
La storia è talmente banale da poter passare inosservata, se non fosse per il finale, che ci permette di fare un confronto tra la giustizia Usa e la giustizia italiana ai tempi di internet. I fatti: un ragazzino americano ha la “bella” idea di aprire un profilo Facebook con un nome femminile. Riesce a convincere i compagni di scuola a farsi mandare le loro foto e video con particolari intimi, e poi li ricatta. Risultato: ragazzino condannato a 15 anni di galera.
Confrontiamo questa vicenda con quella della condanna Google. In questo caso non c’è alcuna incriminazione per Facebook ne, per quello che sappiamo, la scuola ha subito conseguenze. In compenso il colpevole dovrà scontare una condanna che in Italia non viene emessa neanche per chi uccide. Da una parte la giustizia italiana, che emette una sentenza di colpevolezza per chi gestisce il mezzo tecnologico e che manda ai servizi sociali chi ha girato il video, dall’altra la giustizia americana che prende il colpevole del ricatto e lo condanna in maniera esemplare.
Sempre parlando di giustizia, per non essere tacciato di filoamericanismo o di “filogooglismo” tout cour, devo dire che personalmente ho trovato fuori luogo l’intervento dell’ambasciatore in americano in Italia, David Thorne. E’ facile intervenire in Italia sulla libertà e su internet, meno facile è intervenire quando l’interlocutore è la Cina, vero? Concludo l’inciso sulla giustizia, ricordando a tutti i casi di due italiani incarcerati negli Usa, la cui storia è decisamente controversa: Carlo Parlanti e Chico Forti. Chissà se l’ambasciatore ne ha mai sentito parlare.
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La condanna contro i dipendenti Google per l’ormai famoso video di bullismo e la seguente reazione con cui l’azienda californiana ha definito il provvedimento una “seria minaccia per il web in Italia” hanno inevitabilmente causato una serie di reazioni su tutti i principali siti web stranieri.
I commenti più accesi sono senza dubbio quelli di TechCrunch Europe, dove si chiede senza mezzi termini di insegnare a Oscar Magi cosa sia una piattaforma di video sharing e in generale il concetto di user generated content, ironizzando anche sulla presenza dello stesso giudice su Facebook. Ci va giù pesante anche TechDirt, definendo la condanna totalmente ridicola e il sistema giuridico italiano uno scherzo.
Ma a parlarne sono praticamente tutti, dal New York Times a Neowin, da Mashable alla BBC, interventi dai quali il nostro Paese ci fa davvero una magra figura. Noi di Downloadblog abbiamo già detto la nostra sull’argomento, ma il pensiero non può non andare al titolo del post sul blog di Google: minaccia al web in Italia, che di questo passo si avvia su un binario morto.
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Google è stata condannata per il video del disabile minorenne affetto da sindrome di down messo online su Youtube. Una vicenda che risale al 2006, quando Google venne indagata per la prima volta per la pubblicazione di materiale su internet.
Il Tribunale di Milano ha condannato David Carl Drummond (ex presidente del cda di Google Italia), George De Los Reyes (ex membro del cda di Google Italia) e Peter Fleitcher (responsabile delle strategie del gruppo) per la violazione della legge sulla privacy: sei mesi di carcere ma pena sospesa. Assolti invece per il reato di diffamazione. Completamente assolto Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l’Europa.
Mentre attendiamo reazioni e sviluppi, un paio di considerazioni personali. La prima è che siamo di fronte alla classica sentenza all’italiana: i tre dirigenti di Google sono colpevoli ma non faranno un giorno di reclusione. Un “film” che purtroppo ci capita di vedere tutti i giorni come ci riportano le cronache di Crimeblog. La seconda è che in Italia sta passando poco alla volta il concetto che più che al “colpevole”, si cerchi di dare la colpa a chi “non lo ha impedito”. Così anzichè condannare in maniera dura ed esemplare gli aguzzini del povero disabile, si è data la responsabilità al mezzo di comunicazione. Più o meno lo stesso discorso che abbiamo visto insieme su Downloadblog con Fapav contro Telecom Italia… Voi cosa ne pensate di tutta questa vicenda? Che opinione vi siete fatti?