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Tutti gli articoli con tag eric schmidt

Eric Schmidt arriva su Google+

pubblicato da HellSpawn

Eric Schmidt arriva su Google+

Quella dell’ex CEO di Google Eric Schmidt era sicuramente una della assenza da Google+ più “rumorose”, vista e considerata l’importanze del personaggio per la stessa società sia all’interno che all’esterno anche dopo il suo abbandono della carica di comando a favore di Larry Page.

La lacuna costituita dalla sua assenza è stata colmata proprio oggi dal buon Eric, che ha così deciso di debuttare con il suo account Google+ raccogliendo una lista di link dedicati a suoi interventi in ricordo di Steve Jobs, fondatore di Apple morto lo scorso 5 ottobre. La presenza di Eric e Larry Page su Google+ va così a rispondere sicuramente alla diverse critiche piovute sulla dirigenza di Google, rea a dire di molti di non aver creduto a fondo nel progetto, o comunque di averlo dimostrato molto poco.

Considerando che proprio Page in qualità di CEO ha qualche tempo fa legato il bonus dei propri dipendenti al successo di Google +1 (e Google+), la presenza del solo Vic Gundotra sul social network targato Google e l’assenza dei “pezzi grossi” era sicuramente finora un fatto abbastanza singolare. Ma come si dice in questi casi, meglio tardi che mai.

Via | Mashable.com

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Eric Schmidt: le rivelazioni durante il D9

pubblicato da claudiasantini

Eric Schmidt Durante la conferenza D9 di All Things Digital organizzata a Rancho Palos Verdes, California, Eric Schmidt ha svelato tanti particolari interessanti riguardo a Google. Schmidt incarna l’immagine di Google e la sua apparizione all’evento è stata seguita con interesse da tutti i blog di settore, alla ricerca di particolari che svelino il futuro del colosso o nuove derive del Web.

Il presidente esecutivo è stato intervistato da Kara Swisher e Walt Mossberg e le sue perle (considerazioni, rivelazioni, anticipazioni) sono state riassunte in 10 punti in particolare che vado a proporvi:

  • la “Gang Of Four”
  • con “Gang Of Four”, Schmidt si riferisce a Amazon, Apple, Google e Facebook, ovvero le quattro compagnie più influenti attualmente con le piattoforme più grosse. Il predominio di questi quattro protagonisti è al momento assoluto, tanto da rendere difficile il confronto da parte di nuove realtà. Ognuno di questi ha una carattestica particolare per Schmidt: Amazon è il re degli acquisti online, Apple vende “prodotti bellissimi”, Google vince nel campo dell’informazione e Facebook è imbattibile per quanto riguarda l’identità online e le amicizie. Alcuni di voi noteranno la mancanza di Microsoft: nonostante sia un innegabile colosso, il presidente esecutivo di Google ritiene che non sia rivoluzionario per quanto riguarda l’offerta di prodotti e servizi al consumatore, nonostante sia forte nell’ambito dell’impresa da anni e anni.

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    Eric Schmidt contro il Protect IP Act: bloccare i siti di file-sharing renderebbe le nazioni come la Cina

    pubblicato da HellSpawn


    Ha abbandonato il ruolo di CEO di Google, ma Eric Schmidt continua sicuramente a essere una delle persone più influenti all’interno dell’industria tecnologica. È quindi interessante il suo commento ai microfoni del Guardian sulla proposta di USA e Regno Unito di bloccare l’accesso ai siti dedicati al file-sharing, ritenuto il modo più semplice per affrontare un problema difficile:

    “Agirei con molta, molta calma, se fossi un governo, nell’introdurre arbitrariamente soluzioni semplici a problemi complessi”

    Il riferimento è chiaramente al Protect IP Act, progetto di legge proposto al Congresso USA “per prevenire minacce online alla creatività e al furto di proprietà intellettuali, e per altri scopi”, ripreso anche dal Regno Unito e che prevederebbe un’azione decisa sui DNS:

    “Ammazziamo i DNS. OK, potrebbe sembrare una soluzione affascinante, ma crea un precedente molto cattivo perché adesso un’altra nazione direbbe ‘Non mi piace la libertà di parola quindi ammazzo tutti i DNS’ - quella nazione sarebbe la Cina. Non sembra giusto, ci andrei molto, molto cauto con questa roba. Farla nel modo sbagliato potrebbe creare un precedente disastroso in altre aree.”

