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Tutti gli articoli con tag download

Uno studio legale ha accusato un non vedente di scaricare film porno

pubblicato da Federico Moretti

Blindness by Marga FronteraJohn Doe 2.057 è lo pseudonimo per un padre di famiglia californiano accusato da Comcast del download illegale di Tokyo Cougar Creampies, un film porno prodotto da Imperial Enterprises. Tuttavia, l’uomo è cieco e i figli hanno quattro e sei anni: l’ipotesi più probabile è che a effettuarne il download siano stati dei vicini di casa.

Lo studio Dunlap, Grubb & Weaver ha chiesto a Doe una cifra fino a $150.000: il “caso” è simile a quello di un’anziana, denunciata il mese scorso per lo stesso reato e sempre in California. Posto che non esistono delle accuse nei confronti della moglie di Doe e i loro figli sono troppo piccoli, la causa ha davvero dell’incredibile.

Quale corte arriverebbe a condannare un non vedente per il download illegale di un film? È una domanda che non ha impressionato i querelanti. La frenesia di recuperare del denaro agendo per vie legali ha superato ogni limite: dall’altra parte pochi consumatori proteggono adeguatamente il proprio segnale WiFi dall’utilizzo di terzi.

Fotografia | Flickr

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Un'anziana è stata querelata per il download illegale di video porno

pubblicato da Federico Moretti

Grandmother On The WebJane, un nome fittizio, è una nonna di settant’anni che è stata denunciata per il download illegale di video porno da BitTorrent. L’anziana donna è in pensione e si dedica, oltre ai nipoti, al volontariato: non aveva mai neppure sentito nominare BitTorrent, prima d’essere citata in giudizio. Alcuni precedenti potrebbero scagionarla.

La signora è stata intervistata dal San Francisco Chronicle: l’ipotesi più accreditata, nella circostanza, riguarda la possibilità che qualcuno abbia sfruttato il WiFi di Jane per accedere a internet e scaricare illegalmente dei video porno. Negli Stati Uniti è già accaduto con un uomo accusato di diffondere della pedo-pornografia.

La pensionata non sa se la propria connessione wireless sia o meno protetta: l’unico indizio è la presenza di un gruppo di giovani nel vicinato. Tuttavia negli Stati Uniti non esiste una legge a tutela dell’utilizzo di internet da parte di terzi e, se riconosciuta colpevole, Jane dovrà risarcire personalmente le case di produzione.

Fotografia | Robert Platt Bell

Streaming illegale, siamo davvero alla fine?

pubblicato da Marco Giacomello

copyright streamingE così dopo la Francia anche l’America “scopre” il fenomeno dello streaming selvaggio. Victoria Espinel, l’esperta cyberzarina voluta dal Presidente Obama, tuona: “Lo streaming dei contenuti si deve considerare al pari di un vero crimine”. Queste parole arrivano dopo l’ultimo chiaro e pesantissimo documento targato U.S. Intellectual Property Enforcement Coordinator, che contiene le ultime proposte per la modifica delle leggi sulla proprietà intellettuale statunitense (qui potete trovare il testo completo).

La riproduzione non autorizzata e la distribuzione di opere protette da copyright è gia oggi ovviamente un reato, ma per quanto riguarda il flusso non autorizzato di contenuti protetti da copyright in streaming, le normative statunitensi (per non parlare di quelle italiane) non sono molto chiare. Nel documento proposto al Congresso, è più volte ribadito come download e streaming hanno il medesimo fine, violare i diritti garantiti dal copyright in capo ai legittimi proprietari, e di conseguenza devono essere equiparati nelle conseguenze.

Non poteva essere più d’acccordo Bob Pisano, presidente della MPAA (Motion Picture Association of America), secondo il quale è necessario colmare il divario giuridico tra due metodi che hanno la medesima indole illegale, nuove leggi che portino chiarezza al diritto di proprietà intellettuale gioveranno a tutti. In linea di massima si potrebbe anche essere d’accordo che download e streaming di contenuti protetti da normative sul copyright siano da equiparare in quanto a sanzioni, il problema semmai è come queste violazioni verranno in caso accertate: quali poteri si vorrebbero conferire agli organi di controllo federali?

Come si potranno bilanciare diritto alla privacy e diritto di proprietà intellettuale? E youtube che fine farà, anche i suoi video saranno considerati streaming illegale? In che modo e con quali mezzi si può pensare di vagliare migliaia e migliaia di nuovi video che ogni giorno vengono caricati sulla rete? Il rischio reale è quello di una censura (magari privatistica) a priori, un filtro che dirà automaticamente: questo si, quello no. Il sogno di Lessig di creare un mondo del Remix dei contenuti per creare nuova conoscenza e nuova ‘arte’, potrebbe infrangersi definitivamente sulle parole della Espinel.

