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Il lancio di Google Music sempre più vicino

pubblicato da zeropuntodue in: Google

Google MusicL’arrivo di Google nel mercato della vendita di musica digitale online potrebbe essere ormai molto vicino.

Il co-fondatore di Android Andy Rubin ha dichiarato nel corso di un’intervista che il dialogo con le major musicali allo scopo di acquisire diritti e concludere accordi è in “accelerazione”. Google intende dunque stringere i tempi per contrastare il dominio di Apple. La società di Cupertino detiene attualmente con iTunes il 28% del mercato. Segue Amazon con una fetta del 12%.

Alla fine del 2009 Google ha fatto un primo passo proponendo in USA risultati speciali del motore con link a brani musicali, le cui preview possono essere ascoltate in streaming. La musica può poi essere acquistata da siti terzi.

Le voci che indicano che Apple stia per portare iTunes sul Web sono sempre più insistenti. Con l’acquisizione del servizio di streaming musicale online Lala nell’ottobre 2009 e la sua messa offline in aprile, alcuni si aspettavano l’annuncio di iTunes.com addirittura nel corso dell’ultima WWDC di San Francisco. Potrebbe proprio essere questo uno dei principali motivi dell’accelerazione di Mountain View.

Google, per spingere la sua proposta e diventare un player importante ha principalmente tre strumenti a disposizione: YouTube, Android e i risultati del motore, ognuno dei quali ha un potenziale bacino di milioni di appassionati di musica.

Via | The Next Web

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Bynamite: scopri cosa pensano di te Google, Yahoo e Amazon

pubblicato da Marco Giacomello in: Freeware Privacy Firefox

Logo Bynamite

Quando ti compare un annuncio pubblicitario, di solito è il risultato di qualcosa che hai visto-acquistato-ricercato in rete. Ma se i siti che hai visitato, non corrispondono realmente ai tuoi interessi, perchè devi essere subissato di annunci pubblicitari su cose per le quali non hai il minimo interesse?

È questa la domanda che si sono posti Ian Wilkes a Giunsu Yoon, i due fondatori di Bynamite. Il loro progetto, vuole permetterci di vedere cosa gli inserzionisti pubblicitari pensano ci interessi, e in caso poter modificare le nostre preferenze. La rete, tiene traccia di tutto ciò che facciamo on-line – e crea una sorta di nostra fotografia virtuale, la quale contiene i nostri gusti, le nostre preferenze e i nostri interessi - tutto questo, il più delle volte in maniere legale. Questi siti infatti, ti permettono di scegliere quanta privacy ‘vuoi cedere’ loro. Ma siamo onesti, quasi nessuno ha il tempo di leggersi decine e decine di pagine di condizioni generali di utilizzo o di privacy policies. In questo modo, legalizziamo questo utilizzo distorto dei nostri dati personali.

Bynamite, cerca di controllare questo sistema, facendovi vedere (senza registrazione e gratuitamente) la mappa di interessi che la rete ha di voi. Attenzione, Bynamite non blocca la pubblicità, non è un AdBlock e nemmeno un NoScript – vi permette semplicemente di reindirizzare le vostre preferenze, di modo da ridurre gli annunci che non vi interessano. Il programma, si presenta come plug-in free per Mozilla a Chrome, a questo indirizzo.

Perchè non provarlo, e vedere la nostra fotografia commerciale virtuale? Questo può essere, un piccolo passo avanti verso una mentalità che deve cambiare – anche dal punto di vista di cosa possiamo scegliere che invada legalmente la nostra sfera privata. Cosa ne pensate voi, è la via giusta quella della possibilità di indicare realmente i nostri interessi ai pubblicitari di internet, per ridurre spam e annunci inutili?

Via: nytimes.com
Foto: bynamite

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Google Mappe e Earth: anche i confini sono importanti

pubblicato da zeropuntodue in: Internet Mappe Google

Confini Google Mappe

Proporre ai navigatori le mappe dell’intero pianeta non è impresa facile, tanto più se si devono fare i conti con i cambiamenti delle situazioni geopolitiche e con le contese sui confini dei vari Stati. Google intende però mantenere la sua neutralità e soprattutto evitare le critiche che le sono giunte nel corso del tempo dai governi dei Paesi che si contendono territori, evidentemente rivendicandoli anche in ambito digitale.

