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Gmail: un benchmark ne conferma la lentezza sospetta in Cina

pubblicato da HellSpawn

Gmail: un benchmark ne conferma la lentezza sospetta in Cina

Google accusa la Cina di sabotare Gmail, la Cina risponde a Google di non saperne niente, offendendosi: è quanto avvenuto nei giorni scorsi tra l’azienda americana e la nazione orientale, in seguito ad alcune lamentele legate a una lentezza sospetta di Gmail sul terrotorio cinese.

Per tentare di fare chiarezza sulle accuse reciproche, Greatfirewall.biz ha condotto un test comparativo tra alcune piattaforme che offrono servizi email, confrontate con QQ.com, sito web del software di instant messaging più popolare in Cina. Il risultato come prevedibile si è dimostrato interessante: se per QQ sono stati misurati 1514kbps in download, tutte le webmail prese in considerazione mostrano numeri ben inferiori.

Quella che se la cava meglio è Yahoo! con 267kbps, seguita da Hotmail a 35kbps, Gmail a 34kbps e AOL a 24kbps. Dietro la maggiore velocità di Yahoo! ci sarebbe secondo Greatfirewall.biz anche un motivo ben preciso, legato al suo coinvolgimento nella cattura di un dissidente online in collaborazione col Governo cinese. Se le accuse di Google dovessero essere confermate, la stessa Cina sembrerebbe dunque spingere i propri cittadini verso la rinuncia a servizi come quelli di Hotmail, Gmail e AOL, favorendo così Yahoo!.

Non ci resta a questo punto che considerare il fatto che quanto realizzato da Greatfirewall.biz è stato pur sempre un test, per quanto attendibile esso possa essere: occorrerà quindi rimanere in attesa di eventuali prove definitive sull’accaduto per sapere chi tra Google e Cina, ancora una volta contro, ha ragione.

Via | Thenextweb.com

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Google accusa la Cina di sabotaggio su Gmail

pubblicato da HellSpawn

Google accusa la Cina di sabotaggio su GmailCi risiamo: dopo i fatti avvenuti a inizio 2010 è di nuovo lite tra Google e Cina, con l’azienda americana che accusa la nazione orientale di aver sabotato di proposito la piattaforma di posta elettronica Gmail. Il tutto sarebbe accaduto per tentare di ostacolare la “Jasmine revolution”, scatenatasi a partire da fine febbraio anche in Cina sull’onda delle proteste in larga parte di Africa e Medio Oriente.

Ecco i fatti: nel corso delle ultime settimane Google ha fatto sapere di aver ricevuto sempre più lamentele da parte dei propri utenti in Cina, che riscontravano errori di vario tipo in Gmail: l’invio di messaggi, l’applicazione delle etichette e altre parti del servizio hanno dato problemi a chi possiede una casella di posta. Addirittura anche Person Finder dedicato al terremoto in Giappone avrebbe dato problemi durante l’ultima settimana.

Alla fine delle indagini, ecco quanto concluso da Google:

“Dal lato nostro non ci sono problemi. Abbiamo controllato in maniera intensiva. È un blocco realizzato dal Governo appositamente progettato per far sembrare che il problema sia in Gmail”

Accuse chiare e precise nei confronti della Cina, che dal canto suo non ha fornito risposte. L’annuncio era stato anticipato lo scorso 11 marzo sul blog di Google dedicato alla sicurezza, dove era apparso un post che parlava di “attacchi apparentemente a scopo politico” contro alcuni utenti. Secondo quanto riportato, tali attacchi sfruttavano vulnerabilità di Internet Explorer alle quali Google e Microsoft hanno lavorato intensamente per porre rimedio.

Via | Guardian.co.uk

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Google e Cina: scompare la search box dal motore di ricerca

pubblicato da HellSpawn

Google e Cina: scompare la search box dal motore di ricerca

Ancora Google e ancora Cina dopo i documenti WikiLeaks legati all’attacco di inizio 2010: TechCrunch Europe ha pubblicato l’immagine che vedete qui sopra, ritraente il modo in cui attualmente il motore di ricerca viene visto all’interno dei confini cinesi. Sarebbe stato un “contatto cinese” a fornirla alla versione europea del blog americano (edit: la fonte è Web2Asia).

A mancare, proprio la search box dove inserire le proprie chiavi di ricerca: mentre già si parla di attacchi e possibili censure, non mancheremo di aggiornarvi in caso di ulteriori (immaginabili) sviluppi.

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Google sotto attacco hacker?

pubblicato da Gianluca Pezzi

Google Hack

Google è sotto attacco hacker? Se lo chiedono gli inglesi del Guardian e se lo chiedono anche gli americani di Mashable. Noi più semplicemente ci chiediamo se qualcuno a Mountain View stia perdendo le staffe.

