Parafrasando in un certo senso l’articolo pubblicato pochi giorni fa dal buon Rosario Chrome OS è l’argomento bollente del momento. Passato l’hype iniziale per Windows 7 è ora il sistema operativo targato Google a tenere banco nei forum e nei gruppi di discussione. Commenti positivi e negativi si susseguono a ruota, la maggior parte dei quali probabilmente poco fondati visto l’attuale stato embrionale del sistema, sicuramente destinato a cambiare radicalmente, e la carenza di informazioni “fondamentali”. Speculazioni sul successo o sul flop sputano ovunque, previsioni cataclismiche di dominazione dell’universo IT da parte di Google si contrappongono all’inizio della fine che sarebbe dettato da un eventuale fallimento del sistema operativo di Mountain View. Sempre secondo alcuni.
Le motivazioni valide per questo ipotetico fallimento di sicuro non mancano. Supporto vincolato ai soli SSD, impossibilità di installare applicazioni esterne, dipendenza dalla rete e installabilità solo su sistemi “Google Approved” sono tutte ottime argomentazioni in favore del flop della piattaforma. Al contrario i sostenitori fanno leva sulla velocità di boot, la sicurezza intrinseca di un sistema auto aggiornante, l’essenza open source del progetto ed il supporto a piattaforme consolidate quali i vari servizi online offerti da Google e Microsoft. Come vedete quindi c’è molta carne al fuoco, e una ottima possibilità per tutti di “schierarsi” e decidere da che parte stare: Chrome OS sarà un fallimento o un successo? Io dico che non fa differenza.
Il concetto alla base di Chrome OS è forse il primo tentativo di creare qualcosa di veramente innovativo ed orientato al futuro. Sicuramente un futuro non prossimo ma quantomeno un futuro plausibile, se non certo. La disponibilità di banda al giorno d’oggi non si può di sicuro definire ottimale, ma non per questo ci si deve fossilizzare e continuare a pensare di dover “limitare” l’utilizzabilità del proprio sistema plasmandolo per un utilizzo locale. Da quando esiste il concetto di network remoto c’è sempre stata la filosofia dell “inserire il proprio pc nella rete”, di collegarlo per fruire localmente dei servizi remoti messi a disposizione dai gestori e da chi altro.
Continua a leggere: I motivi per cui Chrome OS potrebbe avere successo

Google ha aggiornato il suo servizio Google Calendar, aggiungendo nuove funzioni al sito. Da oggi è possibile inserire nel proprio calendario le festività civili e religiose di decine di paesi del mondo. Inoltre è stata aggiunta una nuova sezione che consente di selezionare gli eventi sportivi più interessanti.
Inoltre è possibile aggiungere i compleanni degli utenti presenti nella propria rubrica di Google. Funzioni che rendono Google Calendar molto più “social” rispetto a prima. Che ne pensate?
PS: in realtà se siete troppo pigri per aggiungere tutti i calendari del mondo, potete visitare il sito IsItAHolidayToday.com dove sono presenti tutte (o quasi) le festività del mondo.
Via | Downloadsquad.com
Molte persone si erano ormai rassegnate, credendo che il marchio “beta” fosse in realtà qualcosa di definitivo, e invece da ieri molte delle applicazioni di Google non hanno più questa dicitura.
Probabilmente molti di voi si saranno già accorti che Gmail, Google Docs, Google Calendar e Google Talk non riportano più la parola “beta” sotto il logo, e quindi sono diventati a pieno titolo prodotti della famiglia Google.
Sembra che Google avesse progettato questo cambiamento già da alcuni mesi, ma l’annuncio ufficiale è stato dato solo in questi giorni, come potete leggere sul blog ufficiale.
Continua a leggere: Gmail e altre applicazioni Google non sono più beta

