
Chissà se qualcuno di voi lettori si ricorda del professor Eric Goldman. Alcuni mesi fa il professor Goldman predisse che Wikipedia sarebbe prima poi fallita. E non è la prima volta che Goldman profetizza sulla fine di Wikipedia: ci aveva provato già nel 2005, dando alla famosa enciclopedia non più di cinque anni.
A parte le profezie catastrofiche è vero che Wikipedia sta affrontando un periodo di profonda riflessione. E non è un caso che la comunità si stia interrogando su diversi temi. E’ per questo che l’ultimo intervento di Goldman non si intitola più “quando” Wikipedia fallirà, ma “perchè”.
Ma riflettiamo un momento: è proprio vero che Wikipedia rischia il fallimento? E allora, le modifiche introdotte recentemente a cosa servono? Come sappiamo, nei giorni scorsi Wikipedia ha introdotto i colori per evidenziare la qualità di alcune fonti, mentre precedentemente l’introduzione delle “revisioni contrassegnate” ha permesso di migliorare il controllo sulle modifiche delle pagine più visitate e più a rischio di atti di vandalismo.
E’ vero anche, però, che queste novità rappresentano un allontanamento di Wikipedia da quegli standard di libertà assoluta di pensiero che l’avevano caratterizzata i primi anni di vita. Eppure queste decisioni si sono rivelate necessarie per impedire i numerosi atti di vandalismo contro i profili di alcuni attori famosi, oppure imprecisioni reiterate.
Continua a leggere: Wikipedia sta cambiando. Sopravviverà o fallirà entro pochi anni?
Wikipedia è diventata con il tempo uno dei siti più visitati al mondo, e si basa sulla collaborazione degli utenti che ne modificano i contenuti rendendoli, se possibile, migliori. Tuttavia non è la prima volta che si discute sulla possibilità di introdurre dei limiti alle modifiche degli utenti.
Wikimedia Foundation ha affermato che nelle prossime settimane la versione inglese di Wikipedia potrebbe imporre un livello superiore di controllo editoriale su alcuni articoli.
Ne avevamo parlato tempo fa, quando Jimmy Wales annunciò l’introduzione delle Flagged revision (più o meno “revisioni contrassegnate”) che renderà invisibili le modifiche fino all’approvazione da parte di un moderatore.
Il motivo di questo cambiamento è chiaro: impedire atti di vandalismo e migliorare la qualità del sito, ormai punto di riferimento per milioni di visitatori mensili e al primo posto dei motori di ricerca.Le procedura di modifica e accettazione verranno discusse alla conferenza annuale di Wikimedia in questi giorni a Buenos Aires.
Via | Nytimes.com
Dal quotidiano che ha strappato il maggior numero di premi ai British Press Awards, fra cui miglior sito dell’anno, non potevamo che aspettarci uno dei migliori pesci d’aprile telematici di quest’anno.
Proprio questa mattina, l’edizione online del Guardian, quotidiano inglese con 188 anni di storia alle spalle, annuncia che smetterà di produrre un’edizione cartacea. Non solo, smetterà anche di editare una versione online, al contrario del Seattle Post Intellicencer, per dire. Il Guardian che annuncia l’articolo sarà esclusivamente distribuito via Twitter.
Il pezzo, divertentissimo, sostiene che non ci sia notizia che non possa essere data in 140 caratteri. Non solo, anche l’archivio del quotidiano - sempre secondo lo scherzo - sarà ridotto sottoforma di tweet, per la maggiore rapidità ed efficienza nella consultazione.
Via | Guardian
Continua a leggere: Pesci d'aprile hi-tech: il Guardian smette col cartaceo e passa a Twitter
Wikirank è un interessante sito che tiene traccia di tutto ciò che accade nel mondo della più grande enciclopedia online, ovvero Wikipedia.
Si tratta quindi di uno strumento che analizza le tendenze e gli articoli mostrando statistiche e grafici sulle pagine più visitate. Wikirank offre anche la possibilità di confrontare fino a quattro diversi argomenti. Per esempio: quale tra i quattro Beatles è più popolare su Wikipedia? Tramite un grafico vengono mostrate le quattro opzioni e il numero di visite degli articoli relativi negli ultimi mesi.
Lateralmente viene mostrata una classifica delle pagine più visitate negli ultimi 30 giorni: proprio i Beatles sono al primo posto, seguiti da Watchmen e Natasha Richardson (la recente attrice scomparsa). In basso, invece, vi sono le statistiche relative agli articoli più letti della giornata. Se avete bisogno di uno strumento per controllare i trend su Wikipedia, Wikirank è il sito ideale per voi.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Wikirank mostra le statistiche di tutti gli articoli di Wikipedia
Digital Web Magazine, famosa rivista online rivolta principamente a web designers e sviluppatori web, cessa ufficialmente la pubblicazione dopo oltre 10 anni di attività.
Nato nel lontano 1996 come semplice sito personale, Digital Web Magazine si consolidò tre anni dopo con l’obiettivo di diventare il riferimento per articoli e tutorials sull’industria del web. Con diverse centinaia di collaboratori e oltre 500 articoli pubblicati, la rivista chiude i battenti ed è Nick Finck, former publisher del magazine, a dichiararlo in un post.
Dopo una riflessione sul presente e futuro della scrittura sul web, Finck ha realizzato che Digital Web Magazine non è più il giusto modello per l’attuale comunità web.
Continua a leggere: Digital Web Magazine smette di pubblicare
Sì, avete letto bene. Google ha inserito in Google News la possibilità di commentare le notizie di cui si è partecipi o nelle quali si è stati citati.
La funzione, attiva al momento solo nella versione statunitense del servizio, funziona più o meno così: se sei stato citato all’interno di un articolo puoi commentare o controbattere, e ciò che hai scritto verrà affiancato agli articoli originali. Anche i giornalisti, ovviamente, possono commentare, anche se fino ad ora nessuno lo ha ancora fatto.
La funzione, in realtà, esiste già da luglio, ma non è stata molto pubblicizzata, tanto che in sei mesi sono stati postati solamente 150 commenti. Funziona un po’ come le lettere al direttore o le rettifiche, per capirci; Google spiega di aver voluto introdurre questo servizio per dare una copertura totale di ogni argomento.
Continua a leggere: Sei stato citato in Google News? Manda un commento
Ashley Qualls è una 17enne di Detroit che nell’ultimo anno ha guadagnato quasi un milione di dollari grazie ad internet.
Il bello è che il guadagno non è stato grazie a chissà quale applicazione 2.0 ma grazie ad un sito chiamato Whateverlife.com, dove offre template e sfondi gratuiti per MySpace.
In un articolo di DoshDosh viene spiegato per filo e per segno come la giovane imprenditrice sia riuscita ad ottenere questi risultati andando ad offrire servizi per una nicchia ben precisa, quella delle teenagers, della blog (?) community di Murdoc.
Sicuramente un’idea vincente, visti gli introiti e le pageview mensili prodotte da Whateverlife.