Facebook, che ha recentemente superato i 175 milioni di utenti attivi, continua a crescere. Si può ormai parlare di una vera e propria “sfera” Facebook, una specie di settore dominante nell’ambiente dei social network.
Da quanto la società ha intrapreso l’espansione internazionale Facebook ha beneficiato delle traduzioni nelle varie lingue, riuscendo ad entrare nei principali mercati mondiali. Recentemente Facebook ha aggiunto anche l’ebraico e l’arabo tra le lingue disponibili, cosa che consentirà un aumento delle iscrizioni nei paesi arabi. Ma non finisce qui, perchè ci sono diverse interessanti curiosità riguardanti il popolare social network:
- il 40% degli utenti di Facebook non usa la versione in lingua inglese
- più del 70% degli utenti totali vivono al di fuori degli Stati Uniti
- in 26 paesi oltre il 10% della popolazione totale è iscritto a Facebook
- Facebook è disponibile in 43 lingue, ma è in procinto di essere tradotto in altre 60
- da quando è stata rilasciata la versione italiana, il numero degli utenti italiani è passato da 350.000 a 8 milioni
- 25.000 volontari hanno aiutato Facebook a tradurre la versione turca, e ora ci sono 9 milioni di utenti turchi iscritti
- Facebook sta lavorando alle versioni in lingua tamil, hind e punjabi.
Via | Gigaom.com
Nel mezzo di una crisi economica mondiale non tutti si possono lamentare: il popolare sito di e-commerce Amazon.com ha infatti registrato un nuovo record di vendite in vista del Natale appena trascorso.
Nel giorno di punta, il 15 dicembre, sono stati piazzati più di 6,3 milioni di ordini, cioè sono stati comprati oggetti al ritmo di 73 al secondo; ben più dei 5,4 milioni (62 al secondo) dell’anno passato, dei 4 milioni (46 al secondo) del 2006, quasi il doppio rispetto al biennio precedente. Tra i prodotti più acquistati compaiono la consolle Nintendo Wii, il dvd di Wall-E, per i software Microsoft Office 2007 e Norton Antivirus 2009, nonchè per la gastronomia un cestino di prodotti tipici italiani.
Alla faccia della tanto conclamata crisi che imperversa forse più sui media che non nella realtà, Amazon ha pubblicato una serie di curiosità relative ai suoi numeri: sono state vendute talmente tante copie del libro Breaking Dawn da poter raggiungere, mettendole in file, la cima dell’Everest otto volte; dal 15/11 al 10/12 la suite Microsoft Office è stata acquistata da un cliente ogni due minuti e mezzo; con i palloni da basket comprati si potrebbero riempire 3 aerei cargo C-130.
Via | TechCrunch.com
Continua a leggere: Amazon sconfigge la crisi: record di vendite natalize on line
Ultimamente si parla molto di Firefox 3, ma la settimana scorsa molti di voi erano rimasti entusiasti dall’uscita della nuova versione di Opera, la 9.5.
Tra le novità più apprezzate c’è certamente lo “speed dial” e cioè la possibilità, tramite un’interfaccia grafica molto intuitiva e simile a quella della tastiera di un telefono, di visitare al volo i siti di nostro maggiore interesse. Purtroppo Opera offre la possibilità di memorizzare solo nove tra i siti più visitati. Ma se noi ne vogliamo di più?
Risolvere il problema è in realtà semplicissimo, e richiede una semplice modifica di alcune righe nel file di configurazione. Prima di iniziare, accertiamoci però di avere almeno un sito già impostato nello “speed dial”. Andiamo nella barra degli indirizzi e scriviamo about:opera, quindi premiamo Invio. In quel modo noteremo qual è l’indirizzo che porta al file di configurazione del browser. Quindi chiudiamo del tutto Opera (importante!)
Continua a leggere: Aggiungere nuovi siti allo speed dial di Opera 9.5