Via | Torrentfreak
Foto | Flickr

Pirateria: il 70% del pubblico la trova socialmente accettabile, ma gli USA accusano Baidu di favorirne la circolazione

pubblicato da Claudia

pirateria

La condivisione di file e la pirateria costituiscono due argomenti sempre caldi nell’ambito di Internet, per questo motivo gli studi e le opinioni pro o contro si ripropongono con una certa frequenza. Uno studio condotto recentemente sugli standard morali e sull’accettabilità sociale dell’infrazione di alcune leggi rivela che il 70% del pubblico accetta il download di materiale illecito da Internet. Tre su quattro degli intervistati, però, ritengono immorale la rivendita del prodotto scaricato per ottenere profitto.

Quest’ultima precisazione probabilmente consola poco i responsabili dell’industria dell’intrattenimento, che nell’ultima decade si sono impegnati ad inventare soluzioni per contrastare la piaga della pirateria (prevalentemente denunciando alcuni utenti). Il tentativo di creare un “clima di terrore” è stato spesso accompagnato alla chiusura di siti che proponevano lo streaming/il download di file in modo illegale.

Lo studio è stato condotto dalla Rockwool Foundation Research Unit in Danimarca e ha preso in considerazione diverse questioni etiche, tra le quali le leggi che l’utente ritiene accettabile infrangere. La conclusione è che gli standard morali non si sono abbassati, anzi sono pari a 10 anni fa. Per quanto riguarda la pirateria, è stato richiesto agli intervistati di votare, con una scala da 1 a 10, quanto fosse accettabile socialmente il download di materiale per uso personale.

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The Social Network: il film e la vera storia di Facebook e Mark Zuckerberg

pubblicato da Alberto Graziola

Mark Zuckerberg facebook

Iniziare parlando del successo di Facebook e della sua continua ascesa sarebbe banale e quasi accessorio. Lo abbiamo davanti agli occhi, tutti quanti, sia chi si è iscritto e chi invece lo rifiuta come una piaga della nostra era moderna. Ma non conoscerlo è impossibile: molti negozi e locali hanno gruppi di clienti fedeli, le celebrità lo usano per parlare con i propri fan e spesso viene nominato come una delle tante nuove parole entrate nel vocabolario comune.

Uscirà presto anche un film, ‘The social network‘ che narra la vita del creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, fino alla sua celebre scoperta che gli ha cambiato (e migliorato) la vita. Ma è lui stesso a mettere le mani avanti e a scuotere la testa di fronte alla trasposizione cinematografica di quello che è accaduto. Nella pellicola, schiava delle solite regole retoriche dell’industria cinematografica, l’idea sarebbe nata per l’amarezza di Mark nel non fare parte dei privilegi e della ricchezza dell’Università.

I suo sarebbe stato un modo per fare colpo verso le appariscenti compagne di corso e gli appartenenti ai club e circoli da cui lui era escluso. Ma tutto questo non corrisponde alla realtà e lo possono testimoniare i compagni di Zuckerberg che lo descrivono come un ragazzo astuto, intelligente ed intuitivo. Un giovane normale insomma, niente di così macchiettistico. Mark era già arrivato con una dose di notorietà e rispetto: si sapeva che era stato già autore di un lettore musicale adattabile che aveva incuriosito e spinto i grossi nomi della Microsoft a proporgli milioni di dollari e un lavoro. Ma lui tornò a scuola, come racconta un suo compagno di classe alla Harvard, criticando la visione rappresentata nella pellicola:

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Facebook, Twitter, cellulari e portatili: il texting compulsivo

pubblicato da Alberto Graziola

sms, facebook, twitter

Ammettiamolo: col passare del tempo si “rischia” di diventare sempre più affetti da texting compulsivo. Su Reddit si è aperta una lunga discussione, con diversi pareri, sull’abitudine di non dare sufficiente attenzione a qualcuno, perchè impegnati a fare altro con iPhone, cellulari, portatili e videogiochi: una ragazza che ammette che il suo fidanzato la lascia sul divano, come un cuscino, mentre lui gioca alla Nintendo, una madre che permette al figlio di giocare con il Gameboy a tavola. E poi quelli che annuiscono e fingono di ascoltarti, mentre con le dita della mano digitano, forsennati, i tasti per mandare sms come piovesse.

