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L'84% delle aziende aspetterà un anno prima di passare a Windows 7

pubblicato da PG

L'84% delle aziende aspetterà un anno prima di passare a Windows 7Cresce l’attenzione delle imprese e degli utenti verso il nuovo sistema operativo di casa Microsoft, Windows 7, il cui rilascio potrebbe avvenire entro la fine del 2009. Secondo alcuni sondaggi sempre più persone sono incuriosite dal nuovo sistema, ma non tutti ne effettueranno l’aggiornamento.

Lo rivela un sondaggio commisionato dal KACE, secondo cui, all’interno delle imprese, la stragrande maggioranza, ovvero l’84%, aspetterà ancora un anno prima di aggiornarsi a Windows 7. E questo nonostante le recensioni positive date dai beta tester.

Addirittura il 50% ha dichiarato di aver preso in considerazione la possibilità di passare a Mac OS X. E pensare che solo due anni fa questa percentuale era il 27%.

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Vota le aziende che si occupano di Internet (hosting e web design)

pubblicato da blogo

Noi di Blogo ci stiamo dedicando ad un nuovo progetto supersegreto, la directory di aziende italiane votate e commentate dal pubblico del web. Il widget sotto mostra le attività e aziende a voi più vicine, con la possibilità di scegliere una differente località.

Ogni tanto vi chiederemo di giudicare e commentare aziende, attività commerciali ecc. Questa volta tocca alle aziende che si occupano di Internet (hosting e web design).

Nel frattempo stiamo lavorando per aggiungere una funzionalità per segnalare le aziende mancanti nel nostro archivio. Lasciateci i vostri commenti, siamo aperti e curiosi di sapere cosa ne pensate.

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Vota le aziende di consulenza informatica

pubblicato da blogo

Noi di Blogo ci stiamo dedicando ad un nuovo progetto supersegreto, la directory di aziende italiane votate e commentate dal pubblico del web. Il widget sotto mostra le attività e aziende a voi più vicine, con la possibilità di scegliere una differente località.

Questa volta vi chiediamo di commentare e giudicare le aziende di consulenza informatica.

Nel frattempo stiamo lavorando per aggiungere una funzionalità per segnalare le aziende mancanti nel nostro archivio. Lasciateci i vostri commenti, siamo aperti e curiosi di sapere cosa ne pensate.

Yahoo! SmallBusiness alza di ben 25 dollari il costo della registrazione annuale

pubblicato da D@di

Yahoo SmallBusinessSarà forse perché finanziariamente non se la passa proprio bene nell’ultimo periodo, ma un rialzo di ben 25 dollari (poco meno di 16 euro) all’anno in pochi se lo aspettavano. Stiamo parlando del servizio SmallBusiness di Yahoo!, che permette alle piccole aziende di registrare un dominio e il cui costo annuale, a partire dal primo luglio, passerà dagli attuali 9,95 dollari a 34,95 dollari.

I responsabili di Yahoo!, interpellati, spiegano che a tutti gli utenti registrati (prima di procedere al rinnovo automatico del servizio) sono state inviate 3 mail: una qualche giorno fa, una due mesi e un’altra tre mesi fa, ma in molti gridano allo scandalo per un rialzo di circa tre volte e mezzo quello che si pagava fino al 2007.

Il rincaro sarebbe dovuto principalmente al rialzo dei prezzi (ma siamo sicuri?) della registrazione dei domini; inoltre Yahoo! ha spiegato che non essendo la registrazione dei siti Web il suo core-business, non può permettersi di abbassare ulteriormente i costi. In ogni caso si tratta, a nostro avviso, di una scelta sbagliata, perché altri servizi simili come Google Apps, solo per fare un esempio, offrono praticamente le stesse cose per circa dieci dollari all’anno.

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Le aziende spiano i dipendenti per evitare le fughe di notizie

pubblicato da PG

Le aziende spiano i dipendenti per evitare le fughe di notizieSecondo un sondaggio appena pubblicato da Forrester Consulting, le aziende sono sempre più preoccupate della possibile divulgazione non autorizzata delle informazioni via email, messaggistica istantanea e le reti sociali. L’indagine è stata condotta nel mese di marzo e ha coinvolto 301 imprese americane con oltre 100 dipendenti.

Circa il 44% ha dichiarato un potenziale rischio di fughe di informazioni attraverso il web. Circa il 41% delle grandi imprese (con oltre 20.000 dipendenti) usano regolarmente l’email. Per questo le imprese sono sempre più preoccupate per i rischi derivanti dalla diffusione di blog, social network e altri possibili sistemi per la diffusione di notizie.

Circa il 21% delle società intervistate ha annunciato perdite di dati attraverso i blog e per il 12% si sono verificate fughe di notizie attraverso i social network. Ma anche il P2P è responsabile di questo fenomeno oltre che servizi di condivisione come YouTube.

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Nel 2020 i data-center inquineranno più delle compagnie aeree

pubblicato da D@di

Data centerSe la situazione attuale non cambierà, i data center con ogni probabilità nel 2020 sorpasseranno l’industria aeronautica in una non bella classifica: quella dei principali produttori di gas serra. Lo rivela uno studio di McKinsey & Co ripreso anche dal New York Times.

