Nonostante i dubbi sul passato e sul futuro di ChromeBook, al CES di Las Vegas Samsung e Google hanno dato prova di voler andare avanti insieme sulla strada di Chrome OS, presentando alcuni nuovi modelli che arriveranno prossimamente sul mercato.
Si parte infatti dai nuovi ChromeBook, con nuovo look più snello e realizzazione in alluminio, pubblicizzati come tre volte più potenti rispetto ai modelli originali, con SSD da 16GB ad alta velocità e schermo 12,1″ SuperBright. Ma soprattutto la novità sarà costituita da Chrome Box, nuovo dispositivo molto simile a Mac Mini, ma basato ovviamente sul sistema operativo targato Google e dotato di due output diversi.
9to5google ha filmato le novità di Samsung e Google provenienti dal CES: per ulteriori dettagli anche sul prezzo bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo, anche se sembra che Chrome Box possa costare circa 100$ in meno rispetto al ChromeBook completo. Uscita prevista per aprile.
Google ha aperto a Londra, in Tottenham Court Road, il primo negozio per la vendita al dettaglio di Chromebook. È soltanto un angolo all’interno del centro di PC World, con la collaborazione del quale Google ha potuto inaugurare il Chrome Store. Non è chiaro se alla capitale britannica seguiranno degli altri punti vendita in Europa.
Il design minimalista dell’angolo dedicato ai Chromebook riprende lo stile degli Apple Store: è il bianco il colore dominante, interrotto solo dal blu dei tavoli da esposizione e dal logo di Chrome che si trova un po’ ovunque nel negozio. Potrebbe essere una prova sul campo, in vista della futura vendita di smartphone con Motorola.
Più che un negozio vero e proprio il Chrome Store somiglia a uno stand da fiera campionaria: è evidente l’intenzione di promuovere i Chromebook anziché predisporre un imminente franchising dei prodotti di Google. L’angolo londinese non offre il Nexus S con Android. Chrome OS ha bisogno di pubblicità per non rivelarsi un fallimento.
Via | thinq_
Abbiamo già pubblicato la notizia dell’annuncio di Google Chromebook. Vediamo insieme qualcuna delle caratteristiche, così come sono state pubblicate sul sito ufficiale. Al momento sono due i modelli proposti, uno di Acer ed uno di Samsung, acquistabili su PixMania dal 15 Giugno. Diciamo subito che per la connettività 3G l’offerta è quella di 3 da 3 GB a 5 euro al mese, con i primi 30 giorni gratis. Nello stesso tempo, durante l’I/O Google ha chiarito che i Chromebooks potranno lavorare offline. La certezza c’è per Gmail, Google Calendar, Google Docs ed ovviamente Angry Birds, mentre per le altre come NY Times, HuffingtonPost e Sports Illustrated, bisognerà attendere l’uscita nel webstore.
Dal punto di vista tecnico Acer offre un laptop con schermo LCD retroilluminato a LED HD Widescreen CineCrystalTM da 11,6, perso di 1,34 kg, oltre 6 ore di utilizzo continuo, Processore Dual-Core Intel® AtomTM, Tecnologia Wi-Fi dual-band integrata e tecnologia 3G World-mode (opzionale), Webcam HD con microfono che elimina i rumori, Supporto dell’audio ad alta definizione, Due porte USB 2.0, Slot della scheda di memoria 4 in 1, Porta HDMI, Tastiera Google Chrome di dimensioni standard, Trackpad di grandi dimensioni completamente cliccabile.
Per Samsung si parla di display con luminosità di 300 nit da 12,1, 1,48 kg, oltre 8.5 ore di utilizzo continuo, Processore Dual-Core Intel® AtomTM, Tecnologia Wi-Fi dual-band integrata e tecnologia 3G World-mode (opzionale), Webcam HD con microfono che elimina i rumori, Due porte USB 2.0, Slot della scheda di memoria 4 in 1, Porta Mini-VGA, Tastiera Google Chrome di dimensioni standard, Trackpad di grandi dimensioni completamente cliccabile.
Google ha presentato il Chromebook, un computer portatile con Chrome OS, nella seconda giornata dell’I/O 2011. Prodotto in due versioni, da Samsung e Acer, sarà disponibile in Italia a partire dal prossimo 15 giugno: si potrà acquistare da PIXMANIA (con un contratto di H3G per la connettività). La data è la stessa degli Stati Uniti.
