Parallelamente a quanto sta accadendo nel sud-est asiatico ed in altre parti del mondo, Facebook continua a crescere in tutti i paesi d’Europa. Il vecchio continente si sta dimostrando come un caposaldo dello sviluppo di Facebook, e il mercato europeo potrebbe rappresentare una fetta importante degli introiti del social network.
La Gran Bretagna ha aumentato la sua popolazione attiva su Facebook di un milione di utenti, passando da 19.2 milioni a 20.3 milioni. La Danimarca è cresciuta rapidamente, così come pure la Serbia. In generale le visite sono aumentate in tutti i paesi.
Curiosamente proprio l’Italia è la nazione che ha visto una diminuzione delle visite su Facebook, passando da 10.6 milioni di un mese fa ai 10.5 milioni attuali. E pensare che alcuni mesi fa l’Italia era stata indicata come il paese in cui Facebook era cresciuto maggiormente. Una spiegazione è da dare alle vacanze appena terminate? Provate a dare un’occhiata alle statistiche di Google Trends Google Trends per analizzare i dati relativi all’Italia.
Via | Insidefacebook.com
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Lo sostengono la maggior parte delle imprese europee: Twitter è una perdita di tempo. A farlo notare è Forbes, che spiega come negli Stati Uniti non solo l’utenza privata ne fa uso, ma le aziende stesse se ne servono per intrattenere una sorta di “rapporto 2.0″ con il pubblico, la clientela e i partner.
Forbes ha ad esempio interpellato un portavoce di Total, secondo cui il presidente dell’azienda, Christophe de Margerie, non ha neanche idea di cosa sia Twitter.
Il communications manager di Nestlè ha fatto sapere che Twitter “non si è mai posto in evidenza come strategia aziendale”. In generale, secondo Forbes, in Europa non c’è la stessa velocità di adeguamento alle tecnologie social come in America. Eppure, spiega Shel Israel,
Tempo fa la notizia colpì un po’ tutto il mondo dell’industria musicale e di Internet. La proposta di un Commissario dell’Unione Europea di estendere il copyright fino a 95 anni. Oggi la proposta verrà votata.
Era stato il Commissario Charlie McCreevy ad avanzare l’estensione del diritto d’autore dagli attuali 50 anni fino a 95. Il motivo di questa proposta è di garantire una pensione agli artisti dimenticati. Molti sono i cantanti, i musicisti che non hanno una carriera lunga, ma hanno avuto pochi successi. Una legge come queste provvederebbe loro un mantenimento anche quando finisce l’attività artistica.
Ma il dubbio è: pur essendo una legge con fini filantropici, può fare il bene dei restanti 500 milioni di cittadini europei? In effetti la speranza che la legge venga respinta è in due Commissari, contrari a questa proposta: il Commissario Viviane Reding e Antonio Tajan. Il problema è: perchè un artista che lavora fino a 25 anni deve essere pagato fino a 75 anni? Si tratta di una fonte di reddito sicura che permetterebbe loro di mantenersi senza particolari sforzi, a differenza di milioni di persone che lavorano fino alla tarda età.
Via | Torrentfreak.com
Fonte | Flickr
Mentre il contatore del Download Day di Firefox 3.0 ha superato gli 8 milioni in 24 ore e il totale attuale si trova oltre i 9 milioni, mi sono preso la briga di dare un’occhiata per curiosità al numero di download effettuati in Europa.
Come potete vedere dall’immagine è almeno al momento la Germania la nazione del nostro continente dove Firefox 3.0 è stato maggiormente scaricato, con un totale di 797.400 download.
Abbastanza vicine appaiono Regno Unito, Spagna e Francia con rispettivamente 342.700, 332.500 e 325.500 download, mentre l’Italia arriva solo a quota 273.600, sorpassata addirittura dalla Lituania a 287.700.
Classifiche e curiosità a parte, l’operazione condotta da Mozilla sembra aver riscosso il successo che il team aveva sperato, riuscendo abbondantemente a superare i 5 milioni di download prefissati grazie all’enorme hype generato intorno all’ultima versione del browser, sempre più intenzionato a mangiare quote di mercato.
