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In carcere per avere cancellato il database aziendale

pubblicato da Mirko in: Curiosità Informazione

Immagine di un carcereSteven Barnes, un manager IT di San Francisco piuttosto vendicativo, è stato condannato a un anno di prigione dopo essersi volontariamente introdotto nel sistema informatico dell’azienda che l’aveva licenziato. Barnes, non contento di come l’azienda Akimbo Systems (poi conosciuta col nome di Blue Falcon Networks) terminò il suo contratto di lavoro, decise di provare qualche vecchio account di login cui era a conoscenza: con suo stupore le vecchie password erano ancora valide e non vi era installato alcun firewall.

Realizzato di avere pieno accesso al sistema, Barnes tramutò il server di posta aziendale in un server per inviare messaggi spam e, dopo aver compromesso il sistema qua e là, cancellò database email della società. Nonostante si sia dichiarato colpevole e avere ammesso problemi legati ad alcool e droga in quel periodo, Steven Barnes trascorrerà un anno in carcere a partire dall’8 gennaio 2009 e dovrà risarcire l’azienda di 54.000 dollari.

Via | Arstechnica.com
Foto | Flickr

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Oracle detiene il 44% del mercato aziendale dei database

pubblicato da Rosario in: Varie Aziende

Oracle LogoChe Oracle fosse il gigante del mercato dei database si sapeva già, ma che fosse in grado di detenerne il 44% della fetta dedicata alle aziende probabilmente sorprenderà ancora qualcuno, o forse no vista la straordinaria crescita registrata dalla società durante gli ultimi tempi.

A poco sembrano valere anche i tentativi di Sun di vendere la versione enterprise di MySQL a un prezzo più che concorrenziale, ampliandone anche la licenza per un utilizzo più libero.

Via | News.cnet.com

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La mappa dei codici amico Wii su MapWii.com

pubblicato da nexusdue in: Social Software Giochi Mappe

MapWii, mappa di codici amico per Wii

Chi possiede un Nintendo Wii sa che spesso, per giocare con un amico online, è necessario conoscere un numero chiamato codice amico che identifica la propria console in maniera univoca. La rete è quindi piena di siti dove gli utenti si scambiano i propri codici per sessioni di gioco online.

Il team di MapWii.com ha ben pensato di sfruttare le API di Google Maps e creare un interessante mashup. Si presenta come il più grande database di codici Wii (più di 25.000). Collegandosi, basta inserire nazione e provincia per visualizzare la mappa dei più vicini incalliti giocatori in cerca di sfidanti e di una bassa latenza. E’ possibile iscriversi per segnalare il proprio codice ed i giochi posseduti.

Buon divertimento!

Via | Feedmyapp.com

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Google ora compie ricerche anche nelle pagine con forms

pubblicato da Davide in: Motori di ricerca Google

dlblog-thumbFino ad ora siamo stati abituati ad utilizzare i motori di ricerca per cercare le informazioni presenti nelle pagine web tradizionali, ma non in quelle che richiedono la compilazione di campi o di maschere per ottenere dei risultati. Ora Google annuncia che ha sviluppato un miglioramento al suo motore di indicizzazione delle pagine Googlebot che, quando si trova in presenza di forms o bottoni o menu nelle pagine, prova a selezionarli e ad indicizzare la pagina risultante.

Ovviamente hanno anche dichiarato che tutto ciò è compiuto con il massimo rispetto del file robots.txt (che indica ai motori di ricerca cosa va indicizzato e cosa no) e che non procede in caso di richiesta di dati utente come Userid o Password. Questa prima fase sperimentale è iniziata solo con un selezionato numero di siti definiti “utili”, e analizza le nuove pagine ottenute per determinare se sono interessanti e quindi da aggiungere al database di ricerca. La procedura cerca anche di limitare il numero di ricerche per evitare il sovraccarico dei webserver.

Questa mossa va nella direzione della scoperta del “web sommerso“, cioè quella parte di internet che non è direttamente visibile ad un primo accesso ma è contenuta all’interno del database dei provider di contenuti e quindi non compare normalmente nelle ricerche, e pertanto richiede un intervento dell’utente per essere acceduta. Google non è la prima in questo campo, perché altri motori di ricerca come CompletePlanet o Surfwax facevano questo già prima, ma certamente si tratta di un notevole miglioramento per la grande popolarità e diffusione di Google, che quindi porterà a molti più utenti i risultati ottenibili solo con strumenti dedicati.

Via | Google webmaster central blog

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Google lancia App Engine, la soluzione integrata per le applicazioni web

pubblicato da Cristian in: Programmazione Applicazioni web Web 2.0 Google

Google App EngineDurante il Google Campfire One, un meeting organizzato da Google e dedicato agli sviluppatori, Google ha presentato Google App Engine, una soluzione integrata e scalabile che mira a contrastare Amazon Web Services (S3, EC2 e SimpleDB), per ospitare e far funzionare applicazioni web.

