Scoop è un feedreader realizzato con Adobe AIR che permette di leggere con comodo i propri Feed RSS anche senza essere collegati ad internet. E’ disponibile direttamente nell’Adobe AIR Marketplace per Windows, Mac e Linux. La particolarità di Scoop è che permette di sincronizzare la configurazione con il proprio account di Google Reader e quindi di importare ed esportare ad esempio i Tag.
L’attuale release 0.31 è in beta ma nella roadmap sono previsti ulteriori miglioramenti come ad esempio la possibilità di scaricare in cache anche le immagini e di condividere gli articoli sui principali siti di social bookmarking. Può essere una interessante alternativa a Gears.
Via | DigitalInspiration.com
Tabbloid è un nuovo servizio on-line creato da HP che permette di convertire un feed RSS in un documento PDF formattato come un quotidiano.La registrazione non è necessaria. E’ poi possibile ricevere direttamente il risultato o schedulare l’invio automatico del PDF secondo le proprie necessità.
L’interfaccia è essenziale e pulita, ed il risultato in PDF presenta il contenuto dei feed in formato testo senza la presenza di immagini. Per prova ho generato un PDF del feed di Downloadblog.it ed il risultato è gradevole e di facile lettura. Ogni feed viene aggiunto all’elenco e quindi è possibile gestirne più di uno, potendo eliminare successivamente quelli inutili. Un’idea potrebbe essere quella di generare il PDF dei feed preferiti ottenuti da google Reader, avendo quindi fatto una selezione a monte dei post più interessanti.
Via | Micropersuasion.com

Siete alla ricerca di un sistema per ricordare tutti gli eventi, le date e le attività passate e future della vostra vita quotidiana? Memiary è un sito costruito dallo sviluppatore Sid Yadav, e consiste in un microdiario, un luogo privato da riempire con i vostri pensieri.
Non si tratta di un semplice blog, ma di una specie di contenitore da riempire con tutto ciò che vogliamo. Il sito è di una semplicità disarmante: basta inserire un indirizzo email, una password e si è già iscritti. Dopodiché è possibile inserire le proprie attività che andranno a far parte di un registro consultabile in futuro.
Il servizio è ancora agli inizi e, per quanto la semplicità e la pulizia della grafica possano piacere, mancano molte funzioni. Si tratta, in conclusione, di un diario della propria vita da poter sfogliare come un libro dei ricordi.
Via | Techcrunch.com
Cambia il mondo dell’editoria nell’era del Web 2.0: il “The Guardian” uno dei più importanti quotidiani del Regno Unito, ha deciso offrire tutti i propri contenuti via RSS. La segnalazione arriva direttamente dal Google Blog e cita il fatto che il “The Guardian” diventa il primo quotidiano a compiere questa scelta.
Fino adesso, infatti, i giornali e quotidiani hanno offerto solo una parte dei propri contenuti via RSS, perchè generalmente non ci sono guadagni derivanti dai banner o dalla pubblicità. Diversa è la situazione in cui un utente legge gli articoli sul sito ufficiale, dove sono presenti gli annunci.
Ma il “The Guardian” sta cercando di offrire un modello economico vantaggioso per sè e per gli utenti: inizialmente, però, ci saranno delle limitazioni, soprattutto per quanto riguarda le immagini e alcuni contenuti. Tuttavia sarà interessante seguire l’esperimento e come si evolverà: il “The Guardian” ha deciso di prendere una strada via via distaccata dai vecchi mezzi di comunicazione, ora vedremo chi ne seguirà l’esempio.
Via | Mashable.com
Quale migliore idea di lanciare un sito sulla politica a pochi giorni dalle elezioni americane? Politics.com è stato completamente rinnovato e riempito di contenuti a tema politico, compresi i video di YouTube.
Il sito è gestito da una società che ha sede in Virginia e chiamata semplicemente Politics. Ma l’URL era già esistente e, dopo essere passato attraverso varie mani, è stato acquistato dalla società attuale che ne ha rinnovato la grafica e i contenuti.
Probabilmente è un po’ tardi per lanciare un sito sulla politica, e sarebbe stato meglio averlo pronto nove mesi fa. Ma sicuramente il sito fa leva sulle ricerche dei motori di ricerca e sulle richieste in crescita di news e contenuti di argomento politico.
Via | Techcrunch.com
Sappiamo tutti che i Blog sono ormai il fenomeno degli ultimi tempi. La possibilità di commentare ogni articolo offre la possibilità di creare nuove opportunità per tutti, sia per chi scrive che per chi legge. Ma se fino ad oggi l’attenzione è stata concentrata sull’articolo (post), con BackType il concetto si ribalta e l’attenzione si sposta sui commenti.
BackType è infatti uno strumento che censisce e cataloga i commenti presenti nella cosiddetta blogosfera e permette quindi di effettuare ricerche sui dati. E’ possibile cercare sia per nome utente che per contenuto. Inoltre poco fa è stata introdotta una nuova funzione di Alert che vi spedità una mail ogni volta che si presenterà un commento relativo alla vostra ricerca.
Continua a leggere: Backtype Trends: cercare nei commenti del web

Le nostre lettrici femminili saranno ben liete di visitare un sito come HairFlix. In un mondo in cui anche la moda diventa 2.0, HairFlix offre tutta una serie di servizi dedicati alla bellezza, lo shopping e le acconciature. Il sito ha subìto un recente restyling, per cui si presenta al pubblico con una veste grafica tutta rinnovata.