Continua a leggere: Firefox Download Day: la Germania vince gli "Europei"
Arriva anche il Europa, e quindi in Italia, il progetto Città in 3D legato a Google Earth. L’invito del programma è rivolto ad amministrazioni pubbliche e compagnie interessate a condividere dati sotto forma di immagini aeree ad alta risoluzione (ortofotografia), dati sul terreno, dati su edifici 3D, dati geospaziali da integrare in Google Earth:
Se la tua amministrazione locale segue gli stessi criteri adottati da molte altre in varie parti del mondo, certamente hai già investito nello sviluppo di un modello 3D che riproduce gli edifici del centro della tua città, se non dell’intero territorio di tua competenza. Può anche darsi che tu non abbia ancora creato un modello 3D, pur avendo già raccolto i dati geospaziali necessari per realizzarlo. Con il programma Città in 3D di Google, la tua amministrazione locale può condividere questi dati 3D con il pubblico semplicemente inserendo un modello della città in Google Earth.
I vantaggi di tale progetto? Coinvolge il pubblico nella pianificazione con creazione di piani regolatori/uso del territorio e tutela del patrimonio storico, può agevolare lo sviluppo economico e contribuire alla promozione del turismo.
Via | Google-latlong.blogspot.com
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La provincia di Pesaro-Urbino e la regione Lazio hanno siglato un protocollo d’intesa per dare il via alla versione italiana della web-tv Europocket Tv. Si tratta del primo “canale multimediale giovanile”, nato nel 2006 con il sostegno del Parlamento europeo, che si rivolge ai ragazzi con contenuti interattivi e formati originali.
Tra le proposte del palinsesto, notiziari su temi comunitari, magazine audiovisivi e contributi video inviati dagli utenti (visto che ora va tanto di moda). In seguito a quest’accordo, la programmazione internazionale sarà integrata dall’edizione italiana.
Secondo i promotori dell’inziativa, “Europocket Tv offre ai ragazzi un nuovo modo per seguire l’attualità europea ed esprimere il loro punto di vista su temi di vario genere”, dalle elezioni in Serbia al dialogo multiculturale, dalla musica alle diversità linguistiche.

La pirateria informatica in Italia sarebbe in lieve calo: meno 2 per cento rispetto allo scorso anno. Ma non c’è da gioire: la percentuale di software illegale nel nostro Paese è infatti decisamente al di sopra della media. È quanto si legge in uno studio condotto da Idc, International Data Corporation, e presentato dalla Bsa, la Business Software Association.
Secondo lo studio, per il secondo anno consecutivo in Italia “si è ridotto il tasso d’illegalità informatica, sceso dal 53 per cento del 2005 al 51 nel 2006 per raggiungere il 49 nel 2007″, ultimo dato disponibile.
Le case produttrici di software, però, continuano a parlare di perdite sempre molto elevate, con un giro di affari illegale che arriva a toccare quota 1,15 miliardi di euro.
Prima di continuare ancora a parlare di dati, rispondete se volete al nostro sondaggio (non vi preoccupate, è assolutamente anonimo e serve più che altro a tastare un po’ il polso della situazione):
Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio in merito, i dati offerti da Comscore confermano il dominio di Google sul mercato dei motori di ricerca nel nostro continente.
La percentuale posseduta dal colosso informatico è del 79,2%, un numero che dà atto a un vero e proprio monopolio del settore, visto e considerato che il secondo nella classifica è occupato da eBay col suo 3,1%, davanti al russo Yandex, seguito da Yahoo! e Microsoft rispettivamente al 2,0% e al 1,9%.
Sicuramente risulta singolare il successo ottenuto da eBay in un settore nel quale il sito d’aste online sicuramente non rientra in maniera stretta: evidentemente c’è una bella fetta di persona che usa gli annunci anche per recuperare informazioni sui prodotti. Al di là di tutto resta spaventoso il dominio che Google ha in Europa, dove è riuscito ad annientare i suoi concorrenti più agguerriti.
Via | 77Lab
Continua a leggere: Google ha in mano l'80% del mercato in Europa

Quattordici tra i maggiori operatori di telefonia mobile, fornitori di contenuti, società di social networking e provider internet hanno lanciato TeachToday.eu, un sito - disponibile in inglese, italiano, francese, tedesco, spagnolo e ceco - che ha il compito di aiutare gli educatori (che lavorano con adolescenti e bambini) ad insegnare ad usare internet in modo responsabile e sicuro.
Si tratta, spiegano i promotori dell’iniziativa, del primo caso di collaborazione tra un numero così significativo di società del settore Ict, al fine di affrontare una tematica molto complessa. Gli insegnanti trovano sul sito diversi contenuti, da piani di lezioni a casi studio a indicazioni pratiche volte al loro aggiornamento sugli sviluppi delle tecnologie della comunicazione.
Grande attenzione è stata sviluppata nell’aiutare gli educatori a guidare i propri allievi a sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, evitandone i rischi.
