Anche Twitter alla fine ha detto sì al Do Not Track, l’opzione per evitare il tracciamento delle abitudini di navigazione. L’annuncio è stato dato in anteprima da Ed Felton, CTO della Federal Trade Commission, nel corso di un evento per la Internet Week di New York e la notizia è stata confermata subito dopo dai diretti interessati, Twitter e Mozilla.
Le due aziende hanno iniziato una collaborazione per permettere agli utenti di Twitter che utilizzano Firefox, sia la versione desktop sia quella per Android, di scegliere se continuare ad essere tracciati tramite i cookie proprietari o di terze parti - che raccolgono informazioni sulle abitudini e preferenze e le utilizzano anche per scopi pubblicitari - o se navigare nel rispetto della loro privacy.
Si tratta senza dubbio di una scelta coraggiosa - anche Twitter, seppur in maniera molto meno aggressiva di Facebook, ha sempre tracciato i suoi utenti - che dimostra ancora una volta l’impegno dell’azienda nel favorire e rispettare i propri utenti, una mossa che arriva a pochi giorni dalla mozione presentata al tribunale di New York per proteggere le informazioni di uno dei suoi utenti, il manifestante di Occupy Wall Street Malcolm Harris. E Facebook? Resta a guardare e continua a rifiutare il Do Not Track.
Via | The New York Times

Il CEO Gary Kovacs di Mozilla ha appena annunciato al TED una novità che interesserà parecchio chi si preoccupa molto della sua privacy: parlo di Collusion, un add-on per Firefox che è capace di controllare quali aziende ci inseguono per la rete tenendo nota delle nostre attività.
Il mondo sommerso del tracking online fa sudare freddo gli avvocati della privacy, perchè l’idea che le aziende studino di nascosto il nostro comportamento conoscendoci per nome e cognome è, a dire il vero, piuttosto inquietante. Secondo Kovacs abbiamo smesso di essere clienti per diventare bestiame: “Il prezzo che paghiamo per la connettività è la nostra privacy. […] è ora di osservare chi ci osserva”.
Una volta installato Collusion, questo add-on raccoglierà i dati su chi ci segue, e li mostrerà all’utente sotto forma di grafico. Le nostre attività e quelle delle “spie” sono classificate in due colori diversi: i siti che visitiamo appariranno come pallini grigi, ed attaccati ad essi ci saranno dei pallini rossi, che rappresentano chi ha messo delle pubblicità sulle pagine che stiamo visitando e di conseguenza installato cookie sul nostro PC.
Continua a leggere: Collusion: segui chi ti spia su Internet grazie al nuovo add-on di Mozilla
La funzione di Do Not Track, presente su Firefox 4 e successivi, diventerà uno standard del W3C di prossima implementazione su tutti i browser: Microsoft aveva già proposto la propria soluzione su Internet Explorer 9. Si tratta di un componente utile a “eludere” il tracciamento dei propri dati personali quando si visita un sito web.
Il World Wide Web Consortium (W3C) intende organizzare un tavolo di lavoro per coniugare gli aspetti più positivi delle proposte che sono state fatte e standardizzare il Do Not Track affinché gli sviluppatori di siti web possano adeguarsi. Microsoft definisce la stessa funzione Tracking Protection mentre Google offre un’estensione.
I risultati potrebbero essere pubblicati già entro la prima metà del 2012: gli ostacoli da affrontare sono diversi, soprattutto perché Europa e Stati Uniti hanno normative disomogenee, riguardo alla privacy e al “tracciamento” degli utenti sul web. Il gruppo di lavoro del W3C dovrà prendere in considerazione tutte queste variabili.
Via | W3C
Abbiamo parlato spesso di Do Not Track, l’opzione per escludere il tracciamento delle intestazioni del browser via HTTP. Microsoft è stata la prima a implementare questa impostazione su Internet Explorer 9: Mozilla ha fatto altrettanto in Firefox 4 Beta 11. Anche Google Chrome e Opera dovrebbero uniformarsi con le prossime versioni.
Il World Wide Web Consortium (W3C), cioè il consorzio deputato al mantenimento degli standard per il web, ha accolto la proposta di Microsoft per fare di Do Not Track un’opzione condivisa da tutti i browser e i linguaggi. È una conquista per la protezione della privacy degli utenti benché da sola non sia sufficiente alla sicurezza.
In sostanza, Do Not Track è un’opzione per bloccare informazioni come la versione e il produttore del proprio browser, oltre a cookie e dati sul sistema operativo in uso. Queste informazioni hanno scopi molto diversi: si passa dal riconoscimento degli stili CSS compatibili col browser di navigazione alla pubblicità sugli interessi.
Continua a leggere: Do No Track: il W3C accoglie la proposta di Microsoft per il browser

Nella tarda serata di ieri, Mozilla ha annunciato il rilascio di Firefox 4.0 Beta 11. È una versione importante, perché introduce la possibilità di disabilitare il tracking delle intestazioni: un’opzione utile per aumentare il livello di privacy durante la navigazione. Slitta ancora il rilascio finale dell’aggiornamento del browser.
Nonostante il continuo rinvio della data di pubblicazione definitiva per Firefox 4, Mozilla intende proporre un ciclo di sviluppo più serrato nell’immediato futuro. Mike Beltzner ha aggiornato la roadmap di Firefox ipotizzando addirittura altre tre versioni del browser entro il 2011: un cambio di numerazione radicale, stile Chrome.
Forse non è realistico pensare a Firefox 7 entro la fine di quest’anno, eppure la proposta di Beltzner sembra rispondere alle accuse ricevute da Mozilla in merito ai continui ritardi di Firefox 4. Le prossime versioni del browser proporranno meno funzionalità aggiuntive: Firefox 5, ad esempio, propone soltanto il nuovo pulsante F1.
Via | The Next Web
Domani sarà il Data Privacy Day 2011 e Facebook ha deciso di partecipare attivamente, introducendo una funzione molto attesa da chi si preoccupa della propria sicurezza. Con un paio di interventi sui blog ufficiali, Facebook ha annunciato l’estensione della connessione sicura via SSL (finora attiva soltanto accedendo alle impostazioni dell’account) all’intera piattaforma. Una scelta davvero apprezzabile.
L’aggiornamento dei profili è incominciato ieri pomeriggio e richiederà qualche altro giorno. Nel frattempo, HTTPS Everywhere è la soluzione alternativa — che estende la feature a tutti i siti che supportano SSL. Non è chiaro se la chat di Facebook sarà accessibile sfruttando la connessione sicura, selezionabile dalle preferenze dell’account. Al momento la chat è disabilitata quando si accede con SSL.
Un’altra funzione di sicurezza l’abbiamo involontariamente rivelata parlando del download delle informazioni personali: anziché usare CAPTCHA, Facebook adotterà il riconoscimento dei volti sulle fotografie dei contatti. È un motivo in più per evitare il tagging coatto degli amici su flyer promozionali e cartoline d’auguri. Anche giochi e applicazioni potranno sfruttare una connessione sicura di tipo SSL.
Aggiornamento: Corretto il refuso sul Data Privacy Day 2011 (e non 2001).
Via | Facebook