Ma non è un’accusa: probabilmente la tecnologia è entrata così tanto nelle nostre esistenze, nelle vite di ciascuno di noi, da non renderci nemmeno conto di essere arrivati a suddividere l’attenzione tra più fattori: una collega che ti parla, un occhio sullo schermo del pc e vedere perchè il cellulare improvvisamente vibra.

Partendo dal fatto che lasciare i figli a casa con la Ds mentre esci a cena con amici non è un esempio da seguire (ma accade…), analizzando le vostre abitudini, a che punto siete? Sapete suddividere spazio e tempo per ogni cosa? Parlate e spiegate una cosa al vostro amico mentre state aggiornando il vostro status di Facebook o Twitter? Se nel leggere questo post avete già organizzato il weekend con amici, al telefono, forse la risposta la conoscete già…

Foto | TarahDawdy

Microsoft Office Starter 2010 beta (non ufficiale)

pubblicato da Spioncino

Microsoft Office Starter 2010

A chi proprio non ama aspettare segnaliamo che su questa pagina è apparsa una versione beta non ufficiale e in inglese di Office Starter 2010. Come già sappiamo, si tratta di una edizione ridotta di Microsoft Office che offre versioni essenziali di Word ed Excel e che sarà preinstallata nei nuovi pc a partire da metà dell’anno prossimo.

In entrambi i programmi della mini-suite, destinata a mandare in pensione il vecchio Works, nell’angolo superiore destro dell’interfaccia appare il pulsante “purchase”, che invita elegantemente a passare alle versioni superiori di Office; invece in basso a destra c’è il preannunciato spazio per i banner pubblicitari, che non sembra in verità disturbare troppo il normale utilizzo dei software.

Da ricordare che la beta di Office Starter 2010 è installabile solo dagli utenti che possiedono Windows Vista SP1 o Windows 7.

Via | RisorseGeek

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Rilasciata la release 10.10 RC di Opera

pubblicato da Diego Martin

opera logo

Non senza una punta di scaramanzia venerdi 13 è stata rilasciato l’ultimo aggiornamento del noto browser Opera, giunto alla versione 10.10 RC (Release Candidate)

Buone notizie quindi per gli utilizzatori abituali, visto che a quanto pare il changelog è piuttosto corposo. La build in questione risolve infatti un buon numero di bugs in tutte le varie edizioni di Opera che, ricordiamo, è multipiattaforma. E buona occasione anche per chi non avesse mai provato un browser alternativo ai più famosi e blasonati prodotti Mozilla, Microsoft e Google.

Informazioni più dettagliate, changelog e download per le innumerevoli piattaforme supportate è disponbile dal blog ufficiale

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FTP a portata di tutti con FileZilla 3.3.0

pubblicato da Diego Martin

filezilla

É da poco disponibile per il download la versione 3.3.0 Final di FileZilla.

FileZilla è un ottimo client FTP gratuito e multipiattforma: è disponibile infatti per Windows, Linux e Mac.
Il programma è caratterizzato dall’interfaccia semplice e chiara, dalla quale è sempre visibile l’albero delle cartelle locali ed il contenuto del server FTP al quale siamo collegati, oltre alla finestra di preview dei comandi del protocollo FTP. FileZilla supporta ovviamente connessioni cifrate via SSL, accesso al server FTP in passive mode, protocollo di trasferimento dati IPv6, limiti di velocità in download ed upload configurabili, bookmarks e tanto altro.

Per un elenco completo delle caratteristiche potete far riferimento alla documentazione direttamente dal Wiki; il solito changelog vi aiuterà a tener traccia dei cambiamenti apportati in questa nuova release, mentre per il download è disponibile la relativa pagina. Per chi fosse interessato è disponibile anche la controparte server, sempre opensource e sempre targata Filezilla

Dopo Google anche MSN entra nel mercato della musica online

pubblicato da Diego Martin

msn music

MSN Music Downloads, questo il nome del servizio, entra oggi in funzione nella versione anglosassone del sito MSN.

Annunciato ormai da Luglio, questo servizio differisce dall’approccio intrapreso da Google inquanto la vendita dei brani è gestita direttamente da MSN, in colaborazione con EMI, Warner Music Group, Universal Music Group e Sony BMG. La musica offerta dal servizio MSN sarà in formato WMA o MP3 a 192kbps -almeno inizialmente- e sarà totalmente DRM-free, rendendo quindi bizzarra la presenza di Sony BMG nel progetto, viti i suoi recenti passati con il DRM.

MSN annuncia inoltre che è al vaglio un servizio di streaming musicale da affiancare a quello di download.

Via | Neowin

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