Facebook Like Button è un’estensione ufficiale per il browser di Google che permette d’includere il “like” del social network su tutte le pagine web. Ha le stesse funzioni del pulsante integrato sui siti ed è disponibile sul Chrome Web Store. Basta essere registrati a Facebook per usufruirne e il bottone appare nel menù contestuale.
Non c’è stato un annuncio ufficiale, da parte di Facebook: forse perché l’estensione è prevista per Firefox, Internet Explorer, ecc.? Ad ogni modo, le opzioni disponibili sono tre: Facebook Like Button, oltre al “like”, integra “recommend” e “share”. Permette cioè d’inviare un link agli amici o di pubblicarlo nella propria bacheca.
Attenzione, però, perché installando Facebook Like Button per Google Chrome s’accettano implicitamente i termini d’utilizzo e la politica sulla privacy del social network. In particolare, l’estensione prevede il recupero della cronologia del browser e dell’indirizzo IP dell’utente: i dati restano anonimi, fino al login su Facebook.
Via | MakeUseOf
Cocoon è un’estensione per il browser che permette di navigare in sicurezza, attraverso un web proxy: disponibile per le versioni di Windows e Mac OS X di Firefox, è diventata gratuita per tutti. Almeno, per adesso: inizialmente era previsto un pagamento e in futuro potrebbe esserci un nuovo servizio, più avanzato, a sottoscrizione.
Cosa fa Cocoon? Anzitutto, “filtra” i malware e forza le connessioni HTTPS visitando i siti web che supportano il protocollo (Facebook, Google, Windows Live, ecc.). Utilizzando SELinux. Nelle prossime settimane sarà attivato un servizio per la scansione dei virus nelle e-mail: è quest’ultimo che potrebbe richiedere un abbonamento.
Il proxy non risiede sul computer dell’utente, bensì sui server di Cocoon dov’è installata la protezione SELinux della National Security Agency (NSA) statunitense. La navigazione potrebbe rallentare, anche sensibilmente. Cocoon non è tra gli add-on di Mozilla: per installare l’estensione occorre fornire il proprio indirizzo e-mail.
Via | CNET Downloads

Google ha introdotto una piccola novità in Google Chrome che potrebbe cambiare l’approccio ad Internet: la possibilità di eliminare la barra degli indirizzi dall’interfaccia, in modo da navigare tramite Web App o con barra a scomparsa. Avevamo discusso delle possibili implicazioni in questo piccolo cambiamento, incluse nel tentativo di Google di creare una esperienza d’utilizzo che rompe col passato. Chrome non è l’unico browser che consente di recuperare pixel di spazio: anche Firefox può nascondere la barra degli indirizzi grazie ad un addon chiamato LessChrome HD.
LessChrome HD può essere intallato su Firefox 4 (probabilmente anche sulla nuova beta di Firexof 5) e permette di rendere la barra delle URL invisibile quando non in utilizzo. Possiamo renderla visibile portando il cursore in cima alla barra delle tab e cliccando. Questo addon differisce dalla funzionalità di Chrome in un solo aspetto: quando la barra è visibile, occupa l’intera riga orizzontale dello schermo e non viene confinata ad uno spazio ridotto.
Si tratta di un addon ancora in fase di perfezionamento che permette però di sperimentare l’utilità di un’interfaccia priva (momentaneamente) di barra delle URL. Mozilla per il momento non intende incorporare una simile funzionalità in Firefox, almeno per il momento, quindi Chrome aprirà la strada ad una fruizione del web che si scrolla di dosso un “retaggio del passato”.
Continua a leggere: Firefox come Chrome: nascondere la barra degli indirizzi
Opera s’allinea a Google, Mozilla e addirittura Microsoft nell’apertura di un canale di testing per la futura versione del proprio browser. Benché gli ultimi snapshot di Opera per Windows, OS X e Linux siano tradizionalmente offerti per il download di prova finora non esisteva un sito dedicato alle versioni beta e alpha del browser.
Opera Next è l’equivalente di Chrome Canary (disponibile solo su Windows), Firefox Aurora e della Platform Preview di Internet Explorer. Come gli altri browser, anche Opera ha optato per un colore identificativo: l’icona di Opera 11.50 Alpha è grigia, anziché rossa. Abbiamo già parlato dell’aggiornamento e del supporto a WebGL 1.0.
Quella di Opera è piuttosto un’operazione di marketing: Opera Next, ufficiosamente, esiste da tempo. Le scelte degli altri produttori hanno solo convinto Opera a farne un portale a tutti gli effetti. Se vogliamo, da questo punto di vista è stata l’azienda a fare scuola: le prime versioni di sviluppo di un browser risalgono a Opera.
Via | Software Crew
Parrotfish è l’ultimo esperimento di Embed.ly, una società che si occupa specificatamente d’integrazione dei contenuti multimediali sul web. È un’estensione per il browser, disponibile su Chrome, Firefox e Safari: Parrotfish mostra audio, immagini e video dai link presenti negli aggiornamenti di stato su Twitter per più di 200 siti.
Tra le caratteristiche di Parrotfish, oltre alla possibilità d’ottenere delle anteprime integrali dei contenuti, c’è l’utilizzo di Google Safe Browsing per identificare e prevenire il caricamento di link che potrebbero contenere dei malware. Parrotfish supporta HTML5, i dettagli dei prodotti su Amazon, più i check-in di Foursquare.
La “nuova” interfaccia di Twitter prevede già le anteprime di contenuti multimediali da alcuni partner selezionati: iTunes Ping, ad esempio, è tra i provider accreditati. Ciò nonostante, rispetto al numero di tweet che contengono collegamenti le anteprime previste sono poche e Parrotfish fa risparmiare il tempo per visitare i link.
Via | MakeUseOf

