Mentre il mondo intero continua a discutere dell’argomento facendo letteralmente esplodere l’hashtag #cablegate, la bomba dei nuovi documenti pubblicati da WikiLeaks viene ripresa dal NY Times per tornare anche sull’attacco cinese a Google avvenuto tra fine 2010 2009 e inizio 2011 2010.
Secondo quanto riporta il giornale americano, nei nuovi documenti di WikiLeaks ci sarebbero prove evidenti del coinvolgimento delle più alte autorità cinesi nell’attacco, che avrebbero assoldato hacker ed esperti in sicurezza per condurre un’operazione di sabotaggio diffuso. Quanto riportato è in realtà solo la punta dell’iceberg, visto che al momento mancano maggiori dettagli e, come spesso accade con le pubblicazioni di WikiLeaks, molto probabilmente nei prossimi giorni se ne saprà di più.
Un terremoto causato da Julian Assange e dal suo staff che potrebbe quindi riguardare anche l’aspetto informatico-spionistico oltre che quello diplomatico, sul quale in queste ore si stanno soffermando i principali giornali di tutto il mondo.
Via | Venturebeat.com
La vicenda dell’attacco cinese a Google continua a tenere banco in campo internazionale, con aggiornamenti periodici provenienti dall’una e dall’altra parte, ovviamente occupate a tirare l’acqua al proprio mulino su quanto accaduto.
Se parte delle accuse riguardava proprio un presunto coinvolgimento del governo cinese, le stesse autorità di Pechino hanno promesso di punire severamente gli autori dell’attacco all’azienda americana, a patto che Google abbia prove evidenti della loro colpevolezza.
Nonostante un’apparente disponibilità della Cina, TheNextWeb fa notare che forse proprio così non è, continuando a sospettare sul coinvolgimento del governo negli attacchi. Del resto dai dettagli emersi qualche giorno fa era abbastanza chiaro che il tutto proveniva da una scuola cinese, mentre la violenza dell’annuncio ufficiale di Google effettuato subito dopo la vicenda lascia pensare che in realtà il colosso informatico già sappia bene chi e come l’ha attaccato.
La “disponibilità” cinese suona dunque come un invito a fornire tutto ciò che l’azienda ha realmente in mano, cosa che potrebbe interessare alle autorità più che punire effettivamente i colpevoli.
Anche Internet Explorer tra le modalità con cui sarebbe stato effettuato l’attacco cinese a Google. A rivelarlo è stata la stessa Microsoft nel proprio Security Advisory 979352, approfondendo poi il tutto nel blog di Mike Reavey, direttore di MSRC (Microsoft Security Response Center).
Secondo la nota diffusa dalla società di Redmond sarebbe immune dalla falla solo IE 5.01 su Windows 2000, lasciando potenzialmente aperti al buco di sicurezza tutti gli utilizzatori di IE6, IE7 e IE8 su Windows 2000, XP, Server 2003, Vista, Server 2008, Server 2008 R2 e perfino Windows 7: insomma grandissima parte (a meno che non abbiate ancora IE 5.01) di chi usa Windows come sistema operativo e Internet Explorer come browser.
Anche se nessuno probabilmente è interessato a sfruttare la falla per eseguire del codice maligno sui nostri PC, è bene dare un’occhiata a quanto consigliato da Microsoft per dare una soluzione parziale al problema, in attesa che arrivi un aggiornamento di sicurezza in grado di sistemarlo completamente: segue dopo la pausa.
Via | Computerworld.com