Si era già parlato poco più di un mese fa dell’acquisizione di Digg da parte di Google, operazione che nei prossimi giorni potrebbe diventare realtà, almeno stando a sentire le numerose voci in giro per la rete.
Conferme in merito sarebbero arrivate da fonti interne ed esterne alle due compagnie, dando anche per buono il prezzo vociferato un mese fa: 200 milioni di dollari per portare il famoso sito di social bookmarking sotto la bandiera di Google News.
Dovesse essere compiuta, l’acquisizione farebbe di certo più scalpore di quella di ZAO Begun portata a termine nei giorni scorsi da Google, aggiornando ulteriormente la famosa lista e alimentando ancora una volta le polemiche di chi vede nel colosso informatico il male di Internet.
Via | Techcrunch.com

L’idea che c’è dietro ad Instapaper è la seguente: si trova un sito interessante che al momento non possiamo leggere, e si ha bisogno di un luogo in cui salvarlo velocemente per poi riprenderlo con calma anche quando non disponiamo di una connessione ad Internet.
Quando ci si ritrova in una situazione del genere, si aprono due possibilità: o lo si salva tra i “Prefertiti” oppure lo si inserisce in uno dei siti di social bookmarking come Del.icio.us o Digg con alcune feature “inutili” per il nostro obiettivo.
Instapaper, creato da Marco Arment (uno degli sviluppatori di Tumblr), sarà il luogo in cui salvare velocemente e facilmente gli articoli che desideriamo leggere o rivedere. Basterà scegliere un nickname e loggarsi (non è richiesta alcuna registrazione) e si potrà accedere ai propri articoli salvati tramite qualsiasi pc o iPhone connessi ad internet.
Una volta scaricata l’applicazione (gratuita) sull’iPhone, basterà salvare gli articoli non letti sul proprio dispositivo per poi avere la possibilità di leggerli quando non si potrà sfruttare una connessione Internet. Instapaper crea 2 copie dello stesso articolo, una versione Web più o meno standard ed una più leggera di solo testo.
Per chi fosse interessato, può scaricare Instapaper direttamente da qui.

Da oggi parte la private beta (occorre un codice invito per l’iscrizione) di Sazell, un aggregatore sociale che permette di creare e condividere snapshot di una qualsiasi pagina Web e li trasforma in widget da mettere su blog (o dove si desidera).
Il funzionamento, simile a quello su cui si basano i tumbleblog, è veloce e facile: basta selezionare il testo di una pagina di nostro interesse e premere il tasto bookmarklet di Sazell per creare una widget Flash, con tanto di codice da copiare liberamente su blog e pagine Web varie. Offerta anche la possibilità di aggiungere tag e voti agli snapshot creati.
Sfortunatamente il testo che accompagna l’immigine della widget non è cliccabile e occorre selezionare “view more details” per vedere l’url della fonte, penalizzando leggermente l’usabilità.
In linea con gli altri servizi di aggregazione, è naturalmente offerta la possibilità di vedere gli snapshot degli altri utenti e la sottoscrizione tramite feed rss agli stessi.
Sazell va a candidarsi come diretto competitor di servizi di aggregazione come Digg e Reddit, ma offrendo una supporto visuale e pubblicabile su altre pagine, sulla falsa riga di YouTube.
La possibilità di riassumere una notizia attraverso testo e immagini potrebbe essere la chiave di volta per il successo di Sazell e, dunque, di una sua veloce diffusione.
Via | techcrunch.com
Secondo alcuni ben informati divulgatori di rumors e notizie a ValleyWag, la collaborazione tra Google e Yahoo! non riguarderebbe solo il circuito AdSense bensì anche il popolarissimo sito di social bookmarking Digg.com che sarebbe in prossimità di essere acquistato dal colosso di Mountain View.
L’obiettivo prefisso da Google con l’acquisizione di Digg sarebbe legato alla tecnologia ed al profitto, due termini che ben descrivono la compagnia: integrare la tecnologia e la popolarità di Digg in uno dei servizi di maggior successo di Google, Google News, il quale pur essendo molto visitato non produce alcun ricavo.
Non è chiaro se l’offerta sia stata fatta in maniera informale (addirittura a voce) o in nero su bianco, ma al momento il CEO di Digg Jay Adelson non ha voluto commentare la notizia, lasciando così la porta aperta ai rumors che indicano già un prezzo per l’affare: poco meno di 200 milioni di dollari.
