
StickyBits è un’interessante startup newyorkese che si occupa di mettere in relazione persone, computer, smartphone e codici a barre.
Mentre fate la spesa o siete in libreria, vedete un oggetto che vi interessa o che non vi piace affatto: attraverso un’apposita app sviluppata dal team di StickyBits per due grandi piattaforme mobili (solo iPhone e Android, per ora) potete creare un file condivisibile con tutti gli altri utenti del servizio, in cui andrete ad inserire testi, foto, video, con le vostre osservazioni e le vostre critiche.
Gli utilizzi sono pressoché infiniti. Potete scrivere una ricetta usando un tipo di passata di pomodoro in particolare o essere notificati, ancora in negozio, la recensione che stroncherà il disco che avreste comprato, se non foste stati avvertiti in tempo del fatto che è quanto di più lontano dai vostri gusti. Un’intera “wiki” di consigli su come usare al meglio il servizio è già disponibile qui.
Continua a leggere: StickyBits, il social network basato sui codici a barre dei prodotti
La notizia è di martedì, ma ho aspettato che ne parlassero anche su Melablog.it per leggere le impressioni di utenti più avvezzi all’uso di device dell’azienda di Cupertino: sta di fatto che Fring – un’applicazione per comunicare attraverso diverse piattaforme e con modalità differenti – ha rilasciato il primo software in grado di effettuare videochiamate su iPhone e iPod Touch, che peraltro è in grado d’interagire anche con Skype (sebbene questa funzionalità abbia diverse limitazioni).
Chiunque abbia in mente come siano fatti questi device avrà certo intuito immediatamente quale sia il limite più fastidioso: né l’uno, né l’altro sono dotati di fotocamera nella parte anteriore — perciò in ogni caso le videochiamate appaiono piuttosto “scomode”. Ma l’aspetto più intrigante (che è poi ciò che ne dà un senso a questo articolo) riguarda l’interoperabilità con altre piattaforme e telefoni cellulari: Fring è installabile praticamente su qualunque dispositivo.
E quando affermo “qualunque” non esagero affatto: Fring è disponibile anche per Symbian e Windows Mobile – restando nell’ambito della telefonia mobile – e una versione ridotta può girare su Java ME (disponibile in pressoché tutti i cellulari e presente come piattaforma predefinita in quelli più datati). Per non dimenticare Android: inoltre, la possibilità d’installare Fring su Linux lascia ampio spazio all’integrazione in Maemo — già distribuito anche in Italia con il Nokia N900.
Continua a leggere: Fring consente le videochiamate su iPhone
UStream – uno dei più popolari servizi di live broadcasting sul web – rende disponibile una seconda applicazione ufficiale per Android, il sistema operativo mobile di Google, come il precedente UStream Broadcaster (installabile anche su Nokia).
U Viewer, una sorta di video player personalizzato, è stato concepito per iPhone – che invece si avvale di UStream Recorder per la registrazione dei filmati – ed è utilizzabile pure su Android: a differenza di UStream Broadcaster (che funziona in modo simile a Qik), U Viewer consente di scegliere tra una selezione di contenuti live da UStream.
Il lancio dell’applicazione al pubblico è avvenuto in concomitanza col concerto dei Kiss — trasmesso nella notte (per il fuso orario italiano) anche via Facebook, grazie al canale presente sempre su UStream.
Via | Mashable
Continua a leggere: UStream lancia un'altra applicazione per Android

Secondo Mike Harrington di TechCrunch, Google sarebbe al lavoro su uno smartphone Android prodotto per conto proprio. Dopo l’incubazione del sistema operativo made in Mountain View presso terminali di terze parti, i tempi sono quasi maturi per realizzare un vero, autentico Google Phone.
Ma le indiscrezioni non finiscono qui. Il Google Phone sarebbe anche leggermente più sottile di Motorola Milestone e potrebbe essere pronto presto, prima di quanto non immaginiamo: si ipotizza un inizio 2010.
Google si avvicinerebbe in questo a una concorrenza davvero diretta all’iPhone di Apple: produrre hardware e software ottimizzato per il primo vero legittimato anti-iPhone.
Continua a leggere: Il Google Phone potrebbe arrivare all'inizio del 2010
Dopo l’annuncio di Chrome OS da parte di Google in molti si sono chiesti come il nuovo sistema operativo destinato ai netbook possa coesistere in futuro con Android, l’altro software del colosso informatico apparentemente destinato a pestarsi i piedi a vicenda con Chrome OS.
