
La Procura della Repubblica ha indagato Fastweb e NGI per favoreggiamento, nell’ambito dell’operazione “Poisonous Dahlia”condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari. Il Sostituto Procuratore Dott. Giangiacomo Pilia aveva emesso un ordine di inibizione ai siti www.btjunkie.org e www.btjunkie.com. Da parte sua, Fastweb ha fatto sapere che si è trattato di un incidente tecnologico, e che in questo momento non è possibile accedere ai due link.
Al di là del caso specifico che non commentiamo, il fatto degno di nota è che per la prima volta in Italia l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto che gli internet provider possano essere considerati responsabili. A fronte di questo, si aprono una serie di considerazioni che vogliamo discutere insieme a voi.
Questo tipo di operazione “scarica” (usiamo il termine non a caso) sui provider un costo che dovrebbe essere a carico dei detentori dei diritti. A rigor di logica, chi si sente defraudato dovrebbe portare le prove all’autorità giudiziaria, che dovrebbe poi agire sui singoli. Invece, con i vari blocchi imposti ad esempio ai provider, ai gestori di DNS oppure ai motori di ricerca, viene “ingessato” un intero mercato invece di andare a colpire chi è direttamente responsabile di un fatto illecito. Con la politica dei “blocchi”, si chiede ai provider di oscurare un intero sito, impedendone a chiunque l’accesso, sia per la semplice visita, sia per lo scarico del file .torrent, ma ancora prima che esso stesso venga poi effettivamente utilizzato per il file sharing. Nella vita reale sarebbe come imporre un divieto d’accesso o un coprifuoco: visto che in certe zone della città o in certi orari ci sono troppi crimini, nessuno può circolare.
Dal punto di vista pratico, infine, l’inibizione ad un sito rispetto all’indagine sui singoli, è un paliativo: bloccato un sito ce n’è già pronto a sostituirlo. La stessa FIMI nel proprio comunicato ammette che “BtJunkie, dopo la chiusura di Pirate Bay, era diventato il sito tracker per bit torrent più utilizzato in Italia“…
Foto | Melkorcete

µTorrent, il client BitTorrent di riferimento, è stato aggiornato in tutti e tre i suoi stadi di sviluppo Alpha, Beta e Stable (final). Naturalmente per evitare qualsiasi tipo di problema o malfunzionamento consigliamo ai lettori meno smaliziati di prendere la versione stabile.
Scarica µTorrent 1.8.4 build 16688 - Stable
Scarica µTorrent 2.0 build 16850 - Beta
Scarica µTorrent 2.1 build 16932 - Alpha
Nella versione Alpha è presente in via sperimentale anche il nuovo protocollo uTP, di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa.
µTorrent è un client gratuito estremamente versatile e leggero, ricco di funzioni utili e senza fronzoli superflui. Sin dalla sua prima uscita gli sviluppatori hanno sempre concentrato i loro sforzi sull’efficenza nell’utilizzo delle risorse (in RAM occupa circa 6MB), cercando di utilizzare meno hardware e sprecando meno banda possibile.
Per il changelog completo visitate il sito ufficiale di µTorrent
La corrente ci porta oggi un altro client BitTorrent: si tratta di Deluge, client open source (rilasciato sotto licenza GNU GPL) in crescita ma già pieno di funzioni; la versione 0.5.8.1 è in realtà semplicemente una bugfix della major release 0.5.8 ma introduce una interfaccia accattivante che contribuirà sicuramente al suo successo.
I propositi degli autori di creare un client snello e non invadente, basati sul pensiero che lo scaricare non può monopolizzare le risorse di sistema, sono pienamente rispettati nonostante siano già presenti di default tutti i plugin disponibili, tra cui spiccano un Blocklist Importer per bannare indirizzi non validi o pericolosi, e una interfaccia web, per controllare i propri torrent direttamente dal browser o, perché no, da remoto.
Deluge, disponibile in italiano, propone l’uso di un comodo wizard per la prima installazione (richiamabile anche in un secondo tempo) e integra nella barra principale un motore di ricerca con i principali siti di tracker, tra cui il nuovo YouTorrent di cui abbiamo parlato qui. E’ disponibile per Windows, Linux e Mac OS X.