Chrome OS è il sistema operativo, basato su Linux, preinstallato sul Chromebook. È interamente sul browser (inclusa la gestione dei file) e include tutte le applicazioni del Chrome Web Store. Queste possono essere utilizzate sia online sia offline a seconda delle caratteristiche di ognuna. Google ha inserito Calendar, Docs e GMail.
Insieme all’offerta per i privati, Google ha predisposto due soluzioni per le aziende e gli studenti. Il Chromebook potrà essere acquistato in abbonamento a $28 per le imprese e $20 per le istituzioni scolastiche: la data della disponibilità è sempre quella del 15 giugno, anche in Italia. Non si è parlato del download di Chrome OS.
Continua a leggere: Chromebook e Chrome OS: in Italia dal 15 giugno (con H3G e PIXMANIA)
Chrome OS, il sistema operativo Linux-based di Google, è considerato stabile e potrebbe essere annunciato ufficialmente nel corso del prossimo Google I/O 2011, previsto per il 10 maggio. I fortunati possessori del netbook Cr-48 non hanno ancora ricevuto l’aggiornamento, però i sorgenti sono già stati rilasciati sul server di Google.
Nonostante l’apertura dello Stable Channel di Chromium OS (la versione unbranded del sistema operativo), non ci sono certezze sull’effettiva presentazione all’annuale conferenza degli sviluppatori di Google. Un problema è la compatibilità con l’hardware: oltre al Cr-48, non esistono dispositivi certificati per l’avvio di Chrome OS.
Le incognite sono diverse: chiuso il programma-pilota del Cr-48, Google sembra incerta sul futuro di Chrome OS. Una delle opzioni possibili è la convergenza tra Android e Chrome OS in una versione per tablet e netbook. Tuttavia, alcuni hanno già compilato la versione “stabile” del sistema operativo partendo dai sorgenti aggiornati.
Via | The Inquirer
Splashtop OS è un progetto basato su Chromium: convive con Windows e anticipa l’avvio di sistema, facendo partire soltanto il browser in una trentina di secondi. Concepito nel 2009, ha raggiunto la versione 1.0 soltanto questa settimana: prevede anche una versione per MeeGo nel prossimo futuro. Si può installare su laptop e netbook.
Rispetto al primo esperimento, abbandonato per un lungo periodo, Splashtop OS 1.0 è compatibile con Windows 7 (oltre a Vista e XP). Non funziona su tutti i modelli di computer portatile e gli sviluppatori invitano a segnalare problemi o incompatibilità. In genere se un netbook prevede il Quick Boot Splashtop OS dovrebbe funzionare.
Non si sono fatte attendere delle polemiche: Splashtop OS impiega, come accennato, circa 35 sec. per avviarsi. Mentre Windows, sullo stesso dispositivo, ci mette al massimo dieci secondi in più. Splashtop OS è molto simile a ciò che dovrebbe essere Chrome OS, senza però i servizi previsti da Google per il proprio sistema operativo.
Via | Splashtop

Il cloud printing, ovvero la possibilità di gestire la stampa dei documenti da remoto, non è ancora molto popolare in Italia… nonostante importanti aziende come HP abbiano subito accolto positivamente l’opzione con ePrint e le stampanti web. Google punta molto sul servizio e propone degli aggiornamenti che coinvolgono soprattutto il settore mobile e Android.
Ovviamente, la prima piattaforma di Google ad attivare la stampa remota è stata Docs. Quest’ultima rimane il servizio-base del cloud printing di Google, cui però s’aggiunge GMail (anche nella versione per Android o, dispositivi mobili in genere). Cerchiamo di capire come e perché può diventare davvero un’opzione interessante sia per utenti privati, sia aziende.
Se il termine inglese può essere frainteso, partiamo dal presupposto che il cloud printing possa sostituire egregiamente le funzioni del fax con una qualità di stampa molto più elevata. Disponendo di una stampante tradizionale e di un computer con Windows connesso a internet, Chrome apre alla possibilità di utilizzare questa propria postazione al posto di un fax.
Continua a leggere: Google estende le funzionalità del cloud printing previsto da Chrome

Il modello di netbook Google Cr-48 non deve avere particolarmente entusiasmato una parte dei suoi fortunati possessori, vista la quantità di hack che sta girando in rete con dimostrazioni varie di altri sistemi operativi installati sulla piattaforma a discapito di Chrome OS, per il quale invece Cr-48 è stato concepito da Google.
