Laser Eyes è un esperimento di Kilian Valkhof e Paul Chaplin: consiste di un “gioco” in HTML5 per generare dei laser dagli occhi di una persona ritratta in una fotografia. Autorizzando l’accesso a Facebook, Laser Eyes può caricare la foto impostata per il profilo a dimensione originale. Non supporta l’upload di file superiori a 1Mb.
Poiché Laser Eyes richiede l’uso del drag’n'drop per il caricamento delle immagini, è necessario utilizzare Google Chrome per Linux, OS X oppure Windows. Nonostante sia un’applicazione in HTML5, al momento Laser Eyes non funziona sugli altri browser ed è particolarmente lento sui Mac. Perché dovrebbe destare tutto questo interesse?
Indubbiamente, Laser Eyes non è stato realizzato per essere divertente. O, comunque non è lo scopo principale dell’applicazione: è più interessante notare le potenzialità offerte da HTML5 in termini di riconoscimento dei volti e grafica tridimensionale. Laser Eyes sfrutta esclusivamente HTML5 e JavaScript (e jQuery) per funzionare.
Via | Kilian Valkhof
LinkedIn ha tutta l’intenzione di essere il Facebook del lavoro e delle professioni: con la pubblicazione di Signal, una specie di news feed per sottoscrivere gli aggiornamenti, è cominciata una vera e propria “rivoluzione” della piattaforma. Oltre a singoli utenti e gruppi d’interesse, importanti testate (tra cui Bloomberg, ad esempio) hanno iniziato a distribuire contenuti su LinkedIn grazie alle tante estensioni realizzate.
È tempo di proporre un salto di qualità e LinkedIn ha scelto la forma consolidata dei pulsanti per la condivisione che già compaiono su molti blog collegandosi a servizi come Facebook Share e Twitter. In particolare, la formula di LinkedIn ricorda molto Tweet Button, il pulsante che Twitter ha lanciato per colmare il gap con TweetMeme. LinkedIn for Publishers è disponibile in 3 formati per altrettante esigenze di sharing.
La soluzione riprende esplicitamente ciò cui siamo abituati coi bottoni per il like su Facebook presenti su queste stesse pagine. Si può optare per un pulsante con l’indicatore delle condivisioni o, senza in forma quadrata oppure rettangolare. È la modalità che aveva reso popolare Digg, prima del criticato restyling. I contenuti condivisi andranno a riempire i feed dei profili su LinkedIn e saranno consultabili via Signal.
Via | LinkedIn
La condivisione è diventata quasi più importante della navigazione stessa, perciò Mozilla ha pensato a un’estensione per Firefox che si propone come alternativa ai bottoni dei singoli servizi. Installabile su tutte le piattaforme, F1 consiste di un’icona (a fianco della barra di ricerca) da cui condividere rapidamente le pagine che si stanno consultando. L’estensione prevede la distribuzione dei contenuti su Facebook, GMail e Twitter. F1 è open source e altri servizi possono essere aggiunti dagli utenti più smaliziati. È compatibile con Firefox 3.6+.
Via | Mozilla Labs
Daniele Ghidoli – amministratore di BigThink – ha già sfruttato le funzionalità introdotte in Facebook Share con un’applicazione che analizza le statistiche sulle condivisioni dei link via Facebook.
Links Analytics è una semplice applicazione che mostra in un pannello i dati generati dalle API di Facebook: per ogni collegamento si possono consultare condivisioni, clic, apprezzamenti e commenti.
Al momento Links Analytics non discrimina tra le tipologie di condivisione: qualunque link “passato” a Facebook Share è consultabile dal pannello — si tratti di collegamenti a contenuti testuali o, immagini e video.
La notizia arriva direttamente dal blog ufficiale di Facebook e riguarda il widget per la condivisione dei link che può essere inserito in qualunque pagina web: recuperando il codice di Facebook Share è possibile usufruire da subito del contatore integrato.
Il counter mostra quante volte un collegamento è stato condiviso su Facebook, come già avviene per tweetmeme (che rispetto a quando se ne è parlato qui ha subito una decisa evoluzione) con Twitter: anche con Facebook Share si può scegliere tra 2 modalità di visualizzazione — estesa o, in linea.
Questo bottone – che integra, ma non sostituisce il precedente – può rivelarsi decisamente utile per i blogger che intendono incoraggiare (e verificarne l’impatto reale) la condivisione dei propri post su Facebook, ormai diventata una piattaforma d’eccellenza per acquisire visibilità online.