Dopo la stucchevole pseudo polemica sulla libertà di parola, ma anche dopo i mezzi flop di Wave e Buzz, oggi arriva il mistero sulla corporate page in cinese anzichè in inglese, trovata per caso proprio dal Guardian. Qualcuno in Cina si sta vendicando? Non lo sappiamo neanche noi, ma il rimane il fatto che noi la corporate page la visualizziamo in ebraico.

Hacker burlone o qualche problema tecnico? Oppure, come ha detto qualcuno in redazione “Google è impazzito!”?

Google Hack
Google HackGoogle HackGoogle Hack

La Cina blocca alcune query verso Google.com.hk

pubblicato da HellSpawn

La Cina blocca alcune query verso Google.com.hkLa decisione di Google di spostare il traffico proveniente dalla Cina verso la versione non censurata del motore di ricerca con base a Hong Kong non ha lasciato indifferenti le autorità di Pechino, che hanno preso contromisure filtrando alcune delle possibili ricerche effettuabili su google.com.hk.

Secondo quanto reso noto da Google, alcune “query sensibili” sarebbero state bloccate dalla Cina, pur lasciando il sito completo ancora accessibile: immaginiamo che i filtri possano riguardare semplicemente alcune parole che inserite nell’indirizzo del motore di ricerca ne attiverebbero il blocco.

Nel frattempo Google continua a mantenere una pagina dove la disponibilità di tutti i suoi servizi all’interno della Cina viene tracciata giorno per giorno, tra applicazioni completamente libere, parzialmente filtrate e completamente disattivate come YouTube e Blogger.

Via | Techcrunch.com

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Google elimina definitivamente la censura in Cina

pubblicato da HellSpawn

Google elimina definitivamente la censura in CinaQuanto annunciato da Google a gennaio in seguito all’attacco subito dalla Cina è diventato finalmente realtà: Google.cn di fatto non esiste più e il dominio reindirizza a Google.com.hk, dove i risultati vengono mostrati senza censura dai server di Hong Kong del colosso californiano.

Lo stop alla censura riguarda tutti i servizi Google Search, Google News e Google Images attivi in Cina, al quale governo Google chiede di rispettare la propria scelta, consapevole del fatto che le autorità possono bloccare in ogni momento gli accessi dall’interno della nazione verso il motore di ricerca libero dalla censura, senza dubbio una spina nel fianco non indifferente per Pechino.

Via | Official Google Blog

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L'attacco cinese a Google proveniente anche dall'interno?

pubblicato da HellSpawn

Cina contro Google: gli USA si tirano fuoriL’attacco cinese contro Google potrebbe essere stato favorito da qualcuno all’interno della stessa divisione dell’azienda operante a Pechino. A rivelarlo è Reuters che cita “fonti vicine ai fatti”, secondo le quali Google starebbe investigando sull’argomento alla luce del fatto che chi ha attaccato sapeva perfettamente dove e come colpire per ottenere quanto voleva.

A rafforzare l’ipotesi anche la notizia secondo la quale alcuni impiegati di Google in Cina sarebbero stati mandati in vacanza o spostati in altri uffici. Nel frattempo la stessa azienda americana ha rifiutato di commentare questo nuovo dettaglio sulla vicenda, affermando che c’è un’indagine in corso per appurare quanto successo e solo dopo il suo completamento verranno rilasciate dichiarazioni.

Sempre secondo quanto riporta l’agenzia di stampa, Google e Governo cinese sarebbero in procinto di riavvicinarsi per intraprendere una sorta di dialogo che non porti il colosso informatico fuori dalla nazione, gettando così un po’ d’acqua sul fuoco delle polemiche scaturite dopo l’azione di risposta di Google agli attacchi.

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Cina contro Google: gli USA si tirano fuori dalle discussioni (almeno per ora)

pubblicato da HellSpawn

Cina contro Google: gli USA si tirano fuoriSecondo quanto riporta Voice of America News gli USA avrebbero deciso di tenersi fuori dalle discussioni tra Google e Cina in seguito all’ormai famoso attacco informatico che ha visto vittima l’azienda informatica più altre società di vario tipo.

L’ambasciatore in Cina Jon Huntsman si sarebbe espresso in questo modo:

“È un problema che vedrà coinvolti Google e i suoi partner qui in Cina e il Governo Cinese, e prenderanno tutti qualsiasi decisione Google ritenga appropriata. Non ci sarà influenza dal Governo degli Stati Uniti.

Non manca però anche una piccola bacchettata alla Cina:

“È un problema che viola quello che probabilmente è la più importante delle cause che difendiamo come nazione, la libertà d’espressione, di parola e in generale di Internet.”

Una piccola marcia indietro rispetto alle dichiarazioni di Hillary Clinton rilasciate subito dopo la denuncia di Google, anche se comunque Huntsman fa trasparire una certa preoccupazione.