C’è chi per esempio ha fatto partire Windows 7 con tanto di screenshot di testimonianza, mentre qualcun altro ha fatto ancora meglio, pubblicando direttamente un video su YouTube (che trovate dopo la pausa) nel quale si mostra Snow Leopard girare su Cr-48, anche se in entrambi i casi non si è trattato affatto di una passeggiata di salute: l’hack implica infatti il flash del BIOS con un’apposita versione, processo alquanto delicato. Se possedete un Cr-48 e volete proprio smanettarci cambiando sistema operativo, meglio partire a questo punto con Ubuntu.
Continua a leggere: Cr-48 hackato per far girare Ubuntu, Windows 7 e Snow Leopard

Ricorderete quando circa una settimana fa abbiamo riportato le parole del creatore di Gmail Paul Buchheit, secondo il quale il sistema operativo Chrome OS avrà vita breve per tutto l’arco del 2011, arrivando alla fine dell’anno prossimo a “unirsi” ad Android formando così un unico prodotto.
Nello stesso post chiedevamo anche la vostra opinione in merito, che avete espresso attraverso oltre 400 voti, la maggior parte dei quali d’accordo con Buchheit (57%) nel dire Si unirà ad Android. Quasi a pari merito invece le opzioni Andranno avanti separatamente (20%) e Sarà “ucciso” (18%), mentre Nessuna delle tre ha ottenuto solo un 4%. Dai voti espressi sembra dunque che sia senso comune il destino di unione per Chrome OS e Android, mentre dividono in parti uguali le possibilità che i due sistemi operativi camminino strade parallele o che Chrome OS venga proprio accantonato, in seguito a quello che potrebbe essere un fallimento sul mercato.
Appuntamento a questo punto a 365 da ora per sapere chi avrà ragione davanti ai fatti.
Dopo i dubbi di Paul Buchheit su Chrome OS, riportiamo anche la posizione di Richard Stallman che ha parlato a più ampio raggio del sistema operativo Google ma soprattutto della sua visione sul cloud computing. Per chi non dovesse saperlo, Stallman è stato nel 1983 il fondatore del Progetto GNU dando così vita al movimento del software libero e ad altri concetti divenuti negli anni fondamentali per l’informatica e per Internet, come il copyleft.
Stallman come dicevamo ha attaccato ChromeOS, accusando Google di usarlo come parte del suo piano per spingere le persone a quello che lui definisce “careless computing” (traducibile in negligente), forzandoli ad affidare i propri dati al sistema cloud piuttosto che tenerli al sicuro in dispositivi sotto il loro diretto controllo. Una visione tra l’altro già rimarcata tempo fa dallo stesso Stallman, che definiva l’uso massiccio di cloud computing “peggio della stupidità” in quanto sinonimo di perdite di controllo sui dati. Secondo il fondatore del Progetto GNU il sistema studiato da Google andrebbe ulteriormente a peggiorare le cose, in quanto esplicitamente pensato e disegnato (tra l’altro su sistema GNU/Linux) per conservare localmente quante meno informazioni possibili, lasciando il grosso dei dati alle “nuvole” Google, collocate in luoghi ignoti.
Secondo Stallman non si tratterebbe solo di una perdita di dati fisica, ma anche dal punto di vista legale, visto che negli Stati Uniti si perdono tali diritti all’atto di conservare dati nei sistemi appartenenti ad altre società piuttosto che a sé stessi. Davanti all’entusiasmo di Eric Schmidt, nell’annunciare Chrome OS e il modello Cr-48, Stallman non è assolutamente convinto:
“Credo che a chi lavora nel marketing piaccia il termine “cloud computing” in quanto privo di sostanziale significato. Il significato del termine non è una sostanza, ma un atteggiamento: “Lascia che Tom, Dick e Harry tengano i tuoi dati, lascia che qualsiasi Tom, Dick e Harry si occupi dei tuoi dati (e li controlli)”. Probabilmente il termine “careless computing” sarebbe più calzante. […] Il Governo potrebbe incoraggiare le persone a piazzare i dati dove esso sia in grado di raggiungerli senza mostrare mandati di perquisizione, piuttosto che in luoghi di proprietà propria. A ogni modo, finché abbastanza di noi continueranno a tenere i propri dati sotto il proprio controllo, potremo ancora continuare a farlo. E faremmo bene a continuare così, o questa opzione potrebbe scomparire”
Un futuro quello dipinto da Stallman in cui quindi non solo i dati non sono sotto il nostro controllo, ma in cui anche i governi spingeranno verso il cloud computing per avere maggior accesso a informazioni di proprio interesse, collocate in luoghi accessibili senza doversi procurare un mandato di perquisizione o qualsiasi altra cosa analoga. A ogni modo, anche in Chrome OS il buon Richard vede del buono: come a questo punto avrete probabilmente indovinato conoscendo il personaggio, si tratta proprio della sua natura GNU/Linux.
