Una password inviata via sms, un ragazzo con tanto tempo libero, lo strano mondo di Facebook, il codice penale californiano e 1 anno di galera. Questi sono gli ingredienti di una storia vera e di una singolare sentenza che - applicando le leggi della California - equipara lo scambio di identità sul web al furto (qui trovate il pdf della sentenza emessa dalla Court of Appeal).
Il ragazzo, identificato nella sentenza come Rolando S, una volta ricevuta (non si capisce bene a che fine) la password del sito in blu dalla ragazza, invia e posta sulle bacheche degli altri utenti messaggi a sfondo pornografico fingendosi la ragazza stessa. Quello che forse il ragazzo non sapeva è che lo scambio di identità è considerato in California come un vero e proprio furto, e viene punito dalle legge con 1 anno di reclusione in un centro di recupero giovanile.
La sentenza di primo grado, confermata in questi giorni in appello, è chiara: il ragazzo ha ‘rubato’ l’identità alla ragazza usufruendo della sua password e compiendo atti in suo nome. In Italia, giuridicamente parlando, non esiste un’ipotesi di ‘furto d’identità’, visto che il codice penale fa riferimento unicamente alla sostituzione di persona prevista dall’art. 494 (ne abbiamo parlato qui con l’Avv. Fabiano). E voi che ne pensate, servirebbe una norma simile anche in Italia?
Ditelo alla vostra mamma/sorella/fidanzata: usare Internet fa bene al cervello. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata da un team della University of California con sede a Los Angeles, secondo il quale navigare sul web stimolerebbe aree della materia grigia coinvolte nei processi di decisione e ragionamenti complessi.
Addirittura a trarre giovamento secondo gli scienziati potrebbero essere anche i cambiamenti fisiologici nella mente che portano al suo rallentamento con l’avanzare dell’età.
Confrontato alla lettura, il risultato ottenuto dai ricercatori ha ottenuto più o meno gli stessi risultati, con la differenza del maggior coinvolgimento degli apparati legati ai processi decisionali sopra citati, ma solo in coloro che si sono dimostrati degli utilizzatori di Internet con una certa esperienza.
Finalmente una bella notizia da far leggere a chi vede il websurfing come una perdita di tempo da rimbecilliti :)
Via | Lifehacker.com
Foto | Flickr
Chi l’ha detto che l’educazione stradale non si possa “ripassare” attraverso un canale YouTube? Il California Department of Motor Vehicles (l’equivalente della nostra Motorizzazione) ha infatti pubblicato fino ad ora oltre 55 video stra-visti su un canale YouTube appositamente creato, con la speranza che le strade possano diventare un luogo migliore.
Adatti soprattutto ai neopatentati o a coloro che si stanno accostando per la prima volta alla guida, ma utili anche per un ripasso che male non fa, i video affrontano diversi argomenti, dai consigli di guida ai quiz di teoria, dalle precedenze agli incroci fino a veri e propri “consigli di vita”.
Il video più visto in assoluto? Quello - ovviamente - che analizza le dieci ragioni principali per cui le persone vengono bocciate agli esami per la patente. Un’idea, a mio parere, molto intelligente per coinvolgere giovani e non con un linguaggio immediato - quello della rete - e che può aiutare a evitare tante stragi e a salvare vite umane. Siete d’accordo?
Via | The New York Times

Sicuramente l’avrete sentito nei telegiornali o letto sui principali siti d’informazione: da alcuni giorni la California è assediata dagli incendi, molti dei quali ancora impossibili da domare. Colpiti Los Angeles, San Diego, Malibu, Hollywood con un totale, sino ad ora, di 172mila ettari di terreno completamente bruciati e oltre 1.600 edifici distrutti.
Monitorare un disastro così indefinito e in continua evoluzione è sicuramente un problema, sia per le forze dell’ordine che per giornali e telegiornali, che hanno bisogno di dare ai cittadini notizie aggiornate e in tempo reale sulla situazione.
Per questo motivo in moltissimi stanno utilizzando il servizio di mappe personalizzate di Google Maps per segnalare in tempo reale la situazione degli incendi nella propria zona.
Continua a leggere: Gli incendi in California monitorati su Google Maps