Youtorrent è un motore di ricerca che aggrega i risultati da The Pirate Bay, Mininova, IsoHunt, MyBittorrent, NewTorrents . Youtorrent si propone come il primo motore di ricerca per file torrent che compara i risultati in tempo reale. In pratica il risultato della ricerca dovrebbe proporci come risultato della nostra ricerca i file torrent organizzati in modo che il primo in classifica sia associato al file originale più veloce da scaricare.
Per quei pochissimi che ancora non lo sapessero i file torrent sono dei piccoli file di testo che contengono le informazioni per scaricare un file ad esso associato, per esempio un video, un album musicale o un software, tramite un programma di file sharing compatibile con questo protocollo, come BitTorrent, uTorrent o l’estensione per Firefox AllPeers, in modo da distribuire questo file verso il maggior numero di utenti e a velocità elevate.
Via| Regedit.exe
WeStream e’ una nuova applicazione web, ancora in fase sperimentale, che permette di sentire musica semplicemente da un file .torrent, che deve contenere ovviamente un file audio. Funziona su qualsiasi browser che abbia abilitato Java. WeStream e’ basato sul client web di Bittorrent, ed e’ stato sviluppato da BitLet. Un’idea interessante per le web radio del futuro, annunciata in questo post degli sviluppatori.
WeStream e’ in grado di riprodurre brani codificati in OGG Vorbis o in MP3, il team di BitLet include nelle feature anche altri formati. Per ascoltare musica da un torrent bisogna semplicemente caricare il file e attendere la sua riproduzione.
Per garantire la riuscita dello streaming e’ il numero delle fonti disponibili, quindi la velocita’ del download e della propria connessione. Nato da poco, WeStream potrebbe avere successo in più di un uso concreto, anche se al momento non ci sono tracker, implementazioni o adozioni per vederne più chiaramente il futuro.
via | TorrentFreak
Una sentenza di un giudice federale della California obbligherà gli amministratori di TorrentSpy, popolare motore di ricerca per file Torrent, ad archiviare le attività degli utenti.
La sentenza che dovrà essere rispettata dal 12 giugno potrebbe portare alla chiusura all’accesso per gli utenti americani più che alla tracciatura degli stessi, in quanto sarebbe una azione in conflitto con la politica di privacy che gli utenti accettano al momento dell’accesso.
La sentenza esce dal processo iniziato nel febbraio 2006 che vedeva la MPAA, l’associazione che difende i diritti delle case cinematografiche contro Torrentspy, IsoHunt, BTHub, TorrentBox, NiteShadow, Ed2k-It, NZB-Zone, BinNews e DVDRs.net.
L’elemento più preoccupante della sentenza è la possibilità senza precedenti che permetterebbe di scavalcare il consenso alla riservatezza dei dati personali.
E’ soprattutto una pratica che non deve passare, afferma un avvocato della Electronic Frontier Foundation, quella che obbliga un sito che deve difendersi da una causa, a creare nuovi logs.
Intanto è passato un anno dal raid della polizia svedese contro PirateBay, azione che in definitiva non ha fatto altro che rafforzare questo movimento che ha quasi fatto finire la Svezia nella lista nera del WTO.
Tribler è un client bitTorrent un po’ particolare, infatti tiene traccia degli ultimi download effettuali per cercare online filmati simili scaricati da altri utenti con gusti simili ai vostri, insomma una sorta di Last.FM per i filmati.
Nato come progetto di ricerca tra la Delft University of Technology e la VU University Amsterdam, Tribel incorpora ora differenti tecnologie ed analizza filmati proveniente da diversi media, YouTube incluso, diventando ben più di un solo (ennesimo) client per bitTorrent.
Ovviamente il software dovrà ora scontarsi con i soliti pregiudizi derivanti dal funzionare secondo logiche P2P, anche se l’idea di fondo (quella di analizzare i memi sul web) ben poco centra con lo scambio indiscriminato di video.
via NewTeeVee
E’ in fase di sviluppo una estensione per Firefox che permetterà di integrare un client per scaricare file Torrent, così come è presente nativamente in Opera.
