
Desterà sollievo questa notizia fra i numerosi utenti di Google Buzz, che hanno espresso le loro lagnanze, fin dal lancio del servizio, sulla sua intrusività all’interno dell’inbox di Gmail.
Il blog ufficiale di Gmail ha annunciato che sarà possibile raffinare il filtro che, fino ad ora, ha solo permesso di accettare in toto le notifiche provenienti da Buzz, o di farle tacere del tutto. Le caselle sa spuntare saranno 3: includere i commenti ai propri post; includere i commenti ai post cui avete commentato; includere i commenti ai post in cui siete “menzionati” (per dirla alla Twitter).
In più altra novità: ogni elemento di Buzz presente nel vostro inbox di Gmail ora recherà in alto un’intestazione che spiega il motivo per cui si trova lì (”perché avete commentato anche voi”, etc. etc.). Basteranno “innovazioni” come questa a risollevare le sorti del sistema di microblogging made in Google?
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Buone notizie per i pochi che usano Google Wave: finalmente Google ha deciso di dotare la sua creatura più sopravvalutata e incompresa dai tempi di Buzz (un attimo, quelli sono venuti dopo) di un sistema di notifiche via mail, in grado di segnalare agli utenti gli aggiornamenti nelle loro conversazioni attive (ancora).
TechCrunch ci ha dato la lieta novella. Ora, dovrebbe essere in discesa la strada dell’usabilità di questo servizio, annunciato come un rivoluzione e poi passato nel dimenticatoio, perfino di molti early adopter, come se niente fosse, nel giro di qualche mese dal lancio.
Il menù che si attiva cliccando sull’inbox di Wave, ora, mostra anche l’opzione “notifications”. Si può scegliere anche con che frequenza è il caso di riceverne: instantanee se si hanno poche conversazioni attive, più rilassate se si usa molto il servizio. Sarà solo un modo di rimandare l’inevitabile - per molti - morte del progetto Wave? Si riprenderà? Alle vostre notifiche l’ardua sentenza.
Continua a leggere: Google Wave lancia le notifiche via mail

Avete disattivato Buzz ma vi va comunque a genio l’idea di poter comunicare coi vostri amici dalla casella di posta Gmail? Tale David Mulder ha sviluppato ciò che fa per voi, creando un’estensione Chrome con la quale per l’appunto aggiungere Facebook alla webmail di Google con un’interfaccia molto simile a quella di Buzz.
Come potete vedere anche dall’immagine qui sopra, una volta installata questa estensione in Gmail viene aggiunto un nuovo sottomenu chiamato Facebook, dal quale accedere al social network postando i propri aggiornamenti proprio come se fossero quelli di Buzz. La stessa estensione (denominata Gmail Facebook integration) esiste inoltre anche per Firefox ma richiede l’installazione di GreaseMonkey.
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Diciamocelo: viste le polemiche dei giorni scorsi contro Google Buzz era pressoché impensabile che qualcuno non decidesse di agire per vie legali contro il nuovo strumento “social” inserito in Gmail, ed è così che infatti in America qualcuno ha dato vita a una class action contro l’azienda informatica.
Il San Francisco Chronicle riporta di due cause intentate a San Francisco e Washington, dove tale Eva Hibnick e i suoi avvocati avrebbero denunciato Google per violazioni plurime delle leggi sulla privacy, in particolare il Computer Fraud and Abuse Act.
La richiesta fatta dagli studi legali chiede che sia imposto a Google di non ripetere gli errori commessi con Buzz e, ovviamente, che sia pagato un risarcimento a tutti quanti gli utenti Gmail (!), il che significherebbe dare soldi a più di 31 milioni di persone. Facile immaginare come possa finire le causa, o no?
Via | Technically incorrect
Continua a leggere: Una class action contro Google a causa di Buzz
Mentre scrivevo ieri il post sull’aumento delle ricerche su Facebook, parlando della possibile concorrenza tra il social network e Google mi frullava per la mente una semplice domanda, che a quanto pare anche su TheNextWeb si sono posti: ma perché Google Buzz non è passato per la sezione Labs come la maggior parte degli aggiornamenti, anche meno importanti, per la Gmail?