Continua a leggere: Insegnare ai bambini ad usare internet in modo responsabile: nasce TeachToday
Secondo una relazione dell’Unione Europea nell’ultimo anno la diffusione di Internet nel Vecchio Continente è cresciuta alla velocità di 50.000 nuove connessioni al giorno tra abitazioni e uffici . In alcuni Paesi dell’UE si è verificato un aumento della concorrenza tra i provider che ha permesso un aumento delle velocità e una diminuzione dei prezzi.
Sempre secondo la Commissione Europea i servizi della telefonia mobile legati ad Internet sono raddoppiati l’anno scorso, raggiungendo 88 milioni di utenti, circa il 20% di tutta la popolazione. La Danimarca, la Finlandia e i Paesi Bassi hanno le percentuali più alte di diffusione di Internet a banda larga. Ma, nel contesto generale, l’Unione Europea è in ritardo rispetto ad altre regioni del mondo.
Più della metà dei collegamenti a banda larga hanno una velocità tra i 2 e i 10 megabit, nonostante un significativo aumento delle connessioni a 10 megabit. Le nuove linee a banda larga hanno generato in Europa ricavi per 98 miliardi di € per le società di telecomunicazioni.
Continua a leggere: UE e Internet: più veloce, più economica
La segnalazione di Gmail.it avvenuta su queste stesse pagine una settimana fa ha scatenato un interessante dibattito nei commenti al post, tra chi sosteneva il diritto di Google a reclamare il dominio e chi invece difendeva il servizio di e-mail gratuite italiano, in quanto addirittura nato prima di Gmail stesso.
Ma questa è storia vecchia: a tenere banco oggi è invece la sentenza dell’UAMI (Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno dell’UE) in merito ad una vicenda simile accaduta in Germania, dove Google si vide rifiutare in primo grado il dominio gmail.de in quanto già posseduto da un’altra società.
L’Ufficio ha confermato il parere espresso poco più di un anno fa, riaffermando il diritto di Daniel Giersch ad utilizzare il dominio per il proprio servizio G-Mail. A quanto pare, se la Grande G vorrà avvalersi di gmail.de dovrà farlo attraverso un’offerta in euro e non ottenendolo percorrendo vie legali, salvo cambiamenti di rotta nella prossima puntata che possiamo star certi non mancherà.
Via | Arstechnica.com
Continua a leggere: L'Europa dice no all'assegnazione di gmail.de a Gmail
Molti apprezzano il servizio reso da Google nell’aggregare le informazioni aggiornate provenienti da molte fonti che produce una raccolta di news suddivise in categorie. Il sito Google news è molto famoso però non è l’unico, perché esiste un servizio simile creato da un organismo della commissione europea che si chiama Joint Research Centre: è un centro di ricerca pubblico che non ha fini commerciali ed è funzionale agli obiettivi della commissione. Al suo interno è nato l’Europe Media Monitor (EMM), un servizio di aggregazione di notizie in tempo reale con una spiccata attenzione alla molteplicità delle fonti e delle lingue, avendo il dichiarato obiettivo di confrontare le notizie attraverso fonti scritte in lingue diverse.
La pagina è costruita in maniera dinamica con un aggiornamento continuo delle notizie che vengono tracciate su una cartina del mondo; sulla sinistra è presente un calendario per selezionare date specifiche ed una timeline, mentre sulla destra ci sono vari elenchi di categorie (nazioni, personaggi, top stories, nomi) con cui filtrare i contenuti. Cliccando su una notizia si accede ad una pagina di approfondimento contenente tutte le fonti internazionali ed i nomi ad essa collegati. Invece cliccando su uno dei nomi
si apre una pagina contenente i nomi e le notizie ad esso collegate, la foto del personaggio (ove presente), ed un interessante diagramma delle relazioni con altri nomi realizzato in flash.
Oltre a questo il sito presenta molte altre caratteristiche che richiederebbero molto più spazio, lasciamo quindi a voi la possibilità di esplorare a piacimento EMM per trovare nuovi spunti: ad esempio sotto la cartina c’è un link ad un file .kml visualizzabile con Google Earth: così facendo si potranno vedere i segnaposti delle news esattamente dove sono accaduti i fatti descritti. Se poi volete approfondire ancora di più gli strumenti messi a disposizione dai laboratori di ricerca, potete consultare il portale degli EMM Labs che mostra una serie di strumenti molto interessanti basati sulle analisi approfondite delle notizie.
Via | EMM Labs
Continua a leggere: EMM: aggregatore di News Europeo multilingue