Eric Schmidt ha presentato ieri alla Humboldt-Universität di Berlino Google One Pass, un sistema per il pagamento dei contenuti digitali sul web. È una risposta al crescente interesse dei consumatori circa il The Daily di Rupert Murdoch. One Pass è attivo in Stati Uniti e Canada, nonché in alcuni paesi europei tra cui pure l’Italia.
Gli editori stabiliscono un prezzo per l’accesso ai contenuti e Google Checkout fornisce il sistema di pagamento. Le soluzioni possono essere diverse: si possono prevedere abbonamenti, forfait oppure costi per i singoli contenuti on demand. Google One Pass funziona sia sul web, sia sulle applicazioni per i sistemi operativi mobili.
Soltanto ieri avevamo parlato di CrowdFusion, il Content Management System (CMS) utilizzato da News Corp. per creare il The Daily. One Pass è un ulteriore avvicinamento al futuro dell’editoria in rete: Google aiuta a superare il limite imposto dal The Daily, solo sull’iPad, svincolando l’acquisto dal dispositivo di visualizzazione.
Via | Google

Google ha pensato a un prodotto creato espressamente per le donne (almeno, nella stagione autunnale di quest’anno). Boutiques.com è un portale di e-commerce diverso dal solito: ha delle caratteristiche proprie dei social network che lo rendono unico. I prodotti offerti, com’è intuibile, sono abbigliamento e accessori firmati per la collezione autunno-inverno 2010.
Registrandosi è possibile creare la propria boutique, selezionando taglie e gusti in fatto di colori, marche e modelli. Sulla base delle preferenze si realizza un catalogo personalizzato di prodotti che possono essere selezionati e acquistati. La parte “sociale” riguarda la possibilità di seguire le boutique degli altri utenti che si ritiene propongano degli stili simili ai propri.
Benché si tratti di un servizio offerto da Google, la scelta di non mostrare il brand aziendale sembra azzeccata. Il layout di Boutiques.com è minimale e moderno. Purtroppo, non tutti i capi possono essere spediti in Italia: i prodotti presenti sono quelli del database di Google Shopping (o, Product Search) e rimandano ai distributori originali per effettuarne l’acquisto.
Via | The Huffington Post
VoiceBase è un nuovo servizio che permette di trascrivere registrazioni vocali da numerosi formati audio. Sebbene siano già previste delle applicazioni per Android e iOS, la piattaforma ha più senso per un utilizzo dal desktop poiché, ad esempio, Apple impedisce la registrazione delle conversazioni al volo. La trascrizione funziona pure dai più comuni formati video. Al momento, soltanto per l’inglese.
L’utilità di VoiceBase è commisurata all’importanza di ottenere una copia scritta delle proprie registrazioni. Il servizio prevede due ore di trascrizioni gratuite, esaurite le quali si può pagare per un’estensione attraverso Google Checkout o, Amazon. Può rivelarsi interessante se si effettuano molte interviste (il che dà un senso alle applicazioni mobili) oppure per fornire alla stampa i transcript di un evento.
Gli ideatori di VoiceBase lo paragonano ai servizi di speech-to-text per inviare e-mail, sulla falsariga delle applicazioni di Google Mobile per Android. La piattaforma è in fase di sviluppo ed è stato pianificato l’ampliamento ad altre lingue: è auspicabile che tra queste ci sia anche l’italiano. Non mancano funzioni sociali per condividere i risultati delle trascrizioni, su tre livelli di complessità, coi colleghi.
Via | ReadWriteWeb
Come ogni anno in questo periodo comincia ad aumentare la frenesia per i regali di Natale: manca sostanzialmente un mese alla ricorrenza e già i più previdenti hanno provveduto ai primi acquisti.
Prevedibilmente anche i rivenditori (normalmente in anticipo sugli acquirenti) si sono attrezzati e Google non è da meno: addirittura dal blog ufficiale la società di Mountain View ha elencato dei suggerimenti per l’uso del proprio motore di ricerca dedicato allo shopping. Ed effettivamente Google Product Search propone delle feature di tutto rispetto, a patto che abitiate negli Stati Uniti.
Sì, perché dai grandi magazzini ai piccoli rivenditori – passando per gli store online – le informazioni reperibili riguardano essenzialmente gli Stati Uniti (e probabilmente il Canada): nonostante Google Checkout, di cui si è già parlato in occasione dell’apertura, risulti attivo anche in Italia il tentativo di filtrare i risultati coi parametri locali del nostro Paese è del tutto ignorato dagli algoritmi di ricerca. Peccato.
Se non avete ancora creato un utente su Google CheckOut è arrivato il momento giusto per farlo. Infatti il concorrente di Paypal sviluppato dal motore di ricerca offre ai nuovi iscritti ben 10 dollari da spendere su uno degli shop autorizzati.
L’offerta è comunque valida solo per chi si iscrive entro il 31 Marzo e spende il credito entro e non oltre il 30 Aprile.