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Tutti gli articoli con tag google buzz

Google stacca ufficialmente la spina a Buzz

pubblicato da HellSpawn

Google stacca ufficialmente la spina a BuzzDopo essere stato universalmente riconosciuto come uno dei tanti tentativi social di Google falliti, nonché ricoperto di polemiche da parte di organi istituzionali e semplici utenti, Google Buzz verrà ufficialmente chiuso dall’azienda americana, che lo ha annunciato attraverso il proprio blog.

A distanza di poche settimane da ora, Buzz diventerà quindi solo un ricordo, lasciando quindi tutte le attività di social networking a Google+, come del resto era lecito aspettarsi. Anche le API di Buzz verranno smantellate da Google, mentre i contenuti postati attraverso Buzz potranno essere visualizzati sullo stesso Google+ e scaricati tramite Google Takeout. Insieme a Buzz, come precedentemente annunciato anche Labs (lo spazio dove Google finora testava le nuove funzionalità dei suoi prodotti) cesserà di esistere.

Tra i due, probabilmente sentiremo la mancanza proprio di Labs, visto e considerato che Buzz non è mai riuscito a entrare nei nostri cuori. Ma nel caso di Labs comunque non c’è da preoccuparsi, visto che come anticipato qualche tempo fa da Google (nel post sopra linkato) si tratterà più di un decentramento, piuttosto che di una chiusura vera e propria.

Via | Thenextweb.com

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Google Buzz: la Federal Trade Commission USA impone a Google un controllo sulla privacy ogni due anni

pubblicato da HellSpawn

Google Buzz: la Federal Trade Commission USA impone a Google un controllo sulla privacy ogni due anniIl lancio di Google Buzz, avvenuto circa un anno fa, scatenò un vero e proprio putiferio causando la rivolta di moltissimi possessori di un account Google, soprattutto a causa della privacy pesantemente violata dall’ennesimo esperimento “social” della società di Mountain View. Da tale evento partì una serie di proteste che arrivò fino alla Federal Trade Commission USA, interessata a capire come e perché tali violazioni siano potute avvenire.

La notizia di oggi è che proprio la FTC ha annunciato di aver raggiunto un accordo insieme a Google, proprio in seguito alle indagini avvenute dopo le polemiche su Buzz. Partiamo dalla prima problematica: secondo la FTC, Google non provvedette a informare adeguatamente gli utenti dei problemi di privacy intorno a Buzz, violando il regolamento stesso della Commissione. Nello specifico, Google non avvisò i possessori di un account Gmail della possibilità di far parte o meno del social network, offrendo anche un sistema di controllo sulle informazioni scomodo e difficile da trovare. Al punto che effettivamente anche qui su Downloadblog postammo una guida per ridurre l’invadenza di Buzz.

L’accordo tra FTC e Google impone quindi all’azienda di fornire ai propri utenti una serie di informazioni chiare e precise sulla privacy in futuro, che facciano parte di un più ampio e generale programma ben preciso per la gestione dei dati personali. Tale programma sarà inoltre soggetto di controlli ogni due anni, da parte di un soggetto indipendente, da qui fino al 2031. Mentre TechCrunch parla di “prima volta nella storia che un accordo abbia richiesto a un’azienda di condurre un’operazione del genere”, Google ha aggiunto che provvederà da ora in avanti a chiedere il consenso esplicito degli utenti, ogni qualvolta cambierà il modo di condividere i loro dati personali.

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Google invia un messaggio a tutti gli utenti Gmail negli USA per aggiornarli sulla class action contro Buzz

pubblicato da HellSpawn

Google invia un messaggio a tutti gli utenti Gmail negli USA (e non solo, come segnalato nei commenti) per aggiornarli sulla class action contro BuzzCon un messaggio di posta elettronica inviato a tutti quanti in possesso di un account Gmail negli Stati Uniti, Google ha mandato un aggiornamento sulla class action relativa alle violazioni della privacy in Buzz, uno dei prodotti “social” più recenti dell’azienda americana.

