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Tutti gli articoli con tag download illegale

Gli Italiani sono al primo posto tra i cercatori di Torrent nel 2011

pubblicato da Federico Moretti

KickassTorrentsGli Italiani sono al primo posto tra quanti cercano contenuti da scaricare via Torrent sui motori di ricerca. Almeno, per quanto riguarda KickassTorrents: uno dei cinque portali più famosi. Quest’ultimo ha pubblicato una statistica dei termini più cercati nel 2011 e così “ita” è risultato il primo in assoluto — seguito da “french”.

Per confermare la relazione tra il termine “ita” e gli Italiani ci sono il quarto posto – detenuto da “ita dvd” – e “italian”, alla settima posizione della classifica di KickassTorrents. Possiamo dedurre, perciò, che gli Italiani cercano sopratutto film e serie televisive. È facile intuire che, una volta trovati, li scarichino pure.

Il dato più indicativo della statistica è il fatto che al primo posto ci sia il Paese dove le tasse sui contenuti multimediali sono più alte e al secondo quello dove le leggi sulla tutela del diritto d’autore sono più rigide. Se mai fosse necessario sottolinearlo, elevare i costi e inasprire le pene sul download è controproducente.

Via | TorrentFreak

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Soltanto lo 0,3% dei file su BitTorrent è legale

pubblicato da Federico Moretti

I Hearth P2PUno degli alibi più sfruttati dai provider di servizi peer-to-peer è il fatto che in sé la tecnologia non può essere considerata illegale. Una tesi inconfutabile che lascia agli utenti la responsabilità dell’uso che ne fanno. Chi si occupa di tutelare il diritto d’autore replica sostenendo che i contenuti scambiati via P2P siano soprattutto recuperati in modo illecito. Due posizioni veritiere, ma contrastanti.

Uno studio dell’Università di Ballarat in Australia ha rivelato come soltanto lo 0,3% dei file scambiati attraverso .torrent, attualmente il protocollo più popolare per il P2P, sia legittimamente distribuibile. Cioè il 99,7% dei contenuti che “viaggiano” in rete non potrebbe essere scaricato. Un’analisi che non dice granché di nuovo, sebbene l’entità dei download illegali non fosse dichiarata.

La battaglia sui numeri è tutt’altro che da considerarsi chiusa. L’Università di Princeton aveva condotto uno studio simile, ottenendo pressoché i medesimi risultati. TorrentFreak non è d’accordo e critica la metodologia d’analisi dei due atenei. Il dato interessante è in ciò che si scarica. La quasi totalità dei download non riguarda più il software, ma film (anche in streaming) e serie TV oltre alla musica.

Via | Ars Technica

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Risultati RIAA contro il P2P, privacy violata?

pubblicato da Alberto

La Riaa combatte il peer to peer risalendo al provider Internet che l’utente utilizza, lo avverte che qualcuno sta usando la sua rete per scaricare illegalmente e fa scattare la notifica al cliente da parte della compagnia telefonica. Si tratta solo di un “avvertimento”, ma che secondo RIAA dovrebbe bastare per far cambiare atteggiamento agli utenti.

La società ha reso pubblica un’indagine secondo la quale dal 2008, circa 1,8 milioni di utenti, tra cui 269,609 studenti dalle sedi dei vari college, hanno infranto i copyright. Da notare come le università stiano rischiando di perdere i fondi federali se non riusciranno a fermare i numerosi download illegali nei propri campus. Per dare un’idea del fenomeno, i college hanno speso dai 350 ai 500 mila dollari, per trovare il modo di combattere la pirateria, con risultati ovviamente non del tutto efficaci.

Premettendo che siamo contrari al download illegale, poniamo anche in questo caso la domanda che ci eravamo fatti anche per il caso Fapav. Fino a che punto è giusto avvalersi di una società privata per scoprire gli utenti che scaricano? Certo, la legislazione americana è sicuramente diversa da quella Italia, ma c’è sempre da rimanere perplessi quando una società privata si sostituisce all’autorità di polizia sul fronte delle indagini. Chi garantisce l’accuratezza dei report ottenuti da RIAA? Fino a che punto più spingersi la società di spionaggio dati incaricata da RIAA? Come può un cittadino onesto, che utilizza il P2P per la condivisione ad esempio di distro linux, essere certo che nessun privato si metta a monitorare la propria connessione?

Domande senza risposta, che le major dovrebbero porsi prima di tentare una caccia alle streghe dai risultati deludenti.

Via | TorrentFreak
Foto | Flickr

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Gli ISP irlandesi si adeguano alla legge delle tre disconnessioni

pubblicato da PG

Gli ISP irlandesi si adeguano alla legge delle tre disconnessioniAll’inizio del 2009 uno dei principali provider irlandesi, Eircom, aveva raggiunto un accordo con le etichette discografiche per introdurre il piano delle tre disconnessioni per i presunti pirati.