Via | Guardian.co.uk
Foto | Flickr

Creatore e principale sviluppatore di Gmail, ideatore del prototipo iniziale di AdSense, nonché fondatore di Friendfeed, Paul Buchheit è di sicuro uno che la sa lunga sia su Google e i suoi affari interni, che sulle possibilità di successo che può avere un nuovo prodotto così strettamente legato alla rete come Chrome OS.
È per questo che il parere di Buchheit espresso tramite Twitter (e lo stesso Friendfeed) assume una certa importanza, soprattutto quando secondo il buon Paul:
Chrome OS sarà ucciso il prossimo anno (o si “unirà” ad Android)
Nessuna possibilità per il nuovo sistema operativo di coesistere quindi con quello già esistente, nonostante l’intenzione di Google di raggiungere differenti settori di mercato con Chrome OS e Android. Proprio quest’ultimo, già avviato con successo, diventerebbe quindi il sistema operativo principale costringendo Chrome OS alla resa entro la fine del 2011. Voi cosa ne pensate, andrà davvero come dice Buchheit? Rispondete nel sondaggio qui sotto (e nei commenti).
I video dedicati a Chrome OS e al Chrome Web Store di cui parlavamo ieri non erano frutto dell’immaginazione di nessuno, così come confermato dal canale ufficiale Chrome su YouTube dove in seguito all’evento di San Francisco è arrivata tutta una nuova serie di filmati dedicati al mondo Chrome, in particolare come ci aspettavamo al nuovo sistema operativo per netbook e all’app store per il browser Google. Ad accompagnare il tutto anche un nuovo post sul blog ufficiale Google, dove lo staff del colosso informatico ha fatto il punto della situazione sulle ultime novità di Chrome. Apre proprio il nuovo aggiornamento un numero su tutti, riguardante l’impressionante cifra di naviganti che usano Chrome, passata da 40 milioni a 120 milioni e triplicandosi così nel corso del 2010. Nelle prossime versioni inoltre sarà la velocità a farla ancora da padrone, col motore JavaScript V8 ancora migliorato dagli sviluppatori per eseguire codice complesso al doppio della velocità vista in passato, mentre Google Instant verrà portato nella Omnibox nelle prossime versioni del browser.
Ma le novità più grosse riguardano come dicevamo Chrome Web Store e Chrome OS, il primo dei quali è stato aperto da Google ed è raggiungibile all’indirizzo chrome.google.com/webstore, anche se al momento dedicato solo agli Stati Uniti: la promessa è comunque quella di portare da inizio 2011 lo store anche nelle altre nazioni, aprendolo ovviamente anche alle diverse valute. Nonostante non sia ancora lanciato ufficialmente dalle nostre parti, il Web Store è comunque visitabile con la possibilità di installare anche le app gratuite, facendosi così un’idea del funzionamento molto simile a quello di iTunes studiato da Apple, anche per quanto riguarda l’interfaccia grafica della piattaforma. Oltre alle varie app, divise tra giochi, utility ed altre categorie per un totale di 9 sottomenu, sul Web Store sono disponibili anche le estensioni e i temi per il browser Chrome, rendendo così accessibile ogni cosa di cui si possa avere bisogno in un solo luogo.
Altre importanti novità arrivano sul fronte Chrome OS, per il quale lo staff si dice non ancora pronto ma a un punto in cui necessita di ricevere feedback da parte degli utenti. È stato così lanciato un programma pilota con il quale notebook di test verranno inviati ad alcuni fortunati scelti tra utenti normali, sviluppatori, scuole e aziende, per raccogliere le impressioni sull’utilizzo e migliorare così l’esperienza generale della versione finale del sistema operativo. Anche per quanto riguarda il programma Chrome OS al momento vengono accettati solo candidati che si trovino all’interno degli USA, ma il consiglio è quello di tenere d’occhio il sito ufficiale in quanto a breve potrebbe essere esteso ad altre nazioni. L’hardware dei sistemi di test comprende schermo 12,1 pollici, tastiera, touchpad, 3G integrato Verizon e otto ore di batteria in regime di lavoro che si trasformano in otto giorni di standby.
Continua a leggere: Chrome Web Store e Chrome OS: tutte le ultime da Google