
È di ieri la notizia di 250 milioni di dollari di finanziamento arrivati a Dropbox da Index Ventures: una notevole iniezione di capitale per il sistema cloud creato da Drew Houston e Arash Ferdowsi nel 2007. Ma i soldini non sono arrivati solo in quella scatolina: recentemente anche Box, uno dei principali competitor di Dropbox, aveva ottenuto finanziamenti per 162 milioni di dollari.
L’interesse per i sistemi cloud è valso a Houston anche la copertina di Forbes, uno abituato ad attenzioni di un certo peso. Lo ha raccontato sempre su Forbes Victoria Barret, ricordando l’incontro tra Drew e Steve Jobs nel dicembre 2009. Jobs era interessato all’acquisto di Dropbox all’epoca, ma Houston non voleva vendere. Da quel meeting però uscì una frase, detta da Jobs a Houston.
“Dropbox è una feature, non è un prodotto”
E tanti saluti dopo il meeting cordiale. Detto fatto: un anno e mezzo dopo fu lanciato iCloud, al WWDC del 6 giugno 2011. E se avesse avuto ragione Jobs? Se lo è chiesto David Coursey, che prima però ha cercato di spiegare quali siano le differenze tra una feature e un prodotto…
Che differenza c’è tra una feature e un prodotto? Una feature è qualcosa che appartiene o che può essere facilmente riprodotta all’interno di qualcosa che già esiste. Per esempio iCloud, la versione di Dropbox ideata da Steve Jobs, è integrata all’interno del sistema operativo Apple, ai device Apple, e funziona anche con Windows.
Un’applicazione va oltre e presenta una valida ragione per la quale sia necessario considerarla singolarmente. Questo però è particolarmente complicato nel caso in cui gli utenti debbano pagare per un servizio, come nel caso di chi usa Dropbox più intensamente. Va detto che Dropbox è una eccellente feature. Funziona alla grande, io la uso ogni giorno, ma con un account gratuito, e non penso che pagherei per utilizzarlo.
Sempre Coursey - in un pezzo intitolato “Come Dropbox morirà” - precisa:
Dropbox è ottimo, ma personalmente potrei usare anche l’ottimo Evernote, per gli stessi scopi (…) ma ciò che rende tanto affascinante Dropbox e anche ciò che lo rende debole. Dropbox è un eccellente sistema di file sharing e di archiviazione, funziona bene ed è conveniente. A meno che Dropbox abbia come protezione dei brevetti molto rigidi, questi sono già un ottimo prototipo di tutto quello che serve a un competitor (…) affinché Dropbox possa continuare a essere indipendente deve aggiungere rapidamente altre funzionalità, che lo rendano più utile e più difficile da integrare a qualcos’altro.
La chiave di tutto è nel finale: “affinché Dropbox possa continuare a essere indipendente deve aggiungere rapidamente altre funzionalità, che lo rendano più utile e più difficile da integrare a qualcos’altro”. Già, ma cosa si potrebbe aggiungere a Dropbox?
Le piattaforme che offrono online storage sono sempre di più: che si tratti di utenti individuali o, imprese il cd. “cloud computing” ha un’importanza crescente in una società perennemente connessa a internet. Ormai esistono soluzioni per tutte le esigenze e per tutte le tasche. In particolare, parlando dell’espansione dei servizi di Box.net, faremo riferimento a quelle gratuite come Dropbox e SkyDrive.
Box.net si è rinnovato aumentando lo spazio web per tutte le offerte: gli account gratuiti sono passati da 1Gb a 5Gb. Paragonato a Dropbox (l’alternativa che gli è più simile) parliamo di una disponibilità più che doppia. Per lo stesso piano free, Dropbox parte da 2Gb espandibili con un sistema di raccomandazione. Poiché Box.net è particolarmente utile con Windows e Office, SkyDrive offre 25Gb.
Se dovete scegliere un servizio simile per uso personale e senza troppe pretese, l’offerta di Microsoft su Windows Live resta la migliore. Non è soltanto in termini di spazio che bisogna valutare: sempre per gli account gratuiti, Dropbox supporta più sistemi operativi per il desktop. Box.net comincia a diventare leader di settore quando si tratta di profili enterprise con un numero molto elevato di utenze.
Via | CNET News