Quanto di frequente controllate se ci sono nuovi messaggi di posta elettronica? Sembra incredibile, ma una ricerca condotta negli Stati Uniti ha rivelato che vengono sprecati oltre 65o milioni di dollari (pari a circa 423 milioni di euro) di produttività, a causa della distrazione che il controllo dell’e-mail provoca.
Un normale impiegato che lavora al computer apre il client di posta elettronica circa cinquanta volte al giorno, e utilizza instant messengers per circa 77 volte. Se però si guardano queste distrazioni da un punto di vista prettamente economico, si scopre che la disattenzione costa. I 650 milioni di dollari persi di produttività ogni anno nei soli Stati Uniti provengono prettamente dall’”attenzione frammentata” a causa di interruzioni inutili e comunicazione digitale non urgente da evadere. Tra l’altro, molte perdite vengono proprio dal tempo che gli impiegati ci mettono nel tornare dalla distrazione della posta all’attenzione verso il proprio lavoro.
Vediamo com’è la situazione tra i lettori di Downloadblog.it. Com’è il vostro rapporto con la posta elettronica? Se volete, partecipate al nostro sondaggio. Tra una settimana, come sempre, i risultati.
Via | AlleyInsider.com
Chi di noi non ha cinque milioni di dollari da spendere per prenotare un posto per un viaggio nello spazio? È quello che ha fatto Sergey Brin, co-fondatore di Google, che ha staccato un’assegno dell’equivalente di 3,2 milioni di euro alla Space Adventures, agenzia di viaggi specializzata in viaggi nello spazio. Ovviamente non si tratta del prezzo pieno, questo è solo un acconto. Secondo indiscrezioni, il prezzo totale per viaggio e permanenza di alcuni giorni presso la Stazione Spaziale Internazionale costerà intorno ai 35 milioni di dollari (22,6 milioni di euro).
Tra l’altro, in una conferenza stampa il Ceo di Space Adventures, Eric Anderson, ha annunciato la creazione di un circolo molto esclusivo: l’Orbital Mission Explorers Circle. Chissà se qualche altro “riccone” della Silicon Valley seguirà l’idea di Brin.
Il pagamento dei cinque milioni di dollari dà ai facoltosi viaggiatori la possibilità di prenotarsi il posto; ora Brin deve però trovare altri cinque miliardari con cui condividere il viaggio nella navicella Soyuz che permetterà di partire nella seconda metà del 2011.
Continua a leggere: Sergey Brin (co-fondatore di Google) se ne va nello spazio

Volete rendervi conto della popolarità del vostro sito Web? Provate ad utilizzare Urlmetrix. Si tratta di una veloce applicazione Web in grado di calcolare in pochissimo tempo, datagli in pasto una Url, una serie interessantissima di dati.
Tra questi, oltre al PageRank di Google, l’Alexa Rank, il Compete Rank, il Quantcast Rank, il Technorati Rank, i backlink, i link provenienti da Wikipedia, quelli dei motori di ricerca e così via.
Il sistema offre un sacco di informazioni interessanti, che ci possono essere utili per monitorare l’andamento dei siti di nostra proprietà, o di quelli più famosi.
Via | Incubaweb.com
Continua a leggere: Urlmetrix, e calcoli online la tua popolarità

Pensavate che il latino fosse una lingua morta e appartenente solo ai tempi del liceo? C’è un sito internet che, invece, ha appena aperto un’intera sezione in latino: il sito del Vaticano.
Da un paio di giorni, infatti, accanto a tedesco, inglese, spagnolo, italiano, francese e portoghese appare anche un link per visitare una versione del sito Vatican.va proprio nella lingua ufficiale della Chiesa.
All’interno della sezione latina è presente solo una parte dei documenti presenti nelle altre sezioni localizzate: in particolare, ci sono documenti della Chiesa (tra tutti, la Bibbia o i resoconti del Concilio Vaticano II), testi di catechismo, il Codice di diritto canonico e molte informazioni pratiche sulla Curia. La sezione, inoltre, include anche molti scritti di papi dal decimo secolo ad oggi.
Continua a leggere: Sancta Sedes: il latino risorge... almeno sul sito del Vaticano
Avete qualche soldino da parte? Allora dal 22 al 29 maggio c’è un importante investimento che potrebbe tornarvi utile. Si tratta dell’acquisto, all’asta, del dominio internet America.com.
Un dominio talmente importante e gettonato che secondo la società Internet Media Consultants SA di Nyon, in Svizzera, potrebbe stabilire un nuovo record assoluto negli acquisti di nomi di dominio: pensate che si stima che l’asta potrà oscillare tra i 3,5 e i 7,3 milioni di dollari (tra i 2,3 e i 4,7 milioni di euro!).
Ultimamente sembra che il mercato dei domini stia vivendo una “seconda primavera” dopo quella del 2000 (in cui, ricordiamo, ci fu l’acquisto di Business.com per 7,5 milioni di dollari); gli ultimi “acquisti pazzi” nel 2006, con Sex.com per 12 milioni di dollari e Games.com per 11 milioni di dollari.
Via | ElMundo.es
Continua a leggere: America.com, a fine maggio un'asta da record

