Google+ permette d’ignorare selettivamente gli utenti. Se avete aggiunto un utente alle cerchie e trovate noioso ciò che condivide, ma volete ancora dargli il beneficio del dubbio potete ignorarlo anziché bloccarlo definitivamente. Questa funzionalità è unidirezionale: l’utente, infatti, continuerà a ricevere i vostri aggiornamenti.
Dall’apertura del social network Google ha dato la possibilità di bloccare gli utenti: in questo modo tutti i contatti col profilo interessato vengono interrotti. Lui non accede alle vostre informazioni e voi non lo ritroverete più nelle cerchie. Esclusa la lista dei contatti bloccati, ovviamente, per tornare indietro sulla scelta.
Ignorare un contatto, al contrario, equivale a non ricevere più notifica delle sue condivisioni. Mantenendolo nelle cerchie cui è inserito. La stessa funzione è presente su FriendFeed dal 2008: l’opzione di Google+ è molto più “blanda” perché non consente ancora di scegliere gli aggiornamenti da censurare per tipologia o per fonte.
Via | MakeUseOf
Glow è un prototipo di social network realizzato dai creatori di Cliqset, il “clone” di FriendFeed che ha chiuso i battenti nel dicembre scorso. Non è ancora accessibile a chi abbia richiesto un invito, perciò si può valutare soltanto per quanto è stato dichiarato dagli sviluppatori. Si è tentati di pensare a un ennesimo fallimento.
Un po’ di Facebook, un po’ di Twitter: la presentazione di Glow è una parziale ammissione della scarsa novità del progetto. Diaspora, OneSocialWeb, ecc. sono le piattaforme più simili a Glow: se non hanno avuto il successo sperato un motivo deve pur esserci. Avrebbe un senso, quindi, investire nell’intraprendere la medesima strada?
I creatori di Glow pensano di sì. Perché il “nuovo” social network possa essere davvero intrigante, dovrebbe rispondere all’unica necessità dichiarata e finora ignorata da tutti gli epigoni di Facebook: la portabilità dei dati. Ovvero la possibilità d’esportare e trasferire i contenuti, da una piattaforma all’altra, con semplicità.
Via | TechCrunch

Diciamoci la verità: quando Facebook ha comprato Friendfeed ormai un anno e mezzo fa, il primo dubbio che si è insinuato tra tutti noi fu che la piattaforma creata da Paul Buchheit fosse definitivamente destinata a essere smembrata, o peggio ancora completamente chiusa. Fortunatamente però, quelle che erano le previsioni peggiori sono state smentite e Friendfeed è (almeno per ora) ancora online in questo inizio di 2011: tutto ciò che ha fatto Facebook è stato rendere pubblico il codice sorgente del framework Tornado e appropriarsi di alcune funzionalità di Friendfeed per integrare al meglio al condivisione sulle proprie pagine.
Ma qual è lo stato attuale di salute di Friendfeed? La risposta migliore a questa domanda può probabilmente essere data ponendocene un’altra, e cioè quanto spesso siamo ormai abituati a vedere la schermata immortalata qui sopra, usata da Friendfeed in caso di problemi. Chi fa un uso frequente della funzione di ricerca si è praticamente ormai rassegnato a vederla quasi ogni giorno, mentre sull’apposita stanza dedicata al feedback non si contano le varie lamentele per lentezza della piattaforma e altri errori legati ai “mi piace” e ai commenti. Significativo è il dato riguardante il traffico generato da Friendfeed nel periodo che per l’appunto parte dall’acquisizione di Facebook per arrivare a oggi: negli USA si tratta di un vero e proprio tracollo verticale, che probabilmente porterebbe chi c’è dietro l’applicazione a staccare la spina.
Tutto ciò se non fosse per Europa e Giappone. Già, perché sono i Turchi quelli a tenere maggiormente a Friendfeed, seguiti nel vecchio continente proprio da noi Italiani, restii ad abbandonarlo. Traffico che secondo il cofondatore Bret Taylor su Quora va praticamente a compensare il calo negli USA, dove Friendfeed resta usato solo da un manipolo di fedelissimi.
Per dare una risposta vera e propria alla domanda del titolo dobbiamo quindi tornare parzialmente sui nostri passi, prendendo atto di un successo che ha solo spostato le proprie fonti senza diminuire. I problemi della piattaforma tuttavia restano, e sarà bene che lo staff di Friendfeed si occupi di risolverli, perché i segni d’insofferenza, anche tra i fedelissimi del nostro Paese, iniziano a voler portare verso altri lidi.
Via | Techcrunch.com
Da ormai qualche ora Friendfeed è offline, mostrando a chi prova ad aprire il dominio friendfeed.com errori vari relativi all’applicazione e al server.
Non si sa ancora se il tutto sia uno strascito di quanto riportato da Mashable giorni fa, quando il down fu causato da un problema di DNS, coi server di Friendfeed funzionanti ma irraggiungibili da gran parte della rete. La causa dovrebbe essere stato un blackout di corrente, anche se non è ancora sicuro.
Aggiornamento: Friendfeed è di nuovo funzionante.