Parliamo di soluzione integrata in quanto diversamente dalla soluzione proposta da Amazon che permette di utilizzare anche solo uno dei propri servizi, ad esempio S3 per ospitare online i file, le componenti di Google App Engine sono interdipendenti, cioè possono funzionare solo tra loro (almeno al momento): Big Table, il sistema per la gestione di database già utilizzato da tempo per molte applicazioni e servizi di Google può funzionare solo con le applicazioni che girano sui server di Google e con dati ospitati sul Google File System.

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Sei gradi di separazione... via Live Messenger

pubblicato da nexusdue in: Curiosità Comunicazione Microsoft

mappa MSN Messenger

Uno studio di Microsoft Research ha analizzato una grossa mole di dati relativi al sistema di instant-messaging di Microsoft Live Messenger, rispettando la privacy e senza quindi leggere le conversazioni. Da un database di 4.5 Terabyte di dati estrapolati da 30 miliardi di conversazioni effettuate nel giugno 2006 tra 240 milioni di persone, è stato costruito un grafico formato da 180 milioni di nodi.

Un ampio rapporto sui dati analizzati, disponibile in PDF per il download dal sito di Microsof Research è stato prodotto, constatando che gli utenti preferiscono parlare con gente della stessa fascia di età, lingua e località e soprattutto che le discussioni tra persone di sesso diverso sono più frequenti e più lunghe rispetto a quelle tra individi dello stesso sesso. Guardando la mappa generata dalle località di provenienza delle conversazioni, facilmente di osserva la diffusione del popolare sistema di instant-messaging a livello planetario, fatta eccezione per gran parte del terzo mondo e zone abitate al massimo da pinguini.

Il dato più importante che deriva dallo studio è che è confermata la teoria sociologica dei sei gradi di separazione, ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Infatti, il percorso medio calcolato per connettere un utente con un qualsiasi altro passa attraverso 6.6 connessioni. Insomma, tra noi e Bill Gates ci sono circa 5 persone. Ammesso che lui utilizzi Live Messenger. Ed anche noi.

Via | Mashable.com

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O'Reilly commenta l'acquisizione di MySQL da parte di SUN

pubblicato da Davide in: Linux Open Source Sun

mysql-logoLa notizia dell’acquisizione di MySQL da parte di Sun è ancora recente, ed i commenti iniziali del mondo open source sono stati spesso critici per l’ennesimo caso di azienda che è stata acquisita a suon di dollari dal potente di turno. A distanza di qualche giorno però, è apparso prima un articolo di Forbes e poi un commento del celebre O’Reilly che danno una nuovo punto di vista all’acquisizione e che meritano di sicuro una lettura.

Secondo Forbes, che titola il suo articolo con una frase che potremmo anche tradurre in “prendi i soldi e scappa”, il movimento open source è utilizzato dai colossi come leva per incutere paura ai propri concorrenti, come ad esempio sta facendo IBM che finanzia il mondo Linux per intimorire Microsoft, che a sua volta ha stretto un accordo con Novell, il n°2 della scena per intimorire RedHat, il n°1 del mercato Linux. Questa analisi punta a rafforzare l’ipotesi secondo la quale l’open source ha poco a che fare con il mondo utopistico della libera condivisione delle idee e ha invece moltissime dipendenze dal mondo reale della finanza e del mercato. Non è infatti un segreto che molte start-up puntino a farsi acquisire dai grandi del mercato per monetizzare velocemente l’idea.

O’Reilly conferma che un modello di business dell’open source può essere la fornitura del software come commodity, ma allarga il panorama quando spiega il suo punto di vista. Così come la rivoluzione del PC ha spostato il discorso dall’hardware al software, dalla IBM alla Microsoft, l’open source ha spostato di un livello il contesto di discussione, passando dal software ai servizi web 2.0, quindi da Microsoft a Google per esempio. Lui chiama questo concetto “”the open source paradigm shift”, che ha dettagliato meglio in un suo articolo più datato.

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Uptodown: database di software per Linux, Mac, Windows e PocketPC

pubblicato da eddypedro in: Windows Macintosh Linux Download Mobile

UpToDown, database di software Uptodown è un progetto spagnolo molto interessante che raccoglie una moltitudine di software da poter scaricare liberamente. La novità introdotta di recente è l’introduzione di una sezione dedicata a Ubuntu Linux, cosa che arricchisce ulteriormente il suo immenso database composto da sezioni dedicate a Windows, Mac e PocketPC. La ricerca dei software di nostro interesse all’interno di Uptodown avviene attraverso un motore di ricerca interno oppure attraverso categorie.

Ogni software presente ha una sua breve descrizione, il tipo di licenza da cui è coperto, la lingua, la sua pesantezza e il numero di volte che è stato scaricato. Per ogni software c’è la possibilità, una volta provato di dare una valutazione del prodotto. In home page sono inoltre visibili i software più scaricati, le ultime novità e software selezionati in evidenza. Infine, è presente anche una community molto attiva con un proprio forum e un proprio blog. Anche se Uptodown è un portale in lingua spagnola (con una versione in inglese non cosi completa come l’originale), è di facile comprensione e, comunque da tenere in considerazione per una facile e veloce ricerca di software di ogni genere.