Il sito è stato anche riprogettato: nella barra superiore sono presenti varie sezioni. Hairstyle permette di ammirare le acconciature di celebrità e gente dello spettacolo. Shop è invece un vero e proprio negozio online attraverso il quale acquistare le apparecchiature adatte alla bellezza dei capelli.
Salons, invece, vi mostra una mappa di Google con i salon di bellezza più importanti. Peccato che ci siano solamente quelli presenti sul territorio degli Stati Uniti. Infine Blog è un vero e proprio centro di informazione per essere sempre aggiornati sulla moda. Interessante anche la sezione video, dove poter visionare i video di famosi spot.
Via | Mashable.com
Il co-fondatore di Google, Sergey Brin, ha lanciato il suo blog personale, raggiungibile all’indirizzo too.blogspot.com. Nel suo primo post Brin spiega il significato del nome del blog. Così come Google è un gioco di parole sul termine googol, anche too deriva dal numero due e la sua pronuncia inglese. Brin ha precisato inoltre che questo blog rispecchia la sua vita al di fuori del lavoro.
Ma già nel secondo post i toni diventano molto più seri, perchè Brin parla di una mutazione genetica legata alla malattia del morbo di Parkinson e ad alcuni gruppi etnici in cui il Parkinson ha una percentuale più elevata di comparsa. Brin quindi dichiara di avere tra il 20%-80% di probabilità di soffrire in futuro di Parkinson. Per questo può attivarsi già da adesso per contrastare la malattia.
Brin riflette sulle possibilità di riddure tali percentuali (attraverso cure o attività fisica) e magari sostenere la ricerca scientifica nella lotta contro questa malattia.
Via | Techcrunch.com
Foto | Flickr
Whos.amung.us è uno servizio gratuito di statistiche che attraverso un piccolo gadget da inserire sulle vostre pagine web permette di misurare costantemente i visitatori presenti on-line e nel passato. La nuova versione 2.0 è stata annunciata ieri sul blog ufficiale e presenta diverse interessanti migliorie.
E’ stata introdotta una pagina iniziale riassuntiva con tutte le proprie statistiche chiamata Dashboard, con un aspetto rinnovato e più moderno. Il software di tracking è stato rivisto per dare migliori risultati statistici, mentre le mappe sono ora personalizzabili sia per dimensione che per disegno grafico. I grafici con il numero di accessi sono ora più completi e presentano un numero maggiore di dati. Inoltre è stato aggiornato il plugin per Firefox che mostra in tempo reale il numero di visitatori presenti sul proprio sito, anche senza accedere alla pagina delle statistiche. Per finire la pagina di Help ha ricevuto diverse integrazioni e ora appare più completa.
Via | Blog Whos.amung.us
Il grafico presente a questa pagina mostra il numero di blogger arrestati negli ltimi anni, sulla base dei dati raccorti da World Information Access. Il numero è salito da cinque arresti del 2003 a 35 l’anno scorso. Sembra che, agli occhi di qualche governo, bloggare sia diventato un pericolo da arginare.
La maggior parte di questi arresti sono avvenuti in paesi con regimi oppressivi, come Egitto, Cina, Arabia Saudita e Iran. Ma, e questo potrebbe sorprendere, arresti sono avvenuti anche in Canada, Francia, Grecie e Stani Uniti. E le motivazioni sarebbero, nella maggior parte dei casi, di tipo politico.
Questo documento di Google mostra i nomi di tutti i 64 blogger arrestati negli ultimi anni, con la data di arresto, il paese d’origine e la ragione dell’arresto.
Via | Techcrunch.com
Foto | Flickr
Uno studente di Washington è rimasto shockat quando ha ricevuto un messaggio dal proprio fornitore Comcast comparso sul suo blog. Nel post del blog di Brandon Dilbeck, lo studente si lamenta del servizio offerto da Comcast.
Ma dopo un po’ ha ricevuto un messaggio di scuse da parte di Comcast, che si dispiace per gli inconvenienti tecnici e suggerendo una guida per la risoluzione dei problemi.
Il blog, da quanto dichiarato, non riceveva molte visite, e anzi, nessuno ha lasciato commenti negli ultimi tempi. Ma l’impressione che Brandon ne ha ricavato da questa vicenda è un po’ raccapricciante: è come se il Grande Fratello ci guardasse.
Continua a leggere: Comcast legge i blog degli utenti: il Grande Fratello ci guarda?
Dopo aver compiuto nel 2007 lo storico sorpasso sull’inglese, diventando la lingua più utilizzata nella blogosfera, i blog giapponesi continuano a moltiplicarsi senza sosta, e ora sono arrivati a sfiorare i 17 milioni di unità, con 1,35 miliardi di singoli articoli pubblicati.
È quanto emerge da un rapporto appena presentato dal ministero delle Comunicazioni nipponico, che per la prima volta ha effettuato uno studio sistematico sullo stato della blogosfera nazionale. Secondo i dati, a gennaio 2008 il numero di blog aveva toccato quota 16,9 milioni di unità su un totale di circa 70 milioni di blog al mondo; degli 88,11 milioni di abitanti del Giappone, inoltre, oltre il 20 per cento è risultato essere attivo come redattore di blog.
Interessante anche il fatto che il giapponese sia diventata la lingua più utilizzata nella blogosfera mondiale, con il 37 dei blog; seguono l’inglese (36 per cento) e il cinese (8 per cento).