Le quattro principali etichette, EMI, Sony, Universal e Warner, che controllano il 90% della musica in Irlanda, avevano chiesto ad Eircom un piano per ostacolare la condivisione illecita su Internet. In poco tempo Eircom ha accettato la proposta delle etichette discografiche ed ha avviato l’accordo.

Ora le quattro grandi case discografiche saranno in grado di costringere tutti gli altri ISP irlandesi ad accettare le stesse condizioni come ha già fatto Eircom, in modo che siano stabilite le regole sulla concorrenza. Già in questi giorni una serie di procedimenti giudiziari sono stati avanzati contro altri provider irlandesi: BT Communications Ireland e UPC Communications Ireland.

Via | Torrentfreak.com

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Sentenza ribaltata: la signora Thomas dovrà pagare 1.9 milioni di dollari alla RIAA

pubblicato da PG

Sentenza ribaltata: la signora Thomas dovrà pagare 1.9 milioni di dollari alla RIAAProbabilmente ricorderete il caso di Jammie Thomas-Rasset, la signora e madre di famiglia, che fu accusata dalla RIAA di aver scaricato 24 canzoni dalla rete Kazaa. Inizialmente il giudice aveva ribaltato la sentenza, dichiarando la non colpevolezza della signora Thomas.

Sentenza che, però, è cambiata ieri, quando la signora Thomas è stata condannata a pagare 1.9 milioni di dollari per aver condiviso le 24 canzoni su Internet. A nulla è valsa la difesa degli avvocati, secondo cui erano stati i figli a condividere le canzoni.

La nuova giuria ha quindi aumentato la pena della sentenza, inizialmente indicata su 222.000 dollari. Secondo la signora Thomas la sentenza è “ridicola”. La RIAA, da parte sua, ha sempre sostenuto di essere disponibile ad un patteggiamento. Infatti negli Stati Uniti è prevista una multa di 150.000 dollari per ogni MP3 condiviso illegalmente su Internet, il che sospinge gli utenti a patteggiare invece che affrontare un processo.

E’ vero che scaricare e condividere sulla rete è un reato, ma davvero il danno provocato dalla signora Thomas è stato di circa 80.000 dollari per ogni canzone condivisa? Voi cosa ne pensate?

Via | Torrentfreak.com

Ecco i pirati che hanno sconvolto l'Europa: il Partito del Pirata entra in Parlamento

pubblicato da PG

Ecco i pirati che hanno sconvolto l'Europa: il Parito del Pirata entra in ParlamentoCome annunciato ieri, il Partito del Pirata svedese ha conquistato il 7.1% dei voti in Svezia, rivelandosi il partito che ha conquistato più voti dai giovani e dagli under 30 in Europa. Il risultato delle votazioni, per alcuni sconvolgente, ha spinto il primo ministro Fredrik Reinfeldt a congratularsi con la nuova forza politica.

Ora il Partito del Pirata è considerato un serio concorrente politico, tanto che lo stesso premier svedese ha confermato l’inizio di una nuovo interesse del governo per il problemi inerenti i diritti digitali, in previsione delle elezioni svedesi di settembre 2010.

E’ chiaro come per la prima volta un governo, il cui rappresentante ha 65 anni, si è accorto dell’interesse dei giovani, tale da aver votato una forza politica nuova e innovativa. E anche i giornalisti di tutta Europa si sono interessati al caso di questo piccolo partito salito agli onori della cronaca.

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Un uomo è stato assolto in Spagna per aver scaricato 3.322 file

pubblicato da PG

Un uomo è stato assolto in Spagna per aver scaricato 3.322 fileIn Spagna un giudice ha respinto una causa contro un uomo accusato di aver scaricato e condiviso 3.322 filmati protetti da diritto d’autore su Internet. E così, nonostante gli sforzi delle associazioni antipirateria, la Spagna si conferma una nazione che protegge chi scarica da Internet.

La decisione è stata presa da un tribunale di Pamplona, e l’imputato è stato assolto da tutte le accuse perchè non vi era alcuna prova che avesse tratto beneficio dall’aver scaricato film e musica e averla condivisa con gli altri.

Il giudice ha semplicemente riconosciuto che l’uomo ha effettivamente scaricato file senza il consenso dei detentori dei diritti tra il 2003 e il 2004, ma che lo ha fatto per uso privato. Non c’è stato nessun profitto economico, e nessun crimine è stato commesso. Non è la prima volta che in Spagna viene emessa una sentenza simile, perchè secondo la legge spagnola ci deve essere un palese intento di profitto affinchè qualcuno venga considerato responsabile di violazione di copyright.

Chissà come la penserà il governo degli Stati Uniti, visto che proprio la Spagna è uno dei obiettivi dell’amministrazione Obama, che più volte l’ha accusata di fare ben poco per arginare il problema del download illegale su Internet.

Via | Torrentfreak.com

Foto | Flickr

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