L’aggiornamento in realtà risale a fatti avvenuti a settembre, quando insieme ad alcune modifiche nella privacy di Buzz, Google ha accettato di pagare 8,5 milioni di dollari a un fondo indipendente dedicato alla promozione della privacy su Internet. In pratica quindi, l’avviso arriva solo per comunicare a tutti quanti gli utenti di Buzz l’accordo del pagamento, facendo sapere però allo stesso tempo che non sarà possibile per i singoli ricevere un risarcimento.

Maggiori informazioni sulla class action sono disponibili sul sito http://www.buzzclassaction.com/.

Via | Mashable.com

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Google Buzz si rinnova con Firehose

pubblicato da Federico Moretti

Google Buzz Firehose

Google Buzz, dopo un attimo di curiosità iniziale, è finito con l’essere disabilitato sui profili di molti utenti. Un “fallimento” che ricorda quello di Wave, nonostante l’apprezzamento degli sviluppatori open source. Oggi potrebbe esserci una svolta nell’uso di Buzz grazie all’introduzione di Firehose, una revisione delle API che apre alle applicazioni di terze parti.

Fino a ieri, infatti, il limite più evidente di Google Buzz era nell’uso pressoché esclusivo del browser per la condivisione, il commento e il like dei contenuti. Anche le applicazioni che consentivano la gestione degli account dal desktop dovevano scontrarsi con le ridotte possibilità d’interazione a disposizione degli sviluppatori. Un problema ormai risolto.

Firehose incrementa le capacità di pubblicazione e lettura dei contenuti di Buzz tanto sul web, quanto sul desktop (e dai dispositivi mobili). In sintesi, Google ha trasformato la sua piattaforma in qualcosa di molto più duttile. Buzz Mood è solo un esempio di come ora sia possibile “dialogare” in tempo reale. Basterà per insidiare la leadership di FriendFeed?

Via | ZDNet

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Google Buzz aggiorna le impostazioni sulla privacy

pubblicato da giovanni de stefano


Google Buzz non smette di migliorarsi e aggiornarsi, in base alle indicazioni e - più che altro - alle lamentele dei suoi utenti. Finalmente una caratteristica che pareva vitale per un servizio come questo vede la luce: ora non si è più obbligati a seguire alcun utente.

Invece che sottoscrivere automaticamente ai feed dei contatti di Gmail e di Gtalk con cui si è più spesso impegnati in conversazioni (e, al massimo, smettere di seguirli in un secondo momento), ora gli utenti di Buzz ricevono dei suggerimenti, cui possono rispondere positivamente o meno. Un passo in avanti per l’umanità? Intanto, l’opinione dei blogger è naturalmente positiva, ma probabilmente la fiducia dello zoccolo duro degli utenti del social web è compromessa.

L’ansia da prestazione del team di sviluppo di Buzz è ormai proverbiale. Assurdo che un servizio offerto da un gigante come Google debba passare sotto umiliazioni pubbliche del genere, per rendersi finalmente usabile. Almeno i blogger che hanno comunicato la “novità” non si sono trattenuti dall’ammettere, candidamente:

“Poco dopo aver lanciato Buzz, ci siamo resi conto di non aver fatto tutto per bene”.

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Google Buzz continua a introdurre migliorie, ma la strada è ancora lunga

pubblicato da giovanni de stefano


Desterà sollievo questa notizia fra i numerosi utenti di Google Buzz, che hanno espresso le loro lagnanze, fin dal lancio del servizio, sulla sua intrusività all’interno dell’inbox di Gmail.

Il blog ufficiale di Gmail ha annunciato che sarà possibile raffinare il filtro che, fino ad ora, ha solo permesso di accettare in toto le notifiche provenienti da Buzz, o di farle tacere del tutto. Le caselle sa spuntare saranno 3: includere i commenti ai propri post; includere i commenti ai post cui avete commentato; includere i commenti ai post in cui siete “menzionati” (per dirla alla Twitter).

