Tutti gli articoli con tag cina

Il Dalai Lama su Twitter

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Twitter

dalai_lama_twitterIl Dalai Lama è su Twitter con un account nuovo di zecca. Si tratta di un “verified account”, che non dovrebbe lasciar dubbi in merito all’autenticità. Evidentemente non è sua Santità il Dalai Lama a scrivere, bensì lo staff del suo ufficio. Per ora sono presenti solo sette tweets, che linkano a siti con interviste e fotografie.

Twitter come arma contro la censura? In giro per il mondo per promuovere la causa della libertà del popolo Tibetano, il Dalai Lama è vittima dell’ostruzionismo delle autorità cinesi, che come è noto fanno di tutto per boicottare i suoi incontri con i vari capi di stato.

Anche in questo caso il Governo Cinese effettuerà qualche genere di pressione sui responsabili di Twitter? E se invece ci pensasse, in maniera autonoma ci mancherebbe, qualche studente di una università cinese? Dubbi leciti o si tratta solo di scenari da fantainformatica internazionale? Voi cosa ne dite?

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Attacco informatico cinese: nuovi dettagli.

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Security

universita cinese

L’immagine che vedere qui sopra è del NY Times e riprende gli studenti dell’Università Shanghai Jiaotong. Secondo il quotidiano americano, proprio lo scorso mese gli studenti cinesi hanno vinto un premio, battendo gli americani di Standford.

Non stiamo parlando di una università qualunque, ma di quella messa sotto accusa per i recenti attacchi informatici. Un quadro piuttosto fosco, del quale i dettagli trapelano con il contagocce. Riassumendo la vicenda, ben 75.000 computer sarebbero stati oggetto del più grande cyber attacco mai eseguito: sarebbero state violate 2.500 aziende in 196 nazioni. Un record anche nella durata, si parla infatti di una operazione iniziata a fine 2008 e continuata fino all’inizio del 2010, quando è stata scoperta.

Il Financial Times rivela che gli investigatori sono già sulle tracce dei responsabili. In particolare si parla di un freelance trentenne, consulente, che avrebbe utilizzato un baco di Internet Explorer per “sparare” lo spyware.

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La Cina rimanda l'installazione del Green Dam

pubblicato da PG in: Diritti digitali

La Cina rimandal'installazione del Green DamIl Governo Cinese ha dichiarato che ritarderà la norma che impone ai produttori di PC di installare il software di filtraggio della rete Green Dam.

Questa decisione, infatti, aveva provocato un fiume di proteste non solo in Cina, ma in tutto il mondo, preoccupando esperti internazionali e responsabili di computer. Ricordiamo che Green Dam è stato progettato per filtrare la pornografia e la violenza per tutelare i minori, ma molti esperti dichiarano che il software potrebbe contenere delle backdoor per spiare gli utenti.

Il Governo ha ora dichiarato che l’obbligo di installazione è sospeso a tempo indeterminato, per poter dare ai produttori di PC il tempo necessario per adattarsi alla norma. Tuttavia scuole e Internet Cafè potrebbero già essere obbligati ad installare il software. Attualmente solo Acer ha dichiarato che avrebbe installato il Green Dam, mentre Lenovo non ha ancora risposto alle richieste del Governo.

Ugualmente HP e Dell sono rimasti in silenzio senza lasciare dichiarazioni, mentre, secondo Web Rconversation, Sony avrebbe già avviato la produzione di computer con il software preinstallato.

Via | Nytimes.com

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Green Dam, il filtro cinese, contiene codice pirata

pubblicato da PG in: Diritti digitali

Green Dam, il filtro cinese, contiene codice pirataLa cosiddetta “Green Dam”, la diga verde, ovvero il software che il governo cinese ha intenzione di inserire in tutti i prossimi PC in vendita sul suo territorio, conterrebbe parte di codice pirata, secondo una relazione della Solid Oak Software.

La società sostiene che l’aspetto della GUI imita lo stile del software CyberSitter, programma sviluppato dalla stessa Solid Oak Software. E non solo, perchè sembra che il “Green Dam” utilizzi alcune DLL con nomi modificati.

Ricordiamo che Green Dam funziona in modo da identificare immagini, testi e URL paragonandoli con un filtro che lavora per bloccare i contenuti offensivi. Secondo il professore Alex Halderman il software utilizza le blacklist elaborate da CyberSitter risalenti al 2006.