Aza Raskin, guru delle UI e creative lead di Firefox ha presentato in alpha un progetto che potrebbe rivoluzionare la navigazione a tab, ormai proposta in tutti i principali browser.
Il concept è attualmente in fase alpha e si chiama Tab Candy: permette di gestire in modo completamente nuovo le tab di Firefox. Le tab ossono essere raggruppate in gruppi semantici, condivise con gli altri navigatori e organizzate sullo schermo acquisendo una funzione più complessa e propria, che va oltre la barra della finestra del browser in cui erano in precedenza “imprigionate”.
“Tab Candy è completamente realizzato in HTML, Javascript e CSS. Solo open Web” scrive Raskin sul suo Blog prima di proporre il video introduttivo che segue:
Continua a leggere: Tab Candy: una nuova interfaccia per la gestione delle tab in Firefox

Nell’ultimo pacchetto di aggiornamenti rilasciato da Microsoft attraverso Windows Update, era presente anche un’estensione per le barre strumenti del browser. La cosa strana, però, è che questo add-on non si è installato solo su Internet Explorer, ma anche su Mozilla Firefox. Il tutto, e qui nasce il problema, senza che nella schermata di update fosse presente alcuna notifica in merito alla doppia installazione, e quindi senza alcuna richiesta di consenso.
L’add-on per Firefox era nascosto perché, come evidente nello screenshot, parte del Microsoft Search Enhancement Pack, classificato come download importante. Niente nella schermata sta ad indicare che l’aggiornamento sia per entrambi i browser, ma una volta eseguito l’aggiornamento, all’apertura di Firefox gli utenti si sono trovati la classica finestra dei componenti aggiuntivi recenti, con la fantomatica Search Helper Extension.
Su alcuni forum dedicati al browser di Mozilla sono subito iniziate le discussioni su quale sia la reale natura di questa estensione. E pare che ancora non si sia giunti ad una conclusione. Nella pagina del supporto Microsoft dedicata, questo aggiornamento (KB982217) viene descritto come essenziale per Windows Live Toolbar, MSN Toolbar e Bing Bar, in quanto consentirebbe di correggere un problema nella funzionalità categoria homepage di queste barre degli strumenti. Ma quale sarebbe questo problema?
Continua a leggere: Microsoft: estensione per Firefox installata senza il consenso dell'utente