    La posizione di Google è quindi chiara:

    “Se c’è una legge che richiede di fare una X sui DNS, che passa dal Congresso con la firma del presidente degli Stati Uniti, ma che pensiamo possa essere sbagliata, allora la combatteremo ancora. Se invece sarà una richiesta la risposta sarà ‘non lo faremo’, se sarà una discussione non la faremo.”

    Via | LAtimes.com

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    Google: oggi è il giorno di Larry Page CEO

    pubblicato da HellSpawn

    Google: oggi è il giorno di Larry Page CEO

    Era più o meno fine gennaio quando col Tweet che vedete qui sopra Eric Schmidt annunciò il suo abbandono alla carica di CEO di Google, lasciando l’importante responsabilità in mano a uno dei due fondatori della società: Larry Page. I giorni sono così passati inesorabilmente fino a oggi 4 aprile, in cui avverrà (al futuro, visto il fuso orario che ci separa dall’America) ufficialmente l’investitura.

    In occasione dell’annuncio, Schmidt definì il proprio ruolo come quello di una specie di baby-sitter, non più necessario ora che Google è definitivamente diventata un’azienda adulta. Basti pensare che nel 2001, anno in cui il buon Eric assunse il ruolo di CEO, Google aveva 200 dipendenti, passati dopo dieci anni a 24.000. Una grossa responsabilità quella che Page si ritroverà sulle spalle, anche se Schmidt rimarrà comunque come consigliere, concentrandosi soprattutto sulle relazioni esterne. Su Finanzablog un bel post riepiloga tutta la vicenda.

    Non ci resta che fare i migliori auguri a Larry Page, sperando che Google possa continuare a innovare come ha fatto negli anni passati, magari dimenticando qualche problema di troppo.

    Via | Thenextweb.com

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    Eric Schmidt supera Steve Jobs nella classifica dei CEO più ben voluti

    pubblicato da HellSpawn

    Eric Schmidt supera Steve Jobs nella classifica dei CEO più ben voluti

    Quanto vogliono bene al loro CEO (ancora per poco) Eric Schmidt i dipendenti Google? Molto, più di quanto ne vogliano a Steve Jobs quelli Apple. Lo riporta uno studio di Glassdoor, community web dove gli utenti-dipendenti delle aziende possono esprimere in maniera anonima il loro livello di gradimento non solo per il boss supremo, rispondendo alla semplice domanda “approvi il modo in cui il CEO guida l’azienda dove lavori?”.

    Proprio mentre Schmidt si prepara dopo una decade a cedere il ruolo di CEO di Google a Larry Page arriva quindi il sorpasso ai danni di Steve Jobs: 96% per Eric, 95% per Steve, rispetto al rating dell’anno scorso rispettivamente pari al 93% e 98%. In netto calo invece la CEO di Yahoo, Carol Bartz, crollata da un 77% di preferenze al 50%, segno che forse i dipendenti della sua azienda iniziano a volere qualcun altro alla guida.

    Tornando a Google, si tratterà quindi di un’eredità piuttosto pesante per Larry Page, chiamato a misurarsi con il 96% dei propri dipendenti che almeno inizialmente rimpiangerà Eric Schmidt, anche se da uno dei due fondatori della società non ci si può di certo aspettare che fallisca o che non voglia fare con il giusto livello di motivazione il bene della propria azienda. Il tempo di “baby sitting” per Schmidt è dunque finito, e il buon Eric ha sicuramente deciso di abbandonare la propria carica nel momento migliore per sé, anche se resterà comunque a fare da consigliere ai due fondatori di Google, concentrandosi nelle relazioni esterne.

    Via | Techcrunch.com

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    Google: Steve Jobs era la prima scelta come CEO nel 2000

    pubblicato da HellSpawn

    Google: Steve Jobs era la prima scelta come CEO nel 2000

    Steve Jobs sarebbe potuto diventare CEO di Google, per volontà dei suoi stessi fondatori Larry Page e Sergey Brin. L’anno era il 2000, e i duoi fondatori dell’azienda di Mountain View erano alla ricerca di qualcuno dotato della giusta esperienza al quale affidare le sorti della società.

    Al tempo, dal venture capitalist John Doerr furono organizzati alcuni incontri per Page e Brin, tra i quali anche quelli con Andy Grove di Intel, Jeff Bezos di Amazon e altri importanti personaggi della scena. Tutti però furono rifiutati perché Page e Brin avevano già in mente la figura di Steve Jobs per il ruolo di CEO.

