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Tutti gli articoli con tag giornalismo

Bill Gates sul giornalismo e Social Media

pubblicato da Luca Mercatanti


Il giornalista Phil Bronstein ha incontrato nei giorni passati Bill Gates. I due si sono confrontati per oltre 40 minuti in una serie di domande e risposte sul giornalismo digitale e i Social Media, cascando poi sull’argomento che ormai è sulla bocca di tutti: iPad. Gates preferisce nettamente Twitter rispetto a Facebook: a suo avviso, oltre ad essere più funzionale, Twitter ha veramente la capacità di raggiungere qualsiasi utente in qualsiasi momento.

Secondo Gates, sopratutto nei prossimi anni, si assisterà ad un radicale cambiamento nel sistema dell’informazione come lo conosciamo oggi: la maggior parte delle notizie viaggeranno su servizi come Twitter, dove lui stesso possiede ad oggi oltre 75.000 seguaci (nonostante ci sia arrivato solo recentemente ed in netto ritardo rispetto ai suoi avversari). L’unico problema sottolinea, sarà quello di un sistema per la verifica delle informazioni pubblicate, poichè ad oggi la Rete permette a chiunque di postare qualsiasi tipo di notizia, senza prima essere verificata come avviene all’interno dei quotidiani ancora oggi utilizzati in larga maggioranza.

Bill Gates rispondendo alla domanda di Bronstein su iPad ha affermato, senza ovviamente sbilanciarsi troppo, che il dispositivo è un ottimo esempio della grande creatività di Steve Jobs (”It’s okay. The scenarios aren’t that clear. But it’s good looking. [Steve Jobs] does good design, and [the iPad] is absolutely a good example of that).

Fonte | SfGate

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Giovane utente immette frasi false su Wikipedia, i giornalisti le copiano

pubblicato da PG

Giovane utente immette frasi false su Wikipedia, i giornalisti le copianoWikipedia è una grande risorsa, ma è necessario riconoscerne i limiti. Naturalmente stiamo parlando del numero di modifiche che chiunque può fare agli articoli della celebre enciclopedia online, e che spesso sfuggono al controllo dei redattori.

Ultimamente il problema è riemerso, a causa delle modifiche effettuate da Shane Fitzgerald, studente presso l’Irlanda University College di Dublino, alla pagina del compositore Oscar Maurice Jarre. Le modifiche riguardavano una frase inventata dal compositore, ma in realtà scritta dallo studente: “Quando morirò, nella mia testa suonerà un ultimo valzer”.

Come conseguenza di questa modifica, diversi giornali hanno riportato la frase, pubblicando di fatto una notizia falsa. Non è la prima volta che i giornalisti usano Wikipedia come fonte dei loro articoli. D’altra parte ritorna a galla questo problema, soprattutto quando, a causa delle attività degli utenti, si genera un flusso disordinato e pieno di errori nelle notizie.

Via | Arstechnica.com

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Fox News e MySpace lanciano uReport

pubblicato da PG

Fox News e MySpace lanciano uReportFOX News e MySpace hanno annunciato una nuova collaborazione per lanciare una piattaforma sul popolare social network dedicata al giornalismo. Il nuovo servizio si chiamerà uReport e raccoglierà i migliori contenuti realizzati dagli utenti che avranno la possibilità di essere riprodotti su FOX News.

uReport, molto simile alla piattaforma della CNN iReport, si presenta, quindi, come un servizio attraverso il quale gli utenti possono caricare foto e video da un computer o un qualunque dispositivo mobile che si collega alla rete. I membri della comunità di MySpace/uReport possono diventare “uReporters”, potendo avere la soddisfazione di vedere un proprio contenuto entrare nella programmazione di FOX News Channel e foxnews.com.

E’ chiaro come si FOX che MySpace stiano tentando di recuperare il terreno perduto nei confronti dell’accoppiata CNN-Facebook: ricordiamo che le elezioni presidenziali negli Stati Uniti sono state trasmesse in diretta su Facebook rappresentando un evento mediatico senza precedenti su Internet.

Via | Techcrunch.com

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La Ap cambia le regole per l'utilizzo nei blog delle proprie notizie. E impazza la polemica

pubblicato da D@di

ApÈ polemica nella blogosfera, soprattutto quella americana, per la decisione dell’Associated Press (Ap), una delle più importanti agenzie di stampa del mondo, di stilare delle linee guida per l’utilizzo dei suoi articoli all’interno di siti e blog. La decisione, unica nel suo genere, vuole stabilire per la prima volta e in maniera chiara quanta parte di articoli è possibile riprodurre liberamente e gratuitamente senza andare a infrangere i copyright.

La Ap, un po’ come l’Ansa in Italia, è una cooperativa di circa 1.500 aziende editoriali di tutto il mondo (tra queste c’è anche il New York Times, solo per fare un esempio) e fornisce ai propri abbonati (l’abbonamento costa migliaia di dollari l’anno) notizie in tempo reale su quello che accade in tutto il mondo. Perché giornalisti e aziende editoriali devono pagare così tanto, e i blogger invece possono pubblicare liberamente tutto ciò che vogliono? Questo, un po’, il ragionamento dei vertici dell’agenzia.