Via | GenBeta.com

Il Web 2.0, sempre più “social” sta cambiando profondamente il nostro modo di vivere e lavorare. Milioni di persone al mondo contribuiscono alla realizzazione della più grande enciclopedia online, centinaia di giovani accedono velocemente a fotografie realizzate con telefonini e condivise velocemente. Un programmatore in Svezia può collaborare con Microsoft senza muoversi da casa.
Secondo Clay Shirky, professore di comunicazione alla New York University, questi sono esempi di attività che dimostrano quanto sia cambiato il mondo grazie ad Internet. E il futuro sarà sempre più “social”. Il professor Shirky sostiene che questi comportamenti renderanno il lavoro più efficiente e grazie a questo l’uomo raggiungerà risultati sempre migliori.
Attingendo all’antropologia, secondo il professore, i nuovi mezzi di comunicazione stanno rendendo impossibili le vecchie forme di gruppo-lavoro-azione. Qualche esempio? In Egitto i dissidenti comunicano attraverso i blog e Twitter per tenersi informati sui loro amici arrestati. A New York i cittadini hanno usato Digg per rintracciare un telefono cellulare rubato.
Continua a leggere: Internet ha cambiato il modo di organizzarsi dell'uomo
Microsoft e Google sembrano non fermarsi più. I due eterni rivali dell’informatica ora potrebbero scontrarsi su un altro fronte: l’acquisizione di Digg, il popolare sito di informazione tecnologica e scientifica. Sembra che, da alcune fonti molti vicine alla società, quattro aziende siano interessate all’acquisto. Di queste, due sarebbero Google e Microsoft.
Da alcune indiscrezioni, tutte ancora da verificare, l’offerta di Google si assesterebbe sui 200-225 milioni di $, mentre l’offerta di Microsoft giocherebbe un po’ al ribasso. Quale è il vero significato di questa acquisizione? Tutta l’attenzione delle due società sarebbe rivolta alla pubblicità: Digg è un grande catalizzatore in questo senso.
Se Microsoft dovesse acquisire la società riuscirebbe a guadagnare qualcosa dagli introiti pubblicitari e rubare una fetta di mercato a Google. Se, al contrario, Google dovesse arrivare prima darebbe un grosso colpo a Microsoft togliendole anche questa possibilità. Voi cosa ne pensate?
Via | Techcrunch.com
Il problema della gestione dei link preferiti prima o poi colpisce tutti quanti fanno di Internet la propria fonte primaria d’informazioni. Per tenere traccia, contrassegnare e soprattutto segnalare ad altri gli indirizzi ritenuti interessanti, se ne sono viste nel corso del tempo di tutti i colori ma finalmente, grazie all’estensione per Firefox chiamata Shareaholic, da oggi è possibile farlo anche tramite una barra del browser, attraverso la quale condividere le pagine in maniera semplice ed immediata.
Oltre all’invio via e-mail tramite il servizio Bzzster, l’add-on è in grado d’interfacciarsi anche con siti popolari come Twitter, Digg e Facebook, ma non solo, visto l’elenco completo riportato di seguito: Delicious, Digg, Facebook, Friendfeed, Google Bookmarks, Magnolia, Mixx, Reddit, Simpy, Stumbleupon, Truemors, Tumblr, Twitter.
Il funzionamento è molto semplice: con un semplice clic sulla barra aggiuntiva di Shareaholic si può segnalare il link ad uno dei siti dell’elenco precedente, visualizzandone allo stesso tempo il numero di invii che gli altri utenti hanno effettuato su ognuno dei suddetti servizi, analizzando così in maniera immediata anche la popolarità del sito che si intende rendere noto agli altri.
Via | Ghacks.net
Hai un blog ed un tuo post è stato linkato su Digg. Ti piacerebbe che, quando qualcuno clicca e raggiunge il tuo blog, gli compaia un messaggio di benvenuto con il link al tuo profilo su Digg? E che la stessa cosa accada analogamente se arriva via Twitter, Pownce, Facebook, StumbleUpon, mostrando il link al tuo profilo sulle più popolari piattaforme di social network?
Questo è ciò che fa Socialize Me!, un nuovo plugin per WordPress. Per vederlo all’opera, basta seguire i link sulle segnalazioni su Digg e StumbleUpon. Leggendo tra i commenti, diversi lo etichettano come un vero plugin web 2.0 che permette di allargare il proprio social network. Voi cosa ne pensate: si tratta dell’ennesimo plugin inutile o uovo di Colombo?
Via | Digg.com
Un po’ per la buona volontà degli utenti, un po’ per scalare Google, le pagine dedicate ai tutorial per Photoshop sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni.
