Sta montando in queste ore un presunto giallo riguardante le immagini di Berlusconi, montato grazie anche ad un articolo de La Stampa che nel titolo cita come risposta di Google un “disservizio temporaneo”. Peccato nel comunicato ufficiale di Google non si usino mai queste parole. Ma nel giornalismo il virgolettato non aveva un significato preciso?
Tornando alla questione, dicevamo appunto presunto perchè i contorni della vicenda sono piuttosto fumosi. Vediamo insieme cosa è accaduto. Nel momento in cui scriviamo, cercando le foto dell’aggressione a Berlusconi su Google Images, queste non si trovano. Chiavi di ricerca: aggressione berlusconi, berlusconi duomo, berlusconi tartaglia. Nello stesso tempo, si trovano le immagini dell’attacco al premier in Google News, perchè “agganciate” agli articoli dei media.
Su Frienfeed la discussione continua, con ipotesi suggestive e tentativi di prova che ne noi qui a Milano, ne i nostri collaboratori esteri sono riusciti a replicare: per quanto ci riguarda su Google Images le immagini di Berlusconi non si trovano ne qui ne all’estero. Chi afferma di averle viste nei giorni scorsi, si confonde con quelle presenti su Google News?
Continua a leggere: Berlusconi e le immagini censurate su Google
Si è parlato in questi giorni di contromisure per il proliferare di siti e messaggi in cui si incita alla violenza. Al di là del caso specifico, l’Italia non è l’unico Paese che è alla ricerca di un “qualcosa” che possa bloccare o limitare alcune attività in rete.
ArsTechnica ha pubblicato un interessante articolo sul caso Australia. Il Ministro delle Comunicazioni, Stephen Conroy, ha annunciato l’inizio di un test di filtraggio dei dati. Si tratta più o meno del tanto vituperato metodo cinese: obbligare gli ISP ad usare una blacklist segreta. In pratica tutto ciò che è illegale vendere in Australia, sarà bloccato anche sul web. Quello che stupisce, però è che affidata agli stessi ISP una seconda blacklist che filtri contenuti legali ma se vogliamo discutibili, come pornografia, contenuto volgare o terrorismo. La seconda lista è attivabile dagli utenti stessi, ed il governo australiano stanzierà fondi per coprire le spese di gestione.
Sempre nell’articolo di ArsTechnica l’analisi dei risultati della prima fase di test. 9 provider australiani sono riusciti a bloccare un migliaio di siti con l’accuratezza del 100%. Il filtraggio della seconda lista ha però creato problemi, facendo scendere l’accuratezza tra l’84 ed il 78%, con falsi positivi e materiale da filtrare che invece è passato. Telestra, che non partecipava al test ma ne ha condotto uno in proprio, ha rilasciato una dichiarazione eloquente. Il meccanismo è praticamente inutile, perchè non è possibile filtrare dati non web, quali messengers, p2p o chat rooms. E’ anche possibile che su particolari siti il filtro possa andare in overload. Per chi ha un po’ di dimestichezza, non è difficile bypassare i filtri. Comunque, dai test, l’84% dei tentativi di bypassare la blacklist ha successo.
Spam su Facebook, ebbene si. Se qualcuno si è chiesto come fare, ecco spiegato il trucco. Si crea un gruppo e si cambia il nome a seconda delle necessità o meglio, dei fatti di cronaca. Proprio in relazione al post di questa mattina su Berlusconi, Tartaglia e Facebook, ecco i due esempi.
Il Gruppo “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia” con descrizione “GRAZIE SILVIO!” fino poco tempo fa aveva come nome “Scommetto di poter trovare 1.000.000 di utenti che odiano Silvio Berlusconi” (confermato dalle cache di Google e Bing). http://www.facebook.com/group.php?gid=9069785212
Il Gruppo “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia” con descrizione “PEACE” aveva invece come nome “il NUOVO FACEBOOK fa cagare” (confermato da Catepol). http://www.facebook.com/group.php?gid=26844886242
Grazie per le segnalazioni, cercheremo di monitorare la situazione in relazione anche ad altri gruppi Facebook.
Continua a leggere: Spam su Facebook, ovvero i gruppi che cambiano nome
Della vicenda dell’aggressione a Berlusconi in Piazza Duomo si è occupato ampiamente Polisblog, che vi invitiamo a seguire per tutti gli aggiornamenti ed opinioni politiche sul caso. Su Downloadblog vogliamo invece documentare quanto sta accadendo in rete in queste ore. Partiamo allora proprio dai commenti dei lettori di Polisblog: potremmo definirli dal colore “variegato”. Solidarietà, amarezza, ma anche un certo sfottò e ironia con accuse, anche dure, che come al solito si scambiano simpatizzanti di destra e sinistra. In ogni caso i commenti proseguono sia sui nuovi post, sia su quelli di ieri sera.
Con Google Real Time, possiamo osservare cosa accade appunto in tempo reale su Twitter, con l’aggiunta delle news provenienti da vari siti. Per la maggior parte si tratta della riproposizione della notizia.
Andiamo allora a dare un occhio a cosa accade su Facebook, perchè è li che si concentrano i gruppi più discussi, o discutibili ovviamente. Nel momento in cui scrivo, ci sono 42.000 fan di Massimo Tartaglia, presentato come “42 anni, incensurato e con tanto coraggio”. Non si tratta dell’unico gruppo dedicato a Tartaglia, ma è il più numeroso. Dall’altra parte due gruppi dal nome identico, “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia”: Contano 380.000 e 127.000 membri.
Continua a leggere: Berlusconi, Tartaglia e la statuina del Duomo su internet e Facebook