    Ma il buon Steve era da poco tornato in Apple, e quindi non se ne fece più nulla affidando la carica a Eric Schmidt. In tutto ciò, può essere divertente immaginare quello che sarebbe poi potuto diventare non solo Google, ma l’intera scena tecnologica con uno come Jobs alla guida di questa azienda. Android senza Flash? Tablet Google all’assalto del mercato? Code interminabili ai “Google Store” per acquistare l’ultima versione del telefonino marchiato con la grande G? Chissà.

    Via | Geek.com

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    One Pass è la soluzione offerta da Google per le notizie a pagamento

    pubblicato da Federico Moretti

    Eric Schmidt ha presentato ieri alla Humboldt-Universität di Berlino Google One Pass, un sistema per il pagamento dei contenuti digitali sul web. È una risposta al crescente interesse dei consumatori circa il The Daily di Rupert Murdoch. One Pass è attivo in Stati Uniti e Canada, nonché in alcuni paesi europei tra cui pure l’Italia.

    Gli editori stabiliscono un prezzo per l’accesso ai contenuti e Google Checkout fornisce il sistema di pagamento. Le soluzioni possono essere diverse: si possono prevedere abbonamenti, forfait oppure costi per i singoli contenuti on demand. Google One Pass funziona sia sul web, sia sulle applicazioni per i sistemi operativi mobili.

    Soltanto ieri avevamo parlato di CrowdFusion, il Content Management System (CMS) utilizzato da News Corp. per creare il The Daily. One Pass è un ulteriore avvicinamento al futuro dell’editoria in rete: Google aiuta a superare il limite imposto dal The Daily, solo sull’iPad, svincolando l’acquisto dal dispositivo di visualizzazione.

    Via | Google

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    Google: Eric Schmidt lascia il ruolo di CEO a Larry Page

    pubblicato da HellSpawn

    Google: Eric Schmidt lascia il ruolo di CEO a Larry Page

    Con il Tweet che vedete qui sopra, Eric Schmidt ha annunciato che Google non ha più bisogno di una “supervisione adulta giornaliera”, anticipando così l’annuncio del proprio abbandono dalla carica di CEO della società, presa da uno dei due fondatori: Larry Page.

    Non si tratta in realtà di una novità per Page, visto che ha già ricoperto lo stesso ruolo proprio quando Google era una neonata società, dal 1998 al 2001, anno in cui fu per l’appunto Schmidt a prendere il ruolo che ha così mantenuto per circa dieci anni, traghettando Google verso la realtà di primissimo piano che è oggi. Mentre Page si occuperà del proprio ruolo di CEO, Schmidt comunque non abbandonerà la società e continuerà a fare da consigliere ai due fondatori, concentrandosi però nelle relazioni esterne.

    Ecco cosa hanno detto gli stessi interessati, partendo da Schmidt:

    “Abbiamo parlato a lungo di come semplificare al meglio la struttura manageriale e i processi decisionali. Chiarendo i nostri ruoli individuali creeremo responsabilità più chiare nei vertici della società. La mia opinione è che Larry sia pronto alla guida e sono entusiasta all’idea di lavorare con lui e Sergey per lungo tempo”

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    Google Tv in arrivo in autunno

    pubblicato da Gianluca Pezzi

    Sony convergenza tra Internet e TV

    Vista come anteprima all’IFA Berlino, la Google Tv (nell’immagine qui sopra il prototipo di Sony) incomincia a diventare un qualcosa di reale.

    Ha dato l’ufficialità direttamente il CEO di Google, Eric Schmidt, nel suo discorso di ieri proprio all’IFA. Google lancerà il prossimo autunno la Google TV, per ora negli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di portare il web sui televisori, grazie ad un accordo proprio con Sony, Logitech ed Intel. Da notare come Google intenta mantenere il proprio sistema “aperto” così come ha fatto con Android.

    Sul sito di IFA c’è la presentazione completa fatta da Schmidt, che purtroppo non è stato possibile riportare su Downloadblog. Al di là dei soliti toni trionfalistici che accompagnano questo genere di appuntamenti, ci sono alcuni brani interessanti. Al minuto 4.41 c’è un video riguardante il sito di Arcade Fire. Si tratta di un qualcosa al limite tra il video musicale e l’esperienza interattiva, del quale vi consiglio sicuramente una visita. Verso il minuto 20 si parla del mondo mobile, con alcuni esperimenti di riconoscimento vocale per chiedere informazioni e comporre numeri telefonici senza doverli avere in rubrica.