Un bug piuttosto inquietante su FriendFeed è stato segnalato nelle ultime ore: in pratica utilizzando FriendFeed By Email era possibile postare sulla piattaforma impersonando uno qualsiasi dei suoi iscritti, come testimoniato dall’immagine qui sopra dove qualcuno ha scritto a nome del co-fondatore di FriendFeed Bret Taylor.
Il problema in realtà non è stato ancora risolto, ma fortunatamente lo staff tecnico del sito ha provveduto immediatamente a disabilitare la funzionalità By Email. Non si sa però se nel periodo in cui nessuno era a conoscenza del bug siano stati effettuati scambi consistenti di persona da parte di eventuali malintenzionati e/o burloni.
Tra le conseguenze dell’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook in pochi si aspettavano che come primo passo ci fosse il rilascio del codice della tecnologia dietro alla gestione degli eventi in tempo reale dell’aggregatore di feed e molto altro.
Il framework dal nome Tornado è stato scritto interamente in Python e appositamente disegnato per “gestire migliaia di connessioni simultanee, rendendolo ideale per servizi Web in tempo reale”. La decisione di rilasciarne il codice sorgente starebbe secondo lo sviluppatore Facebook David Recordon nella volontà di accrescere l’innovazione sul Web.
Nel frattempo parlando di tempo reale lo staff del social network ha annunciato che nelle prossime settimane verrà aggiunta la possibilità di taggare con @nomeamico i propri aggiornamenti di stato, similmente a quanto già si vede su Twitter.
Via | Vator.tv
Come avrebbe reagito Hitler all’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook? Ci risponde un video tratto dal film Downfall (in Italia La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler), ormai diventato un vero e proprio spezzone ricorrente per commentare ironicamente con l’ira del Führer le notizie più eclatanti del web e non.
Via | TechCrunch.com
Di sicuro ci aspettavamo di tutto tranne una notiziona del genere: Facebook ha appena annunciato di aver comprato FriendFeed, servizio web di aggregazione sempre più utilizzato in giro per la rete per condividere con le proprie conoscenze i link d’interesse.
Mentre non si conoscono ancora i dettagli economici dell’operazione, i 12 impiegati di FriendFeed si uniranno al team di Facebook. Dato che tra loro troviamo anche dei pionieri di Google come Paul Buchheit (creatore di Gmail), Bret Taylor, Jim Norris e Sanjeev Singh, anche questa parte dell’accordo non è di certo da prendere sottogamba.
Dal canto suo il fondatore e CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha come prevedibile espresso la propria ammirazione per FriendFeed sin dal primo momento che ha avuto modo di utilizzarlo, ammirazione estesa anche nei confronti del team per aver creato un “così semplice ed elegante servizio per le persone per condividere l’informazione”.
Via | TechCrunch.com

Dopo i temi arrivano una nuova feature per FriendFeed. Questa volta infatti si tratta infatti della ricerca in tempo reale.
Se per esempio si prova a scrivere Micheal Jackson nella casella di ricerca, si vedrà la pagina con i risultati aggiornata in real-time, senza la necessità di aggiornarla manualmente.
Via | Blog.friendfeed.com

Se non potete fare a meno dell’aggregatore e social network FriendFeed, la notizia potrebbe piacervi.
Infatti ora è possibile scegliere fra 6 temi messi a disposizione dal team di FriendFeed. Si può attivare l’essenziale tema Helvetica o il marrone (!!) Bamboo, tra gli altri.
Pare che in futuro ci sarà la possibilità di personalizzare il proprio tema.
Via | Blog.friendfeed.com
FriendFeed ha aggiunto una nuova funzione al suo servizio. Da oggi, infatti, è possibile condividere file sul popolare sito che si propone come aggregatore di social network.
Per cui sarà più semplice condividere file PDF, o file di testo, oppure fotografie con i propri contatti. Basta allegare un qualsiasi file tramite l’interfaccia web oppure inviando l’allegato all’indirizzo share@friendfeed.com, come ha dichiarato il co-fondatore Bret Taylor.
Purtroppo non tutti i file saranno permessi da FriendFeed. Come prevedibile, saranno vietati i film o parti di filmati, ma saranno permessi i file MP3. Siamo proprio sicuri che l’industria musicale non reagirà negativamente a questa notizia? La soluzione di FriendFeed alla pirateria è il limite di 3 MP3 al giorno e che, di fronte a segnalazioni, i file verranno immediatamente eliminati.
Via | Techcrunch.com

La recente notizia della traduzione di FriendFeed in italiano ha sicuramente rafforzato ancora di più la percezione che di questo social network ha una certa parte della nostra blogosfera. Mi riferisco soprattutto alle cosiddette blogstar e agli utenti del social web più smaliziati ed esperti. Ma non dubito che proprio l’apertura anche linguistica della piattaforma di condivisione di feed e di micropost, insieme alle promesse in fatto di usabilità fatte dall’attuale versione beta, possano procurare nuovi utenti italiani a FriendFeed.
In occasione del lancio dell’interfaccia tradotta nella nostra lingua, ho fatto qualche domanda, in esclusiva per Downloadblog.it, a Bret Taylor, uno dei fondatori del progetto FriendFeed, già collaboratore modello di Google, con cui ha contribuito al lancio di prodotti come Google Maps, Google Local e Google Web Toolkit.
GDS: Bret, come ha lavorato il tuo team di traduzione italiano?
BT: Per l’occasione abbiamo lavorato con team indipendenti di traduzione e adattamento, mettendo a loro disposizione i file delle stringhe di testo di FriendFeed. Erano tutti utenti di FriendFeed italiani, già molto familiari con l’interfaccia grafica del servizio. Il nostro team ha anche creato un gruppo apposito su FriendFeed per discutere in modo pubblico delle varie traduzioni e per porre domande.
Continua a leggere: Intervista esclusiva a Bret Taylor, fondatore di FriendFeed