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Bing Travel come Decision Engine

pubblicato da Federico Moretti

Bing Travel

Mentre Google si “rilancia” sui social network con Buzz, Bing – che ormai è diventato il principale rivale del motore di ricerca di Mountain View – percorre una strada differente, ma altrettanto interessante: salito agli onori delle cronache per il misterioso servizio di URL shortening di cui non si è più saputo nulla (forse anche per i feedback negativi ricevuti), Bing Travel sta diventando la punta di diamante della ricerca di Microsoft.

Purtroppo al momento disponibile soltanto in lingua inglese e prevalentemente per gli Stati Uniti, Bing Travel assurge a sostituire gli attuali portali tematici per l’organizzazione delle vacanze e dei viaggi di lavoro: sebbene altri competitor – incluso lo stesso Google – offrano già strumenti affini ad esempio per il controllo dei voli in partenza e arrivo negli aeroporti statunitensi, la scommessa di Bing si spinge oltre.

In sostanza Bing Travel offre la possibilità (attraverso il login di Windows Live) di pianificare, prenotare e monitorare i propri viaggi con il supporto dei database della “defunta” Encarta e un sistema di domande e risposte da parte di chi ha già visitato una determinata meta: gli stessi sviluppatori hanno definito Decision Engine la relativa feature di Bing, poiché dalla ricerca frontale si passa all’interattività d’ausilio alle decisioni degli utenti.

Via | Network World

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Microsoft, Bing e i domini: fail.

pubblicato da Federico Moretti

binged.it La notizia relativa all’immagine che potete vedere a sinistra non è propriamente una “breaking”, perché se ne parla già da qualche giorno: nel silenzio più totale di Microsoft è apparso – in un tweet proposto da Bing Travel (un servizio inaccessibile in Italia) – un indirizzo curioso che allude all’esistenza di un servizio di URL shortening per uso interno ai dipendenti di Bing.

Il problema è che suddetto indirizzo – nello specifico http://binged.it/4Hi4Ha, che rimanda a un post tra le news di MSNBC – presenta un dominio base più lungo di quello standard: sono 8 caratteri contro 7 — peraltro il TLD è stato registrato proprio in Italia. Eppure, per quanto ciò sia risibile non è l’unica notizia fallimentare per il motore di ricerca della multinazionale di Redmond.

Ieri mattina infatti Sean Carlos (esperto statunitense di SEO che vive e lavora nel nostro Paese) si è accorto dell’ennesimo “fail”: sempre su Twitter ha riportato un’altra news per cui il dominio wwwbing.com – senza punteggiatura tra www e bing.com – rimanda nientemeno che a Google. Quest’ultima è un’idiosincrasia decisamente più grave per Microsoft, che nei confronti del web non ha mai curato granché semantica e standard.