Il nesso che ho trovato rispondendomi da solo è proprio legato alla concorrenza tra social network e Google, che a fronte del fallimento (o no?) di Google Wave si è trovata minacciata a più riprese da chi non si aspettava, minacce tra le quali le possibili webmail targate Facebook sono solo uno degli ultimi esempi.
Nessun dubbio che Buzz fosse già in sviluppo in precedenza, visto che cose del genere di certo non si inventano in una settimana, ma l’aver affrettato il suo rilascio potrebbe essere un’ipotesi da prendere in considerazione, alla luce delle roventi critiche e dei problemi riscontrati in pochissimo tempo. L’impressione è che Google abbia voluto così lanciare a tutti quanti una sorta di monito del tipo “Se volete sconfinare nel nostro orto fate pure, ma occhio che anche noi possiamo farlo nel vostro quando vogliamo”.
L’ammissione di colpa di Google è stata una diretta conseguenza della fretta nel lanciare Buzz, che secondo la società californiana non sarebbe stato testato a dovere. Dopo aver avuto per anni in Beta prodotti come Gmail e Maps era proprio necessario lanciare direttamente uno strumento come Buzz così aperto a rischi sulla privacy? Forse si, forse no, ma l’effetto boomerang è sotto gli occhi di tutti. Non ci resta che sperare che venga migliorato al più presto per poterne godere tutti quanti senza doverci preoccupare.
Continua a leggere: Google Buzz doveva passare per Gmail Labs?
Le recenti polemiche su Google Buzz hanno aperto uno spettro di inquietanti carenze nel nuovo strumento Google che ha spinto la società californiana a intervenire prima per correggere il tiro e a promettere poi di migliorare ulteriormente la piattaforma per venire incontro alle varie lamentele.
Uno dei difetti di Buzz è rappresentato nella vignetta che vedete qui sopra (clic per ingrandire), che mostra come sia possibile postare un messaggio, raccogliere una serie di commenti e poi usare la funzione di modifica per stravolgere completamente il senso del proprio post mettendo anche in serio imbarazzo chi ha lasciato il proprio intervento.
Via | Thedoghousediaries.com
Continua a leggere: Uno dei problemi di Google Buzz in una vignetta
Dopo l’arrivo di Google Buzz e il relativo entusiasmo iniziale, è il momento per Google di affrontare una serie di pesanti critiche rivolte al suo nuovo prodotto, riguardanti soprattutto la gestione della privacy nell’atto (come dice TechCrunch) di mischiare qualcosa di strettamente privato come Gmail con una cosa rivolta al broadcasting in pubblico come Buzz.
Pur avendo apportato alcuni miglioramenti, frutto delle prime segnalazioni ricevute dagli utenti, resta alta l’attenzione sulla gestione dei contatti da parte di Buzz, soprattutto in merito al suo aggiungere automaticamente i contatti in base alla frequenza di comunicazione tra i vari account: eclatante è il caso di una donna riportato da Hacker News dall’eloquente titolo “Fuck you, Google”.
In parole povere dopo aver usato per diverso tempo il proprio account privato Gmail per comunicare con mamma e fidanzato, la donna si è trovata aggiunta automaticamente tra i follower anche il proprio ex-marito, non proprio uno stinco di santo, con relativa condivisione di like su Google Reader e commenti vari condivisi con l’attuale compagno.
La confusione insomma regna attualmente sovrana e il consiglio è ancora una volta quello di sempre, più che mai visto quanto sta succedendo: appena attivate Buzz state attenti a tutto ciò che può intaccare la vostra privacy, tra follower e condivisioni varie.
Continua a leggere: Google Buzz oggetto di polemiche roventi sulla privacy

Quale miglior modo di festeggiare il 31esimo anniversario della Rivoluzione Islamica, per le autorità iraniane, se non quello di annunciare alla loro paese che l’accesso a Gmail sarà bloccato, in vista della sostituzione del servizio di webmail offerto da Google da parte di una nuova posta elettronica “nazionalizzata”.
E’ proprio quello che è successo ieri a Teheran, forse in risposta alle fortissime proteste che stanno caratterizzando il clima di questi giorni di fuoco per l’opposizione al governo ufficiale.