Per questo Mountain View ha annunciato di aver modificato e perfezionato nei suoi servizi Mappe e Earth i confini nelle mappe di 60 Paesi e Regioni, allo scopo di accontentare tutti.

I confini oltre ad essere più accurati hanno adesso anche differenti simbologie: quelli tratteggiati, per esempio, indicano un confine in fase di cambiamento o in merito al quale esiste una disputa. Le modifiche sono già operative in Google Mappe e sarà presto aggiornato anche Earth.

Via | Google LatLong Blog

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YouTube lancia il nuovo editor per i video

pubblicato da mario in: Video Applicazioni web Google

YouTube Editor

YouTube ha lanciato in questi giorni una versione aggiornata dell’editor per modificare online i video caricati sul servizio di sharing. Si tratta di un sistema semplice ed essenziale, che ben si adatta ai filmati amatoriali pur non possedendo tutte le finezze dei programmi professionali di video editing.

Lo scopo ultimo di questo editor è consentire di effettuare piccole modifiche importanti, come selezionare una porzione di filmato per creare un nuovo video o riunire più video in uno solo. Due precisazioni: la prima è che per poter essere modificato, il video originale deve essere prima caricato su YouTube, con tutti i tempi d’attesa richiesti. La seconda è che non è possibile modificare video caricati da altri utenti, una limitazione ovviamente dettata da questioni di copyright.

Il nuovo video nato dalle modifiche effettuate potrà godere di tutte le opzioni classiche del sito: nuovo titolo, tags, categorie, opzioni di condivisione e così via. Si potrà anche aggiungere un brano musicale scelto dalla libreria AudioSwap messa a disposizione da YouTube, purtroppo al momento non molto fornita. L’inserimento della musica è peraltro vincolato alla visualizzazione di annunci pubblicitari durante il video.

YouTube EditorYouTube EditorYouTube Editor

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YouTube lancia il Campaign Toolkit 2010 per i politici

pubblicato da mario in: Video Internet Google

youtube campaign toolkit

YouTube ha lanciato un nuovo toolkit dedicato a tutti i politici che volessero utilizzare il servizio di sharing per la loro campagna elettorale. Il Campaign toolkit 2010 di YouTube si inserisce in un pacchetto di servizi più ampio denominato Google Campaign Tools, che comprende tutti i servizi più importanti, da AdWords ad Analytics.

L’idea è di rendere più semplice per i politici l’utilizzo della piattaforma per poter comunicare al meglio il proprio messaggio e interagire con gli elettori. Varie sono le funzioni, dal canale privato del politico dove caricare tutti i video-discorsi alla funzione moderatore per aprire un dialogo con i cittadini, passando per YouTube Insight, che misura le performance e ricava informazioni su coloro che vedono e linkano i video.

Ovviamente alla base di tutto c’è il business, e infatti alcuni importanti servizi del toolkit sono a pagamento, come ad esempio le campagne pubblicitarie o i video promozionali. L’idea deve essere venuta al colosso Google dopo aver osservato le performance di Obama, con l’utilizzo estensivo e, una volta tanto, ragionato delle funzioni del web a fini elettorali. Il pacchetto per ora è limitato all’anno solare 2010, ma se avrà successo lo vedremo esteso anche ai prossimi anni.

Campaign Toolkit è un’ottima idea di mercato perché permette anche ai politici meno ferrati di utilizzare Internet con coerenza e senza quello spreco di soldi spesso causato dalla creazione di siti web fini a se stessi. Mi chiedo se mai qualcuno dei nostri politici riuscirà mai a comprendere in pieno le potenzialità di servizi di questo tipo.

Via | TechCrunch

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Unione Europea: detenzione dei dati estesa alle ricerche su internet?

pubblicato da mario in: Motori di ricerca Privacy

Parlamento Europeo

All’esame dei parlamentari europei c’è da qualche giorno una nuova dichiarazione scritta, la numero 29, sulla creazione di un sistema di allerta rapido europeo per la difesa dei minori contro pedofili e molestatori. Se raggiungerà il quorum, la dichiarazione S.E.A.R. potrebbe portare a una legge sulla detenzione delle informazioni sulle ricerche che ogni singolo utente compie tramite motori di ricerca.