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Gli Stati Uniti confermano di essere in "guerra digitale" contro la Cina

pubblicato da PG in: Varie

Gli Stati Uniti confermano di essere in "guerra digitale" contro la Cina Gli Stati Uniti avrebbero intrapreso una vera e propria guerra tecnologica tutta online, secondo recenti indiscrezioni. Il Congresso ha tenuto una relazione il mese scorso riguardante le attività di spionaggio che provengono dalla Cina. Non è la prima volta che si discute della possibilità che dalla Cina provengano attacchi informatici contro diverse nazioni, e lo stesso governo Obama avrebbe confermato lo stato di perenne allerta negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti, però, sarebbero in ritardo tecnologico contro questi attacchi, e si troverebbero spesso impreparati contro quella che si può definire una “corsa agli armamenti” digitale. Secondo Kevin G. Coleman il maggior rischio è la possibilità di manomissioni dell’hardware: gran parte dell’hardware introdotto nei sistemi di sicurezza americani proviene proprio dalla Cina, e gli esperti sono preoccupati che un giorno le aziende produttrici possano inserire delle backdoor per accedere direttamente in questi sistemi.

Coleman ha sottolineato l’importanza di investire continuamente nella sicurezza informatica: la continua crescita economica della Cina e la sofisticazione tecnologica possono portarla ad un predominio elettronico entro i prossimi 10-40 anni. Al fine di lottare contro la minaccia di una nuova “guerra fredda”, gli Stati Uniti stanno ammettendo di essere nelle fasi iniziali di una corsa agli armamenti digitali per rispondere agli attacchi.

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Gli USA: siamo perennemente sotto attacco informatico

pubblicato da PG in: Varie Security Privacy

Gli USA: siamo perennemente sotto attacco informaticoIl segretario alla Difesa americano Robert Gates ha dichiarato che gli Stati Uniti sono sotto un continuo attacco informatico ogni giorno e che il Dipartimento alla Difesa intende quadruplicare il numero di esperti informatici che lavorano per scongiurare questi attacchi.

Dopo la notizia del furto di alcune informazioni sui progetti del nuovo caccia F-35, si ritorna a parlare di sicurezza informatica. Secondo alcune fonti di spionaggio, gli attacchi proverrebbero principalmente dalla Cina, anche se in fondo gli attacchi potrebbero benissimo essere mascherati. La Cina, da parte sua, nega qualsiasi coinvolgimento, ma in realtà non è la prima volta che si parla della Cina come potenziale responsabile di attacchi informatici negli Stati Uniti.

Gli attacchi informatici sono diventati molto più frequenti negli ultimi mesi. Secondo il Wall Street Journal alcune spie russe e cinesi sarebbero riuscite ad infiltrarsi nella rete americana inserendo un software potenzialmente dannoso. Per arginare questi attacchi la Casa Bianca potrebbe estendere a 17 miliardi di dollari gli investimenti sulla sicurezza informatica.

Via | News.zdnet.com

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Baidu lancia Sine.com, per i cinesi della terza età

pubblicato da PG in: Motori di ricerca

Baidu lancia Sine.com, per i cinesi della terza etàNella speranza di conquistare nuove quote di mercato in Cina, Google ha deciso di offrire musica gratuita agli utenti cinesi il mese scorso. E il suo diretto concorrente, Baidu, ha scelto di lanciare nuovi servizi pur di mantenere la sua leadership sul mercato cinese.

Ecco quindi spuntare Sina.com, nuovo motore di ricerca progettato appositamente per gli utenti anziani di Internet. Il sito, basato sul motore di Baidu, offre una interfaccia in stile Google, molto semplice e dotata di caratteri più grandi con un filtro dove poter compiere ricerche particolari come “i canti popolari”, il Tai Chi, oppure i passatempi per i pensionati.

A differenza dalla maggior parte delle pagine Web cinesi, Baidu per anziani è sorprendentemente sgombro da elementi grafici, testo o annunci. Secondo molti un portale per gli anziani ha poco senso, visto l’esigui numero di anziani che in Cina si collegano ad Internet: 5 milioni di persone su un totale di 300 milioni di utenti. Ma, ovviamente, lo scopo è di innalzare questa percentuale grazie anche alla rapida maturazione di Internet in un paese come la Cina.

Via | Blogs.wsj.com

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Google offre musica gratis in Cina

pubblicato da PG in: Motori di ricerca Google

Google offre musica gratis in CinaGoogle ha lanciato un nuovo servizio in Cina, che permetterà agli utenti cinesi di scaricare brani musicali gratuitamente. L’annuncio di questo servizio è stato dato da Lee Kai-Fu, presidente di Google in Cina, secondo cui il ritardo di Google in Cina dipendeva dalla mancanza di un servizio simile, offerto già da Baidu.com.