Via | Loogic

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Blist, un database per tutto e tutti

pubblicato da Vincenzo Baiocco in: Utilities Applicazioni web Web 2.0

blist, un database semplice e funzionaleCollezionare dati è gran parte della vita informatica di chiunque, c’è chi si affida a piccoli database, a enormi fogli di calcolo, chi ancora usa la carta; ma la complessità e l’eterogeneità dei dati (numeri in varie forme, testi, ipertesti, interi file) rende difficile la vita a chi vuole catalogarli. Impossibile registrare in un unico file (ma anche su un unico pezzo di carta), tutte le informazioni relative ad una persona, un giorno o una peculiarità, tantomeno poter poi fare delle ricerche o delle analisi su quei dati. Blist potrebbe essere la soluzione.

Per soddisfare la necessità di catalogare, mixare e ricercare dati, una promettente startup di base a Seattle ha creato una web application che viene definita “il database più semplice al mondo”. Blist permette infatti di creare archivi pubblici o privati per qualsiasi cosa: feste, liste di nozze, finanza personale, contatti e molto altro; è in realtà un vero e proprio database relazionale che può essere creato, gestito e aggiornato con una facilità disarmante.

La procedura di registrazione è, al pari della applicazione, semplice ed immediata, basta un indirizzo email valido, nome e nick. Una volta attivato l’account si può creare la prima blist, partendo da una pagina vuota in cui inserire innanzitutto i campi: testo, numeri (normali, telefonici, date o soldi) foto, checkbox, indirizzi web ed email, classificazione (flag e punteggi) ed addirittura files; si possono quindi ottenere infiniti modelli per coprire ogni tipo di esigenza. Andando avanti si scopre un servizio di tagging interno, varie visualizzazioni (elenco, record per record o calendario), possibilità di analizzare i dati o filtrarli. Una volta creato il modello adatto alle proprie necessità (o i modelli, visto che si possono registrare più blist), lo si può salvare, stampare o condividere con altri utenti, che avranno la possibilità di vederlo, modificarlo, valutarlo, a seconda delle preferenze impostate.

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SqlDbx 3.15, database nelle tue mani

pubblicato da nexusdue in: Windows Programmazione Download Freeware

SqlDbx è un database IDE scaricabile gratuitamente. Supporta diversi DBMS tra i quali i famosi Sybase, Microsoft SQL Server ed Oracle.

Tra le sue diverse caratteristiche un potente editor di script con tanto di IntelliSense e autocompletamento, interfaccia intuitiva, import/export di CSV, XML, Excel, editing e ricerca diretta nella Result Grid.

Disponibile per Windows in versione freeware completa e senza limitazioni per uso non commerciale. Nessuna installazione necessaria lo rende perfetto per la pendrive di ogni DataBase administrator. Pecca non trascurabile la mancanza del supporto per MySql, pianificato comunque per il futuro come si legge dalle F.A.Q.

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Terabyte di spazio database gratis da Google per gli scienziati

pubblicato da D@di in: Google

Google scienzaGoogle si appresta a lanciare a breve un nuovo progetto chiamato Palinsest, che permetterà a tutti gli scienziati di dare una casa a terabyte di dati scientifici.

Lo storage, in particolare, darà la possibilità a tutti i ricercatori che vogliono pubblicare le loro scoperte o condividere i dati grezzi provenienti dai propri macchinari (telescopi, microscopi e altre attrezzature di precisione) di pubblicarli sul Web senza stare troppo a preoccuparsi dei problemi di spazio e mettendoli a dispozione di tutti.

Molti ricercatori hanno già commentato la notizia (che circola negli ambienti accademici già dall’agosto scorso) con grande soddisfazione, parlando di “vera svolta” nel modo di condividere e comunicare la scienza.

Via | Slashdot.org

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Sun compra MySQL AB e il suo sistema di gestione di database

pubblicato da Cristian in: Open Source Sun

Sun acquisisce MySQL ABMySQL è uno dei sistemi per database open source più utilizzati al mondo (fonte MySQL parla di undici milioni di installazioni) per la realizzazione di siti internet dinamici: dietro quel codice rilasciato sotto i termini della licenza GNU c’è una società che detiene i diritti di quel codice, la MySQL AB.

Sun ha annunciato di aver acquisito la MySQL AB per un miliardo di dollari: in un post sul suo blog, intitolato “helping dolphins fly” (il simbolo di MySQL è appunto un delfino), Jonathan Schwartz, afferma che Sun, mettendo quel miliardo di dollari nella M di LAMP (Linux, Apache, MySQL, PHP/Perl/Python), aiuta tutte quelle società che stanno investendo nella rete e che recentemente sono passate ad utilizzare questo DBMS.

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Network Blogo