Ogni parola, ogni stringa che verrà inserita nella casella del motore di ricerca verrà immagazzinato dallo stesso e reso disponibile alle autorità qualora richiesto. La dichiarazione, sponsorizzata come un atto dovuto per garantire ai minore sicurezza nella navigazione web, nasconde però una “trappola” per gli utenti della rete e la loro privacy.

L’allarme sulle conseguenze nascoste della proposta è stato lanciato da Christian Engström, un europarlamentare del famoso gruppo dei pirati. Secondo lui la dichiarazione 29 sarebbe null’altro che uno specchietto per le allodole dietro cui ci sarebbe un pericolo inasprimento sui controlli delle informazioni private di navigazione. La polemica nasce mentre sono ancora in corso i percorsi di implementazione della direttiva europea sulla detenzione dei dati, con le polemiche relative all’abuso sulla privacy del cittadino, come già anticipato un paio di anni fa dall’ipotesi di rendere l’IP informazione personale.

Bisogna ricordare peraltro che la dichiarazione non è una vera e propria proposta di legge, ma piuttosto un iter extra agenda utilizzato dai gruppi di pensiero interni al Parlamento per proporre un dibattito su un argomento sensibile ed eventualmente poi passare alla fase legislativa. Per passare, la dichiarazione avrà bisogno di 369 firme e ne ha già collezionate 324. L’approvazione sembra davvero vicina. Dal mio punto di vista, pur con tutte le buone intenzioni del caso, è pericoloso far passare l’idea che sia legale conservare informazioni sensibili che rientrano nella sfera privata dell’utente. Un terreno su quale l’Europarlamento dovrebbe intavolare una discussione seria piuttosto che tentare soluzioni estemporanee come la dichiarazione 29.

Via | Slashdot
Foto | Flickr

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WOFF: il futuro dei font sul web secondo Mozilla, Microsoft, Opera e Google

pubblicato da Nicola D'Agostino in: Google Microsoft Mozilla Opera

Opera, Microsoft e Google: in pochi giorni il formato Web Open Font Format (WOFF) sembra aver fatto l’en plein di adesioni e si avvia a diventare uno standard per la tipografia online dopo anni di incertezze e soluzioni provvisorie.

Firefox, Explorer, Safari, Chrome, Opera

Ma facciamo un passo indietro: il WOFF è essenzialmente un guscio che racchiude, compressi, font TrueType, OpenType o Open Font.
Sino a pochi giorni fa l’alfiere del formato era Mozilla, che ha introdotto le specifiche lo scorso anno, a settembre, annunciando poco dopo di volerlo adottare nel suo browser per i vantaggi che porta rispetto alle altre soluzioni (in primis il risparmio di spazio e la presenza di informazioni sul font).

Così è stato e il WOFF ha fatto il suo esordio in Firefox a gennaio, con la versione 3.6 del browser.

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Google abolisce l'http:// da Chrome

pubblicato da Nicola D'Agostino in: Internet Google Chrome

A partire dalla versione 5.0.375.3 dev, Google Chrome non mostra più il prefisso http:// nella barra degli indirizzi.

Ecco l’indirizzo di downloadblog con Google Chrome 5.0.342.9 beta per Mac:

chrome http

Ecco invece lo stesso indirizzo con il nuovo Google Chrome 5.0.375.9 dev per Mac:

Chrome no http

Su OS news si fa notare che una scelta simile è stata già adottata tempo fa da Apple per il browser dell’iPhone (e iPod touch) con l’update dell’OS a 2.2.

In quel caso la decisione era motivata dal poco spazio disponibile nei 480×320 pixel dello schermo ma facendo clic nella barra degli indirizzi per modificare l’url o digitarne uno ex novo, il protocollo nascosto ricompariva.
Questo non succede nel caso di Google Chrome dove continuano ad essere mostrati prefissi come https:// e ftp:// che vengono colorati rispettivamente di blu e grigio ma il protocollo ideato da Tim Berners-Lee per specificare le trasmissioni di pagine world wide web non è più visibile più all’utente, nemmeno se fa clic nella Omnibox.

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Firefox: Visualizzare l'anteprima nelle ricerche su Google

pubblicato da Luca Mercatanti in: Firefox Chrome


SearchPreview è un’ottima estensione per Firefox e Chrome che vi permetterà di visualizzare l’anteprima delle ricerche effettuate su Google direttamente nella pagina dei risultati.

