Un articolo di oggi di Aldo Fontanarosa e Alessandro Longo su Repubblica parla delle prime mosse del Garante per le Comunicazioni contro la pirateria su Internet. Articolo che stranamente non ha suscitato una grande eco nel mondo della blogosfera. Al momento in cui scrivo ho trovato un accenno dello stesso Longo sul blog di Wired ed un piccolo lancio di stampa su BorsaItaliana. Altro fatto curioso, sono riuscito a recuperare il testo su internet solo dalla rassegna stampa del Governo e su Blitz Quotidiano, pare non ci sia traccia su Repubblica.it (sarei felicissimo di essere smentito).
Andiamo a vedere come al solito il nocciolo della questione. Secondo l’articolo, infatti, il Garante per le Comunicazioni:
vuole che queste società (gli ISP n.d.r.) mettano a disposizione i dati sui «flussi di traffico». Flussi copiosi di bit - sostiene il Garante - possono nascondere l`invio abusivo di programmi. Al momento di attivare l`abbonamento Internet, il cliente verrebbe informato su questo tipo di controlli «a tutela della sua privacy».
Al momento non è dato a sapere chi e come controllerà questi flussi. E’ questo che noi utenti vogliamo conoscere per decidere come tutelare la nostra privacy, piuttosto che una vaga “informativa sui controlli” che il più delle volte si riduce ad una serie di norme giuridiche incomprensibili poste alla fine di un contratto.
Continua a leggere: Il Garante delle Comunicazioni contro la pirateria: i primi dubbi
Il temporaneo stop allo sviluppo della banda larga in Italia, annunciato di recente dal sottosegretario Gianni Letta, ha suscitato in questi giorni un mare di polemiche. In tanti hanno detto la loro sull’argomento e l’ultima reazione in ordine di tempo è quella del presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, che dai microfoni di SkyTg 24 ha rivolto un appello al governo:
“Quella della banda larga è un’infrastruttura portante per il sistema paese. L’investimento in banda larga ad alta velocità trasmissiva avrebbe un ritorno sul reddito formidabile, non investire sulla banda larga non sarebbe un risparmio. […] Bisogna fare una rete in fibra ottica che garantisca una velocità di 50 megabit. Il sistema delle telecomunicazioni è stato l’unico nel mondo ad avere redditi soddisfacenti anche in piena crisi.”
Secondo Calabrò, c’è l’assoluta necessità che la banda larga da noi venga potenziata al massimo entro il 2015, in caso contrario ne soffrirebbe tutta la ripresa economica del nostro Paese. Insomma, potrebbe essere l’ultima occasione per non “perdere il treno”: che ne dite, alla fine riusciremo a salirci?
Via | Adnkronos