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Tutti gli articoli con tag censura cina

Cisco aiuterà la Cina a tenere sotto controllo i propri cittadini

pubblicato da claudiasantini

cina

Cisco Systems e altre giganti della tecnologia entraranno a far parte di un nuovo progetto di sorveglianza in Cina: una rete a livello cittadino di 500.000 videocamere con lo scopo di prevenire il crimine. Com’è semplice immaginare, tutti coloro che si occupano di diritti umani sono preoccupati per i possibili risvolti dell’iniziativa: il controllo dei dissidenti politici.

Il sistema verrà creato inizialmente nella città di Chongqing, richiedendo due/tre anni di lavoro, e costituirà la rete di videosorverglianza più estesa e complessa mai creata in Cina. Il nome suona quasi paradossale, “Peaceful Chongqing“, e veglierà su mezzo milione di intersezioni stradali, parchi e vie per circa 400 miglia quadrate (un’area superiore del 25% a quella della città di New York).

Alcuni attivisti fanno notare come i colossi della tecnologia si rivolgano facilmente (e ottengano ingenti guadagni) a paesi come la Cina e il Medio Oriente, sfruttando il controllo sulla popolazione e i probabili utilizzi politici mascherati da provvedimenti di sicurezza. I prodotti offerti ai governi spaziano dai software che controllano/censurano Internet alle tecnologie di controllo video/audio. Secondo le indagini condotte dal Wall Street Journal, Cisco parteciperà al progetto Peaceful Chongqing fornendo strumentazione per la costruzione della rete.

C’è da ricordare che gli Stati Uniti proibiscono l’esportazione di strumentazioni per il controllo del crimine in Cina, soprattutto per il riconoscimento delle impronte digitali, ma non vietano la vendita di videocamere il cui utilizzo può essere giustificato in vario modo. Insomma, fatta la legge, c’è sempre modo di aggirarla: non esistono prove che Cisco personalizzi i propri prodotti per il controllo del crimine collaborando con la repressione cinese, quindi nessuno può intervenire. In realtà molti ritengono che neanche la partecipazione della Cisco sia ufficiale e la compagnia si rifiuta di commentare.

[Via WSJ]

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La pornodiva giapponese AOI Sola fa scalare il Grande Firewall ai Cinesi

pubblicato da HellSpawn

La pornodiva giapponese AOI Sola fa scalare il Grande Firewall ai Cinesi

Il vecchio adagio sul cosa tira più di un carro di buoi sembra funzionare sempre, anche in Cina dove per far provare a superare la censura del Grande Firewall ai cittadini c’è voluto che ci fosse di mezzo un’attrice pornografica, tale AOI Sola famosa soprattutto in Giappone per le sue opere.

Il nome di AOI Sola è entrato in qualche modo rompendo un primo livello di censura sulla pornografia in Cina, dove sono attualmente bloccate tutte le informazioni su questo tipo di “intrattenimento” per evitare che possano esserci “danni ai più giovani”. Ma non solo: testimonianza dello scavalcamento del Firewall è stato proprio l’account Twitter dell’attrice, che ha ringraziato i propri fan cinesi pubblicamente per il supporto.

A questo punto bisogna considerare anche che Twitter è attualmente bloccato in Cina, per cui chi ha avuto modo di accedere al social network per contattare la pornostar deve necessariamente avere superato in qualche modo i controlli dei filtri, rompendo così un secondo livello di censura sulla piattaforma di microblogging. La notizia ha immediatamente scatenato non poca ilarità in giro per il web, facendo però anche riflettere amaramente vista la “causa scatenante” della scalata al Grande Firewall.

Via | Techdirt.com
Foto | Flickr

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La Cina blocca alcune query verso Google.com.hk

pubblicato da HellSpawn

La Cina blocca alcune query verso Google.com.hkLa decisione di Google di spostare il traffico proveniente dalla Cina verso la versione non censurata del motore di ricerca con base a Hong Kong non ha lasciato indifferenti le autorità di Pechino, che hanno preso contromisure filtrando alcune delle possibili ricerche effettuabili su google.com.hk.

Secondo quanto reso noto da Google, alcune “query sensibili” sarebbero state bloccate dalla Cina, pur lasciando il sito completo ancora accessibile: immaginiamo che i filtri possano riguardare semplicemente alcune parole che inserite nell’indirizzo del motore di ricerca ne attiverebbero il blocco.

Nel frattempo Google continua a mantenere una pagina dove la disponibilità di tutti i suoi servizi all’interno della Cina viene tracciata giorno per giorno, tra applicazioni completamente libere, parzialmente filtrate e completamente disattivate come YouTube e Blogger.

Via | Techcrunch.com

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La Cina promette di punire severamente gli autori dell'attacco a Google

pubblicato da HellSpawn

La Cina promette di punire severamente gli autori dell'attacco a GoogleLa vicenda dell’attacco cinese a Google continua a tenere banco in campo internazionale, con aggiornamenti periodici provenienti dall’una e dall’altra parte, ovviamente occupate a tirare l’acqua al proprio mulino su quanto accaduto.

Se parte delle accuse riguardava proprio un presunto coinvolgimento del governo cinese, le stesse autorità di Pechino hanno promesso di punire severamente gli autori dell’attacco all’azienda americana, a patto che Google abbia prove evidenti della loro colpevolezza.

Nonostante un’apparente disponibilità della Cina, TheNextWeb fa notare che forse proprio così non è, continuando a sospettare sul coinvolgimento del governo negli attacchi. Del resto dai dettagli emersi qualche giorno fa era abbastanza chiaro che il tutto proveniva da una scuola cinese, mentre la violenza dell’annuncio ufficiale di Google effettuato subito dopo la vicenda lascia pensare che in realtà il colosso informatico già sappia bene chi e come l’ha attaccato.