Visto che non è la prima volta che le autorità iraniane ricorrono a blocchi più o meno permanenti per servizi di comunicazione 2.0 (come già avvenne per Twitter, ad esempio), con questa decisione si sarà pensato di prendere due piccioni con una fava, proibendo di fatto la posta elettronica di Gmail e il nascente servizio di microblogging ad essa legato, Google Buzz.
Continua a leggere: Il Governo iraniano blocca l'accesso a Gmail
Mentre in molti si stanno beando nel provare le funzionalità offerte da Google Buzz, tanti altri non hanno gradito il nuovo strumento social inserito in Gmail, soprattutto a causa del suo inviare gli aggiornamenti direttamente nella casella email che si possiede.
Se già ne avete abbastanza di Buzz, ecco un paio di dritte per limitarne l’invadenza o ancora più drasticamente disattivarlo in modo completo. La prima arriva grazie ai filtri Gmail, accessibili cliccando sul link Crea un filtro posto al centro in alto allo schermo della schermata principale: una volta dentro basta aggiungere alla casella di testo Contiene le parole la stringa label:buzz, cliccare su Passaggio successivo e scegliere l’azione da intraprendere sul messaggio di notifica (inclusa la cancellazione diretta).
Per disabilitare Buzz completamente invece basta cliccare sul link disattiva Buzz posto in posizione completamente opposta a quella precedente, vale a dire in basso alla schermata principale, sempre al centro al di sotto della scritta che indica quanti MB si stanno usando.
Continua a leggere: Google Buzz: come disattivarlo e/o rimuovere gli aggiornamenti

Ci coglie di sorpresa il messaggio di Adnkronos su Twitter Facebook.
Avete un indirizzo gmail? Allora provate a seguire il nostro flusso di notizie sul nuovo social network di google!… http://bit.ly/9sQRnt
Non sono passate neanche 24 ore dal rilascio di Google Buzz, e l’agenzia di stampa cerca di provare questo nuovo mezzo. Parlavo all’inizio di “sopresa”, perchè non mi aspettavo una reazione così rapida in Italia. Nel momento in cui scrivo, stanno iniziando ad apparire le prime notizie. C’è la possibilità di un commento diretto, così come quella di segnalare il link o inviarla via mail. Nulla che non si sia già visto, ma di certo un servizio del genere apre orizzonti più interessanti di quanto si pensava inizialmente.
Avete avuto occasione di sperimentare servizi di altre agenzie di stampa o fornitori di notizie? Qual è fin’ora la vostra impressione su Google Buzz?
Finito l’evento con cui Google ha annunciato Google Buzz, il colosso informatico ha immediatamente iniziato a distribuire la nuova componente “social” di Gmail ai possessori di un relativo account di posta.
Per i numerosi che ancora non dovessero essere stati abilitati all’utilizzo di Google Buzz, ecco qualche immagine del nuovo sistema di condivisione di contenuti studiato da Google, mentre dopo la pausa potete trovare il video con cui il servizio è stato presentato durante l’evento di ieri (oggi in USA).
Via | Techcrunch.com | Mashable.com
Approfondiamo quanto scritto nel post precedente su Google Buzz. Dopo il mezzo passo falso di Wave era lecito aspettarsi che ulteriori applicazioni sarebbero andate in quella direzione, invece Google Buzz è realmente interessante — benché non proponga nulla di realmente innovativo, “limitandosi” ad applicare feature che già conosciamo grazie a Facebook, FriendFeed e Twitter.
Ed è proprio a FriendFeed che ho immediatamente pensato seguendo la conferenza stampa ospitata su un apposito canale di YouTube (terminato lo streaming alle 20:00 ora italiana, quando Google Buzz è entrato in funzione per gli Stati Uniti, è possibile che il link non sia più valido). Parte della nuova applicazione è del tutto simile al social network acquistato tempo fa da Facebook.
Uno degli aspetti più interessanti di Buzz è la sua integrazione coi profili pubblici di Google: finalmente un’applicazione riesce a dare loro un senso, aggregando tutto ciò che si condivide attraverso di essa nella propria pagina personale. Ma Google Buzz è molto di più: condividere link, video – negli esempi è stato mostrato solo YouTube – e immagini (da Picasa e Flickr) su GMail non sarà più la stessa cosa.




Continua a leggere: Google Buzz: cos'è, come funziona e quando sarà disponibile