Il futuro di Google+ potrebbe essere legato anche a inattesi (almeno per noi comuni mortali) usi da parte delle aziende, per raggiungere i propri clienti attraverso le funzionalità offerte dalla piattaforma Google. Cosa ce lo fa pensare? Il fatto che uno come Michael Dell si sia dichiarato interessato all’uso di Hangouts per il customer service della propria azienda, la Dell per l’appunto, attraverso lo stesso Google+:
“Sto riflettendo sugli hangout per il business. Vi piacerebbe avere la possibilità di collegarvi ai team di servizio e vendite Dell tramite video, direttamente da Dell.com?”
Questo è quanto postato dal CEO di Dell sul proprio account Google+: un’idea apprezzata da molte delle persone che hanno lasciato il proprio commento, e che quindi potrebbe in futuro diventare realtà. Un hangouts per le aziende del resto aiuterebbe quest’ultime a risolvere con un solo videoritrovo i problemi riscontrati dai propri clienti, spesso assomiglianti tra loro se non uguali.
Resterebbe però da vedere come fare a integrare la funzione di Google+ con Dell.com, da dove Michael Dell ha detto di voler lanciare i videoritrovi. A meno che Dell non voglia solo prendere l’idea, lanciando un proprio hangout in barba a Google, che dal canto suo possiamo immaginare comunque interessata a fornire questo tipo di servizio alle aziende.
Via | Gigaom.com

Silicon Alley Insider ha stilato una lista delle figure di spicco nel campo dell’Information Technology che hanno visto scendere di più, nel corso dello scorso anno, il loro patrimonio personale.
Non c’è dubbio sul concordare (usando Forbes e le sue stime come fonte essenziale) che sia Henry Ross Perot Sr a vincere la sfida, con i suoi 1,2 miliardi di dollari persi negli ultimi dodici mesi.
Nella sua lunga carriera di 79enne, Perot ha fondato due aziende di spicco nell’informatica (vendendole a due diversi colossi) e si è candidato altrettante volte alla Presidenza degli Stati Uniti (nel 1992 e di nuovo nel 1996). Sia nell’una che nell’altra attività Perot non sembra aver riscosso troppo successo, anche se resta l’85esimo uomo più ricco d’America, con una fortuna personale di 3,3 miliardi di dollari.
Soprattutto “svendere” a Dell la sua più recente creatura - Perot Systems - per “soli” 3,9 miliardi di dollari non ha giovato alle sue finanze di Paperone dei server e delle reti. Dopo aver venduto alla General Motors la sua prima creatura (Electronic Data Systems, nel 1984), Perot aveva fondato Perot Systems, portandola poi al successo rappresentato da 2,8 miliardi di dollari di fatturato nel 2008. Una vera montagna di debiti lo ha costretto a rinunciare alla sua seconda creatura, che serve più di 27.000 aziende nel mondo e ha sedi in 25 paesi diversi.
E’ naturale che tra un sistema operativo e quello successivo ci sia una fase di passaggio. Questa non è una novità per Microsoft. La novità, invece, è l’estrema longevità di Windows Xp.
Questa settimana Dell ha annunciato per, per effettuare un downgrade da Vista a Xp chiederà un supplemento di 150 dollari. La data che pone termine a questa possibilità offerta da Dell è stata rinviata più volte, probabilmente fino al 31 luglio 2009. E, nonostante Xp abbia perso 10 punti percentuali di quote di mercato nel 2009, a causa dei lenti progressi di Vista, rimane comunque al 66% delle quote totali, secondo i parametri offerti da Net Applications.
Secondo Rob Enderle, presidente della Enderle Gorup, la decisione di tassare il downgrade su Xp potrebbe essere controproducente per Microsoft. Obbligare gli utenti a passare a Vista, con questi mezzi, potrebbe spingerli a cambiare drasticamente azienda, e magari buttarsi su un Apple o Linux. D’altronde, la recessione economica non aiuta gli utenti, mal disposti a spendere di più.
Continua a leggere: Windows Xp, il sistema operativo che non vuole morire
Che Windows Vista non fosse il sistema operativo più amato dai consumatori lo si era capito. E non solo, visto che molti produttori di hardware hanno organizzato promozioni e iniziative per scoraggiarne l’uso. Eppure non sempre i produttori aiutano gli utenti, se consideriamo le ultime mosse attuate da Dell.
A giugno Dell iniziò una campagna promozionale che permetteva agli utenti il downgrade da Vista e Xp in cambio di una tassa di 50 dollari aggiuntivi sul costo del PC. Nel corso dei mesi questa tassa è aumentata fino a 100 dollari, fino ad arrivare a 150 dollari.
Si tratta di una ricerca di profitto decisamente aggressiva, e bisognerà valutare attentamente quante persone sono davvero interessate a pagare elevate somme di denaro per riavere indietro Xp al posto di Vista.
Via | Alleyinsider.com