Lo studio si sofferma maggiormente sulle opportunità di risparmio dei costi e di energia che oggi vengono completamente sprecate nei data center aziendali e governativi. Per esempio, i server sono utilizzati in media solalmente al 6 per cento della loro capacità e al 56 per cento della loro performance massima.

Se allo stesso modo - sottolineano i ricercatori - si comportassero ad esempio gli alberghi, questi chiuderebbero per bancarotta pochissimo tempo dopo la loro apertura. Addirittura, la moda di sfruttare poco i data center sarebbe una moda molto moderna.

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Gli uffici del nuovo centro di Engineering di Google a Zurigo

pubblicato da nexusdue

Google uffici a ZurigoDal blog di Google Italia, Stefano Hesse, capo della sezione Corporate Communications & Public Affairs per il sud Europeo, annuncia la nascita di un nuovo centro della grande G a Zurigo. Entusiasta, Hesse parla dei 300 talenti incontrati nella sede, di cultura e provenienza diversa che “consente un interscambio di idee altrimenti impossibile”.

Ed altrettanto entusiasticamente (”L’ufficio, poi, è qualcosa di incredibile…”) , linka la galleria fotografica della nuova sede. Già in passato avevano parlato della bellezza, originalità degli uffici delle aziende 2.0, ma basta dare un’occhiata alla galleria per affermare subito che Google anche in questo caso è davanti a tutti.

In alcuni ambienti è possibile usare una pertica da caserma dei pompieri o uno scivolo per spostarsi, per esempio per arrivare nella zona ristoro che fa molto centro Ikea. Suggestivi spazi aperti con zone delimitate da tende forse per momenti di ascetismo o cabine a forma di uovo che fanno venire in mente la capsula di Mork, contrastano con uno studio classico che sembra uscire dalle righe di un romanzo di Conan Doyle. Poi spazi ricreativi con tavoli da biliardo, una cabina di una funicolare reinventata come confortevole cabina telefonica per la privacy dell’uomo Google, sedie come amache per lavorare in tranquillità o rilassarsi, spazi colorati per tutti o per i piccoli, probabilmente figli dei dipendenti in una nursery all’interno della struttura. E logicamente, uffici con scrivanie dotate di più monitor per i 300 creativi che, dalle foto, probabilmente non sono sottoposti a dure prove fisiche come l’esercito, pari nel numero, del film tratto dalla graphic-novel di Frank Miller.

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Google costruirà un collegamento sottomarino tra Asia e America ad altissima velocità

pubblicato da fslivere

google unity fibre ottiche pacificoGoogle, con la collaborazione di cinque grandi compagnie internazionali, costruirà un collegamento sottomarino a fibre ottiche di nuova concezione, capace di trasportare mole di traffico internet in quantità senza precedenti. La tecnologia usata si chiama Unity (dal nome del consorzio) e collegherà le 6.200 miglia che separano Los Angeles da Tokio, entro il 2010.

Oltre Google, lavoreranno a questo progetto Global Transit (Malesia), Pacnet (Hong Kong), Bharti Airtel Ltd (India), KDDI Corp. (Giappone) e SignTel (Singapore); sono tutte aziende leader in Asia nel settore delle telecomunicazioni infrastrutture e servizi mobili.

L’operazione costerà complessivamente 330 milioni di dollari, e incrementerà la capacità di banda del 20 per cento e viaggerà attraverso il Pacifico alla velocità di 7.68 Terabits al secondo.

Via | Releaselog

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Con NotchUp, ti pagano per un colloquio?

pubblicato da nexusdue

NotchUpIl web 2.0 ogni giorno sforna nuove idee. NotchUp, si presenta come un servizio web che raccoglie profili lavorativi (curricula). La novità è data dal fatto che le aziende possono accedere a tale database e, pagando una cifra che voi avrete stabilito, invitarvi ad un colloquio di lavoro.

E’ possibile importare il proprio CV da LinkedIn e stabilire il prezzo, dai 75 ai 500 dollari, della vostra “interview”. Il sito mette a disposizione un calcolatore che, tenendo in considerazione la vostra esperienza, settore lavorativo e attuale paga annuale, vi consiglia il prezzo del vostro colloquio. Nella home page c’è una piccola lista di compagnie che utilizzerebbero questo sistema, tra le quali i colossi Google e Yahoo.

Certo, l’idea di essere pagati per un colloquio di lavoro, soprattutto di questi tempi nel nostro Paese dove un impiego è una chimera ed è considerato purtroppo una concessione benevola fatta dall’eventuale datore, strappa più di una battuta. Eppure nella pagina delle FAQ, si spiega quanto la cosa converrebbe in termini economici ad una azienda in cerca di figure professionali. Ad oggi il servizio è attivo solo per gli USA, ma contano di lanciarlo in altri Paesi nel prossimo febbraio 2008. E buona fortuna a chi cerca un lavoro!

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