Dopo più di sei anni di discussioni e lavori i primi domini scritti in caratteri diversi da quelli latini sono una realtà.
All’inizio di maggio l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, meglio nota con la sigla ICANN, ha dato il via ai domini scritti in caratteri arabi e qualche giorno fa è stato inaugurato anche il primo scritto in cirillico. A seguire sembra sarà la volta della Cina.
Venticinque anni fa, nel marzo del 1985, l’azienda Symbolics Computers con sede nel Massachusetts registrava il primo dominio .com, vale a dire Symbolics.com. Un anno dopo i domini .com registrati erano appena sei, per poi arrivare tra boom e grandi depressioni alla cifra che conosciamo oggi, pari a oltre 90 milioni di domini .com registrati sulla faccia della Terra.
VeriSign, azienda che gestisce la registrazione dei domini .com, ha anche creato un apposito sito per festeggiare il quarto di secolo di uno dei simboli di Internet, raggiungibile all’indirizzo http://25yearsof.com/, ovviamente un .com, poteva essere diversamente?
A voi è capitato di registrare un dominio .com prima del 2000? Se si in che data? Per festeggiare l’evento facciamo una piccola gara e vediamo tra noi di Downloadblog chi è che ha il .com più vecchio.
Via | Domini.it

Si avvicina il periodo del Festival di Sanremo ed il legittimo proprietario di sanremo.it, non legato alla competizione canora, ha deciso di mettere in vendita su Ebay il dominio ed il marchio.
La base di partenza dell’asta non è alla portata di tutti (40.000 euro), ma il proprietario assicura un elevato numero di visite soprattutto nel periodo del Festival.
Qualcuno si fa avanti? L’asta scade il 24 gennaio.
Via | Pigher.it
VeriSign ha pubblicato un resoconto sulla registrazione dei domini nel terzo quarto del 2008, da cui emerge un dato sicuramente non inaspettato ma in ogni modo significativo: i domini .cn (top level domain cinese) in pochissimo tempo hanno sorpassato tutti gli altri, esclusi i .com; sebbene siano stati introdotti più di 20 anni fa, solo un anno fa è stato dato un input rivitalizzante (al limite della costrizione per i grandi marchi) e da allora ne sono stati registrati svariati milioni, fino al sorpasso di tutti gli altri tld nazionali e continentali (.eu, .asia).
Dietro alla Cina si piazzano Germania (.de), Gran Bretagna (.uk), Olanda (.nl), Unione Europea (.eu), Argentina (.ar), finalmente Italia (che forse con procedure di registrazione più snelle e meno arcaiche si troverebbe qualche posizione più in alto), quindi Brasile (.br), Stati Uniti (.us, anche se per la maggior parte dei domini registrati negli USA sono usati i tld .com e .net) e Australia (.au).
L’altra novità arriverà a breve: si tratta dei domini .tel, dedicati a persone, aziende ed enti che non hanno un vero e proprio sito ma semplicemente un biglietto da visita contenente le informazioni per essere contattati (indirizzo fisico, email, numero di telefono, fax, etc…). Se non dal punto di vista commerciale (per chi lo vende), non è chiaro quale sia il vantaggio nello scegliere questo nuovo tld, tanto più che i costi sono altissimi rispetto ad uno tradizionale (più di 100 USD all’anno).
Domai.nr è un nuovo servizio on-line dedicato alla scelta del nome di dominio, pensato per aiutare chi ha intenzione di registrarne uno e vuole compiere l’analisi su quelli disponibili in maniera rapida. Inserendo un qualsiasi nome partirà subito la ricerca di tutti i domini possibili derivanti da una combinazione delle lettere inserite, utilizzando anche i suffissi nazionali dove possibile. Ad esempio per la parola “Dominio” viene proposto il suffisso “.io” legato all’oceano indiano, e così via.
Una volta scelta una delle possibilità offerte, viene subito segnalata la disponibilità o meno del dominio, con l’aggiunta di utili informazioni sul TLD o sull’attuale assegnatario. Domainr non offre direttamente servizi di registrazione ma fornisce i link principali per poter procedere all’acquisto. Nelle pagine di informazione dichiarano di utilizzare i dati inseriti per analisi, anche se confermano di non utilizzare in modo malevolo i dati raccolti dalle ricerche, ad esempio con azioni come il front-running.
Via | Downloadsquad.com