“Tagliare e incollare lunghe porzioni di testo scritte dai nostri giornalisti non è quello che vogliamo vedere - spiega un responsabile dell’Ap - e a chi ci dice che questa è lo spirito di internet, noi rispondiamo che lo spirito di internet in realtà è linkare ai contenuti originali, in modo che le persone possano leggere i contenuti laddove sono stati scritti”.

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Online 5 milioni di articoli de La Stampa

pubblicato da D@di

GiornaliPer la prima volta un quotidiano italiano, La Stampa, metterà online tutto il suo enorme archivio storico, creando una biblioteca digitale dell’informazione giornalistica. L’archivio sarà accessibile a tutti, gratuitamente, dall’autunno del 2009, e comprenderà circa due milioni di pagine, oltre cinque milioni di articoli di giornale e 4,5 milioni di immagini tra fotografie e negativi.

In tutto, si tratta di quasi 150 anni di storia, dalle prime edizioni della Gazzetta Piemontese (il nome con cui il quotidiano esordì il 9 febbraio del 1867) alle testate La Nuova Stampa e Stampa Sera fino al giornale attuale.

Al mondo esistono altri due progetti simili, che annoverano un così grande arco di tempo: l’archivio del Times di Londra e quello del New York Times. La Stampa, però, hanno spiegato i promotori dell’iniziativa, si distingue perché l’accesso alla memoria storica sarà libero e gratuito.

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YouTube abbraccia il giornalismo con "Citizen News"

pubblicato da D@di

YouTube deve aver capito i vantaggi del citizen journalism, perché, oltre ad aver nominato un responsabile interno per i video d’informazione, la “branca” di Google ha deciso che lancerà a breve un canale interamente dedicato alle news.

“Citizen News”, questo il canale, è stato ispirato dalle notizie, interviste, servizi e reportage che vengono postati ogni giorno sul sito. YouTube, insomma, vuole sfruttare l’interesse degli utenti nel “citizen journalism” un po’ come sta già facendo, da qualche tempo, Current Tv.

“Vogliamo - hanno spiegato - che YouTube diventi un punto fermo di riferimento per le notizie in rete”. Al momento il canale non è ancora attivo, ma se avete delle idee potete iniziare a suggerirle sul blog ufficiale di YouTube.

Via | Ars Technica

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Da Padova arriva YouReporter, lo YouTube giornalistico

pubblicato da D@di

YouReporter“Sei stato protagonista in prima persona di un fatto di cronaca? Hai scattato una foto o girato un video? Non aspettare: collegati subito a YouReporter.it, il nuovo primo sito italiano di condivisione video e foto di stampo informativo”. Recita così il video introduttivo di YouReporter.it, che si propone di diventare un punto di riferimento per il citizen journalism, cioè il giornalismo fatto dai cittadini, in Italia.

Sviluppato da un gruppo di ragazzi tra Padova e Milano, il sito, spiegano, “vuole semplicemente integrare i media. Questo grazie ai contributi dei cittadini nel caso siano testimoni di eventi di cronaca, oppure abbiano qualcosa da raccontare”.

La novità è che il sito si rivolge direttamente anche agli operatori dell’informazione, dando loro la possibilità di scaricare gratuitamente il materiale caricato dagli utenti su YouReporter, utilizzando così una nuova fonte per il loro lavoro.

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (4/4)

pubblicato da D@di

Al Gore

Segue da | Post 3/4

Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”.

E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia - anche poco velatamente - per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.

L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright.

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (3/4)

pubblicato da D@di

Il palco

Segue da | Post 2/4

Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così - racconta Al Gore - riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.

La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current?

E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (2/4)

pubblicato da D@di

Al Gore

Segue da | Post 1/4

Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein.

“L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti - soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.

Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”.

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (1/4)

pubblicato da D@di

Al Gore1

Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti - noi per primi - al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati.

All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.

Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi - spiega il premio Nobel - la democrazia ne soffre”.

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Fare giornalismo con Twitter

pubblicato da PG

Fare giornalismo con TwitterPuò una comunicazione limitata a 140 caratteri essere utile per diventare giornalisti? Forse si, se osserviamo quanto siano riusciti a fare un gruppo di utilizzatori di Twitter, tanto da essere diventati un piccolo fenomeno.

Ciò che rende attraente Twitter è la sua facilità d’uso. Su Twitter è facilissimo inserire notizie, e le persone possono facilmente condividere le esperienze ancor di più rispetto ad un blog. E, sia che si tratti di calamità naturali, che di avvenimenti politici, le news su Twitter compaiono più velocemente che altrove.

Robert Scoble ha scritto un anno fa di come gli utenti di Twitter hanno segnalato per primi il terremoto a Città del Messico, e sempre attraverso Twitter molte persone hanno battuto le agenzie di tutto il mondo per quanto riguarda i terremoti in Cina e Giappone. Twitter, in pratica, si dimostra utile proprio per la sua velocità: appena una persona pensa qualcosa la posta direttamente, saltando le procedure complicate dei blog per l’inserimento delle news.

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