Firestorm è ancora in fase di sviluppo ma a breve verrà rilasciata una prima versione alpha: dagli screenshot possiamo notare la totale integrazione nei menù di Firefox e la configurabilità del client.
Entrerà a far parte della release 3 di Firefox? Quali estensioni ritenete che debbano ormai entrare a far parte di diritto nell’installazione base di Firefox?
Continua a leggere: Firestorm, caricare file torrent con Firefox
BitFox è un plugin per Firefox che permette di “scaricare un torrent facilmente come potrebbe essere scaricare un file da Ftp o Http“, o almeno queste sono le intenzioni degli sviluppatori espresse sul blog del progetto.
Il plugin è nato grazie alla libreria Libtorrent e sarà compatibile sia con i sistemi Windows che con quelli Linux.
Il progetto che da poco ha ottenuto una vera Gui è alla ricerca di nuovi sviluppatori e tester. Se volete quindi collaborare allo stesso vi consiglio di fare un giro nella relativa project page di Google Code.
Se non puoi combatterli, fatteli amici, comprali, falli lavorare per te.
Bram Cohen, l’ideatore del protocollo peer to peer BitTorrent, lancerà nelle prossime ore il nuovo negozio online che prenderà il posto della classica homepage di BitTorrent, giusto in tempo per la serata degli Oscar.
Il nuovo BitTorrent Store può già vantare accordi con Warner Brothers, 20th Century Fox, MTV, Paramount, MGM, e Lions Gate per la vendita di film, video e videogiochi: al momento del lancio il catalogo conterrà circa tremila film, alcune migliaia di video e anche la possibilità di scaricare videogiochi per il vostro pc.
I videoclip potranno essere acquistati per 1.99 dollari mentre i film saranno scaricabili con una formula più vicina al noleggio, in quanto per 2.99 dollari, 3.99 per le novità, si potrà scaricare un film e guardarlo entro trenta giorni dall’acquisto o entro le 24 ore in cui si è iniziato a guardarlo.
Continua a leggere: BitTorrent lancia il suo negozio online e il noleggio dei film sulla rete
Isohunt è stato chiuso forzatamente dal proprio ISP, così recita l’attuale homepage di uno dei più longevi siti di ricerca BitTorrent/IRC/Usenet.
La causa viene imputata alla causa mossa dalla MPAA, la società che divende i diritti degli studi cinematografici,visto che Gary Fund, l’amministratore del sito è uno dei soggetti destinatari della causa lanciata nel febbraio 2006 che comprendeva ed2k-it.com, BinNewz.com, e, appunto, isoHunt.com.
Un server temporaneo è già attivo e appena tutto sarà in ordine il traffico verrà rediretto sul nuovo ISP: la battaglia quindi non è finita qui.
[via Skyck]
Uno dei fondatori di BitTorrent.com aveva promesso che prima o poi BitTorrent sarebbe saltato sui dispositivi hardware. La visione, ben poco realistica fino a non molto tempo fa si sta velocemente concretizzando.
Dopo l’uscita sul mercato, lo scorso anno, dei primi router wireless con client BitTorrent integrato, due società taiwanesi hanno ora annunciato un chip in grado di accelerare il protocollo BitTorrent.
L’obiettivo delle due partner taiwanesi è anche quello di rendere l’uso del noto protocollo P2P tanto semplice quanto vedere un DVD. Le appliance basate questo chip saranno infatti in grado di scaricare i contenuti dalla rete in modo autonomo e, eventualmente, iniziarne automaticamente la riproduzione. L’utente, se lo vorrà, non si accorgerà neppure di stare utilizzando un client P2P, e questo sarà soprattutto importante per i servizi di downlad legale: BitTorrent è infatti una delle tecnologie scelte dall’industria cinematografica per la vendita di film su Internet.
Tutte da vedere invece la protezione della privacy dell’utente. Come l’utente non si accorgerà di scaricare film legali probabilmente non si accorgerà dell’invio di dati sensibili dal suo router o media center a chicchessia. Gli accordi stipulati da BitTorrent inc. in questi mesi e l’acquisizione di µTorrent hanno lasciato la comunità di utenti (in rapida crescita) con l’amaro in bocca.
Staremo a vedere i prossimi sviluppi.
[Via Punto Informatico]