In più altra novità: ogni elemento di Buzz presente nel vostro inbox di Gmail ora recherà in alto un’intestazione che spiega il motivo per cui si trova lì (”perché avete commentato anche voi”, etc. etc.). Basteranno “innovazioni” come questa a risollevare le sorti del sistema di microblogging made in Google?

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Google Wave lancia le notifiche via mail

pubblicato da giovanni de stefano

Buone notizie per i pochi che usano Google Wave: finalmente Google ha deciso di dotare la sua creatura più sopravvalutata e incompresa dai tempi di Buzz (un attimo, quelli sono venuti dopo) di un sistema di notifiche via mail, in grado di segnalare agli utenti gli aggiornamenti nelle loro conversazioni attive (ancora).

TechCrunch ci ha dato la lieta novella. Ora, dovrebbe essere in discesa la strada dell’usabilità di questo servizio, annunciato come un rivoluzione e poi passato nel dimenticatoio, perfino di molti early adopter, come se niente fosse, nel giro di qualche mese dal lancio.

Il menù che si attiva cliccando sull’inbox di Wave, ora, mostra anche l’opzione “notifications”. Si può scegliere anche con che frequenza è il caso di riceverne: instantanee se si hanno poche conversazioni attive, più rilassate se si usa molto il servizio. Sarà solo un modo di rimandare l’inevitabile - per molti - morte del progetto Wave? Si riprenderà? Alle vostre notifiche l’ardua sentenza.

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Stanchi di Buzz su Gmail? Aggiungete Facebook!

pubblicato da HellSpawn

Stanchi di Buzz su Gmail? Aggiungete Facebook!

Avete disattivato Buzz ma vi va comunque a genio l’idea di poter comunicare coi vostri amici dalla casella di posta Gmail? Tale David Mulder ha sviluppato ciò che fa per voi, creando un’estensione Chrome con la quale per l’appunto aggiungere Facebook alla webmail di Google con un’interfaccia molto simile a quella di Buzz.

Come potete vedere anche dall’immagine qui sopra, una volta installata questa estensione in Gmail viene aggiunto un nuovo sottomenu chiamato Facebook, dal quale accedere al social network postando i propri aggiornamenti proprio come se fossero quelli di Buzz. La stessa estensione (denominata Gmail Facebook integration) esiste inoltre anche per Firefox ma richiede l’installazione di GreaseMonkey.

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Una class action contro Google a causa di Buzz

pubblicato da HellSpawn

Google Buzz screenshots

Diciamocelo: viste le polemiche dei giorni scorsi contro Google Buzz era pressoché impensabile che qualcuno non decidesse di agire per vie legali contro il nuovo strumento “social” inserito in Gmail, ed è così che infatti in America qualcuno ha dato vita a una class action contro l’azienda informatica.

Il San Francisco Chronicle riporta di due cause intentate a San Francisco e Washington, dove tale Eva Hibnick e i suoi avvocati avrebbero denunciato Google per violazioni plurime delle leggi sulla privacy, in particolare il Computer Fraud and Abuse Act.

La richiesta fatta dagli studi legali chiede che sia imposto a Google di non ripetere gli errori commessi con Buzz e, ovviamente, che sia pagato un risarcimento a tutti quanti gli utenti Gmail (!), il che significherebbe dare soldi a più di 31 milioni di persone. Facile immaginare come possa finire le causa, o no?

Via | Technically incorrect

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Google Buzz doveva passare per Gmail Labs?

pubblicato da HellSpawn

Google Buzz screenshots

Mentre scrivevo ieri il post sull’aumento delle ricerche su Facebook, parlando della possibile concorrenza tra il social network e Google mi frullava per la mente una semplice domanda, che a quanto pare anche su TheNextWeb si sono posti: ma perché Google Buzz non è passato per la sezione Labs come la maggior parte degli aggiornamenti, anche meno importanti, per la Gmail?

