
In un suo blog satellite Google ha annunciato che è in fase di sviluppo un progetto, denominato SPDY, che consentirebbe incrementi di velocità consistenti nella navigazione su Internet, fino ad un ipotetico raddoppio prestazionale.
SPDY, letto SPeeDY, non è altro che una bozza di application-layer protocol, ossia la serie di protocolli che gestiscono il traffico dati nella rete. Il progetto è ambizioso e comprende una rivisitazione o, piu precisamente, un affiancamento all’HTTP, da anni il protocollo standard per le trasmissioni dati, al fine di ridurre le latenze e velocizzare la comunicazione. Secondo test sperimentali una comunicazione server-client ottimizzata grazie all’uso di SPDY permetterebbe una riduzione dei tempo di caricamento delle pagine di circa il 50%.
Per chi fosse interessato la documentazione completa ed il codice sono disponibili su Chromium.org.
Foto | Flickr
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Dopo la storia di Sara, uccisa dal marito (separato) per essersi dichiarata single su Facebook, il social network fa da cornice alla fine di un altro matrimonio, stavolta in modo più civile: Emma Brady ha scoperto tramite lo stato sentimentale del marito Neil su FB che lui voleva divorziare.
Emma ha dichiarato di essersi sentita umiliata ed ha aggiunto che se gliel’avesse chiesto, dopo 6 anni di matrimonio ed un figlio, lei avrebbe accettato il divorzio; invece ha appreso la notizia dalle chiamate preoccupate degli amici che le hanno consigliato di parlare faccia a faccia con il marito, il quale l’ha maltratta e accusata di tradirlo.
Alla fine Neil è stato costretto a pagare danni materiali e morali ed il divorzio ha intrapreso il suo iter. Voi considerate un social network come un normale mezzo di comunicazione, adatto a tutti gli scopi, così come qualcuno considera gli sms (utili per inviare degli auguri ma meno indicati per licenziare o divorziare)?
Via | TechRadar.com
YouLiveSee è un semplicissimo sito dall’interfaccia molto spartana che offre un elenco di contatti e canali per chattare in webcam con altre persone di tutto il mondo; basta recarsi sulla homepage e, una volta registrati gratuitamente, decidere con chi avere a che fare.
Gli utenti hanno la possibilità di scegliere i propri interlocutori per argomento, nomi utenti o luogo; tra i risultati proposti sono facilmente identificabili quelli online e che permettono di essere contatti o meno (flag da impostare sul proprio profilo al momento della registrazione).
La comunicazione tra netizen che qualche anno fa era affidata ad ICQ o mIRC (il più usato tra gli IRC-client) permetteva continuamente il contatto tra persone che non si conoscevano: i server IRC sono infatti divisi in stanze per interesse, luogo o particolarità, mentre ICQ offre un servizio di ricerca utente molto dettagliato; adesso invece il modo di comunicare è cambiato, i maggiori instant messengers richiedono conferme ed approvazioni prima di consentire la comunicazione tra utenti. Ma se c’è qualcuno un pò più smaliziato o in cerca di nuove amicizie, la soluzione si chiama YouLiveSee.
Via | KillerStartups.com
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Twellow è, per dirla con una frase fatta, il motore di ricerca per Twitter che Twitter si è dimenticato di costruire. Il servizio di cui andiamo a parlare oggi, infatti, permette di effettuare ricerche tra gli utenti Twitter. In che modo? È presto detto.
Twellow, negli ultimi tempi, ha indicizzato più di 300mila utenti Twitter e li ha classificati secondo diverse categorie e sottocategorie (marketing, programmazione, design, etc). Ovviamente, oltre alla ricerca per categorie, è possibile fare ricerche anche per termini chiave, per nome, per nick, e così via. I risultati sono ordinati in base al numero di “followers”, ma è possibile anche ordinare la lista in base al numero di aggiornamenti recenti.
Inserendo il mio nome e cognome mi sono trovato subito nel database, e il sistema c’ha quasi azzeccato, inserendomi in automatico in tre categorie: news (giusto), televisione (giusto), entertainment (vabbè… ci si può stare!); tuttavia, se non siete stati ancora inseriti in automatico potete farlo andando direttamente qui. Non male come idea: se ci fosse un’integrazione con i servizi di posta elettronica o di messaggistica immediata (per importare e fare una ricerca tra i contatti conosciuti) sarebbe ancora meglio!
Via | Mashable.com
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Desiderato mai condividere una canzone con un/una vostro/a amico/a, per fargliela ascoltare o magari per mostrargli/le il vostro stato d’animo? Adesso moltissime canzoni sono presenti con i loro video su YouTube e quindi la condivisione è diventata semplice rispetto a qualche anno fa.