Vi siete mai chiesti il sito che visitate dove è ospitato fisicamente oppure a chi appartiene il nome a dominio corrispondente? Grazie all’add-on Firefox Shazou è possibile evitare i tecnicismi e le procedure necessarie per reperire queste informazioni con un semplice click.
Come vedete nell’immagine a capo post, una volta cliccato sull’icona che Shazou aggiunge al browser viene visualizzata una mappa con il luogo dove si trova il server che ospita il sito, con tanto di informazioni aggiuntive relative all’indirizzo IP e al proprietario del dominio.
E’ anche presente un bottone con cui segnalare il sito in questione come un pericolo Phishing, anche se non è chiaro dove vada a finire tale segnalazione.
via | Workers’ Edge
Il Consiglio di amministrazione dell’Icann, la società americana che gestisce l’assegnazione degli indirizzi internet, riunito a Parigi ha approvato giovedì scorso all’unanimità la decisione di fornire agli utenti la possibilità di registrare domini con estensioni di ogni tipo. Ma che cosa significa esattamente questo? Sicuramente molte più possibilità, per i gestori, di avere un sito fatto su misura, ma - immaginiamo - anche qualche grattacapo in più per gli utenti, fino ad ora abituati a riconoscere i domini tramite i suffissi .it, .com, .org e così via.
Fra qualche tempo, così, potremmo avere www.downloadblog.blogo (solo per fare un esempio), ma anche www.repubblica.notizie, oppure www.mario.rossi, o ancora www.apple.mac. E così via. Perché le possibilità sono infinite. Altro dettaglio negativo, oltre ovviamente a un po’ di disorientamento (almeno iniziale), anche il fatto che la creazione di un nuovo suffisso potrebbe venire a costare migliaia di euro.
Tra le novità, è stata anche approvata l’apertura della rete agli alfabeti non latini, come l’arabo, il cirillico o il cinese. “Le novità approvate - ha dichiarato il presidente dell’Icann Paul Twomey - rappresentano una grande opportunità per il settore, anche se ci vorranno ancora almeno tre o quattro mesi per finalizzare i dettagli di questa liberalizzazione. È un fatto storico - ha continuato Twomey - che rivoluzionerà il modo in cui internet appare e funziona”.
Giovedì prossimo, a Parigi, si voterà sulla possibile apertura dei domini di primo livello, come .com o .it.
Se tale opzione verrà scelta, tanto le persone quanto i grossi nomi del Web, potranno utilizzare qualsiasi stringa di lettere xxx.com come dominio di primo livello: in questo scenario si vedranno proliferare domini di primo livello come .disney, .starbucks oppure di singoli individui come .mariorossi.
Oltre a questo, si discuterà sulla possibilità di introduzione di alcuni caratteri non appartenenti al vocabolario latino, come quelli asiatici o arabi.
L’apertura dei domini di primo livello è l’obiettivo per cui “lotta” da 3 anni la ICANN, responsabile dell’assegnazione degli indirizzi IP e della gestione dei nomi di dominio di primo livello.
Via | bbc.co.uk
Avete qualche soldino da parte? Allora dal 22 al 29 maggio c’è un importante investimento che potrebbe tornarvi utile. Si tratta dell’acquisto, all’asta, del dominio internet America.com.
Un dominio talmente importante e gettonato che secondo la società Internet Media Consultants SA di Nyon, in Svizzera, potrebbe stabilire un nuovo record assoluto negli acquisti di nomi di dominio: pensate che si stima che l’asta potrà oscillare tra i 3,5 e i 7,3 milioni di dollari (tra i 2,3 e i 4,7 milioni di euro!).
Ultimamente sembra che il mercato dei domini stia vivendo una “seconda primavera” dopo quella del 2000 (in cui, ricordiamo, ci fu l’acquisto di Business.com per 7,5 milioni di dollari); gli ultimi “acquisti pazzi” nel 2006, con Sex.com per 12 milioni di dollari e Games.com per 11 milioni di dollari.
Via | ElMundo.es
Il nome di un sito, specialmente se si tratta di uno nuovo, che deve essere lanciato ed adeguatamente promozionato, è molto importante ed altrettanto può esserlo il TLD (Top Level Domain) che viene scelto: spesso infatti l’estensione va a fare parte del dominio, come nel caso di del.icio.us, che avrebbe avuto molto meno appeal se fosse stato registrato come delicious.com. Da qualche giorno è possibile registrare anche domini con tld del Montenegro, cioè .me, che sicuramente andranno a ruba per la possibilità di sfruttare il senso che quelle due lettere hanno, soprattutto in lingua inglese.
Visti i successi avuti dai tld .tv (Tuvalu), registrati per programmi e persone del mondo televisivo, dall’estensione .dj (Gibuti), per molti disk jockey, o più semplicemente dal nostro .it (esso, in inglese), utilizzatissimo per nomi come read.it, go2.it, ecc., è facile ipotizzare che moltissimi servizi per il web si doteranno di domini come read.me (ideale per un blog), take.me e via dicendo, senza pensare a cosa potrà tirar fuori l’industria del pornoweb da un dominio .me. Adesso siamo in general sunrise period, cioè in un tempo di prova in cui soltanto alcune organizzazioni e aziende con determinate caratteristiche (ad esempio i possessori di un trademark) sono abilitate a registrare un dominio, mentre da fine giugno chiunque potrà farlo.
Per registrare un dominio con il tld montenegrino occorre informarsi sul sito ufficiale in lingua inglese domain.me e scegliere un registrar accreditato; sono come al solito diversi i nomi riservati per organizzazioni governative o territoriali e moltissimi quelli definiti “premium names“, che saranno certamente venduti a prezzi stratosferici.
Via | AppScout.com

Chiunque abbia un sito o un blog almeno un paio di volte l’anno (ma anche di più, immaginiamo) si trova davanti al problema che il sito non si vede, e deve capire se è un problema del proprio computer e della propria rete, oppure se davvero non si vede da nessuna parte e il server è down.
Solitamente si chiede a un amico di effettuare il controllo; da oggi è possibile utilizzare un servizio apposito, chiamato EstaCaido.com (che - traducendo dallo spagnolo - significa più o meno “è down”) .
Collegandosi al sito, basta inserire il nome del dominio che vogliamo controllare e automaticamente riceveremo (sempre in spagnolo) la risposta al dilemma: se, cioè, siamo noi che abbiamo problemi o è il sito che vogliamo raggiungere. Un’applicazione semplice ma molto utile.
Via | Incubaweb.com

Qualcuno (pingdom) si è preso la briga di fare una lista dei domini acquisiti da Google, trovandone migliaia. Le motivazioni di tale lista vanno sicuramente trovate nel tentativo di proteggere il marchio, prevenire il typosquatting ed evitare beghe legali future nel richiedere un dominio registrato da altri senza averne il diritto. Sotto alcuni dei domini più curiosi ed a questo link la lista completa disponibile su Scribd.
Typo:
Moooooooooooooooooolto strani:
Continua a leggere: I domini più curiosi registrati da Google... non si sa mai!