Twitter è ormai uno dei social network più diffusi della rete, ma questo quando ormai siamo nel 2010 a distanza di qualche anno dal suo lancio all’interno del meraviglioso mondo del web 2.0.
Correva l’anno 2006 e il cofondatore di Twitter Biz Stone provava nel modo che vedete nel video qui sopra a promuovere la propria creatura, strappando non poche risate riguardandolo a quattro anni di distanza. Fortunatamente per Stone, la sua piattaforma è poi diventata una delle più popolate di Internet coinvolgendo anche il resto della popolazione mondiale, oltre alla categoria dei nerd a cui lo spot sembra strizzare l’occhio.
Continua a leggere: Una pubblicità video di Twitter del 2006
Non so come siate venuti a conoscenza del tragico terremoto che ha investito Haiti: personalmente – avendo un pessimo rapporto con la televisione e lavorando di notte – ho ricevuto le prime notizie proprio attraverso Twitter, esattamente com’è avvenuto per la sommossa popolare durante lo spoglio dei voti per le ultime elezioni presidenziali iraniane.
Se da un lato è possibile avere accesso alle immagini e ai video del disastro attraverso i servizi di Google, dall’altro – fermo restando la positività di un’informazione accurata – c’è chi ha deciso di andare oltre quel disgustoso “feticismo” del dolore sovente proposto dai medium tradizionali. E non poteva trattarsi d’altro che del web.
Consapevole dell’importante ruolo sociale assunto rapidamente da Twitter, è lo stesso Biz Stone a richiamare tutti alla coscienza civile: l’ha fatto con un intervento sul blog ufficiale — segnalando le principali risorse (su Twitter e non) online per provvedere a donazioni destinate all’aiuto e alla ricostruzione della popolazione di Haiti. È cosa buona e giusta.
Foto | AdnKronos
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Tra le 00:46 e le 2:00 (calcolando l’ora italiana) di ieri Twitter è stato sotto attacco e i disagi si sono protratti a lungo nella mattinata: a confermare e spiegare dettagliatamente l’origine del problema è stato lo stesso Biz Stone, che ha chiarito anche come l’attacco non abbia avuto conseguenze sugli utenti.
Nello specifico si è trattato di un tentativo di defacing della piattaforma – che ha causato il redirect degli accessi a un sito inaccessibile – che non ha riguardato i dati personali degli iscritti: Twitter ha subito un attacco di DNS Disruption che ha coinvolto Dynect (il provider che offre questo servizio all’azienda).
Circa 23 ore fa Jason Goldman ha annunciato la risoluzione definitiva del problema, benché gli utenti abbiano impiegato più tempo per tornare a un utilizzo regolare di Twitter: i disagi maggiori hanno riguardato quanti usufruiscono delle API, perché le stesse hanno causato la compromissione di tutti i servizi correlati. La buona notizia – come accennavo poc’anzi – è che non sono stati sottratti i dati sensibili dei profili.
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Non si può certo dire che gli sviluppatori di Twitter non siano attenti alle esigenze degli utenti e che non seguano i feedback provenienti dalle applicazioni più popolari che s’interfacciano alle proprie API: in questo caso la novità imminente riguarda soprattutto il business e in generale gli account che esprimono i tweet di un gruppo di persone.
Tra le feature più apprezzate dei mashup professionali di Twitter – in particolare CoTweet, che ha introdotto una prassi per la firma degli aggiornamenti definita poi ^CoTags, ma anche HootSuite di cui ho parlato poco tempo fa – c’è appunto la possibilità di accedere a uno stesso profilo da parte di più utenti. Finora è possibile farlo soltanto condividendo la stessa password di un account, ma non esiste un metodo ufficiale per indicare la paternità di un aggiornamento.
Ciò cui si sta lavorando all’headquarter di Twitter è proprio la possibilità di dare una precisa indicazione su chi abbia effettuato il twit: la funzione non è ancora disponibile al pubblico (neppure ai partner professionali), ma introduce una possibilità molto intrigante. Nell’esempio proposto Biz Stone “firma” un aggiornamento sul profilo ufficiale di Twitter grazie all’indicazione riportata in calce al tweet: in pratica coi Twitter Contributors sarà consentito identificare l’autore di un update nella forma by @biz.
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Biz Stone, gran capo di Twitter, ha annunciato che entro la fine del 2009 saranno disponibili degli speciali account premium o “professionali” del sistema di microblogging più diffuso al mondo.
L’obiettivo di una possibile monetizzazione si avvicina per Twitter, già al centro del buzz dei blog tecnologici, in questi giorni, per via di due importanti novità applicate alla sua interfaccia web: le liste e il retweet “ufficiale”.
Le caratteristiche principali di questi speciali account a pagamento (il cui costo non è ancora stato definito) saranno la possibilità di essere “verificati” (cioè attribuiti con certezza a un certo brand, come già avviene per alcune star del cinema o del giornalismo) e un servizio di statistiche a loro dedicato. Le parole di Stone:
“Questo sistema di avvantaggerà di quelli che sono alcuni degli usi commerciali di Twitter che già abbiamo visto da parte di grandi aziende come compagnie aeree o catene di distribuzione. Vogliamo offrire loro un po’ di servizi che gli permettano di essere migliori su Twitter”.