Ricordate Cuil, il motore di ricerca degli ex dipendenti Google che avrebbe dovuto sconfiggere proprio il dominio della società di Mountain View? Se la risposta è no, non preoccupatevi, visto che nonostante i 33 milioni di dollari spesi per il progetto, Cuil non ha lasciato più traccia.
Adesso gli stessi creatori di Cuil hanno annunciato Cpedia, una enciclopedia auto-generata che “trova tutto sul web che riguardi un argomento, rimuove tutte le duplicazioni e inserisce l’informazione in un’unica pagina”. Interessante direi, ma facciamo una rapida prova per capirne di più.
Cercando Google su Cuil si ottiene proprio ciò che ci si aspetta, cioè la pagina di enciclopedia Cpedia generata dal motore, che ci mostra sotto forma di wiki i vari argomenti legati a Google come Google Checkout, Google Apps, Google Calendar e così via, offrendo per ognuno di questi un link a un’altra pagina wiki dove si parla dell’argomento. Nel caso in cui invece Cpedia non abbia ancora generato una pagina dell’enciclopedia, vengono mostrati semplicemente i risultati della normale ricerca di Cuil.
Via | Thenextweb.com
Il mercato dei motori di ricerca non è mai stato attivo come in questo periodo: Google, Yahoo, Ask ed ora anche Bing. Molti si sono chiesti quale fosse il significato di questo nome scelto da Microsoft per rimpiazzare il vecchio Live Search. Allora noi giriamo la domanda: cos’è che rende un nome un buon nome per un motore di ricerca?
Con la sua nuova creatura, Microsoft spera di recuperare punti percentuali in un settore dove Google la fa da padrona con oltre il 64% di quote di mercato.
E recentemente si è aggiunto anche Wolfram Alpha che, pur non potendosi considerare un vero e proprio motore di ricerca, occupa comunque una fetta della grande torta. Da non dimenticare Cuil che, però, non ha avuto il successo sperato.
Continua a leggere: Il successo di un motore di ricerca sta nel nome?

Attorno a Wolfram Alpha si è creato un interesse davvero grande, tanto che in molti hanno pensato che il nuovo motore di ricerca creato dalla Wolfram Research fosse il definitivo “Google Killer”. Un approccio innovativo, una fondazione importante alle spalle e una copiosa campagna pubblicitaria, sono tutti elementi che hanno creato questa immagine vincente di Wolfram Alpha.
La domanda che molti si stanno ponendo è: riuscirà Wolfram Alpha a mantenere le sue promesse oppure cadrà contro la potenza di Google, come già successo a Cuil o Powerset (prima di essere acquistato da Microsoft)?
La prima cosa da sapere è che Wolfram Alpha, creato dal noto fisico e matematico Stephen Wolfram, non è un motore di ricerca tradizionale, perchè il suo scopo non è indicizzare il Web e reindirizzare velocemente alle pagine, ma effettuare dei calcoli in base ad una banca dati.
Continua a leggere: Wolfram Alpha: sarà un fallimento o un successo?

Vi ricordate di Cuil? Lanciato a fine luglio, Cuil è un motore di ricerca creato da ex-dipendenti di Google, nato con lo scopo di rivaleggiare proprio con Google grazie al suo enorme numero di pagine indicizzate.
Peccato, però, che Cuil non sia riuscito a mantenere le sue promesse. Detto in parole povere, il tentativo di Cuil si è dimostrato un vero e proprio fallimento. Cuil non è riuscito a fornire risultati di una certa qualità, tanto da convincere gli utenti ad usarlo sempre di più.
E anche a livello di numero di visite, notiamo che Cuil ormai genera pochissimo traffico. Basta dare un’occhiata ai dati raccolti da Google Trends o Alexa per rendersi conto del calo di visite da agosto fino ad oggi.
Via | Techcrunch.com

Il lancio del nuovo motore di ricerca Cuil ha avuto un eccezionale risalto mediatico, probabilmente non atteso nemmeno dai suoi creatori: blog e siti vari (incluso Downloadblog) lo hanno presentato come possibile antagonista di Google in base alle caratteristiche presentate, sicuramente di tutto rispetto.
Ma dopo qualche giorno di utilizzo siamo ancora convinti che Cuil possa contrastare Google? La prova per rispondere alla domanda è unica: effettuare qualche ricerca e vedere che risultati vengono fuori, risultati in alcuni casi imbarazzanti come nel caso di Cobol, storico linguaggio di programmazione la cui ricerca in Cuil restituisce la “bellezza” di 0 (dico zero) risultati.
Nei giorni scorsi stessa sorte era toccata a HTML e C#, anche se adesso il motore di ricerca sembra averne digerito le keyword restituendo dei risultati. Altre prove e considerazioni le potete trovare in questo articolo dall’emblematico titolo “The New Cuil Search Engine Sucks”.

Gli ex-dipendenti Google Tom Costello e Anna Patterson hanno lanciato oggi Cuil, motore di ricerca destinato secondo le loro intenzioni a contrastare il dominio del loro vecchio datore di lavoro.
La pagina principale si mostra come ormai siamo abituati, dotata di un solo campo dove inserire la chiave di ricerca, un bottone per inviare la query e poco più, mentre la scelta del colore nero sembra voler rimarcare il contrasto al bianco di Google: non so se si tratta di una mia impressione o è cosa voluta.
A ogni modo, come potete vedere dopo la pausa ciò che differenzia realmente i due motori di ricerca è la pagina dei risultati: quella di Cuil non si presenta con il classico elenco verticale ma con una specie di griglia, dove i link sono corredati da una descrizione un po’ più lunga a quella a cui siamo abituati a vedere solitamente.
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