Via | Thenextweb.com

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La Cina: Google deve rispettare le leggi

pubblicato da HellSpawn

La Bandiera della CinaDopo lo stop alla censura di Google in Cina e le discussioni scaturite in sequenza, una risposta da parte del Governo cinese si è fatta attendere per un paio di giorni, per arrivare finalmente oggi.

Secondo quanto riporta il NY Times il commento delle autorità di Pechino lascia ben poco da sperare per una soluzione pacifica della situazione, visto che per la Cina tutte le società che vogliono operare nel proprio territorio devono rispettare le leggi della nazione, punto.

La risposta arriva nel dettaglio dal Ministro degli Esteri, la quale portavoce Jiang Yu non ha commentato le accuse di Google nei confronti degli attacchi sostenendo solo che “Internet in Cina è aperta”. A rincarare la dose anche Wang Chen del Consiglio di Stato, che ha esortato le aziende su Internet per aumentare il controllo dinotizie o informazioni che potrebbero minacciare la stabilità nazionale.

Nel frattempo un altro portavoce, Robert Gibbs della Casa Bianca, ha fatto sapere di essere al corrente delle accuse di Google verso la Cina senza però commentare lo stato attuale delle decisioni prese dal Governo.

Google contro Cina: aggiornamenti e sviluppi

pubblicato da HellSpawn

Google contro Cina: aggiornamenti e sviluppiLa reazione di Google ad alcuni attacchi poco chiari ai propri sistemi (e non solo) in Cina ha dato un bello scossone all’intera opinione pubblica mondiale, riscuotendo numerosi consensi per l’energica azione del colosso informatico nei confronti della libertà sul web. Una delle prime conseguenze è stata quella di rendere automatico per tutti l’uso del protocollo HTTPS su Gmail, opzione facoltativa già presente da tempo diventata ora obbligatoria.

Chi nel frattempo aspettava una reazione del Governo cinese all’azione di forza di Google sarà probabilmente rimasto deluso nel non sentire nessuna notizia provenire da tale fonte, anche se secondo quanto riporta China Daily da fonte anonima le stesse autorità avrebbero contattato Google per avere ragguagli sull’annuncio shock.

Nel frattempo una reazione è arrivata anche dalle pagine di un blog che a quanto pare apparterrebbe a uno dei vertici del motore di ricerca Baidu, attualmente numero uno sul mercato cinese anche davanti a Google. L’autore del post avrebbe criticato pesantemente l’azienda americana con le seguenti parole:

Quanto fatto da Google mi rende triste. Se stai abbandonando per interessi finanziari, dillo e basta.

Il post sarebbe poi stato cancellato e sostituito con l’affermazione di aver espresso la propria opinione e non quella di Baidu.

Continua a leggere: Google contro Cina: aggiornamenti e sviluppi

Google: stop alla censura in Cina e possibile chiusura

pubblicato da HellSpawn

Google: stop alla censura in Cina e possibile chiusuraDalle pagine del proprio blog ufficiale, Google ha annunciato quello che ha definito un “nuovo approccio” per la Cina, in seguito a una serie di attacchi avvenuti a dicembre alle proprie infrastrutture collocate nella nazione, destinati a rubare dati sensibili di attivisti per i diritti umani cinesi operanti anche in Europa e America.

L’attacco non avrebbe coinvolto soltanto Google ma anche una serie di altre venti società operanti in vari settori, al punto che il colosso informatico avrebbe intrapreso una collaborazione con le autorità degli USA per fare chiarezza sulla vicenda. La reazione di Google è stata quella di annunciare un completo stop alla censura dei contenuti per Google.cn, con la “consapevolezza che ciò possa significare chiusura”.

Mentre il CLO David Drummond ha definito immateriali i guadagni di Google in Cina, l’azienda intraprenderà una serie di colloqui nelle prossime settimane per capire col Governo cinese come proseguire con questa nuova linea senza censure, anche se tutto lascia presagira a un’effettiva chiusura in tempi brevi.

Aggiornamento: l’intera vicenda rischia di diventare un affare di stato tra Cina e USA. Il Segretario di Stato Hilary Clinton ha dichiarato che contatterà il Governo cinese per ottenere delle spiegazioni, e darà un aggiornamento sulla vicenda la prossima settimana.

I risultati diversi di Piazza Tienanmen su Google Immagini dentro e fuori la Cina

pubblicato da HellSpawn

Piazza Tienanmen restituisce risultati diversi su Google Immagini dentro e fuori la Cina

Quello che vedete qui sopra è uno dei risultati che si ottengono in giro per il mondo inserendo su Google Immagini la chiave di ricerca “tienanmen massacre”, ottenendo le drammatiche immagini di quanto avvenuto il 3 giugno 1989 a Piazza Tienanmen, Pechino, Cina.

Google Blogoscoped ha notato nei risultati una sostanziale differenza con quanto invece si ottiene inserendo la stessa chiave su Google.cn, ottenendo come risultati quelli che potete vedere dopo la pausa, ben diversi da quelli visti a capo post.

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