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Tutti gli articoli con tag egitto

L'Egitto sta tornando online

pubblicato da claudiasantini

egitto

Il governo egiziano sta ripristinando i servizi Internet nel Paese a partire da oggi, terminando un periodo di shutdown che risulta essere il più lungo mai avvenuto in Egitto. Internet e le linee telefoniche sono state bloccate dalle autorità nel tentativo di placare le infuocate proteste che da giorni sconvolgono il Paese, impedendo ai manifestanti di organizzarsi online.

Una simile censura è servita più a tagliare i contatti tra i cittadini egiziani con le proprie famiglie (aumentando rabbia e senso di impotenza) che a impedire i movimenti di protesta, che sono riusciti comunque ad aggirare l’ostacolo organizzandosi non più in piccoli gruppi sparsi, ma in grandi quantità di persone. Un esempio culmine è stata “l’invasione di piazza” di Martedì scorso al Cairo con 250.000 cittadini.

Il ripristino dei servizi Internet è stato comunicato ufficialmente da Hassan Kabbani, CEO del provider MobiNil. Pian piano la maggior parte dei siti sono tornati raggiungibili, a partire da quello della Central Bank of Egypt e la chat di Facebook. La decisione di tornare alla normalità sembra far parte del tentativo di ripristinare l’ordine dopo l’annuncio di Mubarak: non cercherà la rielezione in autunno. Un portavoce dell’esercito è apparso in televisione chiedendo ai manifestanti di tornare a casa e “riportare la stabilità nel Paese”.

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Egitto: Internet bloccato, ecco i dati del crollo

pubblicato da sigul



L’Egitto è stato tagliato fuori dal mondo con un’abile mossa che ha di fatto bloccato la fuga di informazioni “non autorizzate”.

Cosa sia successo lo rappresenta bene questo grafico di Arbor Networks, azienda che si occupa di soluzioni per il controllo della sicurezza delle reti mondiali. Secondo la loro rilevazione sarebbe evidente come alle 17.20 del 27 Gennaio il traffico Internet da e verso l’Egitto abbia subito un vero e proprio crollo.

Sempre Arbor Network aveva registrato lo stesso comportamento dei service provider in occasione delle rivolte in Birmania e Iran.

Intanto, come abbiamo già detto, ci pensa Wikileaks a divulgare notizie scottanti legate all’Egitto.

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Cavi Internet danneggiati nel Mediterraneo, per la seconda volta?

pubblicato da PG

Cavi Internet danneggiati nel Mediterraneo, per la seconda volta?Non siamo ancora sicuri di quello che sta accadendo, ma è certo che la rete Internet ha subito alcuni danni molto importanti. Infatti secondo Interoute tre dei quattri cavi-Internet che vanno dall’Asia fino all’America del Nord sono stati danneggiati. Un problema che mette in ginocchio più del 75% dei traffico di Internet tra Medio Oriente, Europa e America. Certo, Internet non è completamente spenta, ma sono stati notati dei rallentamenti più gravi del solito tra Medio Oriente e America.

Un problema che potrebbe provocare un effetto domino per le innumerevoli attività che le persone svolgono proprio sfruttando la rete. Senza Internet, infatti, le persone si stanno buttando sui telefoni cellulari, con conseguente rallentameto della rete telefonica. Non è la prima volta che questi cavi sottomarini subiscono dei danni, visto che a febbraio un problema simile si era verificato nel Mediterraneo.

Intanto stanno già emergendo le prime indiscrezioni di questo episodio: il ministero delle telecomunicazioni in Egitto ha confermato che alcuni cavi sono stati tagliati, causando massicce interruzioni della rete Internet. Il governo si sta adoperando per far passare il traffico della rete attraverso percorsi alternativi.