Qualche indicazione sul futuro utilizzo di Android arriva da un articolo di Forbes, secondo il quale entro la fine del 2009 verranno offerti sul mercato tutta una serie di dispositivi in grado di controllare con interfaccia touchscreen gli oggetti nelle case, basandosi proprio sul sistema operativo Google.
La società fornitrice Touch Revolution ha fatto sapere che ad arrivare saranno tre tipologie diverse di dispositivi:
Sempre secondo il pezzo di Forbes, la scelta sarebbe ricaduta su Android perché già predisposto per il supporto touchscreen, la sua “apertura” e la facilità d’uso.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Google Android controllerà le nostre case
E’ di pochi giorni fa la notizia che Google permetterà l’installazione di Android, il suo sistema operativo per cellulari, sui netbook della serie Asus EeePC. Di fatto, con questa mossa, Google apre un nuovo fronte di rivalità con Microsoft e il suo Windows.
Attualmente Windows occupa il 90% del mercato dei personal computer di tutto il mondo, e anche nel settore dei netbook le cose non sono diverse. L’introduzione di Google sarà, inizialmente, una novità che andrà a scontrarsi direttamente con Windows 7.
Secondo Calvin Huang, questo fattore costringerà Microsoft ad abbassare i prezzi di Windows 7, in un mercato in cui sempre più produttori potrebbero adottare Android invece di Windows.
Tutto questo farà bene, naturalmente, alla concorrenza e al diritto delle persone di scegliere il software migliore per loro. Sono le parole di Amelia Agrawal, portavoce Microsoft a Singapore.
Via | Bloomberg.com
Continua a leggere: Google Android può essere un'alternativa a Windows 7 nel mercato dei netbook?

TweakTown ha riportato dal Computex 2009 di Taipei un’immagine e un video tratti dalla conferenza di Qualcomm Technologies, dove faceva bella mostra di sé un nuovo prototipo di EeePC dotato di piattaforma con CPU da 1GHz Qualcomm e sistema operativo Android.
Un product manager di Qualcomm ha mostrato una demo del sistema, che grazie a dei consumi estremamente ridotti permette di non avere sistemi di raffreddamento e di conseguenza un’ulteriore riduzione dello spessore del notebook, oltre che del peso. Il prototipo mostrato è inoltre già in grado di riprodurre video a 720p con la possibilità in futuro di vedere filmati a 1080p (full HD) con processori più veloci.
Dopo la pausa trovate anche il video registrato daTweakTown.
Via | TweakTown.com
Continua a leggere: EeePC con Android e CPU Qualcomm da 1GHz
Qualche post fa, su Mobileblog già si accennava la notizia che l’Italia è i suoi sviluppatori sono esclusi dal concorso indetto da Google che vede ingenti somme di denaro messe a disposizione per la creazione di applicazioni per la nuova piattaforma Android lanciata da Google.
Sfumato il tempo della rabbia, vediamo perché siamo stati esclusi da concorso e quali sono le normative che hanno portato Google a prendere questa decisione (che, oltre al Bel Paese, esclude Cuba, Itan, Siria, Nord Corea, Myanmar e Quebec). Italia e Quebec, a detta dei portavoce di Google, sono stati esclusi a causa delle troppo restrittive leggi che, in Italia, avrebbero costretto a un lungo iter burocratico che era incompatibile con le tempistiche previste per il concorso.
Oltre a ciò, le leggi italiane prevedono che per un concorso nel nostro Paese si debba aprire un conto corrente (con l’intera somma del montepremi) e si sia costretti a assegnare e consegnare i premi in presenza di notaio, rappresentate di un’associazione di consumo riconosciuto e, aggiungiamo noi con un misto di amarezza e ironia, di tutto lo stato maggiore.
Infine, in questo ipotetico scenario, Google avrebbe dovuto compilare una serie di moduli per la registrazione del concorso dai ministeri e dai monopoli di Stato: ancora una volta gli incartamenti (tonnellate di moduli in vece di semplici transazioni informatiche) e la rigida mentalità burocratica hanno fatto si che una delle rivoluzioni degli anni a venire debba rinunciare al contributo e alla creatività delle menti italiane…
Continua a leggere: Concorso Android: i motivi dell’esclusione dell’Italia