Nonostante non sia stato presentato ufficialmente durante il WWDC 2010, Safari 5 è stato rilasciato proprio in questi giorni. Un po’ in sordina, ma con almeno una importante novità che sta già creando molte polemiche, ovvero Safari Reader.
Safari Reader è un nuovo strumento ufficiale che compare come icona accanto alla barra degli indirizzi e che nelle intenzioni dovrebbe rendere più facile e scorrevole la lettura degli articoli sul web. Come? Rimuovendo dalla pagina, portandole in secondo piano, tutte le inserzioni pubblicitarie e gli altri elementi che potrebbero disturbare la lettura. Anche se, come vedremo, non serve per bloccare il caricamento delle stesse.
Reader, oltre a eliminare ogni distrazione visiva, riordina il contenuto testuale in un unico blocco a scorrimento verticale, come se ci si trovasse di fronte ad un’unica pagina, che appare in primo piano mentre il resto sfuma in grigio diventando un semplice background. Oltre alla componente testuale, Reader carica nel pop-up anche le foto e gli altri elementi interattivi, presentando poi delle semplici opzioni per ridimensionare l’area di visualizzazione, inviare il testo via email o stamparlo.




Continua a leggere: Safari 5 fa sparire il web con Safari Reader
Dopo più di sei anni di discussioni e lavori i primi domini scritti in caratteri diversi da quelli latini sono una realtà.
All’inizio di maggio l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, meglio nota con la sigla ICANN, ha dato il via ai domini scritti in caratteri arabi e qualche giorno fa è stato inaugurato anche il primo scritto in cirillico. A seguire sembra sarà la volta della Cina.
A partire dalla versione 5.0.375.3 dev, Google Chrome non mostra più il prefisso http:// nella barra degli indirizzi.
Ecco l’indirizzo di downloadblog con Google Chrome 5.0.342.9 beta per Mac:

Ecco invece lo stesso indirizzo con il nuovo Google Chrome 5.0.375.9 dev per Mac:

Su OS news si fa notare che una scelta simile è stata già adottata tempo fa da Apple per il browser dell’iPhone (e iPod touch) con l’update dell’OS a 2.2.
In quel caso la decisione era motivata dal poco spazio disponibile nei 480×320 pixel dello schermo ma facendo clic nella barra degli indirizzi per modificare l’url o digitarne uno ex novo, il protocollo nascosto ricompariva.
Questo non succede nel caso di Google Chrome dove continuano ad essere mostrati prefissi come https:// e ftp:// che vengono colorati rispettivamente di blu e grigio ma il protocollo ideato da Tim Berners-Lee per specificare le trasmissioni di pagine world wide web non è più visibile più all’utente, nemmeno se fa clic nella Omnibox.
Mozilla ha rilasciato la versione stabile di Firefox 3.6, scaricabile da qui.
Tra le novità ci sono la protezione dai plugins obsoleti, il supporto al sistema di skinning Personas, una migliorata stabilità del browser ed una maggiore velocità, tanto che Firefox 3.6 sarebbe più rapido del 20% rispetto alla versione 3.5.
Un elenco completo delle nuove caratteristiche è disponibile in questa pagina, inoltre vi segnaliamo anche un interessante video esplicativo visionabile sempre sul sito Mozilla.
Da non dimenticare infine che l’ottimo John T. Haller ha già approntato la versione Portable di Firefox 3.6 ottimizzata per l’uso con una chiavetta USB. La trovate su PortableApps.com.

Fresh Html, aggiornato di recente alla versione 3.39, è un editor visuale che serve a creare semplici pagine web anche senza essere troppo ferrati sull’argomento.
L’interfaccia del programma - gratuito per uso personale - consente di integrare facilmente immagini, righe orizzontali, tabelle, segni grafici particolari e bottoni gif, ma anche elementi multimediali come video di Windows Media Player, Quicktime e altro. Com’è normale in questo tipo di software, quello che c’è in un dato momento sull’interfaccia corrisponde anche alla pagina web ottenuta.
Non sarà certo Dreamweaver, ma può risultare utile soprattutto a chi non se ne intende di html e vuole comunque tentare un “primo approccio” alla materia; peraltro, se si vuole, si ha pure la possibilità di lavorare direttamente sul codice attraverso la vista “html code”. Le pagine realizzate (di cui si può visualizzare anche l’anteprima nel browser) sono salvabili nei formati .php e .asp, oltre che .html naturalmente.