Ecco allora Luxa, un nuovo servizio online che promette di fare un po’ di ordine nel guazzabuglio delle pagine copiate o scritte male. Il metodo è quello più collaudato, ovvero stile Digg, dove ognuno può votare il tutorial linkato.
Certo, una ricerca su Digg può portare ad un numero di risultati maggiori, ma forse gli ideatori di Luxa confidano nell’esperta comunità di utenti-artisti che utilizzano abitualmente Photoshop.
Piccola curiosità, magari per chi avesse intenzione di creare altri siti digg-like. Luxa si basa su Pligg, applicazione open source e gratuita di cui abbiamo avuto occasione di parlare in passato.
Questa notte sono state lanciate diverse novità importanti in Digg, il servizio più famoso al mondo per segnalare notizie, link, video, e finalmente immagini, funzionalità largamente richiesta dagli utenti.
Grazie alla partnership con Intel il sistema per la segnalazione delle immagini non si limita semplicemente alla creazione di una nuova sezione: è stato introdotto un sistema che permetterà di bloccare l’inserimento di duplicati della stessa immagine, ma allo stesso tempo segnalando un link di una pagina che contiene diverse immagini, queste verranno presentate all’utente che potrà scegliere su dieci immagini quale segnalare.
Il tutto verrà completato da una visualizzazione a mosaico, una anteprima con decine di miniature delle ultime immagini e dalla collaborazione con Photobucket che, oltre ad aver creato un canale Digg, integrerà la possibilità di segnalare immagini anche sul proprio servizio.
Le novità non si limitano però solo alle immagini: introducendo questa funzionalità è stata rivista la tassonomia di Digg: ora è possibile segnalare news, immagini o video in qualsiasi categoria: ora osservando una categoria si vedranno visualizzati tutti i tipi di media o un solo media a propria scelta (es. i video della sezione sport).
Sono state introdotte anche nuove categorie come Lifestyle (auto, cibo, viaggi) e Offbeat (commedia, memorabilia, persone, animali), utili per raffinare la propria ricerca.
Continua a leggere: Arriva l'attesa sezione immagini su Digg
Navigare all’interno dei feed con Voyage, in uno spazio in tre dimensioni, non sarà certamente la soluzione ideale per chi consulta quotidianamente decine di feed RSS.
Purtroppo per ora non permette di salvare la lista dei feed che inseriamo per poterli visualizzare ogni volta che vogliamo: è in fondo un semplice esperimento in Flash. Se vi interessa utilizzate un servizio che aggreghi in un unico feed RSS, i vari feed che volete seguire, per rendere il tutto più agevole.
Rappresenta comunque una esperienza divertente per sperimentare, come già avevamo potuto provare con una versione analoga per Digg, altre forme di interfaccia visuale: oggi che lo schermo multitouch è diventato una realtà commerciale, viene da chiedersi se l’evoluzione dei dispositivi elettronici porterà alla comparsa di nuove modalità di visualizzazione delle informazioni, e soprattutto se queste saranno funzionali o semplicemente un qualcosa per attrarre l’occhio del compratore compulsivo.
Ritenete che queste modalità di visualizzazione, come ad esempio quelle sperimentate da Digg, possano avere una applicazione pratica ed utile, o rimarranno solamente un esempio di quello che si può fare ma che non potranno mai rimpiazzare la classica visualizzazione priva di effetti?
Pensate a Digg, il sito più famoso di quelli in cui gli utenti possono segnalare le notizie o siti interessanti, scrivendone una breve descrizione. Jason Calacanis aveva provato a crearne un clone, resuscitando Netscape e pagando i migliori cacciatori di notizie: l’esperimento, ridimensionato e rinominato Propeller continua ma non ha mai raggiunto dimensioni considerevoli di pubblico.
Brijit prova a creare una via diversa, proponendo abstract in circa cento parole, offrendo la possibilità di ricercare anche per fonte.
La sua caratteristica più interessante, è sicuramente il lato economico: per questo lavoro editoriale, ogni abstract accettato dallo staff editoriale di Brijit verrà pagato cinque dollari, ben otto se riguarda una fonte audio o video, il tutto pagato via Paypal.
Chi scrive deve in pratica dichiarare precedentemente su quale fonte intende scrivere, tra gli articoli scelti dalla redazione di Brijit: le fonti riguardano in buona parte magazine e giornali americani.
Continua a leggere: Brijit, articoli riassunti in 100 parole. E ti pagano per scriverli