Il nesso che ho trovato rispondendomi da solo è proprio legato alla concorrenza tra social network e Google, che a fronte del fallimento (o no?) di Google Wave si è trovata minacciata a più riprese da chi non si aspettava, minacce tra le quali le possibili webmail targate Facebook sono solo uno degli ultimi esempi.

Nessun dubbio che Buzz fosse già in sviluppo in precedenza, visto che cose del genere di certo non si inventano in una settimana, ma l’aver affrettato il suo rilascio potrebbe essere un’ipotesi da prendere in considerazione, alla luce delle roventi critiche e dei problemi riscontrati in pochissimo tempo. L’impressione è che Google abbia voluto così lanciare a tutti quanti una sorta di monito del tipo “Se volete sconfinare nel nostro orto fate pure, ma occhio che anche noi possiamo farlo nel vostro quando vogliamo”.

L’ammissione di colpa di Google è stata una diretta conseguenza della fretta nel lanciare Buzz, che secondo la società californiana non sarebbe stato testato a dovere. Dopo aver avuto per anni in Beta prodotti come Gmail e Maps era proprio necessario lanciare direttamente uno strumento come Buzz così aperto a rischi sulla privacy? Forse si, forse no, ma l’effetto boomerang è sotto gli occhi di tutti. Non ci resta che sperare che venga migliorato al più presto per poterne godere tutti quanti senza doverci preoccupare.

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Uno dei problemi di Google Buzz in una vignetta

pubblicato da HellSpawn

Google Buzz edit

Le recenti polemiche su Google Buzz hanno aperto uno spettro di inquietanti carenze nel nuovo strumento Google che ha spinto la società californiana a intervenire prima per correggere il tiro e a promettere poi di migliorare ulteriormente la piattaforma per venire incontro alle varie lamentele.

Uno dei difetti di Buzz è rappresentato nella vignetta che vedete qui sopra (clic per ingrandire), che mostra come sia possibile postare un messaggio, raccogliere una serie di commenti e poi usare la funzione di modifica per stravolgere completamente il senso del proprio post mettendo anche in serio imbarazzo chi ha lasciato il proprio intervento.

Via | Thedoghousediaries.com

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Google Buzz oggetto di polemiche roventi sulla privacy

pubblicato da HellSpawn

Google Buzz screenshots

Dopo l’arrivo di Google Buzz e il relativo entusiasmo iniziale, è il momento per Google di affrontare una serie di pesanti critiche rivolte al suo nuovo prodotto, riguardanti soprattutto la gestione della privacy nell’atto (come dice TechCrunch) di mischiare qualcosa di strettamente privato come Gmail con una cosa rivolta al broadcasting in pubblico come Buzz.

Pur avendo apportato alcuni miglioramenti, frutto delle prime segnalazioni ricevute dagli utenti, resta alta l’attenzione sulla gestione dei contatti da parte di Buzz, soprattutto in merito al suo aggiungere automaticamente i contatti in base alla frequenza di comunicazione tra i vari account: eclatante è il caso di una donna riportato da Hacker News dall’eloquente titolo “Fuck you, Google”.

In parole povere dopo aver usato per diverso tempo il proprio account privato Gmail per comunicare con mamma e fidanzato, la donna si è trovata aggiunta automaticamente tra i follower anche il proprio ex-marito, non proprio uno stinco di santo, con relativa condivisione di like su Google Reader e commenti vari condivisi con l’attuale compagno.

La confusione insomma regna attualmente sovrana e il consiglio è ancora una volta quello di sempre, più che mai visto quanto sta succedendo: appena attivate Buzz state attenti a tutto ciò che può intaccare la vostra privacy, tra follower e condivisioni varie.

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