiFi e tutti i servizi dell’account.
Non è obbligatorio possedere ed effettuare il login su Google per utilizzare la toolbar, tuttavia avrebbe poco senso installarla senza un profilo. Tutte le feature di Google Toolbar 7 possono essere rimpiazzate, soprattutto su Firefox, da apposite estensioni: su Internet Explorer, però, è molto più comodo personalizzare la toolbar.
Via | Download.com
Google è stata condannata dal Tribunale di Milano perché i suggerimenti di ricerca, e in particolare l’auto-completamento con Instant, associavano termini quali “truffatore” a un cliente dell’Avv. Carlo Piana. Il Tribunale, con un’ordinanza, ha imputato a Google Instant un atto diffamatorio: un precedente è rintracciabile in Spagna.
L’Avv. Piana sostiene che «non si tratta di una richiesta di censura» e il ruolo di Google nella circostanza è “attivo” perché suggerimenti e auto-completamento di ricerca sono generati dal software del motore, non imputabili a contenuti creati da terzi. La tesi ha convinto i «tre giudici qualificati» che hanno emesso il verdetto.
È lecito domandarsi perché il cliente dell’Avv. Piana non abbia citato (se non l’ha fatto) chi ha associato il suo nome a termini come “truffa”: è difficile pensare che Google abbia deliberatamente diffamato chicchessia, senza mettere in discussione la sentenza dei giudici. La web reputation ha perciò un’importanza sempre maggiore.
Via | TG Daily

Questa volta è vero. Dopo il logo animato di Google di qualche giorno fa che introduceva Google Instant e non celebrava il compleanno dell’azienda come molti avevano pensato, stavolta la torta nella home page del motore di ricerca non lascia dubbi.
Google compie 12 anni oggi 27 settembre, anche se a volte l’evento è stato festeggiato il 7 settembre ed il dominio Google.com risulta registrato il 15 settembre.
Per l’occasione la torta è un quadro di Thiebaud, pittore americano esponente della Pop art.
Nella notte tra domenica e lunedì sono uscite le prime indiscrezioni sul fatto che Google stesse testando una funzione di streaming su YouTube. Normalmente, la piattaforma ospita soltanto video pre-registrati. Ieri mattina è arrivato anche l’annuncio ufficiale di Google, forse per giustificare i disservizi di YouTube nel periodo di prova. In realtà la funzione non è poi così nuova per gli utenti più assidui.
L’ultimo evento internazionale che è stato trasmesso in diretta su YouTube è stata la presentazione di Google Instant: il canale aziendale ospita da mesi le conferenze stampa di Google in streaming. Come altri servizi, anche YouTube è in fase di rinnovo per l’integrazione di funzionalità “istantanee”: live sono pure i commenti alle dirette che andranno in onda solo fino a oggi. Poi si dovrà attendere Google TV.
Live on YouTube (così è stata definita la prova) è stato realizzato grazie alla partnership con alcuni broadcaster e cioè Howcast, Next New Networks, Rocketboom e Young Hollywood. Il palinsesto pubblico, organizzato sul fuso orario del Pacifico, è stato limitato a ieri e oggi. Fate ancora in tempo ad assistere a qualche diretta, prima che lo streaming sperimentale sia sospeso a tempo indeterminato.
Continua a leggere: YouTube e lo streaming di eventi live: tutte le novità
È un periodo di particolare ottimismo per Microsoft. Sicura (anche troppo, forse) del successo di Windows Phone 7, l’azienda si è sbilanciata su Google Instant dalle parole di Mike Nichols. Il General Manager di Bing ha affermato che «l’innovazione è un successo per i consumatori».
La magnanimità di Bing sulle nuove funzionalità di Google non dev’essere fraintesa. In realtà, il motore di ricerca punta su un segmento di mercato completamente diverso. Oltre a essersi “impossessato” della ricerca di Yahoo, Bing sta mutuando molte caratteristiche da questo.