Il database dei brani di Google comprende già 350.000 titoli di artisti cinesi e stranieri, numero che salirà presto a 1.1 milioni di canzoni nei prossimi mesi. Gli artisti fanno parte delle etichette Sony, Warner Music, EMI e Universal Music, e gli utenti saranno in grado di cercare file musicali per nome canzone, artista o gruppo. Secondo la IFPI più del 99% di tutti i file musicali distribuiti in Cina sono illegali, e il mercato musicale cinese, corrispondente a 76 milioni di dollari, rappresenta meno dell’1% di tutte le vendite a livello mondiale.

Con quest’ultima novità, Google spera di recuperare terreno rispetto a Baidu, il cui motore di ricerca copre più del 60% del mercato cinese.

Via | Wired.com

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La Cina spia le altre nazioni attraverso il web?

pubblicato da Vincenzo Baiocco in: Internet Security

Rete di spionaggio informaticoUn team di ricercatori del Munk Centre (Università di Toronto) ha scoperto una rete di spionaggio informatico infiltrata in 1295 computer sparsi per 103 nazioni.

L’indagine è partita da una richiesta dell’ufficio del Dalai Lama di controllare alcuni loro computer ma si è espansa in tutta l’Asia e oltre, comprese macchine appartenenti a governi, ministeri degli esteri e ambasciate degli stati che ospitano il leader tibetano, sia in territorio asiatico che in Europa ed America. Una delle più interessanti capacità di Ghostnet, questo è il nome scelto dai ricercatori per identificarla, è la capacità di utilizzare webcam e microfoni per monitorare ciò che veniva detto e fatto.

Seguendo le tracce a ritroso i ricercatori sono arrivati in Cina, ma non è stato possibile scoprire se chi gestisce Ghostnet sia il governo cinese oppure dei cracker privati, mossi da interessi patriottici, politici o economici.

Via | Reuters.com

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La Cina blocca nuovamente YouTube

pubblicato da PG in: Video Google Diritti digitali

La Cina blocca nuovamente YouTubeAncora una volta la Cina fa parlare negativamente di sè relativamente alla libertà sul Web: da ieri, infatti, il governo cinese ha nuovamente bloccato YouTube.

Google ha notato una diminuzione del traffico proveniente dalla Cina già dal mezzogiorno di lunedì e, mercoledì, gli utenti all’interno del territorio cinese si sono trovati di fronte un generico messaggio di errore del tipo “Network Timeout. The server at youtube.com is taking too long to respond.”

Scott Rubin, portavoce di Google, ha dichiarato che non sono noti i motivi del blocco e che si sta lavorando per risolvere i problemi di accesso. Tuttavia non è la prima volta che la Cina blocca YouTube, come già successo nel marzo 2008, durante i disordini in Tibet e appena prima le Olimpiadi di Pechino.

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La Cina blocca Wikinews

pubblicato da PG in: Diritti digitali Wiki

La Cina blocca WikinewsAncora una volta giungono dalla Cina notizie di siti Internet censurati. Questa volta si tratterebbe di Wikinews. E’ lo stesso sito ad informare dell’avvenuto blocco della versione inglese.

Le prime segnalazioni sono arrivate su Twitter, che ancora una volta si dimostra veloce ed affidabile per le informazioni in tempo reale. Molti altri utenti hanno invece scritto alla mailing list della Wikimedia Foundation dicendo che Wikinews risultava bloccata nelle principali città cinesi, tra cui Pechino.

Non è ancora noto il motivo di questo blocco: Wikinews ha contattato il governo cinese, ma non vi sono state ancora dichiarazioni ufficiali. Non è la prima volta che il governo cinese si scaglia contro Wikipedia e i suoi siti accessori, e non è bastata l’apertura durante le Olimpiadi ad agosto.

Via | Wikinews.org

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Il governo cinese contro la pornografia online

pubblicato da PG in: Varie Diritti digitali

Il governo cinese contro la pornografia onlineNel tentativo di contrastare i contenuti sessualmente espliciti su Internet, il governo cinese ha intensificato la sua campagna contro la pornografia e ha chiesto un aiuto alle società, tra cui Google, per frenare la pornografia infantile.

Lunedì c’è stato l’annucio di individuazione di sette agenzie governative che hanno segnalato 19 siti che forniscono illegalmente accesso a “contenuti volgari”. Sulla lista dei 19 siti ci sono anche Google Image Search, Baidu.net e Sohu.net. I siti sono stati accusati di diffondere la pornografia infantile e minacciare la morale della gioventù.

Sembra che il governo cinese sia particolarmente interessato ad un sistema di regolamentazione della rete. Già dal 1996 gli utenti cinesi di Internet sono stati invitati a firmare un insieme di regole per rendere illegale la produzione e condivisione di pornografia infantile. Recentemente il ministero della pubblica sicurezza ha dichiarato che l’obiettivo successivo sarebbero stati i contenuti erotici.

Via | News.cnet.com

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