Le miniature che appariranno accanto ad ogni portale vi permetterà di individuare subito a colpo d’occhio ciò di cui avete bisogno, senza necessariamente dover aprire ogni singolo link, inondando così il vostro browser di inutili schede che andrebbero solamente ad aumentare lo spazio occupato sulla Ram.

SearchPreview risulterà molto utile non soltanto per permettervi di risparmiare del tempo prezioso, ma anche per evitare preventivamente tutti quei siti web infetti da spyware e malware grazie alla collaborazione con StopBadware.org.

Tale add-ons ha il vantaggio di non rallentare assolutamente i tempi di ricerca, poichè quest’ultimo provvedere a caricare le miniature dei vari portali solamente dopo che Google avrà caricato i propri risultati. La cache di sistema vi permetterà inoltre di non dover scaricare nuovamente sul proprio computer le anteprime una che queste verranno visualizzate per la prima volta. Molto interessante anche la possibilità di visualizzare il pagerank di ogni singolo portale direttamente dai risultati della ricerca.

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Da oggi Google indicizza anche le foto grazie alla sitemap

pubblicato da Luca Mercatanti in: Google


Google Images, da oggi potrà vantarsi di un nuovo strumento, già utilizzato per l’indicizzazione delle pagine, che permetterà di affinare le ricerche grazie all’utilizzo delle sitemap. Si tratta di un’ottima notizia per i Webmaster e Blogger, poichè grazie all’introduzione di questo nuovo sistema potranno dedicarsi ad una più intensa attività di SEO al fine di scalare la vetta all’interno del servizio Images di Google.

La sintassi da utilizzare per iniziare fin da subito ad ottimizzare il proprio sito web a questa nuova funzionalità è molto simile a quella già utilizzata dal file per l’indicizzazione dei contenuti. L’elenco dei tag utilizzabili all’interno della sitemap (nell’immagine qui sopra) potrà aiutarvi a comprendere immediatamente ciò a cui mi sto riferendo, come riportato anche all’interno del Centro Webmaster di Google. Da notare che l’indicizzazione del materiale può impiegare anche 5 giorni a causa dell’elevato quantitativo di dati che devono essere verificati.

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Google Bookmark e Delicious: due approcci diversi al social bookmarking

pubblicato da Nicola D'Agostino in: Web 2.0 Google Yahoo Aziende

bookmarklet Delicious

Con l’aggiunta delle liste alla fine dello scorso mese Google Bookmarks ha fatto un significativo passo in avanti. Le liste infatti implementano i “bundle” di Delicious e al contempo offrono finalmente un sistema per condividere pubblicamente indirizzi e contenuti utili online con chiunque.

Questo non vuol dire però che Google Bookmarks sia diventato un equivalente di Delicious: non solo i due servizi non sono (ancora) paragonabili in quanto a numero di funzioni, ricchezza e versatilità d’uso ma ci sono alcuni elementi che rendono evidente come ci si trovi dinanzi a due approcci diversi al social bookmarking.

Google punta infatti a un bookmarking veloce, spartano e votato all’uso immediato e privo (per ora?) di quegli elementi che sono invece chiodo fisso degli utenti avanzati di Delicious. È una differenza che emerge ad esempio dalle due finestre che compaiono usando le rispettive bookmarklet.

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Avast 5 Antivirus incluso nel Google Pack

pubblicato da Vittorio in: Software Antivirus Freeware Google

Avast 5 nel Google Pack

Sicuramente ve ne sarete accorti già da un po’: il Google Pack, la raccolta di software essenziali distribuita da Google, ha incluso Avast Antivirus che ha così preso il posto dei vari Norton Security Scan e Spyware Doctor. A tal proposito è da registrare un post apparso qualche giorno fa sul blog ufficiale di Avast, attraverso cui viene annunciato che anche la versione 5 del programma, di prossima uscita con la sua release definitiva, fa ufficialmente parte del noto pacchetto.

Che ne pensate? Avreste preferito l’inserimento nel Google Pack di altri antivirus gratuiti da voi ritenuti più “meritevoli” o credete che con Avast sia stata realmente fatta la scelta giusta?

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