Via | Timesonline.typepad.com

Foto | Flickr

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Wikipedia in Egitto è una priorità culturale

pubblicato da PG

Wikipedia in Egitto Ã�¨ una prioritÃ�  culturaleNon in tutti i paesi Wikipedia è vista allo stesso modo. Per alcuni è diventata molto più che una semplice attività da tempo libero. Belal Ahmad, studente di medicina di 23 anni, presente alla conferenza di Wikimania 2008, è un esempio di come il web sia uno strumento di comunicazione e lavoro.

Per un egiziano ottenere un visto per visitare qualsiasi paese del mondo è molto difficile. Ecco quindi che entrano in gioco strumenti come Facebook e Wikipedia. Questi strumenti collegano i giovani egiziani con il mondo esterno, mettendoli a contatto con ragazzi e ragazze di tutti i paesi.

Negli ultimi mesi si sono verificate numerose proteste, avvenute proprio attraverso Facebook, e i titolari dei profili sono stati arrestati e puniti. Alla conferenza di Wikimania i giovani egiziani hanno parlato proprio di questo, ovvero del controllo del governo contro le proteste via Internet.

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Uomo esce di prigione grazie a Twitter

pubblicato da Rosario

Twitter Arrested

James Karl Buck è uno studente di giornalismo presso l’Università di Berkeley, arrestato il 10 aprile in Egitto senza apparente motivo mentre stava scattando alcune foto nel corso di una manifestazione di strada.

Immediatamente dopo l’arresto Buck è riuscito ad aggiornare il proprio account su Twitter via SMS, riportando la breve ma significativa parola Arrested, per poi tornare il giorno dopo a comunicare ai propri iscritti di stare bene ma ancora in carcere.

Dopo aver letto di quanto accaduto a James, i suoi contatti hanno avvertito l’Università, l’ambasciata americana in Egitto e media come Associated Press e l’International Herald Tribune, con i quali alla fine sono riusciti ad esercitare pressione sulle autorità egiziane, che hanno rilasciato il malcapitato venerdì scorso.

Nonostante la vicenda di James sia finita bene, resta ancora in sospeso la situazione del suo amico Mohammed Maree, la cui liberazione è stata annunciata dalla polizia egiziana, ma della quale Buck non si fida, dichiarando di “credere alla libertà di Mohammed solo quando la sentirò venire da lui”: chi volesse può firmare anche una petizione.

Via | Techcrunch.com

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Tagli ai cavi oceanici: incidente o complotto?

pubblicato da Rosario

Mappa cavi oceanici

Il taglio di due cavi sottomarini nel Mediterraneo, a causa di una o più navi che ne avrebbero provocato la rottura, era stato bollato nei giorni scorsi come un semplice incidente. Al momento della scoperta di un terzo cavo tagliato vicino Dubai, voci dubbiose hanno rotto il silenzio, ipotizzando che quanto accaduto possa trattarsi di più di un semplice imprevisto, teoria rafforzatasi nelle ultime ore anche grazie alla scoperta di un quarto cavo tagliato tra il Qatar e gli Emirati Arabi.

Nel frattempo, il Ministro delle Comunicazioni egiziano ha reso noti i risultati relativi agli accertamenti svolti dalle autorità nell’area interessata dai tagli, rivelando che non è stata rilevata la presenza di nessuna nave in tale perimetro, né prima né dopo l’accaduto in quanto si tratta addirittura di una zona normalmente chiusa al traffico marittimo, sottolineando inoltre l’importanza dei cavi danneggiati, i quali si occupano di portare verso il Medio Oriente la maggior parte del traffico dati di cui l’intera area usufruisce.

Le teorie complottistiche a questo punto hanno avuto praticamente il via libera, riempiendo una pletora di siti web di elucubrazioni più o meno sensate sull’accaduto. Alcuni hanno ad esempio pensato all’intenzione dell’Occidente di volersi proteggere da potenziali investitori provenienti dal Medio Oriente, soprattutto in questi giorni di turbolenza finanziaria, mentre altri hanno addirittura ipotizzato l’imminente attacco ai danni dell’Iran, vedendo nel taglio dei cavi l’intenzione da parte degli USA e dei suoi alleati di isolare la nazione di Ahmadinejad.

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