Insieme all’annuncio di un calo dei ricavi dovuto alla difficoltà di valutare la pubblicità sul proprio social network, problema che aveva creato grattacapi anche a Google verso la fine dell’anno scorso, MySpace ha annunciato Data Availability: entro qualche settimana renderà disponibili (agli sviluppatori di alcuni portali partner) le funzionalità per integrare con un click il proprio profilo MySpace con quello di Yahoo!, Photobucket, eBay e Twitter. L’interazione con le API non sarà limitata ai siti partner. E’ stato annunciata anche l’adesione al progetto Data Portability.
L’iniziativa punta a mantenere forte la propria base di utenti attivi, aumentando il valore di quanto fanno su MySpace come centro di distribuzione sugli altri network personali: ad esempio il messenger di Yahoo potrà mostrare i dati del profilo MySpace in maniera dinamica, mentre Twitter potrebbe beneficiare di tutte le informazioni personali di un profilo MySpace che mancano al suo scarno sistema di messaggistica. Il comunicato accenna alla possibilità di rendere portabili anche le liste di amici come reti, ma non ci sono dettagli più specifici.
Vedremo come sarà l’adesione dei cento milioni di persone che sono su MySpace: potrebbero decretare la fine della rincorsa per Facebook, cui mancano ancora 30 milioni di persone per avvicinare il mostro sacro dei social network.
Ascoltando Amit Kumar, product manager del sistema di ricerda di Yahoo!, mi viene da dire che le sue parole non facciano una piega: si è parlato molto negli ultimi due anni di web semantico, se è compresa l’importanza, ma sembra che tutti siano ancora alla finestra per adottare questi standard, in attesa della killer application che obblighi tutti a questo salto quantico; secondo Yahoo! questa killer application può essere la ricerca web.
Supportando gli standard semantici Yahoo! nel proprio motore di ricerca, i siti che li adotteranno forniranno agli utenti una nuova esperienza di ricerca e ne guadagneranno in traffico: inizialmente verranno supportati un insieme di microformati che includerà hCard, hCalendar, hReview, hAtom, e XFN. Inoltre annuncia una collaborazione con la comunità che si occupa degli standard semantici per migliorare i vocabolari dei dati strutturati: inizialmente verranno supportati i set del Dublin Core, le Creative Commons, FOAF, GeoRSS, MediaRSS.
La dirigenza di Yahoo! in questo momento difficile, prova a seguire le voci dei propri sviluppatori e degli utenti più smaliziati: qualche settimana fa il padre della rete, Tim Berners Lee, in una intervista realizzata da Paul Miller per ZDNet, aveva sottolineato come sia giunto il momento del web semantico, e come questo aspetto e quello della portabilità dei dati siano estremamente correlati.
[via | ReadWriteWeb]
Se non fosse per tutta la storia che c’è dietro non sarebbe una grande notizia sapere che Facebook ha disabilitato l’account di un utente.
Quell’utente è Robert Scoble, ex dipendente Microsoft, primo vero esempio di blogger interno ad una azienda, ed ora blogger e videoblogger a tempo pieno: Facebook gli ha comunicato di aver disabilitato il suo account in quanto ha riscontrato un ritmo troppo elevato di operazioni sul proprio profilo, talmente elevato da poter esssere realizzato solo da uno script automatico, operazione vietata dai termini di utilizzo di Facebook.
Dopo alcune ore, in cui la notizia ha fatto il giro della blogosfera mondiale e ha riportato al centro della discussione il tema della portabilità dei dati che si inseriscono nei social network, Scoble ha rivelato che ha utilizzato una nuova funzionalità sperimentale di Plaxo Pulse, altro social network, per recuperare da Facebook nomi, indirizzi email e date di nascita dei propri contatti, e niente altro.