Bing Entertainment è la testa di ponte di un nuovo corso che vede il motore di Microsoft diventare sempre più un portale di contenuti. Quindi, l’evoluzione di Google non è ritenuta un pericolo per Bing. Quello di Microsoft è comunque il primo search engine ad aver messo in discussione la leadership di Mountain View.
Via | eWeek
Google ha inaugurato in USA e in altre versioni internazionali del motore, compresa quella italiana, l’interfaccia di ricerca Google Instant. Mountain View, sulla pagina dedicata a Instant snocciola una serie di cifre per sottolineare come il nuovo sistema permetta ai navigatori di risparmiare dai 2 ai 5 secondi per ricerca: “Abbiamo calcolato che se tutti utilizzassero globalmente Google Instant, verrebbero risparmiati dai 3 ai 5 miliardi di secondi al giorno, pari a 11 ore al secondo”. Google scrive anche che prima dell’introduzione di Instant ha riscontrato “Degli esempi di ricerca che andavano dai 30 ai 90 secondi”.
E’ indubbio che Instant fornisca maggiore rapidità ai navigatori più smaliziati, ma crea confusione in quelli meno esperti. Ok, la nuova interfaccia è in opt-out, ma sarebbe stato più opportuno proporla in opt-in. Il sistema avvantaggia inoltre inesorabilmente i brand famosi.
Digitando una “n” si ottiene un’intera pagina dedicata a Nokia; la lettera “a” propone Alice, Alice ADSL, Alice TV e Virgilio; la “b” è praticamente una pagina brandizzata BNL e così via. Quanti stop alla prima lettera genererà Instant? L’attività dei SEO viene completamente rivoluzionata e la nuova frontiera potrebbe diventare quella delle keyword “morsicate”.

Coma abbiamo già detto ora Google fornisce dati in tempo reale mentre si digita, grazie a Google Instant. Quindi nessun click o pressione del tasto invio. Il sistema cerca di predire quello che si cerca fornendo i risultati praticamente all’istante.
Questo però non funziona con i termini legati al sesso. Infatti se si è alla ricerca di pornazzi o foto con contenuti espliciti la Instant Search non funzionerà. Occorre cliccare sul classico bottone per ottenere i risultati.
E’ stata chiesta a Google la motivazione dietro questo comportamento e la risposta di Johanna Wright, responsabile del team di Instant, ha risposto che l’inabilità di predire le ricerche sul sesso è stata disabilitata per proteggere i minori.
Curiosità. I colleghi di Mashable hanno provato a cercare la parola “penis” ed effettivamente non ci sono risultati. Se invece si prova con l’italianissimo “pene” il filtro non funziona e si ottengono i risultati. Errore o filtro meno restrittivo per l’italiano?
No, l’ultimo doodle di Google non aveva nulla a che vedere col dodicesimo compleanno dell’azienda. È stato, invece, il modo per annunciare un evento pubblico riguardante il motore di ricerca. Search On 2010 è il nome scelto per la conferenza di presentazione di Google Instant. L’intento è quello di annullare i tempi d’attesa per ottenere risultati coerenti con le ricerche, calcolati in 24 sec. di media.
Dalle 19:00 di ieri Google Instant è parte della ricerca per gli Stati Uniti: usando Chrome, Firefox, Internet Explorer e Safari si possono apprezzare le novità. Se il browser supporta la geolocalizzazione, ad esempio, il tasto [w] su mostrerà subito il tempo atmosferico per la località impostata. L’intero sistema è concepito per essere semplice, rapido e accurato. Non bisogna installare nulla perché Google Instant risulti accessibile dal proprio computer.
Le funzionalità si riassumono in 3 aspetti: interrogazione, predizione e visualizzazione dei risultati. Per arrivare all’ultimo passaggio, Google Instant vorrebbe ridurre l’uso della tastiera e spostarsi sullo scorrimento con mouse e/o trackpad. Il tasto [tab] assume una nuova dignità per l’auto-completamento delle parole inserite nella barra di ricerca. Utile per abilitare ulteriori suggerimenti. Google vuole ribadire la propria superiorità sulle ricerche e sembra esserci riuscita. Peccato soltanto che per il web semantico si debba attendere.
Via | YouTube