Tra le varie funzionalità di Facebook troviamo la possibilità di tenere traccia degli eventi a cui i nostri amici ci invitano, che per il sottoscritto e anche altre persone immagino possa essere interessante sincronizzare con Google Calendar.
I ragazzi di Facebookmania di danno una dritta a tale proposito: una volta entrati nella pagina degli eventi e aver selezionato Esporta eventi basta copiare l’indirizzo riportato come esempio nell’immagine che trovate dopo la pausa.
Continua a leggere: Sincronizzare il calendario Facebook con Google Calendar
Dopo averci fatto a lungo pregustare la possibilità di utilizzare Google Calendar da offline per organizzare le nostre giornate, Google ha finalmente fatto il grande passo aggiungendo l’attesa funzionalità all’applicazione dopo che era toccato a Gmail nei giorni scorsi.
Per utilizzare Calendar offline è necessario avere installato Google Gears, mentre al momento come al solito la possibilità non è disponibile per tutti gli account della piattaforma. Per scoprire se si è tra gli “eletti” non occorre altro che vedere se nelle impostazioni dell’account appare il tab offline, con il quale abilitare la visualizzazione del calendario su desktop.
Via | DownloadSquad.com
Continua a leggere: Google Calendar accessibile anche offline

Google ha rilasciato come nuovo strumento della collezione di Gadget per Google Desktop quello che probabilmente era uno dei più attesi, legato a Google Calendar.
Installando direttamente dal software fornito dall’azienda il nuovo Gadget o scaricandolo da qui è dunque possibile integrare nel proprio desktop le funzionalità del calendario di Google, sempre più utilizzato dalle persone di tutto il mondo per avere un’agenda a portata di connessione ma soprattutto facilmente aggiornabile, ora più che mai.
Il nuovo gadget è disponibile per Linux, Mac e Windows.
Via | Lifehacker.com
Continua a leggere: Google Calendar Gadget arriva sui nostri desktop
Come spesso accade, Google ha aggiunto alcune nuove funzionalità a Gmail tramite Labs, piattaforma da cui è possibile provare le sperimentazioni del team tecnico al lavoro sulla webmail.
In particolare stavolta è il turno dei widget relativi agli altri due servizi Calendar e Docs, consultabili direttamente dalla propria casella di posta elettronica dopo averne abilitato le funzionalità in Labs.
Oltre a queste novità, i programmatori hanno inserito la possibilità di importare qualsiasi tipo di widget si voglia, inserendo direttamente nell’apposita sandbox il relativo codice XML: non proprio d’uso immediato, ma stando a quanto riportato sul Google Blog lo staff non sembra credere particolarmente nella “colonna sinistra” dell’applicazione.
Via | Google Blog
Continua a leggere: Gmail Labs aggiunge i widget di Calendar e Docs

Foto: NOTICIAS-TIC
Per Gmail e Google Calendar si parla di grosse novità nelle prossime 6 settimane: i servizi vedranno implementare tra le proprie feature il supporto all’utilizzo offline, grazie ad una integrazione con Gears e già toccata a Google Reader e a Google Docs.
Oltre a questo, Gmail implementerà anche il supporto a SyncML, uno standard utilizzato per la sincronizzazione di dati, che grazie alla sua ultima versione permette anche la funzione di push delle email.
Quest’ultima scelta risulta perfettamente in linea con il lancio del nuovo iPhone 3G, il quale si pone come diretto competitor degli utenti business (o meno) di BlackBerry.
Via | googlesystem.blogspot.com
Continua a leggere: Gmail e Google Calendar: supporto offline nelle prossime settimane