Secondo uno studio sui 106 principali aeroporti negli Stati Uniti, ogni settimana si perdono 12.000 computer portatili negli aeroporti. Solo il 30% recupera i computer persi, e quasi la metà contengono dati dei clienti o informazioni commerciali.
La relazione offre una visione molto diversa rispetto a studi passati, secondo cui poche imprese dichiaravano i furti di portatili. Generalmente la maggior parte delle aziende non ammette la perdita di questi computer. Ma è sconcertante apprendere che solo negli Stati Uniti si perdono fino a 600.000 portatili all’anno.
Lo studio indica che la maggior parte di questi computer si perdono durante i controlli di sicurezza oppure al momento dell’imbarco, ovvero i momenti in cui è più facile lasciare le cose indietro. Più del 70% dei viaggiatori ammettono di abbandonare gli oggetti per la fretta e il 69% si fa distrarre dalle voci degli speaker.
Continua a leggere: Ogni mese si perdono 12.000 portatili negli aeroporti statunitensi
Da mercoledì, per avere una installazione di Windows Xp sui PC Dell, la società addebiterà fino a 50 dollari. Ovviamente si parla di downgrade da Vista Business o Ultimate.
Come sappiamo, il 30 giugno Microsoft terminerà la produzione di Xp, sebbene sarà ancora possibile ottenere una versione di questo sistema operativo proprio attraverso l’operazione di downgrade. Alla fine di aprile Dell è stata la prima grande catena di computer ad annunciare questa operazione, al fine di continuare la vendita di PC con Xp anche dopo il 30 giugno.
Quella richiesta da Dell è solo una piccola tassa per l’installazione del sistema operativo che non fa altro che aumentare il prezzo finale del PC. Considerando che il prezzo per Vista Business aggiunge 99 dollari al prezzo di un computer, scegliendo l’opzione downgrade, il prezzo finale sale di 149 dollari complessivi.
Via | Computerworld.com
Michael Dell e il suo bel faccione a lato potrebbero causare qualche grattacapo a Microsoft: secondo quanto riportato in giro, Dell e HP starebbero considerando seriamente l’ipotesi di installare Windows XP su alcuni PC anche dopo la famosa deadline del 30 giugno fissata in quel di Redmond.
Per fare ciò, i due colossi informatici ricorrerebbero ad uno stratagemma basato sul fatto che chiunque acquisti una licenza Ultimate o Business di Windows Vista ne può richiedere anche una dell’edizione Professional di Windows XP.
Fino ad oggi, gli acquirenti che si avvalevano di questa possibilità ottenevano un sistema con Vista preinstallato ed una copia su CD di XP: dopo il 30 giugno sarà invece possibile avere direttamente il vecchio sistema operativo sul proprio PC.
Mentre anche gli altri produttori si interrogano sul da farsi, non si sa come Microsoft potrà reagire se questi dovessero decidere di seguire la linea tracciata da Dell e HP: almeno per il momento i piani non sembrano cambiati di una virgola, ma mai dire mai.
Non si può di certo dire che i cervelloni di Google passino il loro tempo con le mani in mano, vista la proposta che il gigante dell’informatica ha avanzato nelle scorse ore: quella di utilizzare le frequenze TV per trasmettere dati in modalità senza fili anche a grandi distanze, idea già battezzata come “Wi-Fi 2.0″.
La pensata nascerebbe dal passaggio dei programmi televisivi dalle consuete onde VHF e UHF al Digitale Terrestre, che dovrebbe essere ultimato negli USA nel mese di febbraio 2009: anche di fronte agli interrogativi legati alle interferenze, Google si dice certa di poter risolvere il problema in un modo o nell’altro, forte dell’appoggio di altre 2 grandi compagnie come Dell e Microsoft.
I vantaggi portati dall’attuazione dell’idea sarebbero innanzitutto quello di garantire un livello di raggiungibilità dalla banda larga a grandissima parte del territorio, problema che ancora affligge diverse realtà tra le quali quella italiana, oltre ad un sensibile incremento della banda stessa disponibile per le comunicazioni, visto che si parla di Gbit/s invece dei Mbit/s ai quali ormai siamo abituati.
Nonostante si tratti per ora solo di un progetto in stato embrionale, Google ha dichiarato di essere già al lavoro sulla creazione di dispositivi in grado di trasmettere dati sulle onde TV, il che lascia pensare soprattutto ad una versione apposita di Android: possiamo star certi che in futuro sentiremo altre notizie in merito.
Via | Techcrunch.com | Repubblica.it

Dopo aver (finalmente) deciso di offrire ai propri clienti la possibilità di scegliere tra Ubuntu Linux e Windows al momento dell’acquisto di un PC Dell adesso chiede ai suoi utenti se preferiscono avere Firefox pre-installato e reso il browser di default sulle macchine che andranno ad acquistare.
La petizione (che ha quasi raggiunto i 100.000 voti) se l’idea fosse recepita dall’azienda, potrebbe dare un ulteriore spinta alla diffusione del browser di casa Mozilla: Dell infatti è uno dei più grossi (se non il più grosso) rivenditore di PC del mondo. Per votare è necessario registrarsi.