Esiste, però, un servizio ancora più immediato che si comporta un po’ come TinyUrl. Si chiama TinySong ed è di proprietà della GrooveShark (enorme archivio musicale sul Web), e permette di cercare un brano tra i milioni presenti nel database, appunto, di GrooveShark e di condividerlo, attraverso una brevissima Url, su un blog, una chat istantanea o un social network.
Utilizzare TinySong è semplicissimo: basta inserire il titolo del brano o dell’autore nel campo di ricerca, e una volta selezionato quello che c’interessa, il sistema ci fornirà gratuitamente un’Url per condividerlo. Questa url “http://tinysong.com/4vt“, ad esempio, riporta alla bella “Bohemian Rhapsody” dei Queen.
Via | Downloadsquad.com
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Instan-t è un client di messaggistica istantanea multiprotocollo per Microsoft Windows, come Trillian, Miranda o Pidgin; è sviluppato dalla Interactive Networks ed è giunto alla versione 5.0. Si può collegare alle reti di Windows Live Messenger, Yahoo! Messenger, GTalk, ICQ e AOL Messenger contemporaneamente.
Vanta caratteristiche di tutto rispetto come la possibilità di effettuare videoconferenze e l’utilizzo di immagini della webcam come avatar; alcune features, come il supporto per le tabs nelle finestre dei messaggi e una contact list configurabile a piacimento, in cui è facile ricercare ogni contatto, veramente molto utili. Si possono rinominare i contatti per non doversi ricordare ogni volta quale degli amici corrisponde al nick o all’email con cui si è registrato su un network e si può abilitare la notifica di nuovi eventi tramite toaster (la piccola finestra che appare per pochi sencondi in basso a destra sullo schermo ad esempio quando si riceve un messaggio).
Tutte le conversazioni possono essere loggate, registrate quindi su files che vanno a creare un vero e proprio archivio di quanto viene scritto e ricevuto. Per quanto riguarda la mera - ma importantissima - apparenza, Instan-t supporta le skin, che quindi daranno al programma il tocco d’arte che preferiamo. Se non si vuole installare l’ennesimo instant messenger sul computer, per provarlo si può usare la comoda versione web-based.
Via | GenBeta.com
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Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”.
E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia - anche poco velatamente - per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.
L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright.
Continua a leggere: SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (4/4)
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Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così - racconta Al Gore - riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.
La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current?
E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?
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Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein.
“L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti - soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.
Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”.
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Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti - noi per primi - al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati.
All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.
Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi - spiega il premio Nobel - la democrazia ne soffre”.
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Come hanno preannunciato puntualmente i nostri “cugini” di Melablog.it, è da oggi disponibile la versione 7 di Messenger per Mac. Che - diciamolo subito - si sta già portando dietro diversi commenti negativi tra gli utenti della Mela.
Facciamo un passo indietro: Messenger per Mac non è identico - come molti potrebbero immaginare - al Messenger che si usa su Windows, ma ha diverse funzioni in meno. Oltre a non supportare alcuni tipi di animazioni/buzz/faccine (e vabbè, mica è indispensabile!) non supporta però nemmeno la chat audio/video. Per questo in molti fino ad ora sono passati ad utilizzare software alternativi come aMsn.
Oggi, dicevamo, è stato rilasciato Messenger 7 per Mac, ma ci troviamo ancora una volta davanti a una piccola delusione: la chat audio/video, infatti, continua a non essere disponibile. Anzi, lo è, ma solo all’interno di un network corporate implementato con Communications Server 2007; solo più avanti, spiegano da Redmond, sarà possibile utilizzare la videoconferenza con tutti.
Continua a leggere: Da Microsoft arriva Messenger 7 per Mac (ma che delusione)
Moltissime persone utilizzano ormai ogni giorno diversi programmi di instant messaging, ognuno proveniente da un determinato produttore e di conseguenza basato sui propri protocolli, al punto che spesso infatti destreggiarsi tra i vari Messenger, Gtalk e compagnia può essere un po’ complicato.
A venire incontro agli utenti con la necessità di chattare tramite diversi programmi sono utility come Pidgin, in grado di incorporare al proprio interno il supporto a più protocolli di comunicazione. Con una serie di bugfix e nuove aggiunte al software, i programmatori hanno aggiornato ieri Pidgin alla versione 2.4.0: se tra IRC, ICQ, MSN e Gtalk non sapete più come gestire le vostre chat allora il download potrebbe fare per voi.
Grazie al nostro lettore alex02 per la segnalazione.