Tempo fa parlammo di Gmail Redesigned, uno stile molto raffinato e bello per la posta di Google.
Dallo stesso autore arriva Google Calendar Redesign, che applica a GCal uno stile simile a quello per GMail. Basta installare l’estensione Stylish per Firefox e poi aggiungere lo stile scaricabile da questo indirizzo http://www.naverniouk.com/design/gcal/gcal.css (dal menù Strumenti>Stylish>Aggiungi file a Stylish).
Via | Lifehacker.com
Continua a leggere: Google Calendar Redesigned: nuovo look per GCal
Di calendari e software che aiutano a ricordarsi cose da fare online ce ne sono moltissimi. Oggi ve ne presentiamo uno davvero interessante, che si chiama Presdo ed è davvero un esempio di come dovrebbe essere sviluppata oggi un’applicazione del Web 2.0.
La funzione più interessante è la possibilità di vedere in ogni momento solo quello di cui abbiamo bisogno, senza troppi bottoni o funzioni che distraggono.
La caratteristica principale dell’applicazione è che riesce a capire quello che scriviamo (in inglese): in pratica, la pagina principale si presenta come un search-box; in realtà, però, lì non dobbiamo cercare nulla, ma anzi dobbiamo scrivere quello che vogliamo appuntarci. Ad esempio, se vogliamo pranzare con una persona basterà scrivere: “lunch with Anna tomorrow at 2pm” (o qualcosa del genere); tra l’altro, l’applicazione non ha bisogno di stringhe uguali e esatte di testo in inglese, ma è stata sviluppata per capire la maggior parte delle frasi che inseriamo.

Ormai è risaputo che lo spam non si ferma davanti a niente e a nessuno, penetrando anche nei luoghi più impensabili: uno di questi è sicuramente Google Calendar, dove fino ad oggi si pensava non potessero arrivare messaggi indesiderati.
Il primo a rimanerne sorpreso è stato lo stesso Stan Schroeder di Mashable.com, che nei giorni scorsi si è ritrovato un reminder sul calendario senza volerlo, chiaramente catalogabile come spam vista la descrizione allegata: l’appuntamento sarebbe giunto all’interno del calendario come file in formato .ics.
La soluzione per tamponare il problema viene dal gruppo di discussione ufficiale di Google Calendar, dove lo staff della Grande G ha consigliato i seguenti passi per difendersi dallo spam nel calendario: entrare all’interno delle Impostazioni attraverso il link in alto a destra nella pagina, selezionare il tab Informazioni Generali e scorrere fino alla voce Aggiungi automaticamente gli inviti al mio calendario, dove va selezionata la casella No, mostra solo gli inviti a cui ho risposto.
Al di là di questa procedura, lo staff di Google si è comunque detto al lavoro per risolvere il fastidioso problema.
Via | Mashable.com
Controllare la propria posta attraverso un numero sempre crescente di caselle e-mail può diventare un problema, perchè richiede tempo e attenzione, specialmente quando si stratta di messaggi di lavoro e siamo già impegnati in altre attività. Tim Ferris, intraprendente imprenditore americano, ha proposto in un suo articolo il metodo che utilizza insieme alla sua segretaria per gestire le 1000 e più e-mail che riceve ogni giorno, senza perdere ore e ore davanti al computer, ma dedicando al massimo 10 minuti del suo tempo.
Il suo schema di lavoro si basa sulla suddivisone delle caselle di posta in base a categorie specifiche quali amici/famiglia, lavoro, lettori del blog, ecc. La casella di posta generica che distribuisce per default viene letta sempre dalla sua segretaria. Il 99% delle mail che riceve cade in determinate categorie, per cui la sua assistente personale risponde per lui alle 11 del mattino ed alle 3 del pomeriggio. Il restante 1% della mail che quindi richiedono la sua attenzione viene smistata alle 4 del pomeriggio con una telefonata di 4-10 minuti con la sua segretaria.
Quando è in viaggio, la sua assistente lascia un elenco di azioni nella casella vocale, in modo che possano essere gestite con una mail in elenco (L’uso della casella vocale costinge la sua assistente ad essere concisa!). Quindi tutte le sere Tim ascolta la sua casella vocale mediante Skype e risponde via chat e e-mail con la lista delle azioni da fare.
Continua a leggere: Il sogno proibito: come scordarsi della Inbox e non controllare più la posta!