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    Eric Schmidt fa l'elogio dell'HTML 5

    pubblicato da giovanni de stefano


    Nel corso di un evento ospitato dal Google Atmosphere (modello di centro congressi made in Mountain View, California), Eric Schmidt, CEO di Google, ha un po’ sorpreso l’uditorio, esprimendosi decisamente in favore dello sviluppo di applicazioni per le piattaforme mobili, e in HTML 5 in particolare:

    “Quello che più importa, adesso, è comprendere bene l’architettura mobile. […] Le nostre risposte devono essere sempre: prima il mobile! […] In questo settore così importante, la singola novità più interessante è stata l’avvento del linguaggio HTML 5″.

    E’ ormai una battaglia senza esclusione di colpi, quella fra Google e Apple. Ogni arma viene usata dall’una o dall’altra fazione per danneggiarsi a vicenda. Adobe e il mancato supporto a Flash sui dispositivi mobili Apple sono un’arma piuttosto forte.

    Eppure, qualche volta, anche il CEO di Google deve arrendersi di fronte all’evidenza dei vantaggi dello sviluppo web in HTML 5. E, anche se i tempi sono ancora lunghi, e le pubblicità in Flash sono sempre dietro l’angolo, è bello immaginare che la corsa verso il superamento di tecnologie proprietarie come Flash o Microsoft Silverlight (ferma restando la possibilità di scegliere, per tutti) sia così ben lanciata. Dopo il continua vediamo l’intervento di Schmidt.

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    Steve Jobs ed Eric Schmidt pizzicati a bere il caffè insieme: pace tra Apple e Google?

    pubblicato da HellSpawn

    Steve Jobs ed Eric Schmidt pizzicati a bere il caffè insieme: pace tra Apple e Google?

    Due sono le cose, o tra Apple e Google c’è in ballo solo una scenata a favore del grande pubblico, oppure i vertici delle due società si sono reincontrati dopo una pausa di riflessione.

    A documentare il tutto uno scatto realizzato da un lettore di Gizmodo (dove si sono presi anche la briga di analizzare il linguaggio dei gesti), che ha beccato nientepopodimenoché addirittura Steve Jobs ed Eric Schmidt al tavolino di un caffè in quel di Palo Alto. Tutto ciò che insieme alle foto è riuscito a carpire è una frase dello stesso Jobs, probabilmente riferita a un qualcosa relativo al web:

    “Vedranno tutto, quindi chi se ne importa di come alla fine lo faranno”

    Chi dovrà vedere cosa? Chi lo sa, ma a meno che uno dei due caffè non sia avvelenato possiamo supporre che i rapporti tra Apple e Google non siano così burrascosi e che le due aziende abbiano fatto la pace, o si stiano avviando a farla.

    Per John Herlihy di Google il settore desktop fra 3 anni sarà "irrilevante"

    pubblicato da giovanni de stefano


    John Herlihy, vice-presidente di Google con delega al settore advertisement, ha fatto la voce grossa in Irlanda, alla Digital Landscapes Conference, contro chi crede ancora che il computing desktop abbia un futuro.

    “Nel giro di 3 anni al massimo i desktop saranno irrilevanti. In Giappone la maggior parte delle ricerche sul web viene fatta già dagli smartphone, non più dai PC”.

    Herlihy riprende in questo il parere di Eric Shmidt, CEO di Google, che ritiene ormai la sua azienda prevalentemente “mobile”. Del resto, ormai fa lo stesso anche Steve Jobs con il suo iPhone, rispetto alla pur floridissima produzione Apple di Mac.

    Certo, è naturale per degli alti rappresentanti di un’azienda come Google, che ha spostato tutta l’attenzione possibile sulle web application, prendendola di peso dal software desktop, ragionare così. Ma questa è la realtà, per quanto sia una realtà modificata, appunto, da un’azienda egemone come Google. Sono ancora le parole di Herlihy:

    “E’ il settore mobile che rende le informazioni sul mondo accessibili universalmente. […] Questo creerà per gli imprenditori nuove opportunità di creare modelli di business. Prima l’ubiquità, i guadagni dopo”.