La “disponibilità” cinese suona dunque come un invito a fornire tutto ciò che l’azienda ha realmente in mano, cosa che potrebbe interessare alle autorità più che punire effettivamente i colpevoli.

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Google: stop alla censura in Cina e possibile chiusura

pubblicato da HellSpawn

Google: stop alla censura in Cina e possibile chiusuraDalle pagine del proprio blog ufficiale, Google ha annunciato quello che ha definito un “nuovo approccio” per la Cina, in seguito a una serie di attacchi avvenuti a dicembre alle proprie infrastrutture collocate nella nazione, destinati a rubare dati sensibili di attivisti per i diritti umani cinesi operanti anche in Europa e America.

L’attacco non avrebbe coinvolto soltanto Google ma anche una serie di altre venti società operanti in vari settori, al punto che il colosso informatico avrebbe intrapreso una collaborazione con le autorità degli USA per fare chiarezza sulla vicenda. La reazione di Google è stata quella di annunciare un completo stop alla censura dei contenuti per Google.cn, con la “consapevolezza che ciò possa significare chiusura”.

Mentre il CLO David Drummond ha definito immateriali i guadagni di Google in Cina, l’azienda intraprenderà una serie di colloqui nelle prossime settimane per capire col Governo cinese come proseguire con questa nuova linea senza censure, anche se tutto lascia presagira a un’effettiva chiusura in tempi brevi.

Aggiornamento: l’intera vicenda rischia di diventare un affare di stato tra Cina e USA. Il Segretario di Stato Hilary Clinton ha dichiarato che contatterà il Governo cinese per ottenere delle spiegazioni, e darà un aggiornamento sulla vicenda la prossima settimana.

La Cina rimanda l'installazione del Green Dam

pubblicato da PG

La Cina rimandal'installazione del Green DamIl Governo Cinese ha dichiarato che ritarderà la norma che impone ai produttori di PC di installare il software di filtraggio della rete Green Dam.

Questa decisione, infatti, aveva provocato un fiume di proteste non solo in Cina, ma in tutto il mondo, preoccupando esperti internazionali e responsabili di computer. Ricordiamo che Green Dam è stato progettato per filtrare la pornografia e la violenza per tutelare i minori, ma molti esperti dichiarano che il software potrebbe contenere delle backdoor per spiare gli utenti.

Il Governo ha ora dichiarato che l’obbligo di installazione è sospeso a tempo indeterminato, per poter dare ai produttori di PC il tempo necessario per adattarsi alla norma. Tuttavia scuole e Internet Cafè potrebbero già essere obbligati ad installare il software. Attualmente solo Acer ha dichiarato che avrebbe installato il Green Dam, mentre Lenovo non ha ancora risposto alle richieste del Governo.

Ugualmente HP e Dell sono rimasti in silenzio senza lasciare dichiarazioni, mentre, secondo Web Rconversation, Sony avrebbe già avviato la produzione di computer con il software preinstallato.

Via | Nytimes.com

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Green Dam, il filtro cinese, contiene codice pirata

pubblicato da PG

Green Dam, il filtro cinese, contiene codice pirataLa cosiddetta “Green Dam”, la diga verde, ovvero il software che il governo cinese ha intenzione di inserire in tutti i prossimi PC in vendita sul suo territorio, conterrebbe parte di codice pirata, secondo una relazione della Solid Oak Software.

La società sostiene che l’aspetto della GUI imita lo stile del software CyberSitter, programma sviluppato dalla stessa Solid Oak Software. E non solo, perchè sembra che il “Green Dam” utilizzi alcune DLL con nomi modificati.

Ricordiamo che Green Dam funziona in modo da identificare immagini, testi e URL paragonandoli con un filtro che lavora per bloccare i contenuti offensivi. Secondo il professore Alex Halderman il software utilizza le blacklist elaborate da CyberSitter risalenti al 2006.

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I PC venduti in Cina presto avranno un software di censura

pubblicato da HellSpawn

I PC venduti in Cina presto avranno un software di censuraIl governo cinese ha in programma dal prossimo 1 luglio di chiedere ai rivenditori di PC sul proprio territorio la preinstallazione in tutti i nuovi computer venduti di un software di censura che impedisca l’accesso a determinati siti web ufficialmente per difendere i più giovani dai pericoli della pornografia infantile e non.

Il programma dal nome “Green Dam-Youth Escort” funziona connettendosi a un database di siti bloccati, aggiornabile costantemente a proprio piacimento, immaginiamo non solo per proteggere i bambini ma anche per rafforzare le operazioni di oscuramento del governo cinese, ultima delle quali in ordine cronologico quella di Piazza Tienanmen su Google Immagini ma anche il blocco di Twitter, Msn e Flickr in un colpo solo.

Via | News.cnet.com

I risultati diversi di Piazza Tienanmen su Google Immagini dentro e fuori la Cina

pubblicato da HellSpawn

Piazza Tienanmen restituisce risultati diversi su Google Immagini dentro e fuori la Cina

Quello che vedete qui sopra è uno dei risultati che si ottengono in giro per il mondo inserendo su Google Immagini la chiave di ricerca “tienanmen massacre”, ottenendo le drammatiche immagini di quanto avvenuto il 3 giugno 1989 a Piazza Tienanmen, Pechino, Cina.

Google Blogoscoped ha notato nei risultati una sostanziale differenza con quanto invece si ottiene inserendo la stessa chiave su Google.cn, ottenendo come risultati quelli che potete vedere dopo la pausa, ben diversi da quelli visti a capo post.

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