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Tutti gli articoli con tag censura cinese

Umberto Eco a El Pais: "Internet non conosce filtri sociali"

pubblicato da giovanni de stefano


L’altro giorno sul maggiore quotidiano spagnolo - El Pais - è apparsa un’intervista a Umberto Eco, realizzata da Vicente Verdú in vista del conferimento dell’ennesima laurea honoris causa a questo grande italiano di Alessandria, ma naturalizzato bolognese. Questa volta, da parte dell’antica Università di Siviglia.

L’intervista è molto lunga e interessante, perché affronta con semplicità e buongusto temi come la formazione, le prime esperienze lavorative, gli esordi letterari e poi accademici di una personalità eccezionale, ma che vive con normalità questa eccezionalità. Già polisblog ha ripreso i tratti dell’intervista che riguardano più da vicino la visione della situazione politica italiana che Eco via ha espresso.

Per quanto riguarda gli aspetti dell’Eco-pensiero che interessano di più i lettori di downloadblog, invece, il semiologo si è espresso con forza sul ruolo che Internet può avere nel processo di risoluzione della crisi democratiche. Eco è stato dapprima un po’ severe col web.

Innanzitutto, per Eco bisogna fare distinzione fra il valore del web percepito nei paesi ad alto tasso di democraticità e quello che invece viene percepito in nazioni come la Cina, ad esempio:

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Il Grande Firewall cinese sconfina per la seconda volta

pubblicato da Rosario

Il Grande Firewall cinese sconfina per la seconda volta

A distanza di circa due settimane dall’imbarazzante sconfinamento del Firewall cinese in Cile e USA a causa di alcuni errori nell’instradamento dei pacchetti di rete, giovedì scorso è successa nuovamente la stessa cosa, che ha portato per alcune ore richieste di connessione provenienti da paesi esteri a essere indirizzate verso server cinesi.

Il fattaccio sarebbe stato generato da un errore presso IDC China Telecommunication, ritrasmesso da China Telecommunications e incorporato da provider come AT&T, Level3, Deutsche Telekom, Qwest Communications e Telefonica nelle proprie tabelle di routing: il risultato ha visto tra le 32.000 e le 37.000 reti affette, indirizzate erroneamente attraverso IDC China. Circa 8.000 di queste reti sarebbero state localizzate negli USA e appartenenti a Dell, Apple, CNN e Starbucks.

Mentre a parziale rassicurazione sull’entità del danno ci sarebbero gli algoritmi di routing progettati per seguire il percorso più breve e quindi ignorando l’instradamento verso la Cina, resta più che mai il dubbio legato alla fragilità delle tecnologie attualmente usate per dirigere il traffico di rete, sempre più corposo e sempre più veicolo di informazioni delicate.

Via | Theregister.co.uk
Foto | Flickr

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Il Great Firewall della Cina si estende, per alcune ore, anche in Cile e USA

pubblicato da giovanni de stefano


Un imbarazzante errore di rete ha fatto sì che diversi computer situati in Cile e negli Stati Uniti funzionassero come sotto l’effetto dei filtri del Governo Cinese. Come se il Great Firewall si fosse esteso, seppur temporaneamente, per migliaia di chilometri aggiuntivi.

Con tanto di redirecting verso appositi server cinesi di Facebook, Twitter e YouTube. E’ successo mercoledì e la causa dello strano fatto potrebbe essere da ricercare in una errata richiesta DNS a un root server - appunto, cinese - da ISP cileni e americani, che avrebbero dovuto richiedere tutt’altro, e a tutt’altro server. La richiesta avrebbe avuto successo, però, fino a “scomodare” un server gestito per conto della Cina dalla svedese Netnod, che ha risposto ai provider come se fossero localizzati in Cina. Secondo un esperto di sicurezza informatica di Arbor Networks, Danny McPherson, non ci sarebbe stato nulla di intenzionale, da ambo le parti.

“Resta però un esempio di quanto facile sia, per l’informazione, essere corrotta, contaminata e filtrata ben oltre i confini territoriali stabiliti inizialmente”.

Si sa con certezza, per ora, che il problema sia stato molto circoscritto. Al più, si tratterebbe ufficialmente di 3 access point in Cile e uno in California, e che già da ieri tutto fosse tornato nella norma.

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L'artista cinese Ai Weiwei chiede ai cinesi di boicottare la rete per protestare contro il governo

pubblicato da PG

L'artista cinese Ai Weiwei chiede ai cinesi di boicottare la rete per protestare contro il governoCome annunciato tempo fa, dal 1° luglio 2009 tutti i nuovi PC venduti in Cina conterranno un filtro software chiamato Green Dam. Questa applicazione, creata con il presupposto di proteggere i cittadini cinesi dalla pornografia online, potrebbe anche essere usata dal governo per monitorare le attività online e bloccare tanti altri siti.

In questi giorni tutti l’artista e architetto cinese Ai Weiwei ha invitato tutti gli utenti di Internet a bloccare ogni attività di navigazione a partire dal 1° luglio. Una sorta di boicottaggio della rete, dalla lettura delle pagine, ai blog, dalle email ai giochi. Questo il suo messaggio pubblicato su Twitter.

Ai, noto come il consulente artistico dello Stadio Nazionale di Pehicno per le Olimpiadi del 2008, è un attivista molto famoso in Cina, che ha spesso pubblicato le sue tesi sul suo blog. E’ stato anche arrestato per le sue convinzioni.

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