Capisco che si tratta di una vera e propria provocazione, ma il servizio, seppur inutile, è davvero troppo curioso per non recensirlo. Così come i servizi accorcia-Url (come TinyUrl o l’italiano Cutslink) accorciano indirizzi Web troppo lunghi, c’è un sito che le Url le allunga.
Si chiama Wideurl.com, che “rende le Url corte più ‘umane’”. Come? Così: http://wideurl.com/wubbleyou-dee-oh-doubleyou-en-ell-oh-aye-dee-bee-ell-oh-gee-dot-eye-tee. Indovinate dove porta? Al nostro sito, ovviamente. Leggete con attenzione la Url: si tratta dello spelling in inglese (beh, più o meno) proprio del link www.downloadblog.it!
Nella sua assurdità, il servizio dà all’utente anche la possibilità di inviare il link a TinyUrl, nel caso l’indirizzo generato sia troppo lungo: incredibile!
Via | Downloadsquad.com
Continua a leggere: Le Tinyurl vi stanno strette? Provate le grosse Wideurl
Yahoo! Mail, uno dei servizi di posta elettronica Web-based più gettonati, ha iniziato da qualche tempo a offrire ai propri utenti uno spazio Web illimitato per salvare le proprie e-mail. Servizio introdotto proprio per cercare di contrastare l’incontrastato (per il momento) potere di Gmail, almeno per quanto riguarda lo spazio a disposizione.
Ma quanto è illimitata davvero Yahoo! Mail? I colleghi del Wall Street Journal hanno scoperto un bug nel sistema che rende inutilizzabile un account se questo ha più di 55mila messaggi in una cartella.
Se si supera la soglia, infatti, una volta fatto il login diventa impossibile accedere alla propria casella e si ottiene questo errore: “LaunchCascadeError-ymws: Server.MailboxOpenFailed”.
Yahoo!, insomma, secondo molti analisti avrebbe solamente pubblicizzato il fatto che il servizio offra spazio illimitato, ma non ne sarebbe veramente preparata. Di certo non sarà un problema che affliggerà la maggior parte degli utenti… ma la prossima volta che qualcuno vi dice “spazio illimitato”… ricordatevi di questa notizia!
Via | Downloadsquad.com
Continua a leggere: Siamo sicuri che Yahoo! Mail offre davvero spazio illimitato?

Magari non è frequente, ma può capitare di ricevere una Url breve (come quelle fatte da TinyUrl o dall’italiano Cutslink, per intenderci) mentre siamo in ufficio ed aprirla e trovarci di fronte a siti scherzosi o, perché no, “sexy” proprio mentre passa il capo.
Può capitare proprio perché questo tipo di link brevi non ci fa capire che tipo di sito andremo a vedere, a meno che chi ce li manda non ci avvisi prima.
Da qualche tempo, forse lo ricorderete, TinyUrl dà la possibilità di avere una piccola “preview” testuale del sito all’interno del quale ci porterà la Url breve. Adesso arriva anche un servizio, chiamato Nsfw.in (Not Safe for Work), che ci permette di capire subito che il sito potrebe essere inadatto a chi ci circonda.
Continua a leggere: Not Safe for Work: la "TinyUrl" che salva tante situazioni
Le feste si sono appena concluse che arriva una notizia particolarmente strana e che potrebbe creare a tutti i genitori numerosi problemi già dal prossimo anno. Scrivere una letterina a Babbo Natale, infatti, potrebbe significare violare un brevetto Microsoft.
La società di Redmond, infatti, ha brevettato un sistema per la creazione di “whish-list”, liste dei desideri o dei regali, per lo shopping online. “Il sistema - si legge sul sito dell’ufficio brevetti - dà la possibilità all’utente di creare una lista di oggetti che l’utente desidera che altri comprino per lui”. La novità, si fa per dire, è che non si tratta (come ad esempio per le whish-list di Amazon) di liste fatte solo su un determinato sito, ma di liste che comprendono tutti i siti, tutte le marche e così via.
Non sappiamo ancora se Microsoft voglia buttarsi nel commercio elettronico o, ancora, se vuole creare un sito per aiutare le persone a fare liste personalizzate oppure, per esempio, se voglia inserire questa possibilità (ipotizziamo) nel portale Msn o in una prossima relase di Windows.
Quello che ci chiediamo - in ogni caso - è: serviva davvero depositare un brevetto apposito?
Via | Techdirt.com
Continua a leggere: La letterina